{"id":92029,"date":"2021-09-08T19:00:05","date_gmt":"2021-09-08T19:00:05","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/una-realta-travolgente\/"},"modified":"2021-09-08T19:00:05","modified_gmt":"2021-09-08T19:00:05","slug":"una-realta-travolgente","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/una-realta-travolgente\/","title":{"rendered":"Una realt\u00e0 travolgente"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso ottobre 2020, Louise Gl\u00fcck ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura, il pi\u00f9 importante tributo letterario al mondo. Il Comitato del Nobel elogia il suo lavoro: \u201cUna voce poetica inconfondibile che rende universale l&#8217;esistenza individuale, con una bellezza austera\u201d.&nbsp;<\/p>\n<p>Nata il 22 aprile 1943, Louise \u00e8 cresciuta a Long Island, New York. Sua madre era di origine ebrea-russa, i suoi nonni paterni erano ebrei ungheresi emigrati negli Stati Uniti. \u00c8 vice professore e &#8216;Rosencrantz Writer in Residence&#8217; presso l&#8217;Universit\u00e0 di Yale. Le due poesie che accompagnano l&#8217;articolo di giornale parlano una lingua di cui vorrei saperne di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Louise Gl\u00fcck \u00e8 da tempo una delle poetesse pi\u00f9 interessanti degli Stati Uniti, ma la sua raccolta di poesie non \u00e8 stata mai pubblicata in Olanda; solo una manciata di poesie \u00e8 stata tradotta per riviste letterarie. Erik Menkveld, ex critico del Volkskrant, \u00e8 uno dei traduttori.<\/p>\n<p>Per un attimo penso di mandarle un&#8217;e-mail. Tuttavia, ci\u00f2 risulta essere piuttosto difficile. Anche quando le \u00e8 stato assegnato il premio Nobel per la letteratura \u2013 cosa che pensava non sarebbe mai accaduta nella sua vita \u2013 Louise \u00e8 rimasta modesta e rifiuta i riflettori, le fotografie e le interviste:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Ho una forte avversione per le interviste e ne ho fatte pochissime nella mia ormai piuttosto lunga vita. Quindi devo rifiutare, anche se sono grata per l&#8217;interesse.&nbsp;<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>All&#8217;epoca Erik Menkveld le scrisse una lettera pubblica.<\/p>\n<p>Oso arrendermi alle sue poesie, a quello che mi dicono e a quello che intendono dirmi. Posso definirla una poetessa che si concentra sul nucleo della vita? D\u00e0 voce alla solitudine, al declino, alla disperazione, alla morte e alla perdita, a volte in modo emotivo, e poi di nuovo in un tono diretto, chiaro e persino leggero. Ha a cuore la speranza e trova la forza per andare avanti, nonostante tutto, e per rialzarsi sempre. Sottile ma accessibile, riflette sulle grandi domande della vita.<\/p>\n<p>Mi chiedo chi sia l'&#8221;io&#8221; nelle sue poesie, chi \u00e8 il &#8220;mio&#8221; e il &#8220;tuo&#8221;, e il &#8220;tu&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizia la poesia <em>Tramonto<\/em><\/p>\n<blockquote>\n<p><em>La mia gioia pi\u00f9 grande<\/em><\/p>\n<p><em>\u00e8 il suono della tua voce<\/em><\/p>\n<p><em>se mi chiama, anche nella disperazione<\/em>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>E finisce:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>E io rispondo sempre<\/em><\/p>\n<p><em>\/\u2026\/<\/em><\/p>\n<p><em>La mia tenerezza<\/em><\/p>\n<p><em>dovrebbe esserti chiara<\/em><\/p>\n<p><em>nella brezza delle sere d&#8217;estate<\/em><\/p>\n<p><em>e nelle parole che diventano<\/em><\/p>\n<p><em>la tua stessa risposta.