{"id":98873,"date":"2022-12-24T17:16:55","date_gmt":"2022-12-24T17:16:55","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-1\/"},"modified":"2022-12-24T17:38:22","modified_gmt":"2022-12-24T17:38:22","slug":"il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-1","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-1\/","title":{"rendered":"Il potere percettivo del pensiero. Il metodo scientifico di Goethe come modo di intendere la natura \u2013 Parte 1"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Questo testo \u00e8 la trascrizione di una conferenza tenuta il 28.9.2019 in occasione di un simposio della Fondazione Rosenkreuz a Bad M\u00fcnder (Germania).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Possiamo provare un sentimento di grande gratitudine verso la natura quando guardiamo i molteplici esseri e fenomeni del mondo che ci circondano. \u00c8 questo sentimento di gratitudine quasi religiosa che caratterizza Goethe. Per spiegarlo voglio fare riferimento a un evento dell&#8217;infanzia di Goethe, descritto nella sua autobiografia <em>Dichtung und Wahrheit<\/em> (Finzione e Verit\u00e0).<\/p>\n<p>Quando Goethe era un bambino di sette anni, la sua stanza era nel frontone della casa dei suoi genitori a Francoforte. Guardando dalla finestra poteva vedere i tetti della citt\u00e0. Al mattino si alzava spesso molto presto, poco prima dell&#8217;alba. Davanti alla finestra aveva sistemato un leggio a forma di piramide, sul quale aveva disposto la sua collezione di oggetti naturali: pigne, semi, minerali, ossa e cos\u00ec via, che rappresentano i diversi regni della natura. All&#8217;alba catturava la luce del sole con una lente tascabile e accendeva con essa una candela fumigante che era in cima al leggio. Per lui questo era un atto religioso, un servizio divino.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da bambino aveva la convinzione che tutti gli esseri del mondo e tutti i fenomeni naturali derivassero da una fonte divina e spirituale. La luce del sole che aiutava Goethe ad accendere la candela gli rivelava questa fonte spirituale.<\/p>\n<p>Goethe, a 80 anni, descrive un&#8217;esperienza simile nella poesia <em>Verm\u00e4chtnis <\/em>(Eredit\u00e0), scritta nel febbraio 1829:<\/p>\n<blockquote><p><em>Nessuna creatura pu\u00f2 decadere nel nulla!<br \/>\nL&#8217;Eterno continua ad essere in ogni cosa,<br \/>\nl&#8217;Essere ti mantiene gioioso.<br \/>\nL&#8217;Essere \u00e8 eterno;\u00a0perch\u00e9 le leggi<br \/>\ncustodiscono i tesori viventi<br \/>\nche adornano l&#8217;universo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Tra queste due esperienze, del bambino di sette anni e del poeta ottantenne, c&#8217;\u00e8 di mezzo un&#8217;intera vita umana. Durante la sua vita, Goethe cerc\u00f2 continuamente di comprendere l&#8217;essere interiore del mondo, sia con l&#8217;arte sia con la scienza.<\/p>\n<p><strong>Critica alla realizzazione<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, una tale visione del mondo non pu\u00f2 essere data per scontata. \u00c8 vero piuttosto il contrario. La nostra coscienza comune all\u2019inizio percepisce le cose solo entro i suoi limiti di spazio e di tempo. Poi, queste cose vengono associate a termini o concezioni che non toccano l&#8217;Eternit\u00e0. Questi termini o concezioni ci aiutano solo a orientarci e a mantenere l&#8217;orientamento nel corso della nostra vita. Nel saggio di Goethe <em>Der Versuch als Vermittler von Objekt und Subjekt<\/em> (L&#8217;esperimento come mediatore tra oggetto e soggetto) si legge:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non appena percepiamo gli oggetti che ci circondano, li vediamo in relazione a noi stessi.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo, secondo Goethe, \u00e8 il modo naturale di percepire il mondo. Mettiamo in relazione gli oggetti del mondo con noi stessi e con i nostri sentimenti. Non ci rallegriamo dell&#8217;esistenza degli oggetti stessi, ma ci rallegriamo pi\u00f9 o meno di noi stessi. La coscienza umana crea immagini con una continua considerazione di s\u00e9. \u00c8 impigliata in se stessa e non riesce a raggiungere il mondo.<\/p>\n<p>Questa tragedia \u00e8 il motivo principale del Faust di Goethe. Il tragico protagonista del dramma, Faust, formula la sua preoccupazione di realizzare e comprendere il mondo come segue:<\/p>\n<blockquote><p><em>Affinch\u00e9 io riconosca la forza<br \/>\nche lega le energie pi\u00f9 profonde della creazione;<br \/>\ni suoi poteri vitali, i suoi semi embrionali,<br \/>\ne gettare via il commercio di parole vuote.\u00a0<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ma poi arriva alla conclusione:<\/p>\n<blockquote><p><em>E impara,<br \/>\nche in verit\u00e0 non possiamo sapere nulla!