{"id":92530,"date":"2022-01-29T17:06:18","date_gmt":"2022-01-29T17:06:18","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/percezione-realizzazione-creazione-della-verita\/"},"modified":"2022-01-29T17:06:18","modified_gmt":"2022-01-29T17:06:18","slug":"percezione-realizzazione-creazione-della-verita","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/percezione-realizzazione-creazione-della-verita\/","title":{"rendered":"Percezione \u2013 realizzazione \u2013 creazione della verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4>Percezione<\/h4>\n<p>La percezione \u00e8 generalmente intesa come il processo mediante il quale il cervello organizza e interpreta le informazioni sensoriali [1]. Quando guido un&#8217;auto, posso notare molti piccoli dettagli: il rumore della chiusura delle porte, la morbidezza o la compattezza dei sedili, la rotondit\u00e0 del volante, gli indicatori sul cruscotto, l&#8217;accelerazione o il rumore del motore durante la partenza.<\/p>\n<p>Oltre alla percezione del mondo esterno, c&#8217;\u00e8 anche una percezione di s\u00e9. Ci\u00f2 include pensieri e stati interiori di esperienza come gioia, tristezza, piacere, noia, rabbia, rilassamento.<\/p>\n<p>La percezione umana \u00e8 quasi sempre associata all&#8217;interazione, ad esempio l&#8217;interazione tra interno ed esterno con l&#8217;aiuto di impressioni sensoriali. Questa interazione ha almeno due facce: un mittente e un destinatario. Non si tratta solo di percepire, ma anche di trasferire.<\/p>\n<p>In questo senso, la consapevolezza e la percezione sono uno scambio, un dare e avere: il percipiente diventa l&#8217;oggetto della percezione. I confini sul piano materiale si dissolvono nella coscienza percettiva. Percepire il silenzio significa diventare silenzio, far entrare il silenzio in se stessi. Percepire l&#8217;universo porta a sperimentare la vastit\u00e0 e la vitalit\u00e0 del cosmo.<\/p>\n<p>Gli oggetti della percezione sono indissolubilmente legati alla percezione: le mani, il laptop, l&#8217;auto, il volante. Sono nomi per fenomeni percettivi. Il linguaggio funge da secondo strato, sovrapposto alla percezione sensoriale, una sorta di matrice beta accanto alla matrice alfa. Per gli antichi greci, la lingua era un&#8217;abilit\u00e0 data da Dio, un altro aspetto del ricevere.&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso della vita abbiamo appreso molti modelli di percezione, sentimento e pensiero.&nbsp; Scarichiamo questi modelli come una sorta di &#8220;software&#8221; dai campi morfogenetici collettivi. Li mettiamo in pratica e li proviamo finch\u00e9 non diventano naturali per noi.<\/p>\n<p>Per il ricercatore Rupert Sheldrake, il s\u00e9 cosciente \u00e8 direttamente connesso all&#8217;ambiente esterno e agli stati del corpo attraverso questi campi, sia nei processi percettivi che nell&#8217;attivit\u00e0 coscientemente controllata. [2]&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni volta che utilizziamo queste strutture, le rivitalizziamo. Possiamo muoverci con relativa libert\u00e0 nell&#8217;ampio spazio della percezione e scaricare sempre il software pi\u00f9 recente, per cui le regole del gioco, ovvero il livello del sistema operativo, sono per noi predeterminate. Non possiamo modificare le strutture di base della matrice. Anche qui il trasferimento gioca un ruolo importante.<\/p>\n<h4>Dalla percezione alla realizzazione<\/h4>\n<p>Come i bambini che giocano nella sabbia e creano determinate figure, noi creiamo individualmente e collettivamente nuove forme nello spazio percettivo del mondo. Le leggi della natura e della sabbia corrispondono al sistema operativo (e all&#8217;hardware). Le forme scompaiono dopo un po\u2019, ma la sabbia rimane.