{"id":98685,"date":"2022-12-20T20:32:49","date_gmt":"2022-12-20T20:32:49","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/afferrare-la-realta\/"},"modified":"2022-12-20T20:32:49","modified_gmt":"2022-12-20T20:32:49","slug":"afferrare-la-realta","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/afferrare-la-realta\/","title":{"rendered":"Afferrare la &#8220;realt\u00e0&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p>Questo articolo analizza da vicino quattro approcci alla realt\u00e0:<br \/>\na. Il metodo assiomatico, ovvero l\u2019utilizzo di principi innegabili.<br \/>\nb. Il metodo dialettico, che presuppone un movimento ricorrente degli opposti.<br \/>\nc. Il metodo del racconto o &#8220;narrativo&#8221;.<br \/>\nd. Il &#8220;metodo enduristico&#8221;, che in realt\u00e0 non \u00e8 un metodo, ma un approccio post-narrativo.<br \/>\nIn realt\u00e0, questi metodi possono intrecciarsi e rafforzarsi a vicenda e il miglior esempio di ci\u00f2 \u00e8 probabilmente &#8220;<em>Le Nozze Alchemiche di Cristiano Rosacroce<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Sintesi<\/strong><\/p>\n<p>All&#8217;inizio del XVII secolo, l&#8217;approccio alla realt\u00e0 o alla pura natura pura era legato agli &#8220;innegabili principi fondamentali&#8221; dei Rosacroce, un metodo basato sugli assiomi, un &#8220;metodo&#8221; assiomatico. Anche Spinoza, nello stesso secolo, utilizz\u00f2 l&#8217;approccio assiomatico nella sua opera principale, l'&#8221;Etica&#8221;, e prima di lui Euclide, ad esempio, seguiva questo metodo.<\/p>\n<p><strong>Dialettica<\/strong><\/p>\n<p>Il metodo assiomatico e matematico sembr\u00f2 raggiungere i suoi limiti nella comprensione dell&#8217;uomo della massa (&#8220;De Dijn&#8221;, &#8220;De andere Spinoza&#8221;) quando la realt\u00e0 fu sperimentata nella sua capacit\u00e0 dialettica alla fine del XVIII secolo e all&#8217;inizio del XIX secolo: la realt\u00e0 si rivel\u00f2 completamente subordinata alla dialettica e quindi la dialettica sembr\u00f2 addirittura ESSERE la realt\u00e0. Un filosofo come Hegel sembrava impazzire per questo approccio dialettico alla realt\u00e0 &#8211; il metodo dialettico. Questo \u00e8 ovvio, perch\u00e9 il confine della dialettica sembrava essere assoluto, cio\u00e8 ineludibile. Per molto tempo il metodo dialettico \u00e8 rimasto dominante; su di esso si sono fondate ideologie e si sono costruiti sistemi.<\/p>\n<p><strong>La storia al centro<\/strong><\/p>\n<p>Nel XX secolo, tuttavia, \u00e8 cresciuta la consapevolezza che l&#8217;essenza della realt\u00e0 non poteva essere avvicinata, e tanto meno raggiunta o resa consapevole, n\u00e9 con il metodo assiomatico n\u00e9 con quello dialettico. Si fece sempre pi\u00f9 forte l&#8217;intuizione che una &#8220;buona&#8221; storia potesse avvicinarsi molto di pi\u00f9 alla realt\u00e0, come abbiamo imparato ad apprezzare da tempo nei romanzi. In una buona storia si pu\u00f2 &#8220;vivere&#8221;, si diceva. Questo si chiama approccio narrativo alla realt\u00e0 ed \u00e8 attualmente molto popolare nella scienza, nell&#8217;arte e nella religione.