{"id":99464,"date":"2023-01-25T10:26:12","date_gmt":"2023-01-25T10:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/abbiamo-la-possibilita-di-scegliere\/"},"modified":"2023-01-25T10:26:12","modified_gmt":"2023-01-25T10:26:12","slug":"abbiamo-la-possibilita-di-scegliere","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/abbiamo-la-possibilita-di-scegliere\/","title":{"rendered":"Abbiamo la possibilit\u00e0 di scegliere?"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni dei peggiori orrori che sono stati commessi, e spesso vengono ancora compiuti, sono stati fatti in nome dell&#8217;amore: per una religione, un profeta, l&#8217;amore per la patria, o l&#8217;amore per il denaro o il potere! Per diventare smodatamente ricchi, bisogna amare appassionatamente il denaro, dedicarsi al suo accumulo e persino sacrificare ad esso l&#8217;intera esistenza: pensieri, sentimenti, energie e tempo.<\/p>\n<p>Chi ama qualcosa o qualcuno entra inevitabilmente in conflitto con chi non condivide lo stesso oggetto d&#8217;amore. Spesso sembra che l&#8217;indifferenza degli altri offuschi l&#8217;oggetto del loro amore, sia un affronto, un insulto. Le guerre tra religioni sono iniziate a causa di una profonda convinzione e intolleranza: &#8220;Il profeta che amo e venero \u00e8 l&#8217;unico vero e giusto; la sua dottrina \u00e8 superiore a quella di altri profeti che non ho imparato ad amare&#8221;.<\/p>\n<p>Le guerre tra le nazioni iniziano perch\u00e9 tutti vogliono difendere la propria amata patria, quella in cui sono nati e vivono i propri familiari e amici; tutti vogliono proteggerla dalle minacce, garantirne la &#8220;legittima&#8221; espansione; e riprendersi da altre nazioni i territori che si ritengono usurpati. La nostra patria \u00e8 sempre pi\u00f9 bella delle patrie vicine, e siamo molto orgogliosi del suo popolo e della sua storia (di cui facciamo parte), perch\u00e9 ci toccano e ci commuovono in modo speciale.<\/p>\n<p>L&#8217;amore per una qualsiasi cosa pu\u00f2 inesorabilmente far nascere l&#8217;odio per il suo contrario. L&#8217;amore per la giustizia ci spinge a combattere l&#8217;ingiustizia; l&#8217;amore per il nostro bel pianeta ci spinge a combattere chi lo danneggia; la bruttezza ci respinge perch\u00e9 amiamo la bellezza, ecc. Il risultato di tutte queste forme di amore \u00e8 un tremendo inferno ruggente di opposizioni, tensioni e lotte spietate che trascinano l&#8217;umanit\u00e0 in un vortice selvaggio.<\/p>\n<p>Possiamo percepire la totalit\u00e0 dei nostri condizionamenti? tutte quelle influenze che abbiamo integrato nel corso degli anni e che ci fanno pensare, sentire e agire come facciamo? No, non possiamo, tranne in rare occasioni in cui i nostri valori, le nostre aspirazioni e la nostra visione del mondo e della vita entrano in doloroso conflitto con una persona o un gruppo di persone. Al di fuori di questi momenti critici, ci immergiamo nei nostri condizionamenti abituali in modo inconsapevole, come un pesce si immerge nella sua acqua natia.<\/p>\n<p>Abbiamo una scelta? Accettiamo l&#8217;idea di avere una scelta, cio\u00e8 di assumerci la piena responsabilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 che ci accade, per tutta la vita? Siamo pronti ad abbracciare l&#8217;autonomia, la libert\u00e0 interiore e la terribile solitudine che ne deriva? Perch\u00e9 nella conoscenza di s\u00e9, che \u00e8 la porta d&#8217;accesso a questa libert\u00e0, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuno da incolpare per la nostra condizione, nessuno che possiamo accusare o ritenere responsabile, non ci sono pi\u00f9 nemici, non ci sono pi\u00f9 avversari se non la nostra stessa resistenza; non ci sono pi\u00f9 alleati, non ci sono pi\u00f9 amici su cui fare affidamento in piena fiducia.