{"id":89969,"date":"2019-12-05T20:34:54","date_gmt":"2019-12-05T20:34:54","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/lamore-ecc\/"},"modified":"2019-12-05T20:34:54","modified_gmt":"2019-12-05T20:34:54","slug":"lamore-ecc","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/lamore-ecc\/","title":{"rendered":"L\u2019Amore ecc."},"content":{"rendered":"<p>La \u201cRelazione\u201d indica che ci sono almeno due parti. La relazione tra essi si pu\u00f2 definire simpatia, attrazione, bellezza, connessione o favore; termini che contengono anche opposizione. La somma di questa opposizione generalmente si definisce \u201codio\u201d, una parola banale che difficilmente supporta un sinonimo pi\u00f9 indulgente. Ci\u00f2 che sperimentiamo come \u201cAmore\u201d deve essere qualcosa che non conosce opposizione, ma un termine del genere non sembra esistere nel nostro dizionario terrestre. Una mancanza che aggiriamo con la frase: \u201cAmore con l\u2019A maiuscola\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 concepibile, perch\u00e9 \u00e8 qualcosa che possiamo sentire e sperimentare, ma difficilmente \u00e8 possibile rappresentarla. Semplicemente perch\u00e9, dal nostro punto di vista, c\u2019\u00e8 sempre un osservatore e un oggetto, quindi di nuovo due. C\u2019\u00e8 un\u2019enorme differenza tra \u201cEssere-Uno\u201d ed \u201cessere d\u2019accordo\u201d. Il nostro \u201cessere d\u2019accordo\u201d implica la maggior parte delle volte che potrebbe essere possibile qualificarci, ad esempio per evitare di perdere completamente la faccia. Nell\u2019\u201cunit\u00e0\u201d \u2013 lo dice la parola \u2013 c\u2019\u00e8 solo Uno; nessuno che d\u00e0 o riceve. Ed \u00e8 proprio qui che sta il problema.<br \/>\nDall\u2019Ego (con la E maiuscola chiamato anche Volont\u00e0 Suprema) abbiamo costruito un ego personale con attorno un nostro universo.<br \/>\nMa talvolta un ego \u00e8 cos\u00ec grande che c\u2019\u00e8 spazio solo per se stesso e non per altri. In questo modo vacilliamo costantemente al confine tra la guerra e la pace. Non importa se come individuo o come gruppo: viviamo sovente solo per grazia dell\u2019antagonismo, qualunque sia la sua forma. Eppure abbiamo ricevuto questo corpo in prestito, con le sue meravigliose capacit\u00e0 di farci percorrere il nostro viaggio in questa vita. Questo corpo dovrebbe dunque scomparire? Certamente no, perch\u00e9 questo \u201cveicolo\u201d, come viene talvolta chiamato, rappresenta l\u2019unica possibilit\u00e0 di interpretare il ruolo che ci \u00e8 stato assegnato su questo palcoscenico terreno.<\/p>\n<p>Solo il cavaliere deve sedersi sulla schiena del cavallo e non viceversa. Immagine risibile? Forse piuttosto tragicomica, ma ognuno deve giudicare da solo. Tuttavia non \u00e8 semplice quando l\u2019imputato \u00e8 sia il giudice che l\u2019accusatore. Pu\u00f2 il corpo essere di aiuto? Questa incredibile forma di vita che respira, mangia, trasforma, muove, percepisce, parla, agisce, soffre, si ammala, gode e molto altro&#8230; tutto ci\u00f2 insieme a processi che si svolgono in segreto come il metabolismo, la circolazione di ossigeno e di fluidi corporei, la digestione, le obiezioni, i desideri: un meccanismo complicato in cui tutto pu\u00f2 fallire \u2013 e a volte accade.<\/p>\n<p>Un universo completo di va e vieni, spettacolare e nascosto, di alti e di bassi&#8230; Ma tutta questa diversit\u00e0 rivela ci\u00f2 che contiene il termine \u201cunit\u00e0\u201d. Non ci arrabbiamo, ad esempio, contro il nostro ginocchio perch\u00e9 un giorno ci impedir\u00e0 di camminare; non critichiamo il fegato perch\u00e9 \u00e8 infiammato e non condanniamo pi\u00f9 il nostro molare che ci rovina il week-end. E che il nostro cuore, malgrado venti e maree, continui a battere imperturbabilmente, lo troviamo molto normale, o forse non ci pensiamo mai. Sono in tutto questo e tutto questo \u00e8 in me, mentre sono qui: l\u2019accusatore e l\u2019imputato, l\u2019ammiratore e l\u2019ammirato. Tutti gli aspetti sono sulla stessa sedia.<\/p>\n<p>Non esiste alcuna forma di relazione tra \u201cbene o male\u201d e \u201cio no\u201d; \u00e8 tutto \u201cio\u201d. Che questa \u201corganizzazione\u201d si chiami creazione, cosmo o natura, per tutto ci\u00f2 che accade in essa, \u00e8 esattamente la stessa cosa, \u00e8 solo una questione di rapporto di scala. L\u2019infiammazione pu\u00f2 essere chiamata guerra, articolazione danneggiata, disastro naturale. Ma sono tutti eventi all\u2019interno dello stesso essere, non c\u2019\u00e8 spazio per un \u201ccontrario\u201d perch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 \u2013 il nome lo dice da s\u00e9 \u2013 non conosce il contrario. Il giglio sboccia e appassisce, il canto dell\u2019alba evapora nella brezza mattutina, l\u2019uragano giace tra le macerie come la promessa di una nuova possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Apparente agitazione, tumulto privo di significato, andirivieni di costruzioni e di demolizioni, di incomprensioni, di irritazioni, di felicit\u00e0 e di sventura; fallimento e successo. Sono le onde grandi e piccole di quella che chiamiamo vita; la forza che detiene l\u2019intero universo in essa e non giudica ci\u00f2 che le sta accadendo in grembo. Tutto ci\u00f2 che accade nella nostra esistenza tocca la nostra coscienza: sia felice e sollevata dai segni della guarigione, o preoccupata di fallire in una funzione o in un\u2019aspirazione. In questo, non c\u2019\u00e8 traccia di amarezza, disprezzo o esclusione, poich\u00e9 tutto ci\u00f2 che \u00e8 anche&#8230; io, il riflesso della Forza originale che noi chiamiamo distrattamente \u201cvita\u201d, la grande sconosciuta che \u00e8 ancorata come potenziale nel nostro essere e accompagna tutta la nostra esistenza, e attende l\u2019ingresso, per cos\u00ec dire, nel Regno dimenticato che una volta abbiamo abbandonato per l\u2019avventura sulla \u201cTerra\u201d.<\/p>\n<p>Questo potenziale non ha un nome perch\u00e9 un nome \u00e8 diverso da qualsiasi altra cosa. Ma non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro, perch\u00e9 \u00e8 tutto. Cos\u00ec la \u201cvita\u201d astratta si esprime in forme concrete e attive. E sebbene la nostra coscienza non riesca ancora a comprenderla, ci confronta costantemente con una scelta. O la volont\u00e0 dell\u2019ego o la volont\u00e0 del Tutto; o il sorgere nella pace dell\u2019unit\u00e0 imparziale, o nella relazione io-tu con le sue critiche, le sue rivalit\u00e0, le sue paure e i suoi dubbi e i suoi passi difficili nel Grande Mondo. La semina delle divisioni sembra essere il trucco dei poteri terreni per legare la nostra prospettiva alla superficie, ma in realt\u00e0 \u00e8 solo un\u2019apparenza perch\u00e9 anche questo \u00e8 determinato nella volont\u00e0 del Tutto. Ci sono cos\u00ec tanti modi e mezzi per spezzare la nostra comprensione, per scongelare la scintilla congelata nei nostri cuori in modo che possa ritrovare il suo posto nel grande Flusso.<\/p>\n<p>Ma nel corso di questa presentazione, dove \u00e8 rimasto \u201cl\u2019Amore\u201d? Potremmo riassumerlo in: io e te \u2013 io con te \u2013 io sono te. Le nostre azioni e i nostri pensieri \u2013 per noi umani \u2013 rappresentano spesso le linee di forza che circolano nella societ\u00e0; chi dice \u201cio\u201d, dice \u201cnoi\u201d allo stesso tempo. Accanto e dietro l\u2019imputato c\u2019\u00e8 la comunit\u00e0 che lo ha formato. L\u2019esperienza cosciente di questo si chiama misericordia: fare e realizzare insieme ci\u00f2 che deve essere realizzato nel momento, nonostante il giudizio e l\u2019apprezzamento dell\u2019ego con le sue convinzioni e interessi. Il cammino verso l\u2019unit\u00e0 pu\u00f2 quindi essere chiamato amore, rivelato per noi dall\u2019Amore stesso; guidati nel percorso che pu\u00f2 trasformare l\u2019avversario in un Prossimo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Reference:<\/strong> This article first appeared in <a href=\"https:\/\/www.rozekruispers.com\/nl\/product\/PENTNED201903\/pentagram-magazine-2017-nr1.html\">Pentagram 2019 issue 3<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":923,"featured_media":7088,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-89969","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/89969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89969"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=89969"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=89969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}