{"id":92342,"date":"2021-11-23T17:32:36","date_gmt":"2021-11-23T17:32:36","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/una-spiritualita-di-trasformazione\/"},"modified":"2021-11-23T17:32:36","modified_gmt":"2021-11-23T17:32:36","slug":"una-spiritualita-di-trasformazione","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/una-spiritualita-di-trasformazione\/","title":{"rendered":"Una spiritualit\u00e0 di trasformazione"},"content":{"rendered":"<p>Il mondo moderno, forse stupito, sta assistendo a una ridistribuzione del fenomeno religioso e spirituale.<\/p>\n<p>Eppure molti \u2013 come l&#8217;antropologo Anthony Wallace (1966) \u2013 avevano previsto la fine della religione solo 50 anni fa: &#8220;Le credenze nelle forze soprannaturali, peculiari della religione, sono destinate a scomparire di fronte alla diffusione della conoscenza scientifica\u201d.<\/p>\n<p>Come ci ricorda lo storico Peter Harrison (2017), la scienza non ha fatto scomparire il commercio dell&#8217;uomo con la divinit\u00e0. Gli Stati Uniti simboleggiano perfettamente questa situazione, essendo da un lato la societ\u00e0 tecnicamente pi\u00f9 avanzata del mondo, e allo stesso tempo uno dei paesi occidentali in cui la religiosit\u00e0 \u00e8 molto importante. Come spiega il sociologo britannico David Martin (2011) nel suo libro <em>The Future of Christianity<\/em>, &#8220;non c&#8217;\u00e8 correlazione tra il grado di avanzamento scientifico di un paese e l&#8217;influenza delle credenze e delle pratiche religiose&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che l\u2019era del razionale, dello statistico e del reale non ha dissolto l&#8217;anelito umano al divino, alla trascendenza, alle energie spirituali o di qualsiasi altro nome messaggere di una dimensione superiore, di un&#8217;intelligenza creatrice e benevola o di un progetto di realizzazione suprema.&nbsp;<\/p>\n<p>La coscienza occupa un posto centrale in questo rapporto tra l\u2019essere umano e dio. Tre approcci descrivono i movimenti di questa intima relazione del s\u00e9 con il trascendente:<\/p>\n<ul>\n<li>Spiritualit\u00e0 di conservazione, in cui l&#8217;io si sottomette, in senso positivo, al progetto divino;<\/li>\n<li>spiritualit\u00e0 di accrescimento, in cui il s\u00e9 \u00e8 arricchito dalla divinit\u00e0;<\/li>\n<li>spiritualit\u00e0 di trasformazione, in cui l&#8217;ego si dissolve ed emerge una coscienza spirituale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Conservare, aumentare, trasformare: questa \u00e8 una scelta da fare a livello di coscienza.<\/p>\n<p>Queste disposizioni della coscienza non definiscono necessariamente in termini assoluti la portata di una religione o di una particolare corrente spirituale. Rappresentano piuttosto tendenze umane, e quindi a volte convivono all&#8217;interno dello stesso percorso, e anche all&#8217;interno di un singolo individuo.<\/p>\n<p>Mentre le spiritualit\u00e0 di conservazione non toccano la coscienza nel senso di uno sviluppo divinizzante, le spiritualit\u00e0 di accrescimento cercano espressamente di farla evolvere. Tuttavia, questo non significa un cambiamento essenziale nella natura intrinseca della coscienza, ma piuttosto un&#8217;espansione della sua portata, abilit\u00e0 e sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Le spiritualit\u00e0 trasformative, invece, prevedono un rinnovamento totale della coscienza. Questo orientamento si basa sui seguenti elementi:<\/p>\n<ul>\n<li>C\u2019\u00e8 una realt\u00e0 superiore;<\/li>\n<li>l&#8217;essere umano non \u00e8 il frutto di questa realt\u00e0, di cui ha dimenticato l\u2019esistenza;<\/li>\n<li>ne porta