I passi misteriosi del Sentiero della Conoscenza Assoluta
«Essere o non essere: questo è il dilemma».
Il volto riflesso nello specchio è sconcertato. «Chi sono io?» E, tra stupore e scoperta, si rende conto di essere un guscio, una maschera, un personaggio. «Ma è tutto qui ciò che sono?» – si chiede ben presto.
All’interno di quel bozzolo, il bruco addormentato non striscia più ai livelli infimi della sua natura terrena. Ma sogna di essere la farfalla blu che si eleva verso altre dimensioni sconosciute, con eterea ed eterna leggerezza.
All’improvviso, si rende conto di non essere più un bruco, ma di non essere ancora una farfalla. Così, all’interno di quel bozzolo, come un seme, avverte un immenso desiderio di sbocciare, di essere libero, di liberarsi e volare verso un sole sconosciuto.
Ma il sé del bruco continua a contorcersi all’interno. Pensa ai propri obblighi sociali, al proprio istinto di sopravvivenza, al desiderio di danzare e cantare la propria gioia piena di leggerezza terrena. Eppure, nel profondo, la quasi-farfalla è desiderosa di conquistare uno spazio infinito ed eterno.
All’interno del bozzolo ha inizio il conflitto: il sé del bruco sente scorrere nelle sue vene il “sangue” dei suoi genitori, del suo paese, di tutte le sue tradizioni e credenze. La quasi-farfalla prova una profonda nostalgia ─ un desiderio di essere e basta.
Una luce sconosciuta, proveniente dall’Alto, apre una fessura e raggiunge il centro del bozzolo. Il sé-bruco si arrende. Si rende conto di non essere più un bruco.
La farfalla svolazza leggera.
All’alba, si realizza la gioia suprema dell’essere.