<\/p>\n<p><strong>Verso uno stile di vita enduristico<\/strong><\/p>\n<p>Contemporaneamente a questa popolarit\u00e0, alcuni hanno constatato che ogni documento narrativo \u00e8 legato all&#8217;ego. L&#8217;esperienza della realt\u00e0 che ne scaturisce racconta una storia personale non priva di vincoli soggettivi. Il film &#8220;Matrix&#8221; rende molto espliciti questi legami, che dominano in modo intenso l&#8217;intera onda di vita umana, a meno che&#8230; A meno che non osiamo uscire dalla storia e osiamo lasciar andare il vincolo dell&#8217;ego. Lasciamo che il nostro nucleo autonomo e divino occupi di nuovo lo spazio. Si potrebbe chiamare metodo enduristico: l&#8217;approccio alla realt\u00e0 che pu\u00f2 mettere in moto un processo in cui l&#8217;energia innovativa e creativa viene utilizzata in modo autonomo, eliminando la necessit\u00e0 di impadronirsi di quella realt\u00e0: Ci siete gi\u00e0 in mezzo e la gioia per essa \u00e8 sufficiente.<\/p>\n<p><strong>Il metodo assiomatico dalle basi innegabili<\/strong><\/p>\n<p>Sarebbe bello se aveste dei principi di base fissi da cui partire per vivere la vostra vita in senso spirituale, in modo da non dover dubitare in alcun modo della verit\u00e0 e della realt\u00e0 di questi principi di base. Sarebbe ancora meglio se poteste offrire questi assiomi ai vostri simili, in modo che anche loro possano condurre una vita significativa. Questa era la nobile intenzione dei Rosacroce nel racconto della <em>Fama Fraternitatis<\/em> ed \u00e8 noto che questa offerta non \u00e8 stata accolta molto bene: a causa della posizione, del potere e del prestigio, questi tesori non sono stati accettati. La conoscenza e la saggezza venivano accettate solo se erano innocue per la propria posizione nel mondo: se potevano minare tale posizione, allora accettare i fondamenti dei Rosacroce non era necessario o auspicabile. Al contrario, non era l&#8217;innegabilit\u00e0 dei principi fondamentali a essere valorizzata, ma la capacit\u00e0 di dubitare! La possibilit\u00e0 di dubitare era vista come il massimo potenziale umano (Cartesio) e considerata come un punto di partenza per lo sviluppo umano in senso mentale. Si apriva cos\u00ec &#8220;l&#8217;abisso del dubbio&#8221; che avrebbe accompagnato a lungo l&#8217;indipendenza del pensiero occidentale e che avrebbe potuto avere un effetto paralizzante sull&#8217;azione liberatrice. Ma non per Spinoza!<\/p>\n<p><strong>Anche l&#8217;Etica di Spinoza si basa su principi fondamentali<\/strong><\/p>\n<p>Partendo da assiomi chiari e plausibili, Spinoza riusc\u00ec a costruire una rete cos\u00ec ingegnosa di ragionamenti validi che nella sua &#8220;Etica&#8221; brillava un gioiello di saggezza per la coscienza umana adulta. Senza spazio per il dubbio, ma con spazio per lo spirito della ragione. Ragione che ha le sue basi nel puro desiderio del cuore; ragione che supera di gran lunga le immagini primitive di Dio e le credenze allora prevalenti. Mentre i Rosacroce sperimentavano che l&#8217;ordine e il potere scientifico prevalente rifiutavano i loro principi, Spinoza scopr\u00ec che i severi predicatori della fede respingevano i suoi nobili principi come blasfemi.<\/p>\n<p>L&#8217;etica ragionevole di Spinoza non deve essere guidata dalle passioni, perch\u00e9 queste non si basano su intuizioni, ma sono semplicemente riflessi di influenze esterne. Esse ci rendono non liberi. Nella misura in cui noi, in quanto esseri pensanti ragionevoli, produciamo i nostri pensieri, anche questi pensieri sono liberi.<\/p>\n<p>Secondo Spinoza, un essere pensante ragionevole \u00e8 colui che \u00e8 libero dalla ricerca del denaro, del potere e del prestigio. Oltre al rifiuto da parte dei rigidi dogmatici religiosi, anche questa &#8220;richiesta&#8221; di Spinoza, la rinuncia alla ricerca di ricchezza, potere e prestigio, non fu socialmente accettata. Nella Repubblica dei Paesi Bassi si apprezzava molto l&#8217;espansione della ricchezza, del potere e del prestigio. Il &#8220;mercante&#8221; e il &#8220;vicario&#8221; non erano quindi d&#8217;accordo con il significato dell'&#8221;Etica&#8221;, e quindi rifiutavano l&#8217;alto approccio assiomatico di Spinoza alla realt\u00e0. In realt\u00e0, in tre secoli non \u00e8 cambiato molto, perch\u00e9 ancora oggi, nonostante l&#8217;indubitabile apprezzamento filosofico per Spinoza, il mercante e il parroco rifiutano ancora il contenuto dell&#8217;Etica di Spinoza come guida per la mente.