{"id":92315,"date":"2021-11-19T16:29:11","date_gmt":"2021-11-19T16:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/guarigione-interiore\/"},"modified":"2021-11-19T16:29:11","modified_gmt":"2021-11-19T16:29:11","slug":"guarigione-interiore","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/guarigione-interiore\/","title":{"rendered":"Guarigione interiore"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Terra \u00e8 malata, a causa dell&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 malata, a causa di se stessa, delle sue scelte, della sua incoscienza. La crisi ecologica e le disuguaglianze della crescita sociale sono sintomi di questa malattia fondamentale che \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile ignorare. Questa osservazione ormai ampiamente condivisa richiede una cura urgente, con mezzi importanti ed efficaci. Ma un trattamento di successo non pu\u00f2 essere applicato senza una diagnosi preventiva e chiara delle cause. Altrimenti le cure fornite, anche con grandi mezzi, mancheranno sicuramente il loro obiettivo e aggraveranno persino la malattia.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 una diagnosi chiara possa emergere dalla nostra coscienza, dobbiamo accettare di guardare le cose in faccia oltre che in profondit\u00e0, lontani dalle superficiali apparenze ingannevoli, senza pusillanimit\u00e0 o compiacimento, senza schivare o smentire, senza accuse o scuse. In breve, dobbiamo guardare obiettivamente, alla maniera di un&#8217;indagine scientifica.<\/p>\n<p>Se stai leggendo questo articolo, \u00e8 molto probabile che il tuo stomaco non chieda cibo invano da diversi giorni, e non corri il rischio di ricevere un proiettile o una granata da un momento all&#8217;altro, e non sei stato deportato in un gigantesco campo di aiuti umanitari, ecc. Proprio come l&#8217;autore di queste righe, hai il tempo di leggere, di pensare con calma, di porti domande essenziali e di trovare tu stesso le risposte. Non sei bloccato alla gola da bisogni vitali minacciati; appartieni a una societ\u00e0 sufficientemente strutturata da poterti consegnare questo numero della rivista LOGON, in modo digitale o logistico.<\/p>\n<p>Umanit\u00e0, siamo malati. Auscultiamoci dunque.<\/p>\n<p>I paesi sviluppati producono e vendono una quantit\u00e0 enorme di armi. Eppure nessuna guerra \u00e8 scoppiata nei loro territori negli ultimi 75 anni. Hanno delegato ad altri (i loro clienti) questo omicidio su larga scala istituzionalizzato, organizzato e legittimato che si chiama &#8220;guerra&#8221;. Allo stesso modo, questi paesi producono quantit\u00e0 enormi di rifiuti, per poi esportarli massicciamente in paesi meno abbienti che li accettano a un prezzo ridicolo, senza sapere esattamente cosa farne. La barbarie moderna non \u00e8 pi\u00f9 militare, \u00e8 diventata economica e finanziaria. Le conseguenze sono identiche: miseria, distruzione, deportazioni, inquinamento, mancato rispetto dei diritti umani fondamentali.<\/p>\n<p>Contrariamente alle nostre affermazioni, non abbiamo sradicato la povert\u00e0, la carestia, la guerra, l&#8217;inquinamento, la dittatura o la distruzione degli ecosistemi. Li abbiamo solo esportati, li abbiamo allontanati per migliaia di chilometri dai nostri occhi, avendo cura di renderli invisibili. In Africa e altrove, migliaia di bambini e adulti muoiono ogni anno per aver lavorato a piedi nudi e a mani nude per estrarre materie prime altamente tossiche. Per cosa lo fanno? Per un misero salario che permette loro solo di non morire di fame, di sopravvivere giorno per giorno, senza previdenza sociale di alcun tipo. Per loro non c\u2019\u00e8 assicurazione sanitaria o aiuti contro la disoccupazione, nessuna pensione anticipata. E per chi lo fanno? Per noi! Per permetterci di godere di una pletorica gamma, rinnovata ogni anno, di smartphone eleganti e performanti, di SUV sempre pi\u00f9 pesanti e meglio equipaggiati; in modo che possiamo scaricare e guardare su schermi sontuosi i nostri film e programmi TV preferiti, digitalizzati da Netflix o da altri; e per molti altri oggetti, di altrettanto discutibile essenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Per poter scegliere tra trenta shampoo diversi (davvero diversi?), tra quaranta saponi o bagnoschiuma diversi (davvero molto diversi?), tra centinaia di magliette diverse (&#8230;), ecc., intere popolazioni sono sfruttate, sradicate, tiranneggiate, umiliate, ferite. Vasti ecosistemi, vitali per il nostro pianeta, sono irrimediabilmente saccheggiati, tutto questo ovviamente il pi\u00f9 lontano possibile dalle mete turistiche esotiche dove ci piace recarci regolarmente per crogiolarci al sole.