{"id":99826,"date":"2023-02-05T08:21:34","date_gmt":"2023-02-05T08:21:34","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/la-regalita\/"},"modified":"2023-02-05T08:21:34","modified_gmt":"2023-02-05T08:21:34","slug":"la-regalita","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/la-regalita\/","title":{"rendered":"La regalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Nel mondo che conosciamo, le cosiddette riviste di gossip o stampa rosa sono ben radicate da decenni e ora proliferano su Internet. Esistono, in una forma o nell&#8217;altra, in tutto quello che chiamiamo mondo occidentale. Sono spazi in cui, con una pi\u00f9 o meno misurata disinvoltura, viene passata in rassegna qualsiasi banalit\u00e0 dei \u201cvip&#8221;, gente che va dai re nostrani e stranieri, all&#8217;aristocrazia chic e alle varie celebrit\u00e0: attori e attrici, modelle, influencer. Insomma, coloro che alzano la testa in questa societ\u00e0 in cui si devono conoscere le cose pi\u00f9 intime degli altri e non tanto quelle di se stessi.<\/p>\n<p>Il fenomeno si \u00e8 amplificato oggi nei social network che, a quanto pare, sono quelli che davvero comandano e dettano ci\u00f2 che deve essere detto, da chi e al momento e nel luogo giusto. Per la rovina o per la gloria.<\/p>\n<p>Illuso, ho sempre disprezzato questi mezzi di comunicazione, per ci\u00f2 che fondamentalmente significano, per il capitale umano e psichico che muovono e per i livelli di interpretazione che nascondono.<\/p>\n<p>\u00c8 risaputo che ci\u00f2 per cui non ci perdoniamo o che nascondiamo con grande zelo \u2013 infedelt\u00e0, impicci fiscali, festini altisonanti, morale lassista \u2013 lo perdoniamo volentieri a chi appare in questi spazi privilegiati, alcuni sostenuti con denaro pubblico.<\/p>\n<p>Ma che tipo di fascino offre la vita privata di persone che, apparendo sui media pubblici, godono del prestigio di quella che chiamer\u00f2 regalit\u00e0? La regalit\u00e0, intesa come status e privilegio di re e regine e del loro ambiente intimo in ogni momento, di coloro che conducevano una &#8220;vita da re&#8221;. Inoltre, naturalmente, l&#8217;immagine che si aveva di loro e l&#8217;atteggiamento che il popolo assumeva: sottomissione, timore, riverenza, ammirazione, invidia, imitazione&#8230; e, non pochi, odio, avversione e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In altre parole, ci\u00f2 che si apprezza in questi sguardi \u2013 positivi o negativi che siano \u2013 ha a che fare con il sentimento, l&#8217;emozione, l&#8217;inconscio, il cuore, ci\u00f2 che ha una vita propria e che raramente dominiamo.\u00a0In altre parole, le emozioni dominano.<\/p>\n<p>Mi sono spesso chiesto perch\u00e9 questa ammirazione e riverenza di origine cos\u00ec lontana, che ha attraversato rivoluzioni, decapitazioni ed esili reali, cambiamenti radicali nei ruoli delle donne, delle persone di altre razze o di condizioni sessuali diverse, continui a sopravvivere in noi come una liturgia profana, a volte cos\u00ec vicina alla liturgia religiosa da non poterle distinguere.<\/p>\n<p>In assenza di religioni di cui seguire i postulati \u2013 tanto \u00e8 stato il discredito in cui sono cadute \u2013 \u00e8 necessario che questo spazio sacro della nostra coscienza sia alimentato in un modo o nell&#8217;altro. Nel nostro tempo, le tribune, gli altari e i baldacchini sono stati sostituiti da spazi in cui ognuno \u2013 perch\u00e9 l&#8217;individuo \u00e8 sacro e il popolo sovrano fin dalla Rivoluzione francese \u2013 pu\u00f2 esprimersi liberamente, nei fatti o nelle opinioni, oppure dalla creazione pura e semplice della cosiddetta <em>post-verit\u00e0<\/em>, definita dal Dizionario RAE come la &#8220;distorsione deliberata di una realt\u00e0, che manipola credenze ed emozioni al fine di influenzare l&#8217;opinione pubblica e gli atteggiamenti sociali&#8221;.<\/p>\n<p>Un tempo, i re erano sia sacerdoti che profeti, il che conferiva loro un&#8217;aura e un potere sul popolo come se fossero la divinit\u00e0 stessa, di cui trasmettevano i disegni al loro popolo. Pensiamo ai giudici e ai re di Israele \u2013 Samuele, Saul, Davide, Salomone, ecc. \u2013 la cui unzione veniva direttamente da Dio attraverso i loro sacerdoti, il che significava trovarsi nel posto giusto della verit\u00e0 e del potere. Era un&#8217;epoca in cui gli esseri umani erano pi\u00f9 primitivi e tribali; vivevano con schemi e credenze collettive. Dal cristianesimo nell&#8217;Impero romano e, prima ancora, dalla Grecia classica, in Occidente si svilupp\u00f2 un prototipo di individualit\u00e0 che presupponeva l&#8217;esistenza di un&#8217;anima individuale dotata di libero arbitrio; che si fosse patrizi, plebei o schiavi, uomini o donne, ebrei o gentili, si aveva un&#8217;anima e un&#8217;idiosincrasia propria.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato di luoghi sacri, ebbene, parliamone.