{"id":88619,"date":"2017-11-13T18:40:16","date_gmt":"2017-11-13T18:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/elemire-zolla-e-il-segreto-dello-specchio\/"},"modified":"2017-11-13T18:40:16","modified_gmt":"2017-11-13T18:40:16","slug":"elemire-zolla-e-il-segreto-dello-specchio","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/elemire-zolla-e-il-segreto-dello-specchio\/","title":{"rendered":"El\u00e9mire Zolla e il segreto dello specchio"},"content":{"rendered":"<p>Nella primavera del 2002, fra le adorate e inebrianti colline senesi, a Montepulciano,&nbsp;dove ha vissuto molti anni della sua esistenza, muore El\u00e9mire Zolla, un letterato e uno sciamano,&nbsp;per richiamare il titolo di uno dei suoi libri epocali.&nbsp;<\/p>\n<p>La sua figura \u00e8 ancora troppo poco nota, nonostante l\u2019impegno profuso da Grazia Marchian\u00f2,la donna e la studiosa del pensiero d\u2019Asia e d\u2019Oriente che lo ha accompagnato per molta parte della sua parabola di uomo e di ricercatore e che attualmente cura l\u2019edizione dell\u2019opera omnia di Zolla per Marsilio.<\/p>\n<p>Significativamente, altre due donne, quasi a segnare le tappe di un viaggio di conoscenza e di stupore sempre acceso, sono state emblematiche nella sua esistenza: la poetessa Maria Luisa Spaziani nei primi anni del suo impegno come scrittore e traduttore; la scrittrice Cristina Campo ai tempi della scoperta e della creazione di un\u2019antropologia del sacro senza confini, dagli Indiani d\u2019America ai mistici d\u2019Occidente, fino all\u2019immersione nella spiritualit\u00e0 d\u2019Oriente nei tanti anni di lavoro e di convivenza con Grazia Marchian\u00f2.<\/p>\n<p>Questa costellazione essenziale che lo ha sempre accompagnato, pur essendo Zolla un viaggiatore instancabile in una vita ricca di incontri e di amicizie, ne sottolinea la natura schiva, non amante delle folle urlanti e dei riflettori e una certa propensione a non conformarsi alle mode, politiche o culturali che fossero.<\/p>\n<p>Allontanato spesso altezzosamente dai guru della scena culturale italiana tra gli anni \u201960 e gli anni \u201990, ha avuto la fortuna di potersi dedicare silenziosamente al suo lavoro regalando tesori come la rivista \u201cConoscenza religiosa\u201d (1969-1983) che si \u00e8 occupata di mitologia, etnologia, alchimia, religioni comparate e letteratura, contribuendo a \u2018sciogliere\u2019 in Italia i primi nodi di un certo settarismo provinciale e dogmatico negli studi sulla spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella sua vasta produzione, scaturita da una conoscenza sterminata, per esperienze e per interessi, volgiamo lo sguardo ad alcuni nuclei di significato, temi vitali a lui cari e sempre presenti in ogni societ\u00e0 e in ogni convivenza umana, come in ogni interiorit\u00e0. Questi nuclei, spesso imprigionati sotto una valanga di luoghi comuni e studiate contraffazioni, Zolla ha saputo cogliere e offrire come gioielli di incalcolabile valore perch\u00e9 offerti sulla base della libert\u00e0 del pensiero. Quando un pensiero, il movimento interiore del pensare, \u00e8 davvero libero, significa che altri, se lo desiderano, possono attingere alla stessa fonte, liberamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo specchio e l\u2019incontro con l\u2019immagine<\/strong><\/p>\n<p>Rivelazione, conoscenza del s\u00e9 e suggerimento d<strong>a<\/strong>ll\u2019Altro, d<strong>e<\/strong>ll\u2019Altro. La multiforme funzione dello specchio conduce al processo del conoscere, risalire alla fonte dell\u2019essere, a quella relazione che nel linguaggio comune chiamiamo \u2018allo specchio\u2019, l\u2019insostenibile presenza dell\u2019Altro che \u00e8 la stessa insostenibile fascinazione della propria immagine. \u00c8 il mistero della visione o la trappola dell\u2019autocompiacimento, la libert\u00e0 del creare o la prigione della ripetizione. Ma come liberarsi dalle prigioni del ripetere? Lungo questa linea dell\u2019occhio che conosce non pu\u00f2 esserci divisione.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>&#8230; Osservava infatti B\u00f6hme che l&#8217;abisso delle tenebre \u00e8 vasto quanto il dominio della luce: i due non sono distanti, ma compenetrati&#8230; Sempre si \u00e8 adorato, contrapposto alla fonte maggiore della luce, il sole nero, ed esso era l&#8217;emblema della malinconia, che scavando in noi in maniera disperata e ossessiva apre la strada a conoscenze profonde&#8230;&nbsp;Nel <em>Genesi <\/em>luce e tenebra sono create insieme da Dio, che dichiara \u00abbuona\u00bb la luce. Ma esistono due luci, la prima, misteriosa, creata il primo giorno, l&#8217;altra, che coincide con quella a noi familiare, creata il quarto giorno, col sole e la luna. Sulla diversit\u00e0 di queste due illuminazioni si \u00e8 discusso a non finire e il mistero intriga ancora&#8230;<strong>\u201d <\/strong> (da <em>Lo stupore infantile<\/em>, 1994).