<\/p>\n<p><strong>Il metodo dialettico di approccio alla realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;instabilit\u00e0 della realt\u00e0 fu una delle ragioni per cui il filosofo greco Eraclito proclam\u00f2 le sue famose frasi:<\/p>\n<blockquote><p><em>Non si pu\u00f2 entrare due volte nello stesso fiume<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>e inoltre:<\/p>\n<blockquote><p><em>Tutto scorre\u00a0(Panta rhei).<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Il filosofo tedesco Hegel ha riscoperto questa non-perpetuazione e questo flusso costante all\u2019interno della cosiddetta dialettica: tesi-antitesi-sintesi-nuova antisintesi-nuova sintesi, ad infinitum, senza fine. In parole povere: ogni cosa \u00e8 (potenzialmente presente) nel suo opposto e ogni particella \u00e8 la parte pi\u00f9 piccola del suo opposto (cfr. simbolo yin-yang). Nella concezione dialettica romantica, si tratta di un percorso a spirale, come una danza infinita in tre quarti. Quando si diventa consapevoli di questo processo, si comprende la realt\u00e0. La domanda \u00e8 cosa si fa con questo concetto e se la considerazione \u00e8 sufficiente per arrivare ad un&#8217;azione responsabile. Marx voleva inserire il concetto di dialettica in un quadro attivo, in cui il materialismo dialettico e quello storico si rafforzassero a vicenda, puntando alla liberazione rivoluzionaria della classe operaia. Tuttavia, i sistemi creati politicamente e socialmente da questo materialismo dialettico hanno fatto pi\u00f9 violenza alla realt\u00e0 che portare l&#8217;illuminazione a qualsiasi classe liberata.<\/p>\n<p><strong>I limiti della dialettica per la nostra coscienza<\/strong><\/p>\n<p>Ciononostante, il metodo dialettico ha spiccato il volo a livello scientifico e culturale, perch\u00e9 la dialettica \u00e8 riconoscibile nel mondo temporale in ognuno dei due settori. Molte culture apprezzano l&#8217;idea dell&#8217;esistenza di un&#8217;unit\u00e0 degli opposti, anche se questa unit\u00e0 non \u00e8 sostenibile nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile liberarsi dalla costrizione della dialettica? Non \u00e8 forse vero, come sottolinea Jacob Boehme, che l&#8217;intero universo nella limitata dimensione temporale non ha altra scelta che rivelarsi dialetticamente? Anche nei campi &#8220;superiori&#8221; della vita astrale? Impregnati delle leggi dialettiche della nostra realt\u00e0, abbiamo anche scoperto che non potevamo avvicinarci alla nostra essenza applicando il metodo al nostro pensare, sentire e agire. Il contesto scivola rapidamente tra le dita come sabbia sciolta.<\/p>\n<p><strong>I confini della (non) finzione<\/strong><\/p>\n<p>Il contesto dialettico \u00e8 legato alla sfera della materia, ma la nostra coscienza non pu\u00f2 elevarsi al di sopra di essa: non possiamo ascendere afferrando strettamente il mondo materiale, mantenendo la nostra attenzione sulla materia. Dobbiamo cercare contenuti in un contesto pi\u00f9 libero, in cui ci sia spazio per la nostra essenza nella sua dimensione non dialettica. Una storia che possa nutrire la nostra anima. Una storia che ci commuova e ci sollevi. Inoltre, una storia che offra sostegno alla nostra coscienza. Tutte le costruzioni attraverso il metodo assiomatico e dialettico sembrano fittizie e prima o poi si dissolvono. Ma una storia rilevante in questa realt\u00e0 temporale pu\u00f2 stimolare, pu\u00f2 essere unificante, dopo che le grandi storie ideologiche sono naufragate nel tempo.