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni Sessanta del secolo scorso McLuhan diceva che &#8220;il mezzo \u00e8 il messaggio&#8221;, cio\u00e8 che si \u00e8 dove ci si &#8220;mostra&#8221;. E lo spazio privato, ora diventato pubblico, \u00e8 il luogo in cui si espone il sacro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che viene esposto in uno spazio sacro di diffusione mediatica ha quel potere di fascinazione, perch\u00e9 occupando quel posto privilegiato dove mettiamo il cuore, che \u00e8 l&#8217;impulso principale, desideriamo, anche solo per un istante, quel piedistallo che i nuovi luoghi sacri danno. Perch\u00e9 vogliamo, nel profondo della nostra anima e con ogni diritto, essere re, anche se non miriamo quasi mai al vero trono e, per pura ignoranza, riempiamo il palcoscenico di figure sfocate, di eroi o mostri veri o di plastilina, con tante sagome di ombre nella caverna. Per fortuna, usciamo da questi luoghi con la stessa rapidit\u00e0 con cui vi entriamo; perch\u00e9 quello che era un tempio diventa un carnevale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questi luoghi sono considerati sacri? Perch\u00e9 hanno la parola o in essi vengono pronunciate le parole della trib\u00f9, quelle che raggiungono la maggioranza. Prima si diceva &#8220;lo dicono le scritture&#8221; o allo stesso modo un libro quando veniva stampato con autorit\u00e0, poi &#8220;lo dice la TV&#8221;, e ora &#8220;\u00e8 apparso su internet&#8221;. \u00c8 il circo della vita di oggi.<\/p>\n<p>Tenendo conto che oggi i media e le reti hanno preso il posto del sacro e coloro che vi appaiono rappresentano gli untori, il sacro \u00e8 stato gradualmente screditato, non per mancanza di pubblico, ma per mancanza di contenuti sacri. Potremmo dire che, come nella caverna di Platone, vediamo e agiamo solo sotto l&#8217;impulso delle ombre, e raramente della luce che le rende possibili. Perch\u00e9? Una serie di ostacoli o di entit\u00e0 intermedie fanno s\u00ec che la luce originale diventi un&#8217;ombra o un simulacro.<\/p>\n<blockquote><p><em>Il peso del mondo \u00e8 amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Sotto il fardello della solitudine,<\/em><\/p>\n<p><em>sotto il fardello dell&#8217;insoddisfazione,<\/em><\/p>\n<p><em>il peso, il peso che trasportiamo \u00e8 amore.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;inizio di una poesia di A. Ginsberg, poeta americano della Beat generation o Beatnik.<\/p>\n<p>L&#8217;amore che il poeta ha intravisto \u00e8 cosmico, energia divina, amore universale, anche senza passare attraverso i filtri umani che ne deturpano la potenza e la chiarezza; e cos\u00ec la nostra sete di una fonte di luce pura viene placata da una rappresentazione di personaggi in spazi mediatici: la regalit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;energia universale \u00e8 una. Dipende dallo stato in cui la assorbiamo, dallo stato di coscienza con cui la percepiamo, per vedere un percorso chiaro o uno spazio torbido. E non sto parlando di criteri morali, ma di criteri energetici puri e semplici, della semplice scala di purezza dell&#8217;aria che respiriamo, come delle diverse ottave di una scala musicale.<\/p>\n<p>In generale, oggi si pensa quasi esclusivamente che l&#8217;ideale della trib\u00f9 sia l&#8217;accumulo di potere, denaro, gloria: simulacri della vera luce, che \u00e8 discernimento, compassione, amore distaccato. Abbiamo a che fare con l&#8217;unica energia della vita, solo in diversi gradi di vibrazione e rappresentazione.<\/p>\n<p>Ne\u00a0<em>Le Nozze alchemiche di Cristiano Rosacroce<\/em>\u00a0(1616), opera di Joannes Valentin Andreae, si parla di \u201cregalit\u00e0 incarnata\u201d, cio\u00e8 di raggiungere, attraverso un processo alchemico, l&#8217;unione con il re e la regina, gli aspetti maschile e femminile del nostro essere, l&#8217;Anima e lo Spirito.\u00a0La liberazione, attraverso la comprensione diretta di ci\u00f2 che siamo e di ci\u00f2 che \u00e8 veramente la vita.<\/p>\n<p>Il processo alchemico implica il possesso di un desiderio, di un tocco o di un richiamo, e l&#8217;avvio di un percorso di purificazione interiore in cui, attraverso il fuoco fornito dalle forze del cammino \u2013 le forze gnostiche della conoscenza \u2013 tutti i fantasmi del passato e del presente vengono cancellati. Allora possiamo intravedere qualcosa di ci\u00f2 che siamo veramente: l&#8217;essere umano originale, il re che sa chi \u00e8, l&#8217;Ulisse tornato alla sua verde e umile Itaca.<\/p>\n<p>Questo sembra essere il destino di tutti gli esseri umani: essere re nel senso pi\u00f9 primordiale del termine. Figli di Dio, re di se stessi. La regalit\u00e0 che occupa gli spazi mediatici sacri \u00e8 solo un debole riflesso della vera regalit\u00e0 che siamo chiamati a essere. Per questo attirano l&#8217;attenzione, perch\u00e9 sono lo specchio di ci\u00f2 che vogliamo essere: liberi ed eterni.<\/p>\n<p>Il tempo parler\u00e0 per tutti noi. Perch\u00e9, in fondo, si tratta solo <em>di essere o non essere.<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":930,"featured_media":98851,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-99826","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/99826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99826"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=99826"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=99826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}