{"id":99455,"date":"2023-01-24T17:32:13","date_gmt":"2023-01-24T17:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/larte-e-fare-cio-che-non-si-puo-fare\/"},"modified":"2023-01-24T17:32:13","modified_gmt":"2023-01-24T17:32:13","slug":"larte-e-fare-cio-che-non-si-puo-fare","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/larte-e-fare-cio-che-non-si-puo-fare\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte \u00e8 fare ci\u00f2 che non si pu\u00f2 fare"},"content":{"rendered":"<p>Ci\u00f2 che l&#8217;ego ha imparato ed \u00e8 in grado di fare, lo considera un fattore di disturbo nella sua arte. Ha persino dipinto al buio durante la Seconda Guerra Mondiale, quando era un decifratore dell&#8217;esercito americano. Sono gli occhi a ingannare o \u00e8 la loro presa sulle cose? Dove mira l&#8217;arte quando l&#8217;artista diventa un ostacolo?<\/p>\n<p>Lo scrittore Uwe Johnson si avvicina alla realt\u00e0 che vuole portare alla luce mirando ripetutamente con le parole, e anche con numerose parafrasi che, nonostante o a causa della distanza che mantengono da essa, rivelano il loro oggetto in modo pi\u00f9 preciso di quanto potrebbero fare termini familiari o presumibilmente esatti. L&#8217;arte di Johnson rivela una realt\u00e0 che di solito \u00e8 oscurata dalla nostra realt\u00e0 quotidiana e dalla nostra coscienza. Sapendo di non poter &#8220;semplicemente mostrare&#8221; la realt\u00e0, Johnson crea una letteratura che eguaglia la realt\u00e0 in complessit\u00e0. Man mano che il lettore approfondisce, rivive la ricerca dell&#8217;autore.<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] lo vedevo per la prima volta, [&#8230;] subito qualcosa si impadron\u00ec di me, mi sollev\u00f2 e mi rimise a terra. Mi ritrovai completamente attento, come solo una volta nella mia vita. Se ricordo bene, cominciai subito a cercare le parole. Le ho scartate di nuovo, una dopo l&#8217;altra, tutte descrivevano una caratteristica, quest&#8217;uomo non sembrava averne. Era cos\u00ec: il suo aspetto esteriore si incise subito, ineffabilmente, in me, e se ora dico: &#8220;era alto, con le spalle larghe e solido e quel giorno sembrava un po&#8217; cupo (non triste) a chi lo osservava&#8221;, si potrebbe confondere con chiunque gli somigliasse. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Gli artisti citati sono alla ricerca di una realt\u00e0 che si nasconde dietro la realt\u00e0 quotidiana e che non pu\u00f2 essere colta attraverso la semplice rappresentazione. Il successo sarebbe toccare la dimensione della realt\u00e0 in cui abita il segreto, il reale, e aprirla al lettore\/spettatore. L&#8217;arte \u00e8 pi\u00f9 di un mestiere che crea immagini o testi. Ha il coraggio di cercare il reale; si occupa anche del dolore della realt\u00e0 quotidiana che, come scrive Rainer Maria Rilke, ha qualcosa di sfuggente, perch\u00e9 il nostro modo di affrontarla \u2013 straordinariamente \u2013 assomiglia a una fuga dal mondo.<\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 possibile [&#8230;] che non si sia ancora visto o riconosciuto o detto qualcosa di reale e importante? \u00c8 possibile che ci siano state migliaia di anni in cui guardare, riflettere e registrare, e che queste migliaia di anni siano passate come una pausa scolastica quando si mangia un panino e una mela?<br \/>\n\u00c8 possibile che nonostante le invenzioni e i progressi, nonostante la cultura, la religione e la saggezza del mondo si sia rimasti alla superficie della vita? \u00c8 possibile che anche questa superficie, che in fondo poteva essere qualcosa, sia stata ricoperta di un materiale incredibilmente noioso da avere l&#8217;aspetto di un mobile da salotto durante le vacanze estive? <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo testo risale al 1910 e non potrebbe essere pi\u00f9 attuale. Sulla superficie delle cose non si trovano solo le nostre opinioni, i nostri concetti e i nostri sentimenti, ma anche l&#8217;uso che ne facciamo; oggi, inoltre, sono sovrapposte a immagini senza numero e trascinate nel regno virtuale.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;arte pu\u00f2 essere un modo per entrare in contatto con la realt\u00e0 che sfugge. Nel senso migliore pu\u00f2 esserne lo specchio e talvolta anche l&#8217;espressione di un approccio spirituale alla vita. Non sapere cosa sia la realt\u00e0, affinare sempre di pi\u00f9 i propri strumenti, andare sempre pi\u00f9 oltre le proprie conoscenze e capacit\u00e0, fino a donarle, per permettere a una realt\u00e0 pi\u00f9 profonda di mostrarsi: questa sarebbe dunque l&#8217;arte. Il pittore cerca modi per aiutare un dipinto a nascere e per assistere questo processo. Il compositore ascolta i movimenti della sua anima, persino le leggi del cosmo. Il musicista lascia che la composizione di un altro trovi la propria espressione. Il romanziere rifiuta i modelli familiari della realt\u00e0, cercando la percezione immediata e scrivendola nel miglior modo possibile. Tutti si esercitano e perfezionano quotidianamente i loro strumenti. Allo stesso tempo, sanno che il passo successivo \u00e8 sempre da compiere nel non sapere e nel non essere. Perch\u00e9 questo processo non riguarda loro stessi e ci\u00f2 che pensano di sapere.<\/p>\n<p>Quando le persone vogliono diventare costruttori dell'&#8221;uomo nuovo&#8221;, fanno qualcosa di simile. Cercano di vedere l&#8217;uomo nuovo dietro l&#8217;apparenza dell&#8217;ego quotidiano, oggi sempre pi\u00f9 irriconoscibile, nella sua lotta e anche nel suo fallimento. Il cammino porta ogni giorno ad approfondire la conoscenza di s\u00e9. Percorrendolo si percepisce l&#8217;abisso tra conoscenza e azione, e che anche la vecchia coscienza \u00e8 un contenitore inadatto all&#8217;essere e alla vita dell&#8217;uomo nuovo. E allora? \u00c8 possibile deporre il vecchio essere sulla soglia del nuovo e rialzarsi trasformati nel momento successivo, molte migliaia di volte.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Uwe Johnson, <em>Congetture su Jakob<\/em>, Feltrinelli, 1995<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>Rainer Maria Rilke, <em>I quaderni di Malte L. Brigge, <\/em>Edizioni Clandestine, 2012<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":98936,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066],"tags_english_":[],"class_list":["post-99455","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/99455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/98936"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=99455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=99455"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=99455"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=99455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}