{"id":95582,"date":"2022-02-08T18:16:44","date_gmt":"2022-02-08T18:16:44","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/il-quarto-stato-percezione-sensoriale-ed-esperienza\/"},"modified":"2022-10-07T18:08:35","modified_gmt":"2022-10-07T18:08:35","slug":"il-quarto-stato-percezione-sensoriale-ed-esperienza","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-quarto-stato-percezione-sensoriale-ed-esperienza\/","title":{"rendered":"Il quarto stato. Percezione sensoriale ed esperienza"},"content":{"rendered":"<p>La domanda su come sorgono le percezioni sensoriali e quale ruolo svolgono nella nostra esperienza e sviluppo ha occupato molti. Aristotele, ad esempio, vede la capacit\u00e0 della percezione sensoriale come una distinzione tra animali e piante. Se un animale vuole crescere, vivere e riprodursi, deve essere in grado di trovare la sua strada nel mondo. La capacit\u00e0 di percezione serve a questo scopo. Negli esseri viventi si sviluppano quindi diversi organi sensoriali per poter percepire.<\/p>\n<p>Il filosofo Emanuel Kant enfatizza le percezioni sensoriali nella loro interazione con l&#8217;intelletto. In una riflessione \u201ccritica\u201d, descrive un approccio su come cogliere le \u201ccondizioni di possibilit\u00e0\u201d dell&#8217;esperienza umana. Entrambi gli approcci hanno occupato molti profondi pensatori, dal Medioevo fino ai giorni nostri, con una ricchezza di considerazioni, riflessioni e preziose intuizioni.<\/p>\n<p>Rimane tuttavia una domanda centrale: in che modo le nostre percezioni diventano la base delle nostre esperienze? Anche il fenomeno dell&#8217;illusione percettiva e dell&#8217;allucinazione sono questioni importanti. Se questi tipi di errore sono possibili, quanto sono affidabili le nostre percezioni dirette del mondo?<\/p>\n<h4>Percezione, intelletto e intenzione<\/h4>\n<p>Le nostre percezioni si basano inizialmente sull&#8217;attivit\u00e0 dei nostri organi di senso. Con il loro aiuto prendiamo parte al mondo esterno. Tuttavia, oltre agli organi sensoriali, anche altri fattori svolgono un ruolo importante nell&#8217;emergere del contenuto percettivo.<\/p>\n<p>Questo pu\u00f2 essere illustrato usando un gioco come esempio. Vari edifici famosi sono mostrati su un proiettore, come la Statua della Libert\u00e0 o la Torre Eiffel. All&#8217;inizio, il proiettore non \u00e8 a fuoco e si possono vedere solo vaghi colori senza contorni chiari. A poco a poco l&#8217;immagine diventa pi\u00f9 nitida. Vince chi per primo riconosce l&#8217;edificio. Questo esempio mostra come la mente e la memoria combinano le impressioni sensoriali in un tutto. Solo cos\u00ec si crea una connessione tra le impressioni e si riconosce l&#8217;edificio. Kant chiama questo processo la \u201csintesi del molteplice\u201d.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 presumere che questo processo avvenga anche negli animali. Anche per loro si tratta di identificare altri oggetti nel loro ambiente. Negli esseri umani il processo \u00e8 per\u00f2 differenziato in modo pi\u00f9 acuto dall&#8217;interazione tra pensiero concettuale e linguaggio.<\/p>\n<p>Questo processo svolge anche un ruolo importante nel riconoscimento tecnico delle immagini: i singoli punti di una fotocamera digitale vengono elaborati utilizzando vari approcci tecnici in modo tale che gli oggetti possano essere riconosciuti, ad esempio lettere su una busta o oggetti nel traffico stradale.<\/p>\n<p>Ma non sono solo i contenuti della memoria e della mente che fluiscono nelle nostre percezioni sensoriali e le influenzano. Anche altri contenuti mentali giocano qui un ruolo decisivo. Le percezioni sorgono all&#8217;intersezione dei sensi e della coscienza. I nostri desideri o paure hanno un&#8217;influenza corrispondente su ci\u00f2 che vediamo. Nella vita di tutti i giorni talvolta si dice che si vede solo ci\u00f2 che si vuole vedere, o solo ci\u00f2 per cui si \u00e8 sensibili, prima ancora dell&#8217;esperienza percettiva.<\/p>\n<p>Le connessioni e le interpretazioni spontanee che avvengono in ogni processo percettivo richiedono una \u201cprecomprensione\u201d, cio\u00e8 un&#8217;idea preesistente, un concetto preesistente. I nostri stati emotivi e le nostre intenzioni giocano un ruolo centrale in questo. Ci\u00f2 \u00e8 importante in molti contesti per poter reagire rapidamente. La classificazione delle percezioni nel traffico stradale deve essere rapida e il relativo condizionamento ci consente di prendere rapide decisioni.<\/p>\n<p>Ma accanto a questo pensiero veloce c&#8217;\u00e8 anche un pensiero \u201clento\u201d. Quando si tratta di percepire le cose in modo pi\u00f9 profondo e diverso, il condizionamento pu\u00f2 ostacolarci. L&#8217;imparzialit\u00e0 e l&#8217;apertura sono prerequisiti importanti per nuove percezioni e intuizioni. Ecco perch\u00e9 pu\u00f2 essere importante aprirsi a provocazioni costruttive, prendere coscienza delle proprie prospettive, metterle in discussione e lasciarle andare.