{"id":89039,"date":"2018-05-22T21:30:55","date_gmt":"2018-05-22T21:30:55","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/lo-sguardo-che-riconcilia\/"},"modified":"2018-05-22T21:30:55","modified_gmt":"2018-05-22T21:30:55","slug":"lo-sguardo-che-riconcilia","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/lo-sguardo-che-riconcilia\/","title":{"rendered":"Lo sguardo che riconcilia"},"content":{"rendered":"<p>Nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia ho assistito a una delle pi\u00f9 intense interpretazioni dei versi di Dante&nbsp;Alighieri. Le parole non sono state declamate, bens\u00ec vissute corporalmente dall\u2019attrice, rese ardenti e vibranti, ineluttabilmente vive.<\/p>\n<p>Attenzione, non stiamo descrivendo l\u2019effetto creato da una consumata artista che vuole strappare un ennesimo elogio. Dovete piuttosto immaginare una sensazione in grado di farvi provare esattamente quanto i versi narrano, di stabilire un\u2019autentica empatia con le vicende dei personaggi della Commedia ma contemporaneamente di&nbsp;poter percepire chiaramente che quell\u2019esperienza \u00e8 anche vostra, pulsa sotto la pelle e turba il cuore.<\/p>\n<p>\u201cIl teatro \u00e8 il luogo dell\u2019esperienza\u201d afferma infatti Lucilla Giagnoni.<\/p>\n<p>In un\u2019epoca di effetti speciali e di alta definizione, l\u2019attrice Lucilla Giagnoni, senza i confortevoli apparati scenici, ha toccato intimamente il pubblico, equipaggiata unicamente della sua voce, della sua gestualit\u00e0 e di un commento sonoro del marito Paolo. Dimostrando in questo modo quanto sia ancora essenziale il ruolo dei contenuti in un mondo di affascinanti e ipertrofici contenitori.<\/p>\n<p>Lucilla Giagnoni \u00e8 un\u2019attrice, per quanto sia limitativo rinchiuderla in questa definizione. Ha frequentato la Bottega di Vittorio Gassman a Firenze a 19 anni, in seguito il suo nome \u00e8 legato al fertile Teatro Settimo, la compagnia torinese di Gabriele Vacis. Lucilla ha percorso molti sentieri, incontrando musicisti \u2013 Nicola Campogrande \u2013 registi \u2013 Giuseppe Bertolucci \u2013 cantanti della levatura di Antonella Ruggiero e anche dj come Alessio Bertallot. Lavora instancabilmente su pi\u00f9 fronti, oltre ad essere autrice di trasmissioni radiofoniche, si \u00e8 battuta per risollevare le sorti del teatro di Novara, Il Teatro Faraggiana, oggi centro culturale di teatro, musica, danza, cinema, luogo di integrazione. Lucilla parla lingue moderne e antiche, per i suoi spettacoli si \u00e8 immersa nello studio dell\u2019ebraico e del sanscrito.&nbsp;<\/p>\n<p>La sua Trilogia della Spiritualit\u00e0 (<em>Vergine Madre<\/em>, <em>Big Bang<\/em> e <em>Apocalisse<\/em>) tocca vertici altissimi, a tutt\u2019oggi lavora alla Trilogia dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>La performance a cui ho assistito \u00e8 un estratto da un suo lavoro, <em>Vergine Madre<\/em>, presentata come chiusura del convegno La Bibbia e le donne \u2013 le donne e la Bibbia: una nuova frontiera, organizzato dall\u2019associazione laica Biblia. (Pistoia, 29 settembre- 1 ottobre 2017).<\/p>\n<p><em>Vergine Madre<\/em> \u00e8 uno spettacolo introspettivo e potente dove le figure femminili della Divina Commedia emergono dai versi per farci da specchio.&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 uno degli intenti principali della Trilogia della Spiritualit\u00e0, ovvero prendere testi sacri e teatrali, novelle, aneddoti, nozioni scientifiche e scampoli autobiografici per riproporre al pubblico un percorso di conoscenza di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n<p>Un percorso a cui l\u2019attrice invita a partecipare con contagioso entusiasmo.<\/p>\n<p>E su quest\u2019ultima parola non mancherebbe di svelarci l\u2019etimologia ma &#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vedere, ammirare, amare<\/strong><\/p>\n<p>In un articolo il cui obiettivo \u00e8 esaminare i cinque sensi \u00e8 bene non perdere di vista il tema! La <strong>vista <\/strong>\u00e8 appunto il primo senso su cui indaghiamo.&nbsp;<\/p>\n<p>Lo faremo, evidentemente, a partire dallo spettacolo di Lucilla Giagnoni, in particolare sul momento che precede la fine, dove la terza e ultima cantica del Paradiso sembra rimandare continuamente a questo atto:<\/p>\n<p>&#8211; &nbsp;per ben 19 volte Dante vede o fa <em>mirar <\/em>qualcosa<em> <\/em>a noi lettori,&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211;&nbsp;&nbsp;la parola <em>occhi <\/em>ritorna frequentemente e la stessa Lucilla non manca di sottolineare quanto il poeta, il sommo poeta che fin qui ha usato le parole per raccontare il suo viaggio, ebbene proprio lui non sappia quali termini spremere dal suo immenso talento per renderci partecipi di questo incontro sublime.&nbsp;<\/p>\n<p>Di quale incontro si tratta?