<\/p>\n<p>Il prezzo da pagare (da altri) per questi elementi superflui di benessere materiale \u00e8 un prezzo ogni anno pi\u00f9 pesante in termini di sofferenza e umiliazione. Siamo abituati a chiamare &#8220;progresso&#8221; o &#8220;crescita&#8221; questa valanga di beni materiali sempre pi\u00f9 numerosi e sofisticati. Ma come lo chiamerebbero questi popoli oppressi, se avessero il tempo di pensarci? E come lo chiamerebbero questi ecosistemi devastati, se fossero dotati di parole? Questi eccessi e ingiustizie che tanto ci avvantaggiano possono durare indefinitamente? Non avvertiamo il rapido avvicinamento di una crisi globale, di uno spostamento globale irreversibile? Non \u00e8 semplicemente logico, ovvio, necessario per un sano riequilibrio?<\/p>\n<p>Le cosiddette &#8220;malattie della civilt\u00e0&#8221;, come l&#8217;obesit\u00e0, si stanno sviluppando in modo esponenziale, insieme alla malnutrizione e alla carestia. Una &#8220;civilt\u00e0&#8221; che genera tali mali merita questo nome? Siamo consapevoli del colossale debito collettivo che accumuliamo giorno dopo giorno verso i nostri anonimi schiavi umani \u2013 coloro che fabbricano i nostri amati ninnoli in condizioni di lavoro malsane, pericolose e degradanti \u2013 verso i miliardi di animali sterminati ogni anno \u2013 quelli che alleviamo nel malessere totale \u2013 cos\u00ec come quelli che muoiono nei disastri naturali che la nostra incuria provoca? Sappiamo ancora fare altro che produrre, vendere, comprare e consumare? Diffondiamo angoscia e morte solo per assicurarci una felicit\u00e0 superficiale? Ogni atto inconscio \u00e8 una pugnalata al tessuto sensibile del Vivente, di cui noi stessi siamo fibre.<\/p>\n<p>Soprattutto, non distogliamo lo sguardo da questo elenco (non esaustivo) di sintomi di una malattia sistemica profonda. Questa non \u00e8 un&#8217;accusa (chi dovrebbe essere accusato in particolare?) ma un&#8217;osservazione, una realt\u00e0 oggettiva permanente alla base delle nostre occupazioni quotidiane, delle nostre gioie e preoccupazioni. Il fatto \u00e8 che la malattia \u00e8 grave, preoccupante, globale e ha molteplici ramificazioni. Inoltre, il suo sviluppo \u00e8 a buon punto perch\u00e9 fino ad oggi non \u00e8 stato preso seriamente in considerazione.<\/p>\n<p>Ma se i suoi sintomi sono fisici, materiali e sociali, la nostra stessa malattia comune \u00e8 spirituale. Perch\u00e9 \u00e8 al centro del nostro modo di intendere la vita, il nostro posto nell&#8217;universo e le nostre interrelazioni che sta alla radice di tutte le devianze sopra descritte. E non basterebbe un trattamento soft; siamo andati troppo oltre, per troppo tempo, nello squilibrio. Sedute di yoga, sofrologia o pilates, ore di meditazione su uno zafu ricoperto di seta, o in templi immacolati con sedie perfettamente allineate, non basteranno a curarci dalla nostra incoscienza, dalla nostra insensatezza, dal nostro egocentrismo. Questi metodi gentili non saranno sufficienti per alleviare il nostro immenso debito verso i Viventi, un debito che continua a crescere di ora in ora. Possono solo farcelo dimenticare per un po\u2019.&nbsp;<\/p>\n<p>La nostra guarigione individuale e collettiva sar\u00e0 al prezzo di un trattamento radicale, grave quanto la nostra stessa malattia comune. La prima fase &#8220;clinica&#8221; di questo trattamento si chiama &#8220;rinuncia&#8221;. Rinuncia a tutto ci\u00f2 che danneggia il Vivente in tutte le sue manifestazioni, compreso il nostro stesso corpo; rinuncia alla supremazia, sfruttamento, dominio, competizione, inebrianti sentimenti di potere e invulnerabilit\u00e0; rinuncia al meschino egoismo, all&#8217;avidit\u00e0, al ritiro, all&#8217;irresponsabilit\u00e0, all&#8217;illusione di essere separati dal resto della Creazione e alle azioni fatali che ne derivano; rinuncia a qualsiasi forma di potere sugli altri, su eventi e situazioni, a qualsiasi manipolazione, a qualsiasi opacit\u00e0 organizzata; rinuncia al dolce sonno dell&#8217;agio, del benessere morale e materiale vissuto come fine in s\u00e9, di questo letargo dell&#8217;anima. La rinuncia \u00e8 la via regale per la guarigione interiore, proprio come il monopolio egocentrico era la causa primaria della malattia. Lasciarsi andare, liberare, accettare, condividere, collaborare, adattarsi, risvegliare, compassione, saranno le parole chiave del \u201ctrattamento\u201d.