<\/p>\n<p><strong>La realt\u00e0 narrativa<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 possibile &#8220;raccontare&#8221; la realt\u00e0? \u00c8 possibile proiettare la grande realt\u00e0 onnicomprensiva in tutte le sue dimensioni in una storia che pretenda un&#8217;interpretazione universale, un significato transculturale? L&#8217;esistenza e soprattutto la continuit\u00e0 di miti, detti e saghe, che attraversano molti secoli, rende evidente che sembra del tutto possibile raccontare una storia significativa, ma solo se l&#8217;autore \u00e8 pienamente aperto a ci\u00f2 che vuole rivelarsi attraverso di lui. Perch\u00e9 non appena la realt\u00e0 viene raccontata, descritta, filmata, inizia il modellamento che trasforma ogni fatto in finzione. Raccontare la realt\u00e0 letterale sembra impossibile. Questo non significa che la storia non sia giusta. Ma che ogni storia \u00e8 una costruzione, non una rappresentazione univoca della verit\u00e0, come ci dice il primo verso del Tao Te Ching:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se Tao potesse essere espresso, non sarebbe l\u2019eterno Tao. Se il nome potesse essere pronunciato, non sarebbe l\u2019eterno nome.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La grande domanda \u00e8 se e quando una storia prender\u00e0 vita, cio\u00e8 si connetter\u00e0 con la nostra esistenza umana in un senso nutriente. E questo dipende dal narratore che deve trarre la sua storia da qualcosa, dalle proprie esperienze e dai propri ricordi. Solo quando iniziamo a considerarle e a interpretarle la nostra vita pu\u00f2 iniziare; solo quando riflettiamo il significato pu\u00f2 avere luogo.<\/p>\n<p>L&#8217;arsenale di esperienze e ricordi vissuti pu\u00f2 servire come strumento per dare forma alla storia, a patto che il narratore non interferisca. Pu\u00f2 essere molto allettante inventarsi delle scappatoie e scrivere ogni tipo di frase che si vuole, ma una storia veramente ispirata si scrive da sola, altrimenti diventer\u00e0 una costruzione. Se questo riesce, la storia pu\u00f2 prendere vita, cio\u00e8 connettersi con la nostra esistenza umana in un senso nutriente.<\/p>\n<p><strong>Le Nozze Alchemiche di CRC<\/strong><\/p>\n<p>Ad esempio, &#8220;<em>Le Nozze Alchemiche di Cristiano Rosacroce<\/em>&#8221; \u00e8 caratterizzato da un&#8217;incomparabile ambiguit\u00e0 e da una grande ricchezza di esperienze di coscienza in molteplici dimensioni della realt\u00e0. \u00c8 importante riconoscere la storia di CRC nel nostro stato di coscienza, per scoprire dove &#8220;viviamo&#8221; in quella storia, dove &#8220;viviamo&#8221; in quel viaggio di scoperta. Scoprire che la storia \u00e8 una finzione e tuttavia risuona nella nostra realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ci sono altri esempi di storie di questo tipo, come il film d&#8217;animazione &#8220;<em>La tartaruga rossa<\/em>&#8220;, in cui una tartaruga si trasforma realmente in una donna e cambia di nuovo quando la vita del protagonista finisce. E anche le stampe di Escher, che spesso &#8220;rende reali&#8221; immagini spaziali impossibili. Diventa sempre pi\u00f9 chiaro il potere delle storie, soprattutto perch\u00e9 possono dare vita alla nostra esistenza afflitta dall&#8217;appiattimento spirituale. Questo \u00e8 il motivo per cui l&#8217;arte, la religione e la scienza abbracciano l&#8217;approccio narrativo.