{"id":89464,"date":"2019-02-26T18:18:06","date_gmt":"2019-02-26T18:18:06","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/lesperienza-primordiale-di-robert-reininger\/"},"modified":"2019-02-26T18:18:06","modified_gmt":"2019-02-26T18:18:06","slug":"lesperienza-primordiale-di-robert-reininger","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/lesperienza-primordiale-di-robert-reininger\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;esperienza primordiale&#8221; di Robert Reininger"},"content":{"rendered":"<p>diario: &#8220;(Sulla collina di P\u00f6stlingerberg) Cielo senza nuvole sopra di me, vestito di oro rossastro dal sole calante della sera, davanti a me le vette fresche di neve dell&#8217;estesa catena alpina in tutta la sua travolgente bellezza e la verdeggiante foresta di pini, familiare vista posteriore della dorsale di colline che costeggiano la citt\u00e0, poi in lontananza la sconfinata pianura nelle sue sfumature azzurre [\u2026] Come con una forza irresistibile, ecco che, d&#8217;un tratto, il mio treno di pensieri si stacc\u00f2 dall&#8217;ammaliante morsa della sensualit\u00e0: il mio intero essere, con tutto il mio pensare, si immerse fino al punto dell&#8217;oblio di s\u00e9 nell&#8217;eterno, onnipresente pensiero della Divinit\u00e0. Con insospettabile luminosit\u00e0, un&#8217;idea che per anni era andata perduta, balen\u00f2 di nuovo nella mia mente, una sorta di idea del Divino, dell&#8217;eternit\u00e0 e della dignit\u00e0 umana&#8221;. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Questa esperienza sul familiare picco caratteristico che domina Linz (Alta Austria) ha lasciato un segno indelebile sull&#8217;intera vita del filosofo Robert Reininger. Da qui deriv\u00f2 quella che poi fu la realizzazione della sua vera vocazione, vale a dire impartire all&#8217;umanit\u00e0 questo grande segreto con il supporto del suo talento filosofico.<\/p>\n<p>Nel corso dei decenni della sua carriera di insegnante all&#8217;Universit\u00e0 di Vienna (1913 \u2013 febbraio 1940) cerc\u00f2 sempre di sottolineare nelle lezioni l&#8217;unica e sola realt\u00e0, &#8220;l&#8217;esperienza primordiale&#8221; nella quale tutto \u00e8 sempre presente e di far comprendere la sua differenza rispetto al mondo dell'&#8221;io&#8221; che, invece, siamo noi a creare attraverso la nostra riflessione, il pensiero convenzionale e il linguaggio. Si imbatt\u00e9 in una realizzazione simile nelle Upanishad e negli scritti di H.P.Blavatsky, Meister Eckhart e Goethe cos\u00ec come in Schopenhauer e Nietzsche. Reininger diede anche una definizione a ci\u00f2 e coni\u00f2 i termini &#8220;esperienza primordiale&#8221;, &#8220;ego primario&#8221;, &#8220;ego intelligibile&#8221; seguendo la guida di Immanuel Kant, da lui stimato, sebbene Reininger in realt\u00e0 si considerasse solo &#8220;parzialmente kantiano&#8221;.<\/p>\n<p>Il 22 settembre 1918 annot\u00f2: &#8220;L&#8217;intelligibile non pu\u00f2 essere considerato un prodotto di sviluppo ma deve essere considerato come un essere senza tempo, e la sua evoluzione pu\u00f2 essere considerata solo come una graduale irruzione della luce attraverso l&#8217;oscurit\u00e0: l&#8217;io intelligibile non diventa, piuttosto, semplicemente, scopre se stesso! Cresce, per cos\u00ec dire, dall&#8217;io empirico e attraverso il rafforzamento della sua etica&#8221;. <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\" title=\"\">[2]<\/a><\/p>\n<p><strong>Filosofia sul fondamento dell&#8217;esperienza mistica<\/strong><\/p>\n<p>In netto contrasto con i suoi colleghi viennesi, Reininger tenne anche conferenze sulla filosofia indiana. Colpito lui stesso in prima persona dall&#8217;etica buddhista della compassione, in particolare per quanto riguarda la benevolenza verso gli animali, era anche molto interessato alla dottrina Atman-Brahman delle antiche Upanishad Indiane.