<\/p>\n<h4>Il \u201cquarto stato\u201d<\/h4>\n<p>Le nostre percezioni sensoriali sono la base per le nostre esperienze nel mondo esterno. Tuttavia, sono solo una \u201cmodalit\u00e0\u201d della coscienza umana. Ad esempio, nella Mandukya Upanishad sono descritti quattro stati:<\/p>\n<p><em>Brahman \u00e8 tutto, e il S\u00e9 (Atman) \u00e8 Brahman. Il S\u00e9 ha quattro stati di coscienza. Il primo \u00e8 chiamato Vaishvanara, in cui si vive con tutti i sensi rivolti verso l&#8217;esterno, consapevoli solo del mondo esterno. Taijasa \u00e8 il nome del secondo, lo stato onirico in cui, con i sensi rivolti all&#8217;interno, si elaborano le impressioni delle azioni passate e dei desideri presenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il terzo stato \u00e8 chiamato Prajna, il sonno profondo, in cui non si sogna n\u00e9 si desidera. Non c&#8217;\u00e8 intelletto in Prajna, non c&#8217;\u00e8 separazione; ma il dormiente non ne \u00e8 cosciente. Lascia che diventi cosciente in Prajna e questo aprir\u00e0 la porta allo stato di gioia permanente. [\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>Il quarto \u00e8 lo stato supercosciente chiamato Turiya, n\u00e9 interiore n\u00e9 esteriore, al di l\u00e0 dei sensi e dell&#8217;intelletto, in cui non c&#8217;\u00e8 altro che il Signore. Egli \u00e8 l&#8217;obiettivo supremo della vita. Egli \u00e8 pace e amore infiniti. Realizzalo!<\/em><\/p>\n<p>Qui si assume una prospettiva diversa. Il punto di partenza \u00e8 l&#8217;affermazione che il S\u00e9 e il Brahman sono uno. Come esseri viventi, siamo parte della natura e, come i nostri parenti del regno animale, siamo dotati di organi di senso che si sono sviluppati in lunghi periodi di tempo e che ci permettono di partecipare al mondo esterno.<\/p>\n<p>Ma oltre a questo \u2013 secondo il Mandukya \u2013 il nostro nucleo \u00e8 tutt&#8217;uno con la realt\u00e0 suprema. In questa prospettiva \u00e8 logico che, oltre alle percezioni sensoriali, alla loro strutturazione da parte della mente e della memoria, oltre al plasmare le esperienze attraverso intenzioni e apprensioni, si cerchi uno stato in cui possiamo entrare in contatto con il nucleo pi\u00f9 intimo.<\/p>\n<p>Oltre allo stato di veglia, le Upanishad nominano due forme di sonno. La moderna ricerca sul sonno distingue tra le cosiddette fasi REM (Rapid Eye Movement) e le fasi NREM (fasi non REM). Una fase REM \u00e8 una fase del sonno caratterizzata da rapidi movimenti oculari, aumento della frequenza cardiaca, respiro intenso e sogni vividi. L&#8217;attivit\u00e0 cerebrale (misurata come EEG) \u00e8 simile a quella dello stato di veglia.<\/p>\n<p>\u00c8 naturale mettere in relazione questa fase con lo stato onirico del Mandukya e le fasi NREM del sonno profondo con quello che nelle Upanishad viene chiamato \u201csonno senza sogni\u201d (anche se ci sono sogni in questa fase, ma sono di natura del tutto diversa da quelle delle fasi REM).<\/p>\n<p>Nella comprensione delle Upanishad, nello stato di sonno profondo sperimentiamo la fine della separazione, ma ci\u00f2 avviene senza che il dormiente ne sia consapevole. Il \u201cquarto stato\u201d \u2013 Turiya \u2013 riguarda invece il risveglio in uno stato completamente cosciente. Questo \u00e8 descritto come l&#8217;obiettivo pi\u00f9 alto della vita, il raggiungimento della pura coscienza.<\/p>\n<p>Questa pura coscienza non \u00e8 separata dagli altri stati, nemmeno dalle percezioni sensoriali. Piuttosto, il quarto stato \u00e8 alla base e permea gli altri tre stati di coscienza. Quanto pi\u00f9 si apre la \u201cporta alla gioia duratura\u201d, tanto pi\u00f9 gli altri stati ne condivideranno. Coloro che si risvegliano in Turiya, vedono anche le cose esterne con occhi nuovi.<\/p>\n<h4>Prospettive<\/h4>\n<p>Quanto detto apre una prospettiva molto ampia. Tale prospettiva non \u00e8 esclusiva della tradizione indiana. Con i Greci si potrebbe parlare, ad esempio, del \u201cviaggio onirico\u201d di Parmenide. Nel misticismo occidentale, pensieri simili possono essere trovati, ad esempio, nell&#8217;opera di Meister Eckhart. E ci sono certamente numerosi altri riferimenti in altre culture ed epoche.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 di per s\u00e9 interessante, ma ancora pi\u00f9 immediata \u00e8 la domanda se e come sperimentiamo qualcosa di tutto ci\u00f2. Conosciamo quella quiete, quell\u2019<em>esichia<\/em>\u00a0(pace interiore) in cui le nostre percezioni sensoriali riposano, in cui possiamo lasciar andare ricordi, desideri e paure, in cui creiamo uno spazio di silenzio e apertura? In Turiya ci immergiamo in un silenzio che \u00e8 alla base di ogni vero dinamismo. Da questa profondit\u00e0, l&#8217;Upanishad finalmente pronuncia il triplice \u201cShanti\u201d (pace) che permea gli altri tre stati.<\/p>\n","protected":false},"author":920,"featured_media":55590,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-95582","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/95582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55590"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95582"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=95582"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=95582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}