L’Unico

“Dio non esiste: è stato Lui a dirmelo”. Philippe Derckel

L’Unico

Il Dio inconoscibile

Come suggerisce il nome, il dio inconoscibile trascende ogni cosa, compresa la nostra logica, le nostre percezioni, i nostri sentimenti, la nostra intuizione. Risiede al di là del mondo sensibile e intelligibile. I nostri strumenti concettuali sono incapaci di definirlo o immaginarlo. Questi rudimentali “archi” del pensiero, della volontà, del desiderio, non sono abbastanza potenti da scagliare le loro frecce verso le stelle dove dimora, insondabile e inaccessibile.

Come descrivere il volto del dio inconoscibile? Ha anche un volto, un corpo, una forma? Il dio trascendente può farsi conoscere a noi solo nel silenzio interiore, nel vuoto, nell’oscurità. Non possiamo distinguere nulla in questa oscurità; possiamo solo depositare in essa la nostra coscienza superficiale avida di sensazioni e di conoscenza. Quando siamo vuoti e silenziosi, anche solo per un momento, non c’è più nessuno che percepisca, descriva o esprima qualcosa del vuoto o del silenzio. Il pensiero viene quindi abolito. Non inerte, morto, ma sgomberato dalle sue memorie parassitarie, dai suoi cliché ripetitivi, dal suo incessante monologo interiore, e così ridiventa vergine, nuovo, vigile. E questo “pensiero abolito” è l’espressione stessa del dio trascendente; un’espressione senza parole, senza immagini, senza “volto”, semplice e viva, diretta, travolgente di profondità e mistero.

Il dio inconoscibile ci sfugge definitivamente; è senza forma; eppure nulla lo nasconde allo sguardo interiore se non la nostra incapacità strutturale di cogliere l’inafferrabile.

Il Dio manifestato

I volti del dio manifestato sono innumerevoli. In effetti, non c’è nulla di percepibile che non sia uno dei suoi volti. L’intero universo è il suo corpo, il suo volto. Ogni atomo materiale è uno specchio in cui si riflette questo volto. Ogni incontro, ogni situazione, ogni essere o ogni oggetto, sono espressioni, mimiche diverse di questo volto universale e multiforme, a volte sorridente, a volte sereno, a volte serio o severo.

Vediamo questi volti del dio immanente in ogni situazione che attraversiamo, in ogni incontro? O vediamo solo le maschere con cui li vestiamo: le nostre impressioni, le nostre reazioni, le nostre attrazioni e repulsioni? Siamo aperti, attenti? O siamo ciechi, chiusi nelle nostre opinioni, concezioni e affetti?

I volti del dio immanente, dalle molteplici espressioni e sfaccettature, vengono costantemente a chiamarci nel nostro isolamento, come ammiccamenti che invitano al dialogo, alla danza, alla scoperta rivelatrice.

L’unico Dio

Non c’è contraddizione tra il dio inconoscibile e il dio manifestato, ma simultaneità. Sono entità distinte solo per il linguaggio, per il pensiero. In effetti, c’è un solo dio; e non è né trascendente né immanente, e nemmeno entrambi allo stesso tempo. I concetti metafisici ci riempiono, occupano il nostro spazio interiore, mentre è solo quando siamo vuoti, ricettivi, che possiamo accogliere la Verità: la Verità su ciò che siamo, la Verità su ciò che è la sostanza stessa della vita. La verità su Dio? Verità e Dio sono separati?

I nostri punti di vista e categorie sono solo stampelle che ci permettono di zoppicare lungo il percorso verso la comprensione. Quando questa comprensione è finalmente raggiunta, stabilita in noi, quando siamo ben saldi sulle nostre “gambe” grazie agli atti compiuti quotidianamente in piena consapevolezza, sulla base della comprensione acquisita, allora la Rivelazione abbagliante travolge e allontana tutti i nostri sforzi e le nostre conquiste dolorose e illumina la nostra coscienza con una luce nuova e rinnovatrice, fino ad allora totalmente sconosciuta. Le stampelle, divenute inutili, ci vengono tolte e la nostra architettura concettuale, faticosamente e abilmente costruita, va in frantumi. Le sue ceneri si disperdono istantaneamente nel potente soffio dello Spirito, che prende posto al centro della nostra coscienza, ora di nuovo libera.

Condividi questo articolo

Informazioni sull'articolo

Data: Ottobre 29, 2021
Autore / Autrice : Jean Bousquet (Switzerland)

Immagine in evidenz: