{"id":90728,"date":"2020-07-07T07:40:04","date_gmt":"2020-07-07T07:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/siamo-dei\/"},"modified":"2020-07-07T07:40:04","modified_gmt":"2020-07-07T07:40:04","slug":"siamo-dei","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/siamo-dei\/","title":{"rendered":"Siamo dei?"},"content":{"rendered":"<p>\nLa realt\u00e0 che conosciamo cos\u00ec bene si impone con forza, perch\u00e9 siamo molto consapevoli della nostra fragilit\u00e0, della nostra sottomissione alla malattia e alla dissoluzione, della nostra scarsa consapevolezza dell&#8217;anima e dello Spirito, e anche, in molte occasioni, della nostra scarsa consapevolezza di ci\u00f2 che riguarda propriamente l&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Tuttavia, molti maestri spirituali, filosofi e umanisti hanno non solo sollevato questa questione, ma l&#8217;hanno anche coltivata. Nei vangeli cristiani, ad esempio, troviamo che Ges\u00f9 Cristo, in procinto di essere lapidato dagli ebrei \u2013 perch\u00e9, come uomo, si proclam\u00f2 Dio \u2013 risponde, secondo la testimonianza di Giovanni: <em>Non \u00e8 forse scritto nella vostra legge? Io ho detto: voi siete dei.<\/em> (Giovanni 10:34)<\/p>\n<p>La &#8220;Legge&#8221; a cui si fa riferimento nel testo di Giovanni \u00e8 il Salmo 82: 6:<\/p>\n<p><em>Io ho detto: \u00abVoi siete d\u00e8i,<\/em><\/p>\n<p><em>siete tutti figli dell&#8217;Altissimo,<\/em><\/p>\n<p><em>ma certo morirete come ogni uomo,<\/em><\/p>\n<p><em>cadrete come tutti i potenti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Alzati, o Dio, a giudicare la terra,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 a te appartengono tutte le genti!<\/em><\/p>\n<p>Se analizziamo il contesto in cui tali parole sono pronunciate, \u00e8 evidente che il termine &#8220;dei&#8221; si riferisce a persone che mantengono una certa autorit\u00e0 e prestigio tra gli uomini (magistrati, giudici, ecc.); che hanno ricevuto il loro potere e autorit\u00e0 &#8220;da decreto divino&#8221;, e sono quindi considerati rappresentanti di Dio davanti agli uomini. In altre parole, personaggi considerati &#8220;dei&#8221; prima del popolo, ma mortali.<\/p>\n<p>Possiamo quindi considerare che le parole di Ges\u00f9 si riferiscono agli esseri umani come dei, come esseri immortali?<\/p>\n<p>La natura divina dell&#8217;essere umano era un concetto molto presente nell&#8217;antichit\u00e0, in particolare nella tradizione pitagorica. Platone, ad esempio, parla del &#8220;divino in noi&#8221; (<em>Timeo<\/em> 90 c), alludendo alla parte razionale dell&#8217;anima. Ora, per Platone, l&#8217;uomo \u00e8 un&#8217;anima (eterna e immortale), unita a un corpo animale, mortale. In questo senso, il filosofo intende il corpo come la prigione dell&#8217;anima. Plotino, epigono di Platone e della sua filosofia, nel primo trattato di <em>Enneadi<\/em> (I, 10) (&#8220;Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;animale e cos&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo&#8221;), solleva la stessa questione, sottolineando come l&#8217;animale umano sia bipolare per natura, nel senso di essere composto da un corpo vivificato (la bestia inferiore) e da un&#8217;anima (il vero uomo):<\/p>\n<p>&#8220;Bestia&#8221; \u00e8 il corpo vivificato; ma il vero uomo \u00e8 un altro.<\/p>\n<p>Tuttavia, come ci ha detto in precedenza:<\/p>\n<p><em>Ma l&#8217;obiettivo del nostro desiderio non \u00e8 quello di essere liberi dalla colpa, ma di essere dio.<\/em> (I, 2, 6)<\/p>\n<p>In &#8220;Enneadi&#8221; (V, 8,30), Plotino afferma che l&#8217;Uomo (divino), il &#8220;Totale&#8221;, \u00e8 stato trasformato nella sua stessa creazione, cio\u00e8 in un uomo mortale:<\/p>\n<p><em>Crea quest&#8217;altra forma di uomo in cui si \u00e8 trasformato. Essendo diventato un uomo in questo momento, ha cessato di essere l&#8217;Uomo totale.<\/em><\/p>\n<p>Pi\u00f9 esplicito \u00e8 lo scrittore e grammatico romano Macrobio (IV secolo), che nei suoi &#8220;Commentarii in Somnium Scipionis&#8221; (&#8220;Commenti al sogno di Scipione&#8221;, di Cicerone), si spinge fino ad affermare:<\/p>\n<p>L<em>&#8216;anima non \u00e8 solo immortale, ma anche un dio. Ora, se un uomo, abbandonato dal suo corpo, \u00e8 stato accolto nella condizione divina, cerca di dire a un uomo sepolto in questa vita:&#8221;Sappi che sei un dio&#8221;, non condivide tale privilegio con il mortale, finch\u00e9 che il mortale non ha compreso la sua vera natura, per timore che giunga a pensare che ci\u00f2 che \u00e8 mortale e obsoleto negli altri riceva anche la qualifica di divino.