per\u00f2 il seme;<\/li>\n<li>attraverso un processo di trasformazione che deve compiersi durante la sua vita, il seme spirituale pu\u00f2 dispiegarsi, generando una nuova coscienza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Madeleine Scopello (2016) decifra questa situazione attraverso il suo studio dello Gnosticismo: &#8220;Sebbene impigliato in un corpo di carne, l&#8217;uomo possiede una scintilla di conoscenza proveniente dal dio trascendente: se \u00e8 capace di far rivivere questa luce liberandosi dall&#8217;oblio in cui \u00e8 stato immerso, l&#8217;uomo si liberer\u00e0 dalla presa del demiurgo e recuperer\u00e0 le sue origini divine\u201d.<\/p>\n<p>La divinit\u00e0 qui \u00e8 interiorizzata, ma a differenza delle spiritualit\u00e0 dell&#8217;accrescimento non \u00e8 associata all&#8217;essere. C&#8217;\u00e8 una coscienza umana e una coscienza spirituale da sviluppare in parallelo.<\/p>\n<p>Non si tratta quindi di far sbocciare la coscienza, n\u00e9 di autorealizzazione, ma di una crescita della dimensione spirituale, dissociata dall&#8217;individuo. E questo emergere di una nuova coscienza, lungi dal sublimare l&#8217;io, comporta generalmente la sua dissoluzione.<\/p>\n<p>Questo punto \u00e8 l&#8217;indicatore centrale che differenzia le spiritualit\u00e0 di accrescimento da quelle di trasformazione. Da un s\u00e9 arricchito, estrapolato, risvegliato, spiritualizzato, si passa a una riduzione del s\u00e9, un ritiro, una resa, talvolta evocata anche come morte del s\u00e9.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 quindi una morte da vivere durante l&#8217;esistenza, e questa morte specifica \u00e8 la trasformazione necessaria che conduce alla vita divina. Questa posizione spirituale \u00e8 presente nelle correnti di tutte le grandi tradizioni, che per\u00f2 si distinguono per un insieme di caratteristiche legate a queste tradizioni.<\/p>\n<p>In un <em>hadith <\/em>della tradizione islamica troviamo le parole: &#8220;Muori prima che la morte venga a te&#8221;. Molti <em>shaykh sufi<\/em> insegnano questi principi; Emir Abd El Kader ha introdotto il concetto delle &#8220;due morti&#8221;, riferendosi alla morte spirituale che deve precedere la morte naturale.<\/p>\n<p>Michel Chodkiewicz (1998) analizza le quattro morti dei sufi \u2013 bianco, nero, rosso e verde \u2013 come &#8220;pratiche che mirano a estinguere le concupiscenze spirituali e le concupiscenze carnali\u201d.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Induismo e nel Buddhismo appare il concetto di &#8220;<em>Nirvana<\/em>&#8220;. Questa parola non \u00e8 sinonimo di uno stato di diletto permanente della coscienza, una forma di estasi celeste, come \u00e8 stata spesso tradotta in Occidente. Questa parola sanscrita significa &#8220;estinzione&#8221;. Corrisponde alla pratica di spegnere la fiamma della coscienza mentre si \u00e8 ancora in vita. Nel <em>Sutta Nipata<\/em>, una raccolta di antichi sutra buddisti, si dice: &#8220;Dove non c&#8217;\u00e8 nulla, dove nulla pu\u00f2 essere afferrato, quella \u00e8 l&#8217;isola definitiva. La chiamo Nirvana. La completa estinzione del marciume della morte. \u00c8 attraverso il nulla della coscienza, la sua totale cessazione, che la morte \u00e8 sconfitta\u201d.