{"id":98874,"date":"2022-12-24T17:28:01","date_gmt":"2022-12-24T17:28:01","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-2\/"},"modified":"2022-12-24T17:40:45","modified_gmt":"2022-12-24T17:40:45","slug":"il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-2","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-2\/","title":{"rendered":"Il potere percettivo del pensiero. Il metodo scientifico di Goethe come modo di intendere la natura \u2013 Parte 2"},"content":{"rendered":"<p>(Vai a\u00a0 <a href=\"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-1\/\">parte 1<\/a>)<\/p>\n<p>Il nucleo della critica di Kant alla cognizione \u00e8 il seguente: la cognizione umana coglie solo se stessa in ogni oggetto e non l&#8217;essenza delle cose, che le rimane inafferrabile.<\/p>\n<p><strong>Il punto di vista di Kant significa che non si arriva mai all&#8217;oggetto<\/strong><\/p>\n<p>Goethe ha riconosciuto questo problema della cognizione umana e afferma:<\/p>\n<blockquote><p><em>Sono grato alla filosofia critica per aver attirato la mia attenzione su di me, \u00e8 un enorme vantaggio\u2026<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Apprezza molto i risultati di Kant per aver superato il realismo ingenuo.\u00a0Ma poi obietta:<\/p>\n<blockquote><p><em>non raggiunge mai l&#8217;oggetto&#8230;<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Goethe ha cercato una via d&#8217;uscita da questa autolimitazione della cognizione. Su questo problema si \u00e8 trovato d&#8217;accordo soprattutto con Schiller. All&#8217;inizio del sodalizio della loro amicizia, durata oltre dieci anni, Schiller fu profondamente colpito dalla filosofia kantiana. A questo proposito Goethe scrive retrospettivamente:<\/p>\n<p>&#8220;La filosofia kantiana, che eleva il soggetto cos\u00ec in alto che sembra rimpicciolirlo, egli (Schiller) l&#8217;aveva accolta in s\u00e9 con gioia; essa sviluppava lo straordinario che la natura aveva posto nel suo essere, ed egli, pieno di un forte senso di libert\u00e0 e di autodeterminazione, era ingrato nei confronti della Grande Madre Natura, che non lo trattava certo da matrigna&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Goethe, all&#8217;interno della filosofia kantiana il soggetto \u00e8 molto elevato perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico parametro di riferimento per la conoscenza del mondo. Questo conduce a un senso di libert\u00e0 e autodeterminazione. Allo stesso tempo, per\u00f2, significa anche una costrizione. Perch\u00e9 il soggetto non pu\u00f2 andare oltre le sue condizioni. Mantiene la sua attenzione su se stesso. Goethe definisce tale atteggiamento ingrato nei confronti della creazione.<\/p>\n<p><strong>Alla ricerca di un nuovo modo di percepire<\/strong><\/p>\n<p>Goethe era convinto che la cognizione umana non si limiti a rappresentare gli oggetti del mondo in modo ingenuamente realistico. Concorda con la filosofia critica di Kant che la formazione dell&#8217;immaginazione si limita a fornire un&#8217;immagine del mondo che corrisponde alle condizioni soggettive. Allo stesso tempo, per\u00f2, era convinto che la cognizione umana sia in grado di svilupparsi, che possa raggiungere l&#8217;essere interiore del mondo e che non abbia bisogno di essere intrappolata all&#8217;interno dei limiti soggettivi.<\/p>\n<p>Goethe \u00e8 fiducioso che, considerando una Natura sempre creativa, diventiamo degni di partecipare spiritualmente al processo della Natura.<\/p>\n<p>La questione che si pone \u00e8 come sia possibile che la cognizione si sviluppi in modo tale da raggiungere la suddetta partecipazione spirituale al processo della natura. Goethe credeva che questo potesse essere raggiunto attraverso la visualizzazione diretta dell&#8217;esperienza. Un aneddoto pu\u00f2 chiarire l&#8217;intensit\u00e0 con cui Goethe si avvicinava al mondo dell&#8217;esperienza: quando era funzionario a Weimar, Goethe era responsabile dell&#8217;industria mineraria di Ilmenau. Questo compito lo portava spesso nella foresta di Turingia. Nelle sue passeggiate, che erano sempre esplorazioni geologiche, era accompagnato