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;autoreferenzialit\u00e0 di ogni opera d&#8217;arte<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 noto dalla filosofia della scienza che ogni espressione artistica \u2013 compreso il racconto \u2013 dice qualcosa dell&#8217;artista, anzi \u00e8 un riferimento a quell&#8217;artista. Ogni racconto sarebbe quindi autoreferenziale, anche se non si tratta di un racconto autobiografico. Lo scrittore pu\u00f2 rendersi conto di aver inventato lui stesso delle cose nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Uno scrittore olandese ha recentemente osservato: &#8220;Inventare cose per descrivere la realt\u00e0 \u00e8 una cosa. Ma anche descrivere la realt\u00e0 senza inventarla \u00e8 una cosa&#8221;. Questo potrebbe aprire un canale universale che fa appello all&#8217;ispirazione positiva, forse simile alle muse. Forze gnostiche che si fanno conoscere attraverso l&#8217;artista. Se uno scrittore si rende conto che \u00e8 il suo io a limitare la realt\u00e0, se ogni tanto intravede la &#8220;grande&#8221; realt\u00e0 dell&#8217;universale, dell&#8217;universo in tutte le dimensioni, il suo percorso di coscienza mostrer\u00e0 una crescente consapevolezza dell&#8217;insignificanza. E della modestia. Perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;esperienza travolgente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec parla Lao Tzu nel capitolo 20 del Tao Te Ching:<\/p>\n<blockquote><p><em>(\u2026) Io solo sono calmo e non mi sono ancora mosso.<br \/>\nSono come un bambino appena nato che non ha ancora riso.<br \/>\nSono libero e senza legami come chi non ha luogo a cui far ritorno.<br \/>\nGli uomini della massa hanno tutto in abbondanza e in avanzo.<br \/>\nIo solo sono come uno che ha perso tutto. Ho il cuore di un folle.<br \/>\nSono un caos che non pu\u00f2 essere ricomposto.<br \/>\nGli uomini della massa possiedono una brillante lucidit\u00e0; io solo<br \/>\nsono oscuro. Gli uomini della massa possiedono un\u2019astuzia acuminata;<br \/>\nio solo sono lamentoso e preoccupato.<br \/>\nSono indeterminato come il mare. Sono costantemente inquieto,<br \/>\nsospinto avanti e indietro dalle onde.<br \/>\nTutti hanno sempre le loro buone ragioni; io solo sono insensato.<br \/>\nIo solo sono diverso dagli uomini della massa, in quanto venero<br \/>\nla Madre che nutre tutte le cose.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La &#8220;Madre che nutre tutte le cose&#8221; appartiene a uno strato &#8220;superiore&#8221; della realt\u00e0, che non riconosce la ricchezza, il potere e il prestigio mondano delle persone e che umilia il narratore. Quanto pi\u00f9 \u00e8 nutrito dalla Madre, tanto maggiori sono i suoi poteri spirituali, ma quanto pi\u00f9 grandi sono i suoi doni spirituali, tanto maggiore \u00e8 la sua modestia. Secondo la tradizione, il narratore Lao Tzu non voleva raccontare la sua storia, ma alla fine l\u2019ha messa per iscritto su richiesta di uno studente. Il desiderio di essere completamente diversi dagli altri non \u00e8 un&#8217;opposizione elitaria in relazione all&#8217;uomo comune. Questo desiderio non ha nulla a che vedere con i valori di questo mondo, si potrebbe definire un non-essere nella consapevolezza dei valori acquariani, corrispondente alla ammissione di Cristiano Rosacroce che il massimo sapere \u00e8 non sapere nulla.