<\/p>\n<p>Nell&#8217;abbracciare la totalit\u00e0 di ci\u00f2 che siamo, di ci\u00f2 che \u00e8 la vita, perdiamo la sicurezza che la comunit\u00e0, la diversit\u00e0, l&#8217;ideologia, la fede, il riconoscimento e il sostegno ci hanno fornito. L&#8217;immenso spazio che si \u00e8 liberato \u00e8 vuoto.<\/p>\n<p>Il nostro stile di vita sta distruggendo l&#8217;unico pianeta abitabile che conosciamo: la nostra Terra. Questo non \u00e8 pi\u00f9 un segreto. Ma soprattutto \u00e8 noi stessi che stiamo distruggendo; il pianeta Terra si rigenerer\u00e0 da solo, dopo l&#8217;estinzione del suo &#8220;predatore&#8221;. Ci sar\u00e0 tutto il tempo per farlo. Per il momento stiamo correndo come un criceto sulla sua ruota, accelerando addirittura in modo esponenziale. Ma la ruota \u00e8 in fiamme e noi siamo distratti, perch\u00e9 abbiamo molte priorit\u00e0 oltre a quella di occuparci dell&#8217;incendio che noi stessi abbiamo appiccato<\/p>\n<p>Il nostro stile di vita non \u00e8 caduto dal cielo, non \u00e8 stato &#8220;inventato&#8221; da qualche scienziato pazzo o dittatore. Il nostro stile di vita \u00e8 l&#8217;espressione diretta della nostra visione del mondo, della societ\u00e0 e, soprattutto, della nostra interiorit\u00e0; \u00e8 il risultato del nostro stato di coscienza, del nostro stato d&#8217;essere. Anche quando siamo soli nella nostra stanza a meditare, il conflitto e la guerra sono con noi. Sono dentro di noi, siamo noi i loro creatori: il conflitto tra chi siamo, chi pensiamo di essere e i bellissimi ideali di realizzazione a cui aspiriamo, che abbiamo creato per noi stessi o che altri ci hanno inculcato. Un conflitto tra il futuro che desideriamo con tutto il cuore e le nostre azioni e scelte quotidiane che lo sabotano letteralmente. Conflitto tra l&#8217;immagine di noi stessi che vorremmo tanto mostrare agli altri e la nostra mediocrit\u00e0, la nostra inconsistenza, i nostri compromessi.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non impareremo ad accettare tutto questo come un&#8217;unit\u00e0, come una totalit\u00e0 indivisa, soffriremo e diffonderemo intorno a noi la sofferenza e il conflitto che rimangono dentro di noi, irrisolti, non sanati. C&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0, anzi l&#8217;urgenza, di andare alla fonte profonda delle nostre divisioni, di aprire gli occhi, di sottrarsi alla negazione ipnotica e di affrontare la nostra realt\u00e0 esistenziale, i fatti! Dobbiamo farlo senza interporre i filtri delle nostre interpretazioni, spiegazioni, scuse, giustificazioni e condanne perentorie; gli stessi filtri che ci hanno gettato in questa palude fangosa e pestilenziale di incomprensioni, contraddizioni e tensioni irrisolvibili in cui sembriamo essere davvero impantanati.<\/p>\n<p>Se non vogliamo vedere, rimarremo ciechi. E questa cecit\u00e0 ci mette in grave pericolo, perch\u00e9 ogni giorno siamo obbligati ad agire, ad andare avanti, a decidere, a scegliere questa o quella opzione, questa o quella direzione. Prima o poi, le scelte di una persona non vedente la conducono inevitabilmente verso problemi, complicazioni inestricabili e sofferenze crescenti.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto scelte sfortunate e distruttive in passato e continuiamo a riprodurle ogni giorno. Siamo diventati terribilmente dipendenti, assuefatti alle conseguenze materiali di quelle scelte. Chi di noi pu\u00f2 affermare di poter vivere (o di voler vivere) senza un&#8217;automobile, uno smartphone e tutte le complesse reti interconnesse che ci forniscono ogni giorno cibo, mobilit\u00e0, energia e informazioni?