{"id":89867,"date":"2019-10-15T14:33:41","date_gmt":"2019-10-15T14:33:41","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/felicita\/"},"modified":"2019-10-15T14:33:41","modified_gmt":"2019-10-15T14:33:41","slug":"felicita","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/felicita\/","title":{"rendered":"Felicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il calcolo della felicit\u00e0 \u00e8 un modo per gli economisti di misurare il reddito ideale di cui una persona ha bisogno per essere felice. Il suo aspetto innovativo \u00e8 la constatazione che pi\u00f9 soldi non equivalgono necessariamente a pi\u00f9 felicit\u00e0. Il reddito ideale alla fine dipender\u00e0 da dove si vive e dalla propria personalit\u00e0. Naturalmente, entrano in gioco fattori come il comfort e la sicurezza, ma possono variare in base al valore che gli si d\u00e0, e che pu\u00f2 essere influenzato dal valore che \u00e8 legato a queste cose nell&#8217;ambiente in cui vive quella persona.<\/p>\n<p>Prendendo la classica dualit\u00e0 tra ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;materiale&#8221; e ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;spirituale&#8221; (dualit\u00e0 che \u00e8 pi\u00f9 didattica che reale), \u00e8 certo che, dal punto di vista spirituale, la felicit\u00e0 non pu\u00f2 essere circostanziale. Non si tratta di esaminare alcuni aspetti della vita, come avere un buon lavoro, una buona famiglia, una buona posizione sociale, la salute e cose simili, ma piuttosto scoprire cosa rimane quando tutto questo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Per coloro che percorrono un cammino spirituale, non sembra esserci alternativa se non considerare le cose da questa prospettiva. Le persone che ignorano le questioni spirituali hanno il diritto di considerare il benessere o la &#8220;qualit\u00e0 della vita&#8221; come felicit\u00e0. Tuttavia, \u00e8 con pochissima propriet\u00e0 che lo fanno, poich\u00e9 una caratteristica essenziale della felicit\u00e0 \u00e8 che chi la possiede non pu\u00f2 perderla: deve essere un possesso pieno e costante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Felicit\u00e0 per alcuni filosofi<\/h3>\n<p>I principali filosofi della storia (anche quelli considerati concreti o contrari al misticismo) concordano sul fatto che la felicit\u00e0 deve essere uno stato completo. Questo \u00e8 il caso di Aristotele, filosofo greco del IV secolo a.C. Nella sua Etica Nicomachea, afferma che in effetti gli esseri umani hanno bisogno di molte cose per essere felici (un buon reddito, buoni amici, una buona reputazione ecc.), ma afferma anche che queste cose contribuiranno alla felicit\u00e0 di qualcuno solo se si hanno virt\u00f9 morali e discernimento \u2013 che si impara dalla pratica. Di conseguenza, i giovani non possono essere felici o morali, poich\u00e9 non hanno esperienza e sono dominati dalle passioni; i poveri non possono essere n\u00e9 felici n\u00e9 morali, perch\u00e9 devono preoccuparsi della sopravvivenza. Quindi, secondo Aristotele, la felicit\u00e0 non \u00e8 per tutti. Per gli antichi greci era del tutto naturale pensarlo.<\/p>\n<p>Ma Aristotele sostiene anche che la felicit\u00e0 non \u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere persa, anche se dipende dai beni materiali, perch\u00e9 per perderla l&#8217;individuo dovrebbe fare un errore; ma \u00e8 felice perch\u00e9 \u00e8 virtuoso e ha discernimento; e se \u00e8 virtuoso e ha discernimento non commette errori.<br \/>\nLa visione aristotelica della felicit\u00e0 \u00e8 in contrasto con il pensiero cristiano, che considera l&#8217;essere umano un essere caduto che tende naturalmente al male: un essere incapace di raggiungere la vera virt\u00f9 da solo e, quindi, completamente dipendente da Dio. Questa situazione potrebbe essere modificata solo se le persone rispondessero all&#8217;appello divino: in questo modo sarebbero colmi della Sua grazia.<\/p>\n<p>Agostino, filosofo e teologo del V secolo d.C., disse che la grazia di Dio \u00e8 irresistibile. Ci\u00f2 significa che non \u00e8 il credente che vuole &#8220;servire Dio&#8221;, ma che non pu\u00f2 fare nient&#8217;altro. Anche questa sarebbe completa felicit\u00e0 poich\u00e9 proviene da Dio, ma in questo caso sarebbe totalmente indipendente dalle circostanze.<\/p>\n<p>A tale proposito, il filosofo tedesco Gottfried Leibniz (1646-1716) scrisse che se improvvisamente il mondo intero fosse distrutto, compreso il suo corpo materiale, e rimanessero solo la sua anima e Dio, la relazione dell&#8217;anima con Dio rimarrebbe intatta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Felicit\u00e0 e spiritualit\u00e0<\/h3>\n<p>Coloro che cercano la realizzazione spirituale riconoscono di non essere felici, ma se fosse necessario rimanere nell&#8217;incertezza durante la ricerca, senza alcun segno che indichi che si \u00e8 sulla strada giusta, si chiederebbe troppo all&#8217;essere umano.