<\/p>\n<p>Quindi ci sono anche scrittori che considerano l&#8217;approccio narrativo, lo scrivere una buona storia (da vendere), come un&#8217;attivit\u00e0 vana, perch\u00e9 non si liberano dei lati negativi del loro ego. Questi scrittori sono consapevoli dell&#8217;inadeguatezza del &#8220;metodo&#8221; narrativo e allo stesso tempo desiderano onorare &#8220;la Madre che nutre tutte le cose&#8221;. Si trovano, per cos\u00ec dire, in una fase enduristica, in cui non mettono se stessi al centro.<\/p>\n<p><strong>La realt\u00e0 che scompare<\/strong><\/p>\n<p>Secoli fa inizi\u00f2 la demitizzazione del mondo fantastico e il disincanto dei miracoli. Spinoza ha svolto un ruolo importante nell&#8217;esporre la credenza nei miracoli e allo stesso tempo ha indicato la natura divina come miracolo della vita. Michael Ende ha evidenziato l&#8217;erosione della realt\u00e0 &#8220;altra&#8221; che si sta dissolvendo: sempre pi\u00f9 la &#8220;terra magica&#8221; sta scomparendo. Paul Biegel \u00e8 riuscito a riportare la &#8220;magia&#8221; della realt\u00e0 nei suoi accattivanti libri per bambini, che raccontano la particolarit\u00e0 del miracolo della vita in modo sorprendente.<\/p>\n<p>Deep fake<\/p>\n<p>Il pendolo della realt\u00e0 attuale oscilla sulle immagini e sui suoni tecnologicamente manipolati in essa, si chiama deep fake (falso profondo), significa che attraverso tecniche sofisticate \u00e8 diventato possibile far dire a qualcuno tutto ci\u00f2 che il manipolatore vuole. La manipolazione della realt\u00e0 ha cos\u00ec acquisito una sofisticazione tale da rendere quasi impossibile distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 reale e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Perch\u00e9 i nostri sensi, quando guardano uno schermo, non hanno la capacit\u00e0 di controllare la produzione delle immagini. Al di fuori del mondo dello schermo, le tecniche olografiche sono state in grado di creare una realt\u00e0 fittizia o sfumata per molto pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p><strong>Come possiamo mantenere una concentrazione pura?<\/strong><\/p>\n<p>Ci si pu\u00f2 chiedere se tutto questo sia un male, se la coscienza debba comunque passare attraverso la fase maya, cio\u00e8 la consapevolezza che la realt\u00e0 sensoriale percepibile non \u00e8 reale, non pu\u00f2 essere reale. Sebbene la confusione possa aumentare, pu\u00f2 essere possibile aumentare la concentrazione sull&#8217;essenza della vita, soprattutto in mezzo alle molte sfaccettature ingannatrici del nostro tempo. Un&#8217;attenzione che pu\u00f2 coincidere con un campo collettivo, con un campo spirituale di una nuova realt\u00e0.<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 fino a che punto questo orientamento pu\u00f2 rimanere puro, cio\u00e8 se l&#8217;allineamento con la fonte interiore, che pu\u00f2 collegare la nostra anima con la &#8220;grande&#8221; realt\u00e0, pu\u00f2 continuare ad avere luogo.<\/p>\n<p>Nel 2022 \u00e8 palpabile come il mondo digitale si estenda sempre pi\u00f9 su tutte le sfaccettature della nostra realt\u00e0 e come la societ\u00e0 sia quasi del tutto d&#8217;accordo con esso: una rete intelligente diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 decisiva in modo tale che &#8220;<em>l&#8217;internet delle cose<\/em>&#8221; guider\u00e0 la nostra casa e potr\u00e0 eventualmente dare una direzione alla nostra coscienza.<br \/>\n\u00c8 una cosa negativa? Non \u00e8 soprattutto molto pratico ed efficiente?