<\/p>\n<p>Facendo tesoro della sua esperienza mistica, ha tentato di sviluppare una filosofia che solo per necessit\u00e0 era supportata dalle prerogative della mente. Egli ha, infatti, seguito l&#8217;esempio di filosofi come Spinoza, Fichte, Schopenhauer e Nietzsche. Ha anche cercato un compromesso, tuttavia, con gli &#8220;empiristi&#8221; e i &#8220;positivisti&#8221;, come il fondatore del &#8220;Circolo viennese&#8221;, Moritz Scheck, uno dei suoi colleghi all&#8217;Universit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la concezione filosofica di Reininger \u00e8 ovvio che l&#8217;integrazione di un&#8217;esperienza religiosa all&#8217;interno della filosofia europea classica non pu\u00f2 assolutamente avere successo, poich\u00e9 la logica non pu\u00f2 derivare dal misticismo. Senz&#8217;altro il misticismo pu\u00f2 essere un punto di partenza o un supporto per la razionalit\u00e0 \u2013 come in Spinoza \u2013 ma la conoscenza intellettuale \u00e8 ritenuta una cosa a parte rispetto alla saggezza. Eppure, per quanto la mente sia utile e indubbiamente importante, ha i suoi limiti. \u00c8 solo con l&#8217;aiuto dell&#8217;intuizione, di un &#8220;pensiero che venga dal cuore&#8221; che il divario pu\u00f2 essere colmato. Questo nuovo tipo di &#8220;pensare&#8221; \u00e8 pi\u00f9 simile a una comprensione globale, una concezione spontanea di ci\u00f2 che \u00e8.<\/p>\n<p>Come accennato in precedenza, Reininger ha molto apprezzato la filosofia del filosofo olandese Baruch Spinoza. Quest&#8217;ultimo aveva derivato il suo sistema dal principio di base che Dio esiste e che la Natura \u00e8 tutt&#8217;uno con Dio, cio\u00e8 che non c&#8217;\u00e8 altro che Dio. Attraverso una maggiore intuizione, l&#8217;Uomo \u00e8 quindi ritenuto in grado di purificare la sua mente dal solito ingarbugliamento delle opinioni e, con l&#8217;aiuto della vera intuizione, di crescere verso l&#8217;amore Divino che tutto abbraccia e comprendendo, infine, tutto.<\/p>\n<p><strong>Cos&#8217;\u00e8 reale? Cos&#8217;\u00e8 vero?<\/strong><\/p>\n<p>Anche Reininger riservava un posto d&#8217;onore tra i suoi insegnamenti all&#8217;esperienza primordiale. Riteneva che il mondo si sviluppa in una gradazione razionale di realizzazioni sempre pi\u00f9 elevate, che tuttavia rappresentano solo verit\u00e0 relative e vengono costantemente &#8220;sostituite&#8221; da un punto di vista pi\u00f9 elevato. Ogni &#8220;verit\u00e0&#8221; \u00e8 quindi inizialmente &#8220;assoluta&#8221; ma presto diventa relativa. Reininger neg\u00f2 quindi la verit\u00e0 assoluta in quanto tale. Nel mondo fenomenico esisterebbero solo verit\u00e0 relative che hanno origine attraverso il linguaggio, mentre l&#8217;esperienza primaria non sarebbe &#8220;vera&#8221; quanto, piuttosto, &#8220;reale&#8221;. La realt\u00e0 del mondo non corrisponde alla realt\u00e0 dell&#8217;esperienza primordiale.<\/p>\n<p>In effetti, di solito siamo fermamente convinti che noi e il mondo siamo &#8220;reali&#8221; e che sappiamo cosa \u00e8 &#8220;vero&#8221; e cosa \u00e8 &#8220;reale&#8221;. Siamo soliti correggere affermazioni o giudizi &#8220;falsi&#8221; e parliamo di &#8220;errori&#8221;. Crediamo di poter specificare esattamente cos&#8217;\u00e8 la realt\u00e0 e cosa non lo \u00e8, come per esempio fantasie o sogni. Riteniamo che persone che &#8220;vivono nel loro mondo&#8221; non vivono nella &#8220;realt\u00e0&#8221;, che soffrono di &#8220;perdita della realt\u00e0&#8221;, diagnosi comune per i malati psicologici. Ma a dire il vero, ogni io ha il suo mondo e la sua realt\u00e0.<\/p>\n<p>Spesso la definizione di verit\u00e0 e realt\u00e0 \u00e8 semplicemente una questione di potere. \u00c8 un gioco di illusioni, Maya. Non potrebbe essere altrimenti, perch\u00e9 l&#8217;io stesso \u00e8 solo illusione. Noi non conosciamo la realt\u00e0; noi inventiamo costantemente nuove verit\u00e0 e armeggiamo imperterriti per relegarle in una sorta di ricettacolo che sia sempre pi\u00f9 sicuro per la costruzione della nostra realt\u00e0. Eppure, quanto desideriamo la verit\u00e0 assoluta e la realt\u00e0 assoluta! L&#8217;io, in ogni caso, non \u00e8 in grado di trovarla poich\u00e9 la verit\u00e0 assoluta e la realt\u00e0 assoluta sono qualcosa di completamente diverso da tutto ci\u00f2, hanno a che fare con qualcosa che dimora nel cuore e che \u00e8 la causa stessa del nostro desiderio per l&#8217;eterno.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;io primario e l&#8217;io secondario<\/strong><\/p>\n<p>Per Reininger, l&#8217;esperienza primaria \u00e8 la consapevolezza che accompagna tutte le esperienze coscienti, ma che \u00e8 al tempo stesso priva di contenuto; \u00e8 relativa all'&#8221;io primario&#8221;. L'&#8221;io secondario&#8221; \u00e8 la persona che attraverso immagini mentali (comprese quelle della propria forma fisica) percepisce il mondo e se stesso come identici. Ci\u00f2 \u00e8 possibile solo attraverso un fenomeno particolare che Reininger definisce &#8220;sensazione trascendentale&#8221;, la quale costituisce il ponte verso l&#8217;esperienza primordiale. Questa speciale sensazione pura \u00e8 diversa dalla sensazione fisiologica. Solo attraverso di essa noi possiamo sperimentare &#8220;l&#8217;Uno&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo Reininger, la persona che vive di questa esperienza primordiale \u00e8 la persona auto-autonoma, alla quale non \u00e8 richiesta un&#8217;etica speciale. Questa porta &#8220;nobilt\u00e0&#8221; dentro s\u00e9 stessa e pu\u00f2 sempre dire &#8220;s\u00ec&#8221; all&#8217;esistenza nel presente perch\u00e9 \u00e8 a conoscenza del vero s\u00e9.