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella raccolta di poesie <em>L\u2019Iris selvatico<\/em> scrive dalla prospettiva e nel linguaggio dei fiori. Ad esempio <em>Il Papavero Rosso<\/em> dice:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Ho un signore in cielo<\/em><\/p>\n<p><em>che si chiama sole, e io mi apro<\/em><\/p>\n<p><em>per lui, mostrandogli<\/em><\/p>\n<p><em>il fuoco del mio cuore, fuoco<\/em><\/p>\n<p><em>come la sua presenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u2019altro potrebbe essere tale gloria<\/em><\/p>\n<p><em>se non un cuore? (&#8230;)<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>e poi all\u2019improvviso sottopone la domanda ai lettori:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Avete permesso a voi stessi<\/em><\/p>\n<p><em>di aprirvi una volta,<\/em><\/p>\n<p><em>e chi mai si aprirebbe ancora?<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Le sue poesie sembrano avere una sorta di conversazione interiore tra loro. Sorprendente \u00e8 <em>L\u2019Iris selvatico<\/em>, in cui l\u2019Iris afferma di avere una propria coscienza. Nella poesia si respira un\u2019atmosfera autunnale, un momento di addio, di tristezza, ma anche di gioia, di primavera, di nuova vita. Descrive la sua \u201cmorte\u201d nella terra oscura, in inverno. Cadere sottoterra per morire in solitudine, pieno di paura, incapace di parlare. E come poi ritrova la speranza, dopo la disperazione, per la luce che torna, per la fine della sofferenza. La resurrezione in primavera, l&#8217;apertura della terra come una porta che si apre a un fiore che sboccia nella luce.<\/p>\n<p>L\u2019Iris ritorna dall&#8217;altro mondo e ci\u00f2 che era dimenticato ritrova la voce. Scopre la luce dell&#8217;anima nel cuore, che sempre ritorna dall&#8217;oblio,<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>dal centro della mia vita sgorgava una grande fontana,&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>di un azzurro intenso,<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>per ritrovare la voce, per esprimersi.<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Ti dico che potrei parlare di nuovo!<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>A me questo sembra dire essere strappato dall&#8217;oblio, un conforto per noi&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>tu che non ricordi il passaggio dall&#8217;altro mondo.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 morte! Attraverso le stagioni scorre una vita eterna e continua!<\/p>\n<p>Sul giornale ho letto che la famiglia \u00e8 un tema importante nella poesia di Louise Gl\u00fcck. Riguarda i rapporti tra genitori e figli, tra i figli, ai quali si attribuisce un calore naturale. Ma Louise mostra gli spigoli vivi, il lato oscuro, incerto.<\/p>\n<p>\u00c8 come se loro, i membri della famiglia, parlassero a turno. Con rimprovero sentiamo l&#8217;aspetto umano nelle poesie &#8220;<em>Mattutino<\/em>&#8221; chiedere:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Qual \u00e8 il problema con il mio cuore&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>che devi romperlo ancora e ancora?<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Giusta \u00e8 l&#8217;osservazione:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Non posso amare&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>ci\u00f2 che non riesco a comprendere.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>A met\u00e0, la poesia sembra trasformarsi in un atto d&#8217;accusa verso l\u2019alto:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>(&#8230;) tu riveli<\/em><\/p>\n<p><em>praticamente niente: sei come l&#8217;albero di biancospino,<\/em><\/p>\n<p><em>sempre nello stesso posto,<\/em><\/p>\n<p><em>o piuttosto la digitale inconsistente,<\/em><\/p>\n<p>\n<em>(&#8230;) Devi capire<\/em><\/p>\n<p><em>\u00e8 inutile per noi questo silenzio che fa credere<\/em><\/p>\n<p><em>che devi essere tutto, digitale e biancospino<\/em><\/p>\n<p><em>la rosa vulnerabile e la dura margherita,&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>possiamo solo pensare che non potresti mai esistere.