<\/em> (Commentarii in Somnium Scipionis II, 12, 5-6)<\/p>\n<p>E aggiunge, in sintonia con Plotino:<\/p>\n<p><em>L&#8217;uomo visibile non \u00e8 il vero uomo, il vero uomo \u00e8 colui che governa l&#8217;uomo visibile. <\/em>(Commentarii in Somnium Scipionis II, 12, 9)<\/p>\n<p>I testi classici concordano dunque nell&#8217;affermare che il vero Uomo (divino) ha finito per trasformarsi nell&#8217;uomo naturale e visibile (mortale), ma anche che l&#8217;uomo pu\u00f2 diventare dio attraverso la sua anima, cio\u00e8 un uomo mortale pu\u00f2 diventare immortale. Possiamo quindi leggere nel primo libro dei testi ermetici (attribuito al mitico Ermete Trismegisto), capitolo XII, (&#8220;La chiave&#8221;):<\/p>\n<p><em>Osiamo pertanto dire: l\u2019uomo terrestre \u00e8 un dio mortale, il dio celeste \u00e8 un uomo immortale.<\/em><\/p>\n<p>Una tale trasformazione (da uomo mortale a uomo immortale) avverrebbe quando l&#8217;essere umano comincia a cambiare il suo modo di pensare, nel senso che si rende conto che, nei suoi aspetti pi\u00f9 alti, egli \u00e8 divino. Cos\u00ec, nel secondo libro dei testi ermetici, Pimandro dice a Ermete (l&#8217;uomo-anima che aspira a diventare divino):<\/p>\n<p><em>Fatti impregnare dal pensiero che nulla ti \u00e8 impossibile; considerati immortale e capace di comprendere ogni cosa, ogni arte, ogni scienza e ogni natura di tutto ci\u00f2 che vive. Divieni pi\u00f9 alto di ogni altezza, diventa pi\u00f9 profondo di ogni profondit\u00e0. Raccogli in te le percezioni di tutto il creato: del fuoco e dell\u2019acqua, del secco e dell\u2019umido; immagina di essere ovunque nello stesso momento: sulla terra, nel mare, nell\u2019aria; immagina di non essere ancora stato creato, di essere ancora nel grembo materno, di essere giovane, di essere vecchio, di essere morto e oltre la morte. Se puoi abbracciare contemporaneamente tutto questo nella tua coscienza \u2013 tempo, luoghi, eventi, qualit\u00e0 e quantit\u00e0 \u2013 allora puoi comprendere Dio. Ma se trattieni la tua anima prigioniera nel corpo, se l\u2019abbassi costantemente, dicendo: \u00abNon comprendo nulla, non posso nulla, temo il mare, non posso elevarmi fino al cielo, non so cosa sono stato n\u00e9 ci\u00f2 che sar\u00f2\u00bb, cos\u2019hai in comune con Dio?<\/em><\/p>\n<p>La Scuola della Rosacroce d&#8217;Oro, da parte sua, ci ricorda che l&#8217;essere umano \u00e8 collegato a un principio spirituale o atomo scintilla di spirito. A causa di tale collegamento, possiamo dire che siamo esseri spirituali o potenziali dei. Tuttavia, \u00e8 evidente che questo non \u00e8 sufficiente per definirci dei. Se abbiamo, ad esempio, il seme di un melo, non possiamo dire di avere gi\u00e0 un albero e tanto meno i suoi frutti. \u00c8 chiaro a tutti noi che, prima di poter gustare le mele, dobbiamo seppellire il seme, aspettare che germini, prenderci cura del suo progresso (rimuovere le erbacce, proteggerlo dai parassiti, annaffiarlo&#8230;) e, solo dopo un processo di diversi anni, se tutto va bene, potremo finalmente goderci le mele del nostro albero. Allo stesso modo, quando il principio interiore presente nell&#8217;essere umano germina, smettiamo di essere potenziali dei e possiamo dire che siamo esseri in procinto di diventare dei.<\/p>\n<p>Ma solo quando il nostro &#8220;albero interiore&#8221; \u00e8 cresciuto e maturato abbastanza da portare i frutti di una nuova coscienza, una coscienza universale, in cui ogni separazione \u00e8 stata dissolta, solo allora possiamo correttamente dire: noi siamo dei, perch\u00e9 siamo partecipi della coscienza del nostro dio interiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9401,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-90728","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/90728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90728"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=90728"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=90728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}