<br \/>\nNel Vangelo di Giovanni, Ges\u00f9 dice a Nicodemo:<\/p>\n<p><em>Il vento soffia dove vuole e tu senti il suo rumore, anche se non sai da dove viene o dove va. Questo succede a tutti nati dallo Spirito.<\/em> (Giovanni 3:8)<\/p>\n<p>La storia dei primi cristiani fornisce incredibili esempi dell&#8217;azione di qualcosa di inspiegabile nell&#8217;essere umano, basta considerare cosa erano in grado di sopportare per ci\u00f2 in cui credevano: dalla tortura alla prigonia. La povert\u00e0 era l&#8217;ultimo dei problemi. \u00c8 un comportamento incomprensibile per gli standard umani attuali, poich\u00e9 la regola generale \u00e8 cercare il piacere e sfuggire al dolore. Forse erano tutti pazzi e fanatici, ma se cos\u00ec fosse non sarebbero stati in grado di parlare del percorso che professavano con tanta chiarezza e sobriet\u00e0, come testimoniano le lettere e i documenti del Nuovo Testamento trovati a Nag Hammadi nel 1945.<\/p>\n<p>Nella Bhagavad Gita, Krishna (che in seguito riveler\u00e0 ad Arjuna la sua natura divina) \u00e8 ancora pi\u00f9 preciso riguardo ai frutti della spiritualit\u00e0. Enumera le qualit\u00e0 del puro yogi e descrive il suo modo di pensare:<\/p>\n<p><em>Le azioni non imprigionano coloro che possiedono se stessi, che hanno rinunciato alle azioni con lo yoga e che hanno eliminato i loro dubbi attraverso la conoscenza.<\/em>(BG 4:41)<\/p>\n<p>L &#8216;&#8221;io&#8221; in questione \u00e8 il tanto ricercato Atman della tradizione spirituale indiana. Il substrato ultimo dell&#8217;essere, l&#8217;Atman \u00e8 il principio divino che \u00e8 in ogni cosa, chiamato anche vero s\u00e9, in contrapposizione al falso s\u00e9, che costituisce la personalit\u00e0 egoica dell&#8217;essere umano nel suo stato non risvegliato. Possedere se stessi, quindi, significa superare la natura particolare del falso s\u00e9 e vivere nella coscienza universale del vero s\u00e9, cio\u00e8 raggiungere l&#8217;Atman.<\/p>\n<p>In questa fase, si dice che le azioni intraprese dall&#8217;individuo siano di tipo diverso: non sono destinate ad apportare benefici a se stesso, ma avvengono spontaneamente, senza calcoli, senza ansia, con la coscienza stabilita nell&#8217;Atman. Questa &#8220;rinuncia alle azioni&#8221; significa liberarsi dal karma, la catena di cause ed effetti che tiene prigionieri gli esseri umani.<\/p>\n<p>Infine, poich\u00e9 la conoscenza risultante dalla nuova coscienza \u00e8 una conoscenza dell&#8217;essenza delle cose e non semplicemente delle loro manifestazioni, \u00e8 come una spada che taglia i dubbi e le incertezze tipiche degli esseri umani. La persona spiritualmente matura non si chiede da dove viene o dove sta andando, qual \u00e8 il significato della vita e altre domande di questo tipo. Queste sono domande dei cercatori, ma non di coloro che sono impegnati in ci\u00f2 che hanno gi\u00e0 vissuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La felicit\u00e0 \u00e8 possibile<\/h3>\n<p>Quando si considerano tutte queste affermazioni e resoconti sulla felicit\u00e0, \u00e8 improbabile che si sia in disaccordo sul fatto che la felicit\u00e0 sia veramente desiderabile e degna di essere considerata il fine ultimo della vita. Tuttavia, ci sono sempre stati dubbi sul fatto che si possa ottenere qualcosa di simile.<\/p>\n<p>Questi dubbi sono le reazioni del s\u00e9 alla speranza della pienezza, una speranza che il s\u00e9 interpreta come una minaccia poich\u00e9 consiste nella dissoluzione del particolarismo tipico della personalit\u00e0 umana. L&#8217;errore del s\u00e9 sta nella sua identificazione con questo particolarismo. Da qui il tentativo di stabilire un &#8220;calcolo della felicit\u00e0&#8221;, al fine di placare il suo desiderio naturale di appagamento, pur mantenendo il controllo, in quanto pu\u00f2 ancora calcolare la felicit\u00e0.<\/p>\n<p>La felicit\u00e0 diventa possibile non appena la pienezza non \u00e8 pi\u00f9 una minaccia per se stessi. E diventa reale non appena il s\u00e9 diventa consapevole della sua vera identit\u00e0, immerso nella sua pienezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6804,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111028],"tags_english_":[],"class_list":["post-89867","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it-2"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/89867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6804"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89867"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=89867"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=89867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}