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 siamo diventati troppo indulgenti e apatici per poter infliggere a noi stessi questo rimedio vitale, la Natura, che non ha rancore, viene in nostro aiuto. Perch\u00e9 il nostro squilibrio interno, proiettato ovunque intorno a noi dalla nostra diligente cura, \u00e8 diventato suo proprio. E questo grande corpo della Terra, molto pi\u00f9 saggio e vivo di noi, lavora instancabilmente alla propria riparazione, che diventer\u00e0 anche la nostra. La sua prima azione &#8220;terapeutica&#8221; \u00e8 stata una distribuzione generale e generosa del coronavirus. Pensa ai miliardi di rinunce personali, familiari, professionali, culturali, industriali, politiche, finanziarie e di culto che questa ondata virale ha gi\u00e0 provocato, per non parlare degli episodi climatici estremi sempre pi\u00f9 frequenti che l&#8217;hanno accompagnata. E questo \u00e8 solo l&#8217;inizio. Possiamo osservare un certo rallentamento della nostra folle corsa, un parziale ripristino della salute planetaria, ma la ripresa \u00e8 ancora molto lontana; il meccanismo mortale \u00e8 certamente sventato, ma i suoi ingranaggi ideologici e pratici rimangono intatti; i riflessi produttivisti\/consumisti sono ancora saldamente ancorati, pronti a ridistribuirsi alla minima tregua.<\/p>\n<p>L&#8217;unico rimedio per l&#8217;attaccamento \u00e8 la rinuncia. Se la rinuncia non viene spontaneamente da dentro di noi, allora deve venire da fuori. La natura si ripara, si riequilibra: \u00e8 &#8220;nella sua natura&#8221;. Tutto \u00e8 in equilibrio; ogni squilibrio viene automaticamente compensato, corretto. Le leggi terrene che lo governano sono le stesse che governano il grande universo. Queste leggi sono costanti universali: gravitazione, velocit\u00e0 della luce, ecc. Come indica il loro nome, queste costanti sono immutabili, invariabili, inalterabili. In caso di squilibrio, di tensione, non si adatteranno. Al contrario, \u00e8 la causa della tensione che verr\u00e0 corretta o eliminata. Ecco perch\u00e9 il rispetto delle leggi dell&#8217;universo costituisce la base della conoscenza. Tutto ci\u00f2 che non vi si adegua \u00e8 condannato a subire forti correzioni, o addirittura a scomparire.<\/p>\n<p>L&#8217;insieme delle rinunce sopra elencate, seppur imposte, costituisce infatti una grazia, una benedizione, una mano tesa, non per l&#8217;ego abituale e possessivo ma per ci\u00f2 che, in ciascuno di noi, appartiene al grande universo, alla Vita, e risuona ancora con il suo incessante richiamo. L&#8217;attuale incertezza \u00e8 un potente aiuto al cambiamento, alla de-cristallizzazione delle mentalit\u00e0 e degli affetti devianti. \u00c8 una sorta di disgelo che permette di rifluidificare ci\u00f2 che si era eccessivamente contratto su di s\u00e9. E il cambiamento, la rottura, \u00e8 oggi indispensabile, vitale per noi; la continuazione significherebbe per tutti noi distruzione e morte a breve termine. Accogliamo ogni rinuncia, ogni opportunit\u00e0 di rinuncia, come rigeneratore di vita, come sollievo del nostro debito cosmico, come guarigione tanto attesa. Andiamogli incontro con profonda coscienza, cuore aperto e mani libere.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":15648,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-92315","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/92315","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15648"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92315"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=92315"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=92315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}