{"id":88453,"date":"2017-10-09T14:23:36","date_gmt":"2017-10-09T14:23:36","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/nachiketa-e-larte-del-morire\/"},"modified":"2017-10-09T14:23:36","modified_gmt":"2017-10-09T14:23:36","slug":"nachiketa-e-larte-del-morire","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/nachiketa-e-larte-del-morire\/","title":{"rendered":"Nachiketa e l\u2019arte del morire"},"content":{"rendered":"<p><em>Se volessimo individuare un evento in cui sperimentiamo una separazione definitiva, presumibilmente tale evento sarebbe il momento della morte.&nbsp;Queste domande assillano il giovane Nachiketa nelle Upanishad. La sua ricerca lo condurr\u00e0 a sperimentare la Realt\u00e0.<\/em><em> <\/em><\/p>\n<p>Improvvisamente, quando siamo confrontati con il Mistero della&nbsp;Morte, la nostra esistenza sembra irreale.&nbsp;Possiamo ancora chiamare \u201cvita reale\u201d un\u2019esistenza cos\u00ec tanto sottoposta al cambiamento?&nbsp;Certo, ognuno sperimenta la propria vita come vera, ma queste esperienze sono vissute all&#8217;interno di un \u201cambiente\u201d che \u00e8 relativo a sua volta. L\u2019umanit\u00e0 sperimenta un&#8217;esistenza nella quale la paura della morte trova il suo centro in una paura ancora pi\u00f9 totale: la certezza che la nostra esistenza relativa cesser\u00e0 di essere.&nbsp;<\/p>\n<p>Quando percepiamo tutto questo da una prospettiva pi\u00f9 profonda \u2013 quella della nostra Essenza, che&nbsp;\u00e8 non-relativa &#8211; e comprendiamo che questa esistenza transitoria \u00e8 un&#8217;illusione, qual\u2019\u00e8 allora&nbsp;il collegamento tra i due piani, quello relativo e quello dell\u2019Essenza?&nbsp;<\/p>\n<h3>\nLa morte \u00e8 forse una sorta di linea di demarcazione?&nbsp;<\/h3>\n<p>l Corpus Hermeticum afferma: \u201cIn questo mondo, non c\u2019\u00e8 stato n\u00e9 ci sar\u00e0 mai,&nbsp;qualcosa che ha conosciuto la morte. Il Padre ha voluto che il Mondo resti vivo finch\u00e9 esiste. Ecco perch\u00e9 il Mondo necessariamente \u00e8 Dio.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Che significato ha il nostro morire, visto dalla prospettiva ermetica?&nbsp;Jan van Rijckenborgh spiega: \u201cla Vita \u00e8 in tutti e in tutto. \u00c8 un oceano vivente di atomi.&nbsp;Cos\u00ec ogni corpo \u00e8 parte di questa Vita. Ogni vita possiede una Coscienza ed ogni coscienza possiede una Forza divina interna ed illimitata. Un atomo \u00e8 vita. E la vita pu\u00f2 essere spiegata solo grazie alla Fonte Primordiale.&nbsp;Fin dagli esordi della sua esistenza fisica, la personalit\u00e0 \u00e8 una comunit\u00e0 di atomi, pertanto, la parte fondamentale, il nucleo del nostro essere ha necessariamente un\u2019essenza divina: Dio rivelato nella carne.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>La definizione classica di morte clinica data da Bouchot nel 1864 dice: \u201cLa morte si pu\u00f2 dichiarare certa&nbsp;quando il cuore ha smesso di battere.\u201d Attualmente la regola include anche il fatto che la circolazione del sangue debba essere cessata da almeno cinque minuti.&nbsp;Ma grazie all\u2019utilizzo di tecniche sempre pi\u00f9 