<\/p>\n<p>Queste poche righe testimoniano di una comprensione profonda e non soltanto erudita, anche quando, proseguendo nel testo, l\u2019occhio di Zolla passa con leggera e brillante attenzione da Milton del <em>Paradiso Perduto<\/em> a Dante della <em>Commedia <\/em>a Grosseteste del <em>De Luce<\/em> allo Pseudo-Dionigi della <em>Theologia mystica <\/em>e commenta poi \u201c &#8230;sopravvisse nella storia cristiana una dottrina antica: <strong>luce<\/strong> sarebbe il quinto elemento, dopo terra, acqua, aria, fuoco, e avrebbe un carattere seminale, procreativo e compaginante, servirebbe a connettere l&#8217;anima al corpo. La luce in questa prospettiva diventa sinonimo di seme, etere, connettivo. Questo quinto elemento sarebbe celato nella materia e l&#8217;alchimista riuscirebbe a estrarlo<strong>\u201d<\/strong> (ibidem).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Superare la divisione degli opposti <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>Quando la psiche che percepisce <strong>e<\/strong> le cose percepite, soggetto <strong>e<\/strong> oggetto, si fondono e assorbono a vicenda, avviene ci\u00f2 che si pu\u00f2 definire <em>esperienza metafisica<\/em>. Essa non \u00e8 ignota alla poesia, \u00e8 il mare in cui dolcemente naufraga il Leopardi dell\u2019<em>Infinito. Esperienza metafisica <\/em>credo sia un buon nome per denotare questo confondersi dell\u2019io con l\u2019essere, ma \u00e8 soltanto un nome che non andrebbe scambiato con la cosa&#8230; (&#8230;) Chi si interna in se stesso somiglia (a una tartaruga) quando infossa il capino, ritrae coda e zampe&#8230;La mente fa come lei allorch\u00e9 si concentra nella propria identit\u00e0. In indoeuropeo <em>sm<\/em> significa l\u2019unit\u00e0&#8230; l\u2019unificazione, da cui il sanscrito <em>sam\u00e0,<\/em> identico, medesimo<strong>\u201d<\/strong> (da <em>Archetipi<\/em>, 1988)<\/p>\n<p>L\u2019esperienza dell\u2019unit\u00e0 originaria pu\u00f2 essere vissuta verso \u201cl\u2019esterno\u201d e\/o verso \u201cl\u2019interno: <strong>\u201c<\/strong> Nel mito di Tiresia&#8230; nello yoga e nel tantrismo il motivo dei serpenti allacciati rappresenta il perfetto equilibrio delle energie interne&#8230; entrare in rapporto con questo nucleo della vita cosmica \u00e8 il fine dell\u2019adepto, sia come alchimista, sia come mistico. L\u2019adepto si identifica con Mercurio, il fluido principio androgino della realt\u00e0&#8230;<strong>\u201d<\/strong> (da <em>L\u2019Androgino<\/em>, 1989)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il segreto del movimento <\/strong><\/p>\n<p>Una morte e una rinascita, un movimento che apparentemente non lascia scampo, in cui siamo coinvolti nella ruota delle incarnazioni, che si creda o meno alla reincarnazione, che si ponga la rinascita in un mondo \u201cparadisiaco\u201d in un \u201caldil\u00e0\u201d tradizionale.<\/p>\n<p>Questa \u201cdannazione\u201d si risolve nella <em>conoscenza della Luce<\/em>, un tema cui Zolla si \u00e8 dedicato negli ultimi anni del suo lavoro e che ha dato origine alla pubblicazione postuma del testo <em>Discesa alla Ade e resurrezione<\/em> da cui citiamo alcuni passi:&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong>Buona parte della vita comune si svolge nello stato di sogno. Pochi sanno dove ha inizio il regno dei sogni, conoscono dov&#8217;\u00e8 il confine e stanno davvero attenti a non varcarlo&#8230; I pi\u00f9 vivono nel sogno e non sanno nemmeno quante volte e a qual punto ogni giorno varchino il confine che scinde la realt\u00e0 dai sogni&#8230;<\/p>\n<p>Fra i manoscritti di Nag Hammadi, il <em>Trattato della resurrezione <\/em>denuncia il mondo come illusione: soltanto la resurrezione lo solleva alla piena verit\u00e0&#8230; non soltanto il battesimo salva, bens\u00ec anche la conoscenza (salva)&#8230;<\/p>\n<p>Il bagno battesimale unisce gli opposti, il passo dall&#8217;affondamento nelle acque all&#8217;emersione del corpo, pertanto il trapasso da tenebra a luce, fa s\u00ec che lo gnostico possegga la conoscenza come sapere perfetto, remoto da ogni possibile deficienza&#8230;<\/p>\n<p>Ben diverso dal battesimo comune \u00e8 quello gnostico, il Figlio dell&#8217;uomo non battezz\u00f2 nessuno dei discepoli, rammenta il <em>Testimonio della verit\u00e0. <\/em>Egli attu\u00f2 la sua iniziazione quintuplice semplicemente trapassando dal <em>pl\u00e9roma <\/em>al nostro mondo e tornandovi: con un battesimo, un&#8217;unzione, un atto di grazia <em>(eucharistia), <\/em>una redenzione e una camera nuziale (<em>nymph\u00f3n)<\/em><strong>\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il percorso dell\u2019anima verso la Luce \u00e8 descritto cos\u00ec:<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong> L\u2019uomo celeste, alto come la stella polare, aperto a tutte le forze del cosmo, svuotato, privo della testa, diventa puro specchio dell\u2019universo, cos\u00ec l\u2019alchimista nel suo vaso fonde piombo e mercurio traendone, per proporzione dei due opposti, il metallo che desidera\u201d (da <em>Discesa all\u2019Ade e resurrezione<\/em>, 2002).<\/p>\n","protected":false},"author":919,"featured_media":2338,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066,110079],"tags_english_":[],"class_list":["post-88619","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it","category_-livingpast-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/88619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/919"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88619"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=88619"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=88619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}