{"id":92509,"date":"2022-01-19T14:54:40","date_gmt":"2022-01-19T14:54:40","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/percepire-o-sperimentare-una-questione-di-distanza\/"},"modified":"2022-01-19T14:54:40","modified_gmt":"2022-01-19T14:54:40","slug":"percepire-o-sperimentare-una-questione-di-distanza","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/percepire-o-sperimentare-una-questione-di-distanza\/","title":{"rendered":"Percepire o sperimentare, una questione di distanza"},"content":{"rendered":"<h4>Una distanza che non \u00e8 una distanza<\/h4>\n<p>Se non ci fosse spazio, non potremmo n\u00e9 osservare n\u00e9 percepire. La cosa, o l&#8217;oggetto, \u00e8 nella grande maggioranza dei casi situata al di fuori della persona-soggetto. Tuttavia, nel concentrarsi su se stessi o su un Altro-in-s\u00e9, con cui si pu\u00f2 mantenere una relazione, ci\u00f2 che si dice \u201cfuori\u201d \u00e8, in questo caso particolare, una realt\u00e0 interiore ben diversa dal poter dire \u201cio\u201d da parte della persona-soggetto. Nel caso dell&#8217;Altro-in-s\u00e9, la distanza ha un contenuto ancora pi\u00f9 difficile da cogliere.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 sconcertante dell&#8217;Altro-in-noi \u00e8 che la nostra coscienza abituale deve rilassarsi per far diventare pi\u00f9 forte il rapporto con questo Altro. E se con Lui si mantiene un rapporto intimo, questo pu\u00f2 essere accompagnato da una percezione, ma di un tipo del tutto diverso da quella fisica. Pi\u00f9 che di percezione si parler\u00e0 dunque di esperienza o di qualcosa di sperimentato, in quanto vissuta.<\/p>\n<p>In fisica, nel mondo materiale dunque, a causa della distanza tra l&#8217;osservatore e l&#8217;osservato, la coscienza dell&#8217;osservatore \u00e8 obbligata a viaggiare, a muoversi, ad andare avanti e indietro per visitare, sondare, verificare. Non c&#8217;\u00e8 niente di simile con l&#8217;Altro-in-noi, che \u00e8 per natura una presenza fedele in un rapporto di premura e di amore. Questo a condizione che ogni sorta di contingenza non ostacoli il legame che si stabilisce, come le nuvole che lasciano passare poca o nessuna luce solare.<\/p>\n<h4>Il terreno dove tutto si gioca<\/h4>\n<p>In un mondo in cui divisione, dualit\u00e0, competizione, ecc. sono onnipresenti, colui che regna \u00e8 il Diavolo, cio\u00e8 quello che mantiene lo stato delle cose. E lo fa quasi sempre per distrarci da ci\u00f2 che \u00e8 per noi interiore e di un altro ordine. Georges Bernanos lo aveva percepito distintamente: &#8220;Non si capisce nulla della civilt\u00e0 moderna se prima non si ammette che si tratta di una cospirazione universale contro ogni tipo di vita interiore\u201d. Denis de Rougemont approfondisce l&#8217;argomento nel suo libro <em>La Part du Diable<\/em> (La parte del diavolo): &#8220;La prova che il Diavolo esiste, agisce e ottiene, \u00e8 proprio che non crediamo pi\u00f9 in lui&#8221;. Ma qual \u00e8 la natura della coscienza in questo caso quando \u00e8 apparentemente assente?<\/p>\n<p>Inspiriamo ed espiriamo continuamente, dimenticando che esistiamo grazie all&#8217;ossigeno; lo facciamo inconsciamente. Cos\u00ec, per molte cose non ci poniamo pi\u00f9 domande. Ad esempio, al giorno d&#8217;oggi c&#8217;\u00e8 un unico pensiero che afferma che i virus sono ovunque e ci minacciano. Vivere con questa convinzione, che trova terreno fertile nell&#8217;ignoranza e nell&#8217;indolenza generale, \u00e8 andare contro il fondamento dell&#8217;omeopatia, la quale afferma: &#8220;il terreno \u00e8 tutto&#8221;. Per alcuni il pericolo viene sempre dall&#8217;esterno e dobbiamo armarci contro di esso; altri credono che se ci prendiamo cura della qualit\u00e0 del nostro terreno, il male non pu\u00f2 prosperare. Lo stato di coscienza del primo \u00e8 passivo, denota una paura e una rassegnazione rispetto a una consapevolezza interiore.