da un minatore. Un giorno arrivarono a un&#8217;imponente parete rocciosa dove erano visibili vari strati di roccia, tra cui il granito. Goethe sent\u00ec l&#8217;impulso di scalare la parete rocciosa. Il minatore racconta l&#8217;evento:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cSe tu ti mettessi in piedi con fermezza&#8221;, mi disse Goethe, &#8220;io mi aggrapperei alla radice dell&#8217;arbusto che \u00e8 cresciuta nella roccia, mi solleverei e salirei sulle tue spalle, e cos\u00ec riuscirei almeno a raggiungere la roccia con le mani&#8221;. Cos\u00ec \u00e8 stato, e abbiamo avuto il raro piacere di vedere, anzi di afferrare con le mani, la strana sezione di roccia primordiale radicata qui, granito rosso e roccia argillosa nero-blu che si erge sulla sommit\u00e0&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo racconto mostra quanto Goethe si sia radicalmente rivolto alla natura, allontanandosi dalla mera immaginazione. Dice:<\/p>\n<blockquote><p><em>Al di l\u00e0 della natura, la ragione costruisce solo nel vuoto.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Con questo atteggiamento, Goethe si pone in decisa opposizione alla filosofia kantiana. In questo modo attir\u00f2 le critiche dei suoi contemporanei, tra cui Schiller. Quest&#8217;ultimo scrisse in una lettera, prima che si conoscessero:<\/p>\n<p>\u201cLa mente di Goethe ha influenzato chiunque appartenga alla sua cerchia.\u00a0Lui e la sua setta possono essere caratterizzati da un fiero disprezzo filosofico per tutte le speculazioni&#8230; e da una rassegnazione che limita l&#8217;umano ai suoi cinque sensi, o in breve, da una semplicit\u00e0 infantile riguardo alla ragione. Preferiscono cercare erbe o dedicarsi alla mineralogia piuttosto che lasciarsi coinvolgere in vuote dimostrazioni.\u201d<\/p>\n<p>E in un&#8217;altra lettera:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non mi piace la sua filosofia, perch\u00e9 attinge troppo dal mondo dei sensi, mentre io attingo dalla mia anima. In generale, per me la sua immaginazione \u00e8 troppo concentrata sui sensi. Deve toccare tutto!<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Non c&#8217;\u00e8 completezza nelle esperienze<\/strong><\/p>\n<p>Per il pensatore speculativo Schiller, Goethe \u00e8 troppo orientato sui sensi. Questa critica alla pura conoscenza sensoriale \u00e8 del tutto giustificata se vista dalla prospettiva di Schiller. Anche Goethe conosceva l&#8217;unilateralit\u00e0 e i limiti di un mero empirismo. Parlava dell&#8217;idra dell&#8217;empirismo. Le esperienze si verificano sempre in modo isolato e scollegato e non mostrano alcun legame con altre esperienze. Quando si \u00e8 padroneggiata e classificata mentalmente la singola esperienza, se ne presentano subito di nuove, incomprensibili, che non si inseriscono nel contesto appena creato. La legge e l&#8217;idea degli oggetti non emergono nell&#8217;esperienza, per questo Kant dice anche che tutto ci\u00f2 che \u00e8 idea e concezione non ha nulla a che fare con l&#8217;essenza del mondo dell&#8217;esperienza, ma solo con l&#8217;essere umano. Anche Goethe parla della disperazione per la completezza. Non si pu\u00f2 mai essere sicuri di aver considerato tutte le esperienze appartenenti a un campo di ricerca. Per il ricercatore che cerca la regolarit\u00e0, il bisogno di coerenza si spezza in ogni singola esperienza. Idea ed esperienza appaiono inizialmente alla coscienza umana come opposti inconciliabili:<\/p>\n<p>&#8220;Qui incontriamo ora una difficolt\u00e0 che non sempre si presenta chiaramente alla coscienza, ovvero che tra l&#8217;idea e l&#8217;esperienza sembra esserci un certo abisso che tutte le nostre forze si sforzano invano di attraversare&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Il metodo cognitivo di Goethe<\/strong><\/p>\n<p>La domanda ora \u00e8 come avviare il processo di mediazione tra idea ed esperienza.\u00a0Come deve svilupparsi la cognizione umana per trovare una coerenza ideale all&#8217;interno delle esperienze?