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il dolore echeggia tra le righe:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>(&#8230;) sotto il peso leggero<\/em><\/p>\n<p><em>del cuore di mia madre,&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>stavo sognando&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>di essere il primo che non morirebbe mai.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La conversazione interiore continua. Nelle poesie <em>Vento calante<\/em> e <em>Chiaro mattino<\/em> risuona una voce divina:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Quando ti ho creato ti amavo,<\/em><\/p>\n<p><em>ora mi dispiace per te.<\/em><\/p>\n<p>\n<em>Ti ho dato quanto ti serviva:<\/em><\/p>\n<p><em>letto di terra, coperta di cielo blu.<\/em><\/p>\n<p><em>\/\u2026\/<\/em><\/p>\n<p><em>le vostre anime avrebbero dovuto essere immense,<\/em><\/p>\n<p><em>non quel che sono,<\/em><\/p>\n<p><em>piccole cose vocianti\u2026<\/em><\/p>\n<p>\n<em>Ti ho guardato abbastanza a lungo,<\/em><\/p>\n<p><em>posso parlarti come mi pare<\/em><\/p>\n<p><em>ma non accetteresti mai una voce come la mia.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Dice che si rivela e si mostra &#8220;nei dettagli della terra&#8221;, nei viticci di clematide azzurra, nella luce della sera, s\u00ec nella luce della sera e nel mite vento estivo. La tenera presenza e la connessione potrebbe essere ovvia dopo tutto. Ma<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Il mio dolore \u00e8 che non posso risponderti con le parole<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>come vorresti. Non accetti la mia voce. E per un attimo penso: s\u00ec, quelle \u201cpiccole cose parlanti\u201d siamo noi, impigliati nell&#8217;aspetto meramente umano, nei dettagli meramente terreni, nelle discrepanze, nel circolo di causa ed effetto.<\/p>\n<p>Le tre voci nelle poesie mi ricordano l&#8217;inizio del film \u201cDisobedience\u201d. Un vecchio rabbino, esitante, inizia con le parole della Torah:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>All&#8217;inizio<\/em><\/p>\n<p><em>Hashem ha creato tre tipi di esseri:<\/em><\/p>\n<p><em>gli angeli, gli animali e gli umani.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli angeli li ha creati dalla sua pura parola. Non hanno tendenze, nessuna volont\u00e0 per il male. Non si allontaneranno dalla Sua creazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli animali sono guidati dai loro istinti, seguono cos\u00ec la volont\u00e0 del loro Creatore.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Torah si dice che Hashem avesse sei giorni per creare quegli esseri.<\/em><\/p>\n<p><em>Poco prima del tramonto, Hashem prese una manciata di terra e cre\u00f2 gli umani: uomo e donna. Umani, solo questioni secondarie? O dovrebbero essere il coronamento della sua Opera? Allora, cosa sono?<\/em><\/p>\n<p><em>Un essere umano, una creatura con il potere di disobbedire.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo gli unici esseri dotati di libero arbitrio, maschio e femmina.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo vicini allo splendore degli angeli e ai desideri degli animali.<\/em><\/p>\n<p><em>Hashem ci ha dato la scelta. Un diritto e un fardello.<\/em><\/p>\n<p><em>Scegliamo noi il tipo di vita complicata che vogliamo condurre.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Tre tipi di creature: l&#8217;angelo, l&#8217;animale e l&#8217;uomo. Siamo davvero vicini alla chiarezza dello spirituale? O siamo vicini alle concupiscenze del terrestre? L\u2019essere umano ha ricevuto il potere e la libert\u00e0 di scelta: obbedire al divino oppure no. Un fardello, come disse il filosofo francese Sartre:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 condannata alla libert\u00e0.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Ma \u00e8 anche un diritto importante. Se hai il coraggio di rivendicare quel diritto, quella feroce, spaventosa libert\u00e0, allora capirai anche tu perch\u00e9 lei scrive in <em>Vento calante<\/em>:<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Qualsiasi cosa abbiate sperato<\/em><\/p>\n<p><em>non vi trovate nel giardino<\/em><\/p>\n<p><em>fra le piante che crescono.