<\/p>\n<p>Da parte sua, Lao Tzu spiega nel Tao Te Ching che &#8220;Chi muore senza cessare di esistere ottiene l\u2019immortalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Anche la Kabbalah attira l&#8217;attenzione su questo processo. Come afferma uno dei suoi commentatori contemporanei (Michael Laitman, 2010): &#8220;La disattivazione del nostro egoismo \u00e8 l&#8217;inizio della nostra ascesa della scala spirituale\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 questa morte volontaria ai movimenti della coscienza \u201cio&#8221; \u2013 non la morte dell&#8217;individuo \u2013 l\u2019obiettivo della nuova vita. La divinit\u00e0 \u00e8 uno stato che si acquisisce durante la vita e non dopo la morte. \u00c8 quanto vuole trasmettere il Vangelo di Filippo, testo apocrifo cristiano del II secolo, scoperto nel 1945: \u201cSi sbagliano coloro che dicono che prima moriranno e poi risorgeranno. Se prima non ricevono la resurrezione nella loro vita, quando muoiono non riceveranno nulla\u201d.<\/p>\n<p>Queste spiritualit\u00e0 di rinnovamento sono affermate in tutte le tradizioni religiose. A volte le precedono addirittura. Sono generalmente organizzate attorno al corpus centrale di queste tradizioni, aggiungendovi un insieme di altri testi e insegnamenti orali, fornendo nozioni cosmogoniche e antropologiche pi\u00f9 complete e talvolta complesse. Si attuano le iniziazioni, come un doppio processo di trasformazione \u2013 morte dell&#8217;io \/ rinascita dello spirituale. Iniziazioni in cui l&#8217;individuo \u00e8 responsabile del proprio divenire spirituale. Non c&#8217;\u00e8 quindi una vera autorit\u00e0 superiore, se non il seme spirituale nell&#8217;essere, il seme che trasmette la conoscenza divina.<\/p>\n<p>Questi approcci non considerano il mondo come creato da un dio della perfezione; altrimenti avrebbe le caratteristiche di un tale dio. \u00c8 una creazione corrotta. In questo senso c&#8217;\u00e8 il desiderio di non far parte di questo mondo. Non \u00e8 tanto un rifiuto, n\u00e9 una fuga, quanto piuttosto una profonda aspirazione a ritornare al perfetto mondo originario, ritorno reso possibile da una conoscenza salvifica racchiusa nel seme divino.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si esprime nel Trattato Tripartito (apocrifo copto del pensiero di Valentino): \u201cIn essi infatti \u00e8 deposto il seme della promessa&#8230; Questa promessa ha comportato la loro istruzione e il loro ritorno a ci\u00f2 che erano dall&#8217;inizio, di cui possiedono una goccia affinch\u00e9 vi tornino\u201d.<\/p>\n<p>In un detto ermetico \u2013 <em>Ci\u00f2 che \u00e8 in basso \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in alto, e ci\u00f2 che \u00e8 in alto \u00e8 come ci\u00f2 che \u00e8 in basso<\/em> \u2013 la visione del mondo \u00e8 la stessa della visione dell&#8217;essere. L&#8217;uomo non \u00e8 il frutto della creazione divina. Non \u00e8 quindi l&#8217;oggetto dell&#8217;interesse primario. Tuttavia, non \u00e8 condannato n\u00e9 respinto. \u00c8 attraverso di lui che si pu\u00f2 realizzare il divenire spirituale, con la sua offerta personale al servizio della &#8220;scintilla di luce&#8221; (Il Libro dei Segreti di Giovanni, II secolo).<\/p>\n<p>Questa cancellazione di s\u00e9 e del mondo a favore della dimensione spirituale pu\u00f2 portare a malintesi, sia da parte di coloro che seguono questi approcci spirituali e che potrebbero adottare una forma di abnegazione e rifiuto del mondo, sia da parte delle altre persone che potrebbero interpretare queste pratiche come una forma di disprezzo e desocializzazione.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15765,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-92342","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/92342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92342"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=92342"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=92342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}