{"id":90634,"date":"2020-06-06T08:44:43","date_gmt":"2020-06-06T08:44:43","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/il-contesto-del-lavoro-iniziatico-contemporaneo-parte-1\/"},"modified":"2020-06-06T08:44:43","modified_gmt":"2020-06-06T08:44:43","slug":"il-contesto-del-lavoro-iniziatico-contemporaneo-parte-1","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-contesto-del-lavoro-iniziatico-contemporaneo-parte-1\/","title":{"rendered":"Il contesto del lavoro iniziatico contemporaneo \u2013 Parte 1"},"content":{"rendered":"<p>Quando si parla di cosa sia la Rosacroce e di quale possa essere il suo contributo oggi, ci sono tre concetti che dovrebbero essere chiariti. Una cosa \u00e8 la Rosacroce come filosofia e visione del mondo, un&#8217;altra la Rosacroce nella vita pratica e quotidiana di una persona \u2013 quindi nella vita di un allievo Rosacroce \u2013 e un&#8217;altra ancora la Rosacroce come societ\u00e0, gruppo o scuola che si definisce Rosacroce.<\/p>\n<p>La Rosacroce, come filosofia e concezione cosmologica e antropologica, \u00e8 senza dubbio un frutto del Rinascimento e nasce dalla confluenza di una serie di correnti che, dopo essere state purificate dalle loro componenti e aderenze di natura superstiziosa e fantasiosa, sono sintetizzate in un modo di pensare e di affrontare l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-63172\" src=\"http:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/The-Temple-of-the-Rosy-Cross.gif\" alt=\"Temple\" title=\"\" width=\"429\" height=\"542\" \/><\/p>\n<p>Dopo questo chiarimento, possiamo constatare che in tutti i tempi e in tutti i luoghi ci sono state persone che sono giunte alle stesse identiche conclusioni, e ne hanno fatto un &#8220;modus vivendi&#8221;. Ecco perch\u00e9 possiamo affermare che ci sono sempre stati dei Rosacroce, prima e dopo l&#8217;apparizione dei Rosacroce classici del XVII secolo.<\/p>\n<p>Coloro che hanno studiato la Rosacroce nella sua breve storia, dal Rinascimento fino ad oggi, hanno costituito delle societ\u00e0, diverse tra loro, che portano il nome Rosacroce. C&#8217;\u00e8 sufficiente letteratura accademica per conoscere, in una certa misura, tutte queste societ\u00e0.<\/p>\n<p>In questo articolo esamineremo le basi filosofiche della Rosacroce, e il modo in cui un Rosacroce pu\u00f2 contribuire a far luce sulla societ\u00e0 di oggi.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0 \u00e8 solidamente fondata sulla comunicazione e, pi\u00f9 specificamente, sulla comunicazione basata sulla parola. Tutti sappiamo che le parole rappresentano concetti, ed \u00e8 ovvio che sono formate da lettere. Nelle loro varie combinazioni danno origine a un tipo di linguaggio eminentemente pratico, il cui scopo fondamentale \u00e8 definire, in modo chiaro e razionale, idee, concetti e cose.<\/p>\n<p>Se scriviamo, ad esempio, la parola &#8220;rosa&#8221;, tutti sanno di cosa stiamo parlando, e questo \u00e8 molto utile per il tipo di vita e di societ\u00e0 eminentemente pratici in cui viviamo. Il problema \u00e8 quando utilizziamo questo stesso tipo di linguaggio per cercare di trasmettere concetti e idee di cose che non si trovano nella natura conosciuta, n\u00e9 sono cose tangibili. In tal caso, siamo costretti a utilizzare tutta una serie di aggettivi e spiegazioni che, a seconda dell&#8217;idea che vogliamo trasmettere, possono rendere la comunicazione confusa e soggetta a malintesi.<\/p>\n<p>Le Scuole dei Misteri o iniziatiche, furono sempre consapevoli dei limiti di questo tipo di linguaggio, per questo motivo utilizzarono sempre molti simboli e geroglifici. Il linguaggio simbolico ha \u2013 o almeno ha avuto \u2013 un potente effetto evocativo e suggestivo che, per mezzo di allusioni complementari, risveglia la possibilit\u00e0 di visualizzare e immaginare razionalmente realt\u00e0 intangibili e sottili.<\/p>\n<p>La Rosacroce, radicata chiaramente nella tradizione misterica occidentale, combina entrambi i linguaggi in modo molto efficiente. E in questo vediamo una delle sue caratteristiche: lo sforzo permanente di intrecciare il sottile con il concreto, la coscienza immaginaria con la rappresentazione visiva.