<\/em><\/p>\n<p><em>Le vostre vite non sono circolari come le loro:<\/em><\/p>\n<p><em>le vostre vite sono il volo di un uccello.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>L\u2019essere umano, potente, onnipotente nella sua ascesa alla vita divina.<\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Ora sono pronta a sopraffarti con chiarezza.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;iris selvatico<\/h3>\n<blockquote>\n<p><em>Alla fine del mio soffrire<\/em><\/p>\n<p><em>c&#8217;era un cancello.<\/em><\/p>\n<p><em>Ascolta: ci\u00f2 che chiami morte<\/em><\/p>\n<p><em>io ricordo.<\/em><\/p>\n<p><em>Sopra di me, rumori di rami di pino smossi.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi niente. Il debole sole<\/em><\/p>\n<p><em>tremolava sulla terra arida.<\/em><\/p>\n<p>\n<em>\u00c8 terribile sopravvivere<\/em><\/p>\n<p><em>come coscienza<\/em><\/p>\n<p><em>sepolta nella terra oscura.<\/em><br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p><em>Poi fin\u00ec: ci\u00f2 che temi, essere<\/em><\/p>\n<p><em>un&#8217;anima e non poter<\/em><\/p>\n<p><em>parlare, fin\u00ec a un tratto, la terra rigida<\/em><\/p>\n<p><em>un poco curvandosi. E quel che ho amato,<\/em><\/p>\n<p><em>uccelli sfreccianti in cespugli bassi.<\/em><\/p>\n<p>\n<em>Tu che non ricordi<\/em><\/p>\n<p><em>Il passaggio dall&#8217;altro mondo,<\/em><\/p>\n<p><em>ti dico che potrei parlare di nuovo: tutto ci\u00f2<\/em><\/p>\n<p><em>che ritorna dall&#8217;oblio ritorna&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>per trovare una voce:<\/em><\/p>\n<p>\n<em>dal cuore della mia vita venne<\/em><\/p>\n<p><em>una grande fontana, ombre blu<\/em><\/p>\n<p><em>profonde su un mare azzurro.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chiaro mattino<\/strong><\/p>\n<blockquote>\n<p><em>Ti ho guardato abbastanza a lungo,<\/em><\/p>\n<p><em>posso parlarti come mi piace.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sono sottomessa alle tue preferenze, osservando pazientemente<\/em><\/p>\n<p><em>le cose che ami, parlando<\/em><\/p>\n<p><em>solo attraverso veicoli, in<\/em><\/p>\n<p><em>dettagli di terra, come preferisci,<\/em><\/p>\n<p><em>viticci di clematide blu,<br \/>\nluce di prima sera \u2013<\/em><\/p>\n<p><em>non accetteresti mai<\/em><\/p>\n<p><em>una voce come la mia, indifferente<\/em><\/p>\n<p><em>agli oggetti che alacremente chiami,<\/em><\/p>\n<p><em>tue bocche,<\/em><\/p>\n<p><em>piccoli cerchi di soggezione.<\/em><\/p>\n<p>\n<em>E per tutto questo tempo<\/em><\/p>\n<p><em>ho assecondato la tua limitazione, nell\u2019illusione<\/em><\/p>\n<p><em>che prima o poi l\u2019avresti abbandonata,<\/em><\/p>\n<p><em>la materia pensante non poteva assorbire per sempre il tuo sguardo&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>ostacolo della clematide che dipinge<\/em><\/p>\n<p><em>fiori blu sulla finestra del portico.<\/em><\/p>\n<p><em>Non posso continuare<\/em><\/p>\n<p><em>limitandomi alle immagini<\/em><\/p>\n<p><em>poich\u00e9 pensi che sia tuo diritto<\/em><\/p>\n<p><em>contestare le mie intenzioni:<\/em><\/p>\n<p><em>sono pronta ora a travolgerti,&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><em>con chiarezza.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":923,"featured_media":14631,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066],"tags_english_":[],"class_list":["post-92029","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/92029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92029"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=92029"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=92029"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=92029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}