<\/p>\n<p>Guardatevi intorno: ogni oggetto che vedete, ogni servizio di cui godete, \u00e8 stato o viene prodotto da macchine \u2013 dagli apribottiglie ai computer, dalla vostra casa ai vostri vestiti. Queste macchine sono immancabilmente alimentate con energia prodotta \u2013 direttamente o indirettamente nel caso dell&#8217;elettricit\u00e0 \u2013 da combustibili fossili (gas, petrolio, carbone, materiali radioattivi); gli stessi materiali la cui estrazione, raffinazione e utilizzo ci mettono collettivamente in pericolo, addirittura ci minacciano di morte. Senza macchine, e quindi senza combustibili fossili, non c&#8217;\u00e8 produzione e, naturalmente, non c&#8217;\u00e8 consumo! Vivendo come facciamo, stiamo correndo sempre pi\u00f9 rapidamente verso un abisso, con piena consapevolezza delle conseguenze.<\/p>\n<p>Ci siamo abituati a considerare tutte queste attivit\u00e0 folli e mortali come normali, inevitabili e persino desiderabili. Un numero molto ristretto di persone ne trae enormi profitti, ma la stragrande maggioranza ne soffre: inquinamento, degrado della qualit\u00e0 della vita, declino sociale, povert\u00e0, danni alla salute, carestie ed esodi. Ci siamo adattati a questo modo di vivere, che \u00e8 anche un modo di essere, di porsi rispetto alla vita. E stiamo insegnando ai nostri figli ad adattarsi a loro volta, ad adottare i suoi clich\u00e9, automatismi, vincoli e assurdit\u00e0. Abbiamo una scelta, e i nostri figli, una volta plasmati e modellati dal nostro sistema educativo e condizionati dalla cultura che offriamo loro, avranno una scelta diversa?<\/p>\n<p>Innanzitutto, una rivoluzione radicale interiore \u00e8 indispensabile, addirittura vitale. Il nostro modo di agire e di organizzarci non cambier\u00e0 in modo significativo se non cambiamo l&#8217;essenza stessa di noi stessi. Quale significato, quale direzione vogliamo dare alla nostra vita sulla terra? Quali priorit\u00e0 mettiamo al primo posto? Avremo il desiderio, il coraggio e la forza di attingere dal profondo del nostro essere le risorse spirituali che sono le uniche in grado di realizzare l&#8217;indispensabile e urgente trasformazione radicale?<\/p>\n<p>Percepiamo questa urgenza, non intellettualmente attraverso informazioni provenienti dall&#8217;esterno, ma intuitivamente? Siamo in grado di reagire con prontezza ai numerosi ed evidenti segnali di pericolo, sia intorno a noi che dentro di noi, o la nostra sensibilit\u00e0 alla vita \u00e8 cos\u00ec spenta, cos\u00ec soffocata, che ci rassegniamo ad affondare, sia spiritualmente che materialmente? Siamo pronti a dedicare la nostra intera esistenza (la nostra intelligenza, la nostra aspirazione, la nostra vitalit\u00e0) alla vera Vita che palpita dentro di noi e che ci chiama con tanta insistenza? Siamo pronti a strappare la maschera caricaturale con cui l&#8217;abbiamo temporaneamente rivestita, e a scoprire il suo volto indicibilmente bello ed eterno?<\/p>\n","protected":false},"author":914,"featured_media":99134,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-99464","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/99464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/914"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/99134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99464"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=99464"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=99464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}