<\/p>\n<p>In generale, il terreno collettivo di cui sopra \u00e8 il mondo, la civilt\u00e0. Questo terreno ci aiuta a &#8220;sperimentare che siamo eterni&#8221;, come dice Spinoza? Niente affatto, e questo spiega perch\u00e9 cos\u00ec pochi aderiscono al pensiero di Spinoza. Che cosa cerca questo piccolo numero? Essere collettivamente esseri eterni e uniti in una relazione di premura e amore piena di sentimento. In questo stato di unit\u00e0 percepita e vissuta interiormente, ci\u00f2 che viene chiamato coscienza \u00e8 ancora il mezzo di relazione. Tuttavia, in questo caso, tutti i soggetti hanno lo stesso obiettivo della pura Coscienza: la magnetizzazione eterna di tutte le creature e dell&#8217;intera creazione. Parlare di un oggetto per questa ricerca spirituale non \u00e8 la parola giusta. No, infatti il risveglio comporta vedere che siamo tutti noi a costituire l&#8217;oggetto collettivo di un unico Soggetto che \u00e8 tutto Amore. In questo consiste il compimento dell&#8217;intera umanit\u00e0, in questo stato di unit\u00e0 con l&#8217;unico Oggetto che \u00e8 il Tutto.<\/p>\n<h4>Un&#8217;illuminazione semiotica<\/h4>\n<p>Come spesso si sostiene, \u00e8 bene meditare, smettere di pensare, essere in uno stato di apertura, osservare un silenzio interiore. Raggiungere questo obiettivo non \u00e8 facile per nessuno. Per raggiungere questo obiettivo, pu\u00f2 aiutarci anche una semiotica non linguistica.<\/p>\n<p>A. J. Greimas (1917-1992), uno dei padri della semiotica, ha cercato di dimostrare che l&#8217;esperienza \u00e8 infinitamente pi\u00f9 ampia della percezione. Lo scopo di questo articolo \u00e8 chiarire questo punto. L&#8217;Altro-in-noi non pu\u00f2 essere percepito, pu\u00f2 solo essere sperimentato. Ci\u00f2 significa che non c&#8217;\u00e8 distanza, che non c&#8217;\u00e8 senso, nessuna direzione in cui andare. Viaggiare dentro di s\u00e9 \u00e8 una nozione che non \u00e8 appropriata quando si tratta di sperimentare l&#8217;Altro. Sperimentare o avere l&#8217;esperienza interiore di qualsiasi cosa \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un&#8217;esperienza al limite dell&#8217;eterno. Da un punto di vista spaziale, l&#8217;esperienza dell&#8217;interiorit\u00e0 \u00e8 come un ponte verso l&#8217;ignoto su una distanza immateriale che spesso prende il nome di \u201csenso\u201d.<\/p>\n<p>La ricerca del senso \u00e8 propria del tipo di relazione di cui gli esseri viventi hanno bisogno per il loro sviluppo ontologico e la loro sicurezza. Fa parte dell&#8217;esistenza tanto quanto l&#8217;essere affamati, aver bisogno di aria o movimento. Questo Altro-in-noi ci fa sentire che, in relazione a Lui, tutto \u00e8 diverso. Questa differenza presuppone che abbiamo compreso che l&#8217;interiorit\u00e0 \u00e8 un universo estraneo al modo di funzionamento convenzionale della coscienza. \u00c8 un fatto universalmente accettato, e dissezionato dalla semiotica, che c&#8217;\u00e8 sempre un terzo elemento in gioco affinch\u00e9 la comunicazione passi, trovi un significato, arrivi da un punto all&#8217;altro. L&#8217;oggetto della semiotica si pu\u00f2 riassumere nella domanda: come nasce il significato? Perch\u00e9 le cose accadano come avviene, nella