Il semplice stato dell’Essere trascende verticalmente la realtà più alta e più profonda,
fin dall’inizio del tempo, dello spazio e della forma.
All’inizio c’era la dimensione verticale. Il giusto stato dell’Essere.
Poi, quando la realtà esterna si concretizzò,
entrò in gioco la dimensione definita della Sinistra.
La Sinistra continuò ad aggiungere strati… fino a traboccare,
e iniziò a trascinare il giusto stato dell’Essere
in orizzontale, di lato,
così ora solo insieme possono bilanciare l’Essere.
Lo stato giusto dell’Essere divenne il diritto dell’Essere,
e a colui il quale assunse il nome dell’Avere
rimase il lato sinistro.
Da allora,
lo stato dell’Essere continua a rivendicare il proprio diritto alla totalità,
o almeno al primato, rispetto all’Avere,
poiché l’Avere ha continuato ad agire come supremo.
Il passaggio della verticale destra sul lato destro dell’Essere
lo ha allontanato dal suo centro,
dal suo Sentiero Giusto che conduceva l’attenzione al fuoco interiore,
e gli attribuì diversi angoli di inclinazione.
Con indulgenza verso se stessa, si lasciò inclinare sempre più
verso la realtà esterna del mondo di sinistra,
con le sue preoccupazioni di possedere o meno
i doni che lo animano,
con le sue identità immaginarie,
aggiunte allo stato dell’Essere,
con le sue gioie e tristezze poetiche e inquiete.
I diversi angoli formavano strutture diverse
attraverso relazioni diverse con la propria fonte d’essere,
proprio come l’inclinazione della Terra dà origine alle diverse stagioni
in base alla posizione del Sole rispetto ad essa.
I diversi esseri costruiscono le proprie realtà esterne
per poter sperimentare,
con tutti i loro sensi, il proprio mondo interiore, quello vero.