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 logico perch\u00e9, come indica il nome stesso, \u00e8 una connessione del puramente spirituale (la Rosa) con il puramente naturale (la Croce). La Rosa rappresenta, simbolicamente e allusivamente, l&#8217;Idea dello Spirito manifestata nella vita, mentre la Croce rappresenta la vita stessa nei suoi quattro elementi fondamentali: Fuoco, Acqua, Aria e Terra, oppure, in una terminologia pi\u00f9 scientifica e moderna: Idrogeno , Ossigeno, Azoto e Carbonio. L&#8217;unione del divino e dell&#8217;umano, dello spirituale e del materiale, in un modo intenso, senza eludere la profonda contraddizione che tale unione implica, \u00e8 la caratteristica principale della Rosacroce<\/p>\n<p>Senza dubbio concorderemo sul fatto che mediante il linguaggio simbolico non \u00e8 possibile definire il progetto per fabbricare, ad esempio, un Airbus. Allo stesso modo, possiamo affermare che un linguaggio tecnico e concreto come quello necessario per costruire un Airbus, non \u00e8 utile per generare nella nostra mente le immagini e le idee, i pensieri e i concetti \u2013 e le sinapsi neuronali essenziali \u2013 che ci permettono di concepire e comprendere realt\u00e0 che trascendono il quotidiano, tangibile e conosciuto.<\/p>\n<p>La Rosacroce non cerca misticamente (usiamo la parola &#8220;mistico&#8221; nel suo senso ordinario, e non nel suo aspetto &#8220;misterico&#8221;), cieli e divinit\u00e0 extra-cosmici, cos\u00ec pieni di fantasia e costruzioni mentali antropomorfe, ma piuttosto cerca di decifrare il linguaggio dello Spirito nella sua manifestazione naturale. Se l&#8217;Universo \u00e8 il pensiero di un sublime Architetto, il Rosacroce non si mette alla ricerca dell&#8217;architetto, ma cerca di scoprire, nelle &#8220;sue opere&#8221;, le intenzioni soggiacenti dell&#8217;artista. E poich\u00e9 l&#8217;opera pi\u00f9 completa, magnifica e sorprendente di tutto ci\u00f2 che conosciamo \u00e8 senza dubbio l&#8217;essere umano e il suo corpo, la Rosacroce concentra tutti i suoi sforzi nel conoscere quell&#8217;universo in miniatura che \u00e8 l&#8217;essere umano. Ecco perch\u00e9 definisce l&#8217;essere umano come un &#8220;microcosmo&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi di partenza \u00e8 che conoscendo l&#8217;essere umano, \u00e8 possibile conoscere sia l&#8217;universo sia il suo &#8220;scopo&#8221;. Pertanto, seguendo il consiglio che la dea Persefone d\u00e0 a Parmenide (nella sua opera &#8220;Sulla natura&#8221;), il Rosacroce percorre mentalmente ed esperimenta i sentieri dell&#8217;Essere, di &#8220;ci\u00f2 che \u00e8&#8221;, e non considera &#8220;ci\u00f2 che non \u00e8, e non pu\u00f2 essere \u201d, vale a dire, ci\u00f2 che \u00e8 irreale, irrazionale e privo di qualsiasi utilit\u00e0.<br \/>\nIl cammino di ricerca e scoperta della verit\u00e0 e della realt\u00e0 di un Rosacroce segue quindi la via del Logos, e utilizza sia il pensiero logico sia quello analogico. E comprende, come i classici, il Logos nel suo duplice aspetto di &#8220;racconto&#8221; e di &#8220;storia&#8221;, cio\u00e8 di matematica e di storia, perch\u00e9 il racconto \u00e8 il fondamento esatto e immutabile delle leggi naturali dell&#8217;universo; e la storia il necessario divenire di ci\u00f2 che \u00e8, seguendo per alcuni i percorsi del caso e, per i Rosacroce, i percorsi dello scopo soggiacente alla vita stessa.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 chiaro al lettore il perch\u00e9 i Rosacroce non hanno mai aderito all&#8217;autoritarismo dogmatico delle varie religioni, e hanno sempre combattuto per emancipare la mente umana dal giogo dell&#8217;irrazionale e delle credenze. Poich\u00e9 la mente \u00e8 la corona dell&#8217;essere umano, non \u00e8 logico bloccare questa mente nella camicia di forza dell&#8217;obbedienza dogmatica a concetti insostenibili, attraverso la logica e l&#8217;osservazione pi\u00f9 elementari. E cos\u00ec, in ogni epoca hanno sempre camminato controcorrente, convinti che chi cammina contro la corrente di un fiume, raggiunge la sorgente da cui il fiume \u00e8 nato.<\/p>\n<p>Continua<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9047,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-90634","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/90634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90634"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=90634"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=90634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}