<\/p>\n<p>Tra le altre cose, il filosofo si preoccupava della questione di come si fosse originata l&#8217;illusione della realt\u00e0 del mondo e precisamente nel modo in cui crediamo che sia reale. Ci\u00f2 porta a considerazioni del tipo: come ha avuto origine il due dall&#8217;uno o come ha avuto origine la molteplicit\u00e0 dall&#8217;uno; la molteplicit\u00e0 \u00e8 identica all&#8217;uno o \u00e8 qualcosa di diverso? Oppure: la &#8220;Caduta&#8221; \u00e8 una caduta dal paradiso in un altro mondo scartato e malvagio o \u00e8 il fare esperienza della realt\u00e0 dell&#8217;io (secondario) in una sorta di sogno dal quale dobbiamo risvegliarci al fine di riconoscere che in realt\u00e0 siamo divini e Uno?<\/p>\n<p><strong>Metafisica del silenzio<\/strong><\/p>\n<p>Reininger non trov\u00f2 risposta a queste domande e fin\u00ec i suoi lavori con la cosiddetta &#8220;metafisica del silenzio&#8221;; in altre parole, la metafisica deve limitarsi a &#8220;indicare il luogo in cui \u00e8 nascosto il segreto finale e pi\u00f9 profondo: nell&#8217;esperienza primordiale dell&#8217;Adesso. [\u2026] La filosofia finisce con stupore, rimane la sensazione metafisica del segreto. I confini della cognizione razionale non possono essere superati!&#8221; <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\" title=\"\">[3]<\/a>&nbsp; &#8220;L&#8217;uomo metafisico \u00e8 profondamente e costantemente consapevole del mistero pi\u00f9 profondo che ogni momento dell&#8217;esperienza nasconde in s\u00e9. Vive nella certezza di stare nell&#8217;eterno mentre \u00e8 nel mezzo del temporale&#8221;. Per Reininger si \u00e8 trattato letteralmente di esperienza metafisica.Nel cuore umano, come insegnano i Rosacroce, sonnecchia un elemento attraverso il quale diventano possibili esperienze metafisiche. Viene chiamato &#8220;atomo primordiale&#8221;, &#8220;bocciolo di rosa&#8221;. Quando questo si risveglia, la coscienza dell&#8217;Unit\u00e0 fondamentale \u00e8 nata. All&#8217;inizio pu\u00f2 germogliare dolcemente come un delicato, leggero luccichio e poi, nel corso della vita, fiorire in una &#8220;rosa profumata&#8221;; oppure in una &#8220;esperienza primordiale&#8221;, come fosse una folgorazione, una persona pu\u00f2 d&#8217;un tratto diventare del tutto consapevole della sua discendenza divina. Questo dono di grazia fu conferito a Robert Reininger il quale, fino alla fine della sua vita, \u00e8 stato sempre consapevole di esserne stato sostenuto e anche di aver usato la sua intelligenza e i suoi talenti per servire l&#8217;umanit\u00e0 con questo messaggio.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a> Nawratil, Karl (1969):<em> Robert Reininger. <em>Leben \u2013 Wirken \u2013 Pers\u00f6nlichkeit<\/em><\/em>,<em> <\/em>(Robert Reininger. Vita \u2013 Lavoro \u2013 Personalit\u00e0)<em>.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\" title=\"\">[2]<\/a> Nawratil, Karl (a cura di) (1974), Robert Reininger. Scritti giovanili 1885-1895 e aforismi 1894-1948.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\" title=\"\">[3]<\/a> Reininger, Robert (1948): Metaphysik der Wirklichkeit (Metafisica della realt\u00e0).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":920,"featured_media":5645,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110079,110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-89464","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-livingpast-it","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/89464","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5645"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89464"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89464"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=89464"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=89464"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}