<br \/>\nChe nel mio cuore arde come un fuoco.<br \/>\n<\/em>&#8230;<br \/>\n<em>Nessun cane in questo modo vivrebbe pi\u00f9 a lungo&#8221;.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Kant: Le leggi e le apparenze esistono solo in relazione all&#8217;uomo<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 il problema cognitivo che Faust deve affrontare.\u00a0Riuscire a trovare l&#8217;origine e il fondamento del mondo.\u00a0Ma anche quando cerca di riconoscere le \u201cenergie pi\u00f9 profonde\u201d, non \u00e8 in grado di farlo, non \u00e8 in grado di raggiungere la realt\u00e0.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca di Goethe, questo problema o critica della cognizione umana \u00e8 stato delineato da Immanuel Kant:<\/p>\n<blockquote><p><em>Infatti, le leggi non esistono nelle apparenze in quanto tali, ma solo in relazione al soggetto che le prevede, rispetto alla ragione. Analogamente, le apparenze non esistono in quanto tali, ma solo in relazione alla stessa creatura, rispetto ai sensi. <\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Pi\u00f9 avanti continua:<\/p>\n<blockquote><p><em>Ma le apparenze sono solo immaginazioni di cose che rimangono sconosciute quanto al loro contenuto oggettivo. Queste immaginazioni, tuttavia, non sono vincolate ad alcuna legge di associazione se non a quella imposta loro dalla potenza associativa del soggetto comprendente.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Qui Kant sostiene che tutte le realizzazioni umane sono condizionate dal soggetto. Tutti i fenomeni naturali, tutte le leggi che crediamo di comprendere si rivelano relative. Esistono solo in base alla nostra condizione soggettiva. In questo contesto, Kant parla di una conversione copernicana. In realt\u00e0, un nome migliore sarebbe conversione copernicana inversa: mentre Copernico ha convertito la teoria geocentrica dell&#8217;universo in una eliocentrica, Kant ha fatto il contrario. Ha convertito la cognizione umana orientata all&#8217;oggetto in una orientata al soggetto. Comunemente si presume che la cognizione segua il contenuto degli oggetti. Kant, invece, mostra che gli oggetti si adattano alla condizione del soggetto.<\/p>\n<p>Pertanto, la cognizione non \u00e8 in grado di raggiungere l\u2019interiorit\u00e0 degli oggetti o l&#8217;oggetto stesso, come lo chiama Kant. Egli formula questi pensieri con un&#8217;espressione di modestia. Goethe, invece, vede qui la tragedia del processo di realizzazione umana. Mentre Kant pu\u00f2 vivere abbastanza bene con questa comprensione, Goethe lascia parlare il suo Faust:<\/p>\n<blockquote><p><em>Nessun cane in questo modo vivrebbe pi\u00f9 a lungo.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Goethe sviluppa nuovamente questo pensiero in modo pi\u00f9 drammatico nella scena dell&#8217;incontro di Faust con lo Spirito della Terra. Quando Faust esprime la sua fiducia di poter comprendere l&#8217;essere interiore del mondo, e dice: &#8220;Spirito inquieto, come mi sento vicino a te!&#8221;, lo spirito risponde:<\/p>\n<blockquote><p><em>Tu sei come lo Spirito, tu comprendi, non io!<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Questo \u00e8 il nucleo della critica alla realizzazione di Kant: In ogni oggetto la cognizione umana riflette solo la cognizione stessa e non gli oggetti.<\/p>\n<p>(Continua in <a href=\"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-potere-percettivo-del-pensiero-il-metodo-scientifico-di-goethe-come-modo-di-intendere-la-natura-parte-2\/\">parte 2<\/a>)<\/p>\n<p>Il <strong>Prof. Dr. Jost Schieren<\/strong>\u00a0ha studiato filosofia, lingua e letteratura tedesca e storia dell&#8217;arte e dal 2008 \u00e8 Professore di Educazione Scolastica con specializzazione in Educazione Waldorf e Direttore del Dipartimento di Scienze dell&#8217;Educazione presso l&#8217;Universit\u00e0 Alanus di Alfter, vicino a Bonn (Germania).<\/p>\n","protected":false},"author":920,"featured_media":12160,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[111030,111033,111034,111032,111031,111029,111035],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-98873","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cognizione","tag-goethe-it","tag-kant-it","tag-natura","tag-pensiero","tag-percezione","tag-realizzazione","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/98873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98873"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=98873"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=98873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}