La realtà del significato

Qual è il valore interiore dell'essere umano?

La realtà del significato

Se c’è una parola che ronza tra psicologi e psichiatri che assistono persone con problemi esistenziali, è il significato. Questo concetto è centrale anche per medici, filosofi, allenatori, insegnanti, supervisori dei giovani, formatori in consapevolezza e così via. In realtà il nucleo è una mancanza di significato. Questa è la triste realtà che sta alla base di molte forme di depressione, esaurimenti e sentimenti di disperazione. Una realtà in crescita che paralizza l’essere umano e si combatte con milioni di pillole.

L’attuale crisi nel mondo rafforza questa mancanza di senso al punto che bisogna affrontarla, non scappare da essa. Prima della crisi, dare un significato di solito si riduceva a “fare ciò che mi sento di fare”, e poi realizzarlo. Ora che ciò non è più possibile, dobbiamo andare più in profondità. Cosa dà senso alla mia vita se mi viene impedito di fare ciò che mi sento di fare e devo letteralmente stare con me stesso?

Cos’è quel sé? Non andrai oltre a questa domanda se rimani nello strato materiale della vita. Poi ti verrà mostrato cosa sta facendo l’uomo con la materia, cosa resta di Mosul e Aleppo, della foresta amazzonica, degli iceberg, dei ghiacciai e così via, mentre ti sforzi di non deprimerti! La realtà materiale è gravemente danneggiata e influenzata dalle attività umane. Il significato è lontano.

Suvvia, non essere così triste, ovunque gli abitanti del mondo sono ancora impegnati a fermare la violenza e la distruzione, impegnati a ricostruire il mondo, a sensibilizzare gli altri esseri umani e a prendersi cura di loro. Per queste persone la mancanza di significato non è un problema, non dedicano tempo a questa domanda, danno un senso alla loro vita sul piano materiale.

Sì – dice il sobrio – puliscono con il rubinetto aperto, e infatti il lavaggio deve continuare. Per quanto riguarda l’esistenza, l’uomo dipende dalla materia, dalla natura, e la natura continuerà a dare la vita se continuiamo a darle l’opportunità di farlo. C’è abbastanza significato. Ma ancora… vedi il primo paragrafo di questo articolo.

Ma a un livello più profondo, la coscienza sottostante si è esaurita. Questo è ciò che devi guardare, non concentrarti sui sintomi. È tempo di un cambio di paradigma: la visione del mondo in cui il problema risiede al di fuori di noi, si rivolge alla realizzazione: siamo un tutto.

Consentire il vuoto esistenziale provoca un trauma. Puoi sfondarlo e iniziare a cercare i tuoi valori come essere umano dall’interno verso l’esterno. Dietro la paura c’è la libertà! Non attacchiamo più un cerotto dopo l’altro sulle ferite interiori, ma rendiamoci conto che stiamo vivendo un grande passaggio verso la fonte della felicità: l’ispirazione fondamentale dentro di noi. Così dice Lawrence Jacobs.

Se si cerca su Google la parola “significato” si arriva alla piramide di Maslow – essendo una semplice piramide, questo schema è ben noto – per indicare in quale ordine i bisogni umani devono essere soddisfatti per poter fare il passo successivo. Dal basso verso l’alto si vedono: bisogni fisici, bisogno di sicurezza e protezione, bisogno di contatto sociale, riconoscimento e apprezzamento e in alto: autorealizzazione.

La piramide mostrata qui ha qualcosa di speciale: c’è un’altra piramide con la punta verso il basso, chiamata significato. I due punti non si toccano, ma si crea l’impressione che il significato provenga dall’alto. Sembra che sia qualcosa che può essere dato all’uomo dall’alto, non qualcosa che l’uomo stesso può cercare nel mondo materiale, come riconoscimento, apprezzamento, contatto sociale e sicurezza. È qualcosa al di là di tutti i bisogni terreni; sembra essere un dono dell’anima che può essere connesso agli esseri umani che le sono ricettivi.

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Questa piramide rovesciata ricorda il cratere del testo di Ermete Trismegisto, il divino recipiente di miscelazione che, colmo delle forze della Gnosi, viene fatto scendere per esortare l’uomo a immergersi in esso, l’uomo che sa per quale scopo fu creato. Sapere per quale scopo sei stato creato significa sperimentare il significato.