&nbsp;<\/p>\n<p>Anzi di quale <strong>visione<\/strong>?<\/p>\n<p>Ricapitoliamo: l\u2019ultima figura femminile della Divina Commedia \u00e8 la Vergine Madre,&nbsp;nelle parole di Lucilla \u00e8 \u201cla figura che riscatta tutte le donne, tutta l\u2019umanit\u00e0. Una figura che riesce, proprio perch\u00e9 \u00e8 donna, a trovare una soluzione possibile, a conciliare tutti gli opposti, tenere insieme tutti i contrari\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attrice ci guida per mano, vuole mostrarci che questa figura silenziosa in realt\u00e0 parla attraverso il suo sguardo, s\u00ec perch\u00e9 ella si pone come intermediario per consentirci di vedere Dio, la cui luce diretta ci ferirebbe per intensit\u00e0. In un gioco di specchi Dante vede una moltitudine di immagini al cospetto della Vergine, fino a vedere il proprio volto!<\/p>\n<p>\u201cper che \u2018l mio viso in lei tutto era messo\u201d&nbsp;(Canto 33, verso 132)<\/p>\n<p>\nL\u2019atto del vedere si sostituisce quasi alla parola, il verbo si scioglie nello sguardo per adottare un\u2019attitudine totalmente femminile, quella di accogliere.<\/p>\n<p>Mentre la scrittura ha il compito di distinguere gli oggetti, le persone, gli eventi, cos\u00ec da distribuire in uno spazio e in un tempo narrativo quanto creato dall\u2019autore,&nbsp;la visione sembra invece portarci ad abbracciare le pagine del libro,la penna che ha vergato i versi, lo scrittore, la casa e la citt\u00e0 in cui il libro vede la luce.<\/p>\n<p>\nConsideriamo anche un altro testo la cui eco risuona nella Commedia: la Bibbia.<\/p>\n<p>Nel Genesi, subito dopo la creazione del cielo e della terra,&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cDio disse: &lt;&lt;Sia la luce! &gt;&gt;. E la luce fu.&nbsp;<\/p>\n<p>Dio <strong>vide <\/strong>che la luce era cosa buona\u201d.<\/p>\n<p><em>E Dio <\/em><strong><em>vide<\/em><\/strong><em> che era cosa buona <\/em>ricorre come frase in seguito in alcuni passaggi della creazione.&nbsp;<\/p>\n<p>Una sorta di respiro in cui a una fase di creazione segue una breve contemplazione, uno sguardo che avvolge il creato, quasi una carezza. \u00c8 davvero singolare che il primo atto di creazione avvenga nel buio e che subito dopo ci sia una luce per vedere!<\/p>\n<p>Esattamente come una madre: dopo aver gestito nel buio del suo ventre la sua creatura, la contempla non appena viene alla luce.<\/p>\n<p>Anche il pubblico di <em>Vergine Madre<\/em> viene alla luce, quando adotta lo sguardo del poeta e stempera le molteplici visioni fino a trovare il proprio volto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, non dimentichiamolo, questo viaggio aveva un fine: conoscersi!<\/p>\n<p>Solo che l\u00e0 dove termina la Divina Commedia, l\u00e0 dove Lucilla si congeda da noi con&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cl\u2019Amor che muove il sole e l\u2019altre stelle.\u201d, s\u00ec, ecco, proprio l\u00e0 comincia la nostra avventura, il nostro viaggio.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Il fine di conoscersi, di vedere il proprio volto, non \u00e8 il termine di un viaggio, anzi \u00e8 esattamente il principio.<\/p>\n<p>Un principio che si rinnova continuamente, come d\u2019altronde deve rinnovarsi il nostro sguardo sul mondo e i suoi abitanti.<\/p>\n<p>Gli occhi di chi desidera conoscere se stesso si sono posati sugli innumerevoli inferni creati da noi e dai nostri simili, nondimeno questo trascorso buio deve poter generare una nuova visione: le scaglie del disappunto possono cadere dai nostri occhi.<\/p>\n<p>Un paesaggio di soluzioni probabilmente si stender\u00e0 davanti a noi, non tanto come proiezione di \u2018un mondo migliore\u2019 quanto come realistico e concreto sostegno di un\u2019esistenza che non necessita pi\u00f9 di contrapposizioni.<\/p>\n<p>Chiuse le palpebre sul logoro gioco di sguardi di sfida, tesi all\u2019autoaffermazione, noi che consumiamo dosi incredibili di immagini, diventeremo sobri pure in questa pratica che fagocita il mondo invece di guarirlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo sguardo che riconcilia pu\u00f2 cos\u00ec smettere di essere il titolo di un articolo letto velocemente e divenire una risorsa a cui attingere.<\/p>\n","protected":false},"author":919,"featured_media":3053,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066],"tags_english_":[],"class_list":["post-89039","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/89039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/919"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3053"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=89039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=89039"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=89039"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=89039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}