Prigionieri fin dalla nascita
Siamo tutti nati in un corpo alla ricerca della libertà. Il più delle volte non ne eravamo consapevoli, ma se guardiamo in profondità dentro di noi, vedremo frammenti di prove disseminati lungo tutta la nostra vita. Momenti di presunta felicità e gioia che improvvisamente si trasformavano in disperazione, dolore, delusione quando le cose non andavano come previsto, quando all’improvviso le nostre aspettative non venivano più soddisfatte. Quando volevamo arrenderci o ricominciare tutto da capo. Quando ci chiedevamo “perché?” “Cosa sta succedendo?” Oppure accadeva il contrario: eravamo immersi nel dolore, nell’inquietudine, nella mancanza di gioia e improvvisamente, da qualche altra parte, emergeva una minuscola scintilla di gioia, completamente estranea alle circostanze che stavamo vivendo in quel momento. Di nuovo “perché?” “Cosa sta succedendo?” Ma la vita va avanti, torna alla cosiddetta normalità, e noi abbiamo continuato. Questo accade molte volte nel corso della nostra vita e la vita stessa è così travolgente, felice o triste, che presto ce ne dimentichiamo, presto dimentichiamo questi frammenti. Ma li dimentichiamo davvero?
Non tornano forse, anche se solo per un attimo, in un modo o nell’altro, a fungere da monito? Monito che stiamo andando nella direzione sbagliata, che forse esiste un’altra via? E c’è anche la malattia come promemoria, quando lunghi o brevi periodi di inattività offrono l’opportunità (se siamo in grado di approfittarne) di riflettere sulla vita, spesso un frammento importante. In tutte queste esperienze, ci viene ricordato un altro stato, uno stato che può penetrare la nostra realtà attuale? Questo potrebbe farci ricordare di essere prigionieri in questo mondo, all’interno del nostro stesso mondo, all’interno di noi stessi. Incapsulati, per così dire, in una realtà in cui siamo nati, che abbiamo creato, su cui abbiamo costruito la nostra vita? Potrebbe esserci un’altra via? Man mano che la vita va avanti, mentre le cose diventano sempre più cupe quando ci guardiamo intorno, speriamo forse di cominciare a porci quella domanda in modo sempre più chiaro, sempre più spesso.
Esiste un’altra via? Forse possiamo cominciare a renderci conto di quanto siamo rimasti intrappolati, come ci ricordano di tanto in tanto questi frammenti, frammenti di un’altra realtà. Cominciamo a desiderare non solo i frammenti, ma ciò che rappresentano, ciò che ci invitano a cercare. Che esiste una via d’uscita, un’altra opportunità, un modo diverso di guardare alla vita, dall’interno e dall’esterno. Ai nostri atteggiamenti, ai nostri sentimenti, ai nostri pensieri. Al nostro mondo e a ciò che gli stiamo facendo. Una “via di fuga”, proprio qui dentro di noi, nella nostra vita attuale. Una via di fuga verso una realtà molto diversa, una realtà divina, che può essere aperta e raggiunta solo dal nostro desiderio. Il nostro desiderio di qualcosa di totalmente diverso. Quel desiderio è lì dentro ognuno di noi, profondamente nascosto, che aspetta solo di emergere.
Guardate dentro di voi.
Guardate quando sarete pronti a farlo e lo troverete!!