Il santo cratere  [1]

Egli ha voluto, figlio mio, che il legame con lo Spirito fosse realizzato
da tutte le anime come premio per la corsa. Egli ha inviato quaggiù
un grande cratere, colmo di forze dello Spirito, e ha indicato
un messaggero con il compito di annunciare ai cuori
degli uomini: “Immergetevi in questo Cratere
voi anime che lo potete voi che avete fede
voi che credete di ascendere verso
chi ha inviato questo carattere,
voi che sapete per quale
fine siete stati creati”.

Tornando a Jacobs: ammettere il vuoto esistenziale è traumatico. Puoi sfondarlo e iniziare a cercare i tuoi valori come essere umano dall’interno verso l’esterno. Rendersi conto che siamo in una grande transizione verso la fonte della felicità, l’ispirazione fondamentale dentro di noi.

Qual è allora quel valore interiore come essere umano? Questa è la domanda essenziale; l’inizio della grande transizione. La conoscenza di sé aiuterebbe molto. Cos’è il mio ego, quali sono le mie paure, cos’è la mia anima, come funzionano i miei desideri, qual è la mia ragione d’essere? Il prossimo grande aiuto è comprendere la grandezza del potenziale umano. Mentre avanziamo nell’area precedente alla formazione della materia, arriviamo a comprendere che ogni pensiero, ogni sentimento è una creazione che si aggiunge al mondo. Se questa immagine ti pervade, può aprire gli occhi, perché cosa sta creando l’umanità, cosa sta creando l’uomo di fronte a te in questo momento e cosa vorresti creare? A quale tipo di mondo aspiri? Cresce una nostalgia, un vago ricordo di una vita molto più ampia, piena di anima, piena di luce e di gioia, un’armonia infinita. [2]

La tua anima, sì, l’ispirazione che ti fa vivere, vuoi nutrirla, altrimenti resterà sopita e continuerai a soffrire il vuoto. Puoi nutrire l’anima con pensieri puri, con la bellezza, con il paradiso che è dentro di te, con la saggezza di tutti i tempi, ma soprattutto – e questa è la cosa più importante – con l’amore per il prossimo. Con il servizio in oblio di sé, per dirla alla vecchia maniera. Allora l’io non ha scampo, ti perdi nell’essere al servizio del prossimo e costruisci un luogo di luce e di conforto in te stesso e quindi nel mondo. Questa è una luce che può essere trovata da altri esseri umani.

E la pulizia? Sì, anche questa ne fa parte, ma include anche la consapevolezza. La terra è scuola di formazione per noi umani, non la meta ultima. Se questo è il tuo punto di partenza, puoi concentrarti sull’aiuto non materiale sotto forma di un campo di luce creatore. Per amore del prossimo – per ogni altro essere umano, nessuno escluso – allora sai cosa fare. Qualsiasi condanna può essere neutralizzata immediatamente nella tua mente; puoi sempre cercare il mezzo, l’idea pura da cui è stata creata l’esistenza umana. Questo dà senso alla tua vita, poi il lievito dell’amore permea la tua esistenza, sperimenti e trasmetti gioia interiore e pace, come un’atmosfera che puoi diffondere intorno a te.

Marsilio Ficino, il filosofo del Rinascimento, dice in una delle sue lettere:

Quindi cosa si può fare per recuperare le forze e tornare a vigilare? Dovremo immediatamente orientare le nostre vite nella direzione opposta. Quello che abbiamo imparato dai molti, lo dobbiamo disimparare, perché attraverso quello che abbiamo imparato, abbiamo anche imparato a fraintenderci sempre. Quello che non abbiamo imparato, dovremo imparare, perché finché quell’ignoranza rimane con noi, non possiamo conoscere noi stessi. (…)

Nella misura in cui saremo divenuti puri, avremo pace; per quanto avremo pace, brilleremo. E una volta che ci risveglieremo dai nostri sogni, saremo di nuovo in viaggio, radiosi nella nostra vera bellezza. 

 

In questo sta la grandezza delle possibilità umane. Riconoscerle e agire di conseguenza significa dare senso, come una grazia ricevuta dall’alto.

Fonti:

[1] Jan van Rijckenborgh, La Gnosi Originale Egizia, vol II, cap. XXI, Edizioni Lectorium Rosicrucianum, 2006

[2] Peter Huijs, Volmaakt Licht, essays over de wetenschap van de ziel (Luce perfetta, saggi sulla scienza dell’anima), De Morgenster 2006

 

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Informazioni sull'articolo

Data: Marzo 26, 2022
Autore / Autrice : Anneke Stokman-Griever (Netherlands)

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