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno della forma per fare esperienze. Il mondo delle forme \u00e8 il livello di espressione dell&#8217;anima, una sorta di parco giochi per poter sperimentare e creare percezioni di ogni tipo.<\/p>\n<p>La nostra percezione \u00e8 come uno strumento interpretativo per un universo complesso e multidimensionale. L&#8217;energia si proietta nel nostro costrutto percettivo spazio-temporale individuale.<\/p>\n<p>Senza una certa intensit\u00e0 di questa proiezione, non possiamo sperimentarla come realt\u00e0 materiale. Costruiamo la nostra realt\u00e0 filtrando fuori dallo spettro energetico le parti che ci corrispondono e sostituiamo le parti mancanti per creare un&#8217;immagine coerente. Filtriamo le parti che sono significative per noi, mentre semplicemente ignoriamo ci\u00f2 che per noi \u00e8 insignificante.<\/p>\n<p>Quando due persone vedono un film al cinema, le impressioni sensoriali sono in linea di principio molto simili. Tuttavia, la percezione del film pu\u00f2 essere completamente diversa. Gli eventi del film fungono da schermo di proiezione per le aspirazioni, le paure e i desideri dello spettatore. La proiezione rende tangibile l\u2019esperienza del mondo interiore, parzialmente inconscio e nebuloso. Entrando in empatia con i protagonisti, l&#8217;illusione sullo schermo diventa &#8220;reale&#8221;, una sorta di feedback come conferma.&nbsp;<\/p>\n<h4>Dalla percezione alla creazione di immagini (creazione proiettiva)<\/h4>\n<p>Due ricercatori che hanno lavorato intensamente sul tema della percezione sono Karl Pribram e David Bohm. Karl Pribram dice che la nostra percezione del mondo esterno \u00e8 una specie di immagine olografica creata dal cervello. Ci\u00f2 che accade fuori di noi \u00e8 paragonabile alle onde radio che forniscono un&#8217;immagine alla televisione. Ci\u00f2 che pensiamo sia realt\u00e0 \u00e8 l&#8217;immagine della realt\u00e0 esterna nella nostra testa. Nel suo libro <em>La forma dal mio punto di vista,<\/em> Pribram conclude: &#8220;\u00c8 la nostra interpretazione delle osservazioni che trasforma un evento percettivo in una forma compatibile con il mondo in cui navighiamo. Questa interpretazione dipende dalla capacit\u00e0 dei nostri processi cerebrali.&#8221; [3]<\/p>\n<p>Un esperimento interessante \u00e8 stato fatto in Israele da Shlomo Breznitz [4]: a gruppi di soldati \u00e8 stato chiesto di percorrere una distanza di 25 miglia nel deserto, ma non \u00e8 stata detta loro la lunghezza corretta, bens\u00ec una cifra inferiore o superiore. Nella visita medica successiva, lo stress fisiologico corrispondeva all&#8217;informazione data e non al reale sforzo sul percorso. Ci\u00f2 significa che reagiamo pi\u00f9 al modello nella nostra testa che alla realt\u00e0 stessa. Questo pu\u00f2 essere visto come una sorta di creazione proiettiva. Diamo alle cose esterne una certa realt\u00e0 a seconda della nostra coscienza. Questo spiegherebbe anche l&#8217;effetto placebo.&nbsp;<\/p>\n<p>Il fisico quantistico David Bohm fa un ulteriore passo avanti. Vede prove indirette dell&#8217;esistenza di una realt\u00e0 al di l\u00e0 della nostra realt\u00e0 3D: il campo di energia quantistica o potenziale quantistico. Nel suo libro <em>Wholeness and Implicate Order,<\/em> Bohm afferma: &#8220;Abbiamo visto che nel contesto quantistico le strutture in tutti gli aspetti immediatamente percepibili del mondo sono da considerarsi come provenienti da un ordine implicito pi\u00f9 ampio, in cui tutti gli aspetti alla fine si fondono nell&#8217;indefinibile e incommensurabile olomovimento.