<\/p>\n<p><strong>E l\u2019autorealizzazione?<\/strong><\/p>\n<p>Volete ancora guidare, dirigere voi stessi?<\/p>\n<p>O accettate che la scelta di una societ\u00e0 tecnologica cibernetica efficiente e progettata in modo pratico sia un risultato logico sulla via dell&#8217;illuminazione finale? L&#8217;intelligenza artificiale, per quanto abilmente utilizzata, non potr\u00e0 mai avvicinarsi a un essere umano ragionevole e autonomo. Per questo dobbiamo essere forti e resistere a molte tentazioni. Perch\u00e9 se non siamo molto attenti e supercritici nei confronti degli attuali prodotti dell&#8217;intelligenza artificiale in grado di sviluppare algoritmi di guida autonoma, allora questa intelligenza artificiale ci porter\u00e0 via il cervello, come avverte il professore scozzese Andrew Murray. Dobbiamo imparare a gestire le opportunit\u00e0 di sviluppo che si presentano al mondo e all&#8217;umanit\u00e0 grazie a Internet e all&#8217;intelligenza artificiale, ma non a scapito della potenziale illuminazione e del figlio di Dio che si nasconde in noi. Naturalmente la vera illuminazione inizia dal cuore e non dal cervello, ma il nostro cervello autonomo ha un ruolo importante.<\/p>\n<p><strong>Il cuore illimitato<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo parlare del &#8220;canto misterioso&#8221; di quel cuore illimitato, il cuore pienamente liberato e dispiegato che fornisce la sua radiazione trasmutante al servizio della monade e alla fine si collega alla testa per il matrimonio. Un cervello artificialmente intelligente non pu\u00f2 rispondere all&#8217;invito al matrimonio perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 desiderare la &#8220;persona amata&#8221;. La &#8220;Madre che nutre tutte le cose&#8221; corrisponde al cuore illimitato, ma il cervello artificialmente intelligente non risponde a quella corrispondenza, la lettera del cuore non pu\u00f2 essere ricevuta. La realt\u00e0 sta sempre pi\u00f9 scomparendo nella digitalizzazione e nella virtualit\u00e0, che trae il suo nutrimento principalmente dall&#8217;elettricit\u00e0. Elettricit\u00e0 generata dall&#8217;azione umana, coadiuvata dalla tecnologia.<br \/>\nL&#8217;etere elettrico, tuttavia, \u00e8 l&#8217;innovatore del cuore e non \u00e8 generato dalle nostre centrali elettriche e da altre forme materiali di alimentazione elettrica. L&#8217;energia eterea per il cuore illimitato lavora sulla vibrazione cristica che pu\u00f2 nutrirci nel nostro orientamento puro (astrale). \u00c8 importante lasciare che l&#8217;etere elettrico, che il Cristo sprigiona in noi attraverso le radiazioni di Urano, compia il suo lavoro misericordioso in tempo, cio\u00e8 prima che il cervello sia diventato inutilizzabile a causa delle manipolazioni elettromagnetiche terrestri. La realt\u00e0 virtuale ci attrae, cerca di rendere il nostro essere adatto agli scopi di un nuovo ordine mondiale artificiale, attraverso la testa.<br \/>\nAneliamo invece alla realt\u00e0 della &#8220;Madre che nutre tutte le cose&#8221; e onoriamo quella Madre!<\/p>\n","protected":false},"author":923,"featured_media":96725,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-98685","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/98685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/96725"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=98685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=98685"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=98685"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=98685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}