societ\u00e0 come ovunque? Ecco una risposta tipicamente semiotica:<\/p>\n<p>&#8220;E se fossero le sostanze a fare le relazioni? L&#8217;energia non pu\u00f2 essere localizzata in uno o pi\u00f9 poli: agisce nell&#8217;intervallo tra i poli. Riconoscendo l&#8217;essere di questo intervallo e dandogli priorit\u00e0 sui poli, riportiamo la sostanza al suo rango di &#8220;accidente&#8221;, di luogo di incontro e di interazione di energie diverse. La sostanza \u00e8 un giunto, una cesura tra passaggi distanziati, un legante e allo stesso tempo un isolante. Cos\u00ec, il mondo, il s\u00e9 e noi sembriamo perennemente generati da un intervallo infinitamente variabile&#8221;.&nbsp; \u274b<\/p>\n<h4>Il campo del vuoto.<\/h4>\n<p>Oggi si parlerebbe in termini di interfacce, strumenti che consentono la comunicazione, i trasferimenti o la compatibilit\u00e0 tra dispositivi elettronici. Per estensione fittizia, innumerevoli disposizioni materiali e immateriali sono interfacce per informarci, dirigerci, controllarci, ecc. Ad esempio, quando vedo una luce rossa o sento un allarme, essi mi parlano e mi costringono a comportarmi in un certo modo. Se ci imbattiamo in un luogo dove ci sono stand e striscioni, sappiamo che sta succedendo qualcosa di festoso. Quando ascoltiamo una canzone religiosa, ci informa su un contesto, su un contesto di culto o culturale.<\/p>\n<p>In effetti, si pu\u00f2 dire che non esiste uno spazio vuoto. La sostanza dello spazio spesso ci sfugge. Il mondo \u00e8 costruito con le sostanze che la nostra mente spesso genera collettivamente. Nulla esiste al di fuori dei campi, che sono spazi, ma non necessariamente materiali e percepibili.<\/p>\n<p>Vendere la propria anima al diavolo significa permettere a un altro di creare un campo che ci riguarda e a cui darebbe il significato che gli si addice. Niente e nessuno pu\u00f2 introdurre in noi tali \u201csostanze\u201d senza violare una parte del nostro essere. Detto questo, sta a ciascuno scoprire o costruire un ponte tra s\u00e9 e il mondo per trovare un campo in fiore. D&#8217;altra parte, per pochi non c&#8217;\u00e8 niente di meglio da fare in questo mondo che \u201cex-ist\u201d, uscire dalla dualit\u00e0 di questo campo di scoperta e di esperienza. E questo finch\u00e9 non posso sperimentare la Presenza nel profondo di ci\u00f2 che in me \u00e8 silenzio e vuoto. Allora posso vedere il mondo come estraneo, ora che mi rivolgo all&#8217;Altro-in-me. L&#8217;anima, svuotata di tutte le distrazioni che la separavano dall&#8217;eterno Presente, sperimenta l&#8217;ineffabile presenza dell&#8217;Altro, e il Campo indicibile tutto altro. Di colpo, abbandona tutti i suoi sforzi per arrivare a percepire qualcosa che la supera. Questi diventano superflui perch\u00e9, tornando in vita, l&#8217;anima partecipa al miracolo dell&#8217;apparizione del mistero; lo vive come una nuova vita legata alla sorgente eterna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riferimenti:<\/p>\n<p>\u274b Louis Darms, Jean Laloup &#8211; <em>Interstances<\/em> &#8211; 1983, Louvain-la-Neuve, Cabay<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":55195,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-92509","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/92509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/55195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92509"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=92509"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=92509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}