\u201d [5]<\/p>\n<p>Michael Talbot scrive di questo nel libro <em>The Holographic Universe<\/em> [6]: &#8220;Considerate insieme, le teorie di Bohm e Pribram forniscono un modo nuovo e profondo di guardare al mondo: il nostro cervello costruisce matematicamente una realt\u00e0 oggettiva interpretando frequenze che sono in definitiva proiezioni di un\u2019altra dimensione, un ordine di esistenza pi\u00f9 profondo che \u00e8 al di l\u00e0 dello spazio e del tempo: il cervello \u00e8 un ologramma avvolto in un universo olografico&#8221;.<\/p>\n<p>E aggiunge: &#8220;Quello che c&#8217;\u00e8 &#8216;l\u00e0 fuori&#8217; \u00e8 un vasto oceano di onde e frequenze, e la realt\u00e0 ci appare concreta solo perch\u00e9 i nostri cervelli sono in grado di prendere questa impressione olografica sfocata e trasformarla negli oggetti familiari che compongono il nostro mondo&#8221;.&nbsp;<\/p>\n<h4>Pura percezione \u2013 Trasferimento puro<\/h4>\n<p>La visione olografica e costruttivista indica quanto sia relativa e limitata la propria percezione naturale. Questo porta inevitabilmente alla domanda: se c&#8217;\u00e8 qualcosa di universale, senza tempo e senza spazio dietro il mondo delle apparenze, come posso sperimentarlo direttamente?<\/p>\n<p>Nel suo libro <em>La Voce del Silenzio<\/em>, HP Blavatsky parla del superamento della costruzione sensoriale della percezione [7]: &#8220;Quando la sua propria forma gli apparir\u00e0 irreale, come al risveglio tutte le forme vedute nei sogni; quando avr\u00e0 cessato di udire i molti, egli potr\u00e0 discernere l&#8217;UNO, il suono interiore che uccide l&#8217;esterno. Solo allora, non prima, abbandoner\u00e0 la regione di Asat, il falso, per entrare nel reame di Sat, il vero. Prima che l&#8217;anima possa vedere, deve raggiungere l&#8217;Armonia interiore e gli occhi della carne devono essere resi ciechi a ogni illusione\u201d.<\/p>\n<p>E inoltre HP Blavatsky dice: &#8220;Unisci i tuoi sensi in un senso\u201d.<\/p>\n<p>Queste parole possono essere intese come indicazioni di un possibile ritorno a una sorta di percezione originaria, che \u00e8 allo stesso tempo anche verit\u00e0 originaria. Allora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 alcuna separazione. Il percettore e l&#8217;oggetto della percezione si fondono in uno. Il mondo del divenire viene lasciato indietro e la percezione si apre all\u2019Essere.<\/p>\n<p>L&#8217;essere si rivela come coscienza indivisa nel momento presente \u2013 nell&#8217;ADESSO e nello spazio aperto \u2013 nel QUI.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti<\/strong>:<\/p>\n<p>1 Online Lexikon f\u00fcr Psychologie und P\u00e4dagogik (Enciclopedia online per la psicologia e l&#8217;educazione), https:\/\/lexikon.stangl.eu\/4674\/wahrnehmung<\/p>\n<p>2 Rupert Sheldrake, <em>La presenza del passato<\/em>, Editore Crisalide, 1988<\/p>\n<p>3 Karl H. Pribram, <em>The form within my point of view <\/em>(La forma dal mio punto di vista)<\/p>\n<p>4 Shlomo Breznitz &amp; Collins Hemingway, <em>Maximum Brainpower<\/em>, (Potenza intellettiva massima)<\/p>\n<p>5 David Bohm, <em>Wholeness and the Implicate Order<\/em> (Totalit\u00e0 e ordine implicito)<\/p>\n<p>6 Michael Talbot, <em>The Holographic Universe<\/em> (L&#8217;universo olografico)<\/p>\n<p>7 Helena Petrovna Blavatsy, <em>La Voce del Silenzio<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":920,"featured_media":55293,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-92530","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/92530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92530"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=92530"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=92530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}