\u00a0Questa \u00e8 la preoccupazione centrale del metodo di ricerca di Goethe, che verr\u00e0 spiegato pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Il 24 dicembre 1828 Goethe annot\u00f2 nel suo diario un paio di note apparentemente banali che descrivevano la seguente osservazione:<\/p>\n<blockquote><p><em>Passeggiata serale nel parco di Weimar. Una foglia che cade a volte assomiglia a un uccello.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 stato importante per Goethe annotare questa osservazione? Considerate la situazione. \u00c8 inverno, la vigilia di Natale. Goethe fa una passeggiata nel parco all&#8217;imbrunire. La nebbia sale dal fiume Ilm. Tutto \u00e8 silenzioso. All&#8217;improvviso sente un fruscio e percepisce un movimento. \u00c8 leggermente spaventato. \u00c8 un uccello? Oh no, \u00e8 solo una foglia caduta a terra. In questo modo, il giudizio \u00e8 stato formulato e il bisogno di conoscenza \u00e8 stato soddisfatto. Non cos\u00ec per Goethe. Questa esperienza lo rende consapevole di quanto la coscienza della realt\u00e0 sia mobile e transitoria.<\/p>\n<p><strong>Un nuovo modo di usare i concetti<\/strong><\/p>\n<p>La coscienza comune ha concetti fissi, che sono validi solo fino a quando non vengono sostituiti da altri.\u00a0Questi concetti o giudizi sono sufficienti per guidare il nostro comportamento intenzionale.\u00a0Tuttavia, questi concetti non sono consapevoli della propria origine.\u00a0La nostra coscienza \u00e8 costruita su questi giudizi e non comprende il processo del loro sviluppo.\u00a0Ma \u00e8 proprio questo processo che interessa a Goethe, su cui vuole attirare la nostra attenzione.<\/p>\n<p>Come mettiamo in relazione termini e concetti (foglia, uccello) con le nostre percezioni? In generale, diamo un nome alle nostre percezioni con determinati termini: Questo \u00e8 rosso, questo \u00e8 bello. Questo \u00e8 un albero e cos\u00ec via. Utilizziamo i concetti (rosso, bello, albero) per qualificare le percezioni. I concetti vengono utilizzati per formulare un giudizio. Ma allo stesso tempo spesso si perde la specificit\u00e0 delle percezioni: questo rosso speciale, questo albero speciale. Il concetto non si collega alla qualit\u00e0 degli oggetti che vediamo, sentiamo o assaggiamo. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo sviluppare un atteggiamento diverso nei confronti dei concetti, piuttosto che il loro semplice utilizzo come giudizi. A proposito di questo diverso atteggiamento, Rudolf Steiner fornisce un esempio nel suo libro <em>Una teoria della conoscenza basata sulla concezione del mondo di Goethe:<\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>Sono due cose diverse quando, da un lato, la persona A dice alla persona B: &#8220;Osserva quest&#8217;uomo quando \u00e8 all&#8217;interno della sua cerchia familiare e ti farai un&#8217;opinione di lui essenzialmente diversa da quella che ti sei fatto nel suo comportamento ufficiale&#8221; e, dall&#8217;altro, quando dice: &#8220;Quest&#8217;uomo \u00e8 un ottimo padre per la sua famiglia&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Se devo formulare un giudizio: &#8220;Il mare \u00e8 blu&#8221;, o se devo dire: &#8220;Guarda come cambiano i colori del mare&#8221;, sono due cose diverse. Rudolf Steiner aggiunge:<\/p>\n<blockquote><p><em>C&#8217;\u00e8 una differenza essenziale tra l&#8217;uso di determinate parole allo scopo di attribuire direttamente questa o quella caratteristica a una cosa, da un lato, e, dall&#8217;altro, l&#8217;uso di queste parole semplicemente per dirigere l&#8217;attenzione del lettore o dell&#8217;ascoltatore su un oggetto.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>(Continua in <a href=\"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-3\/\">parte 3<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"author":920,"featured_media":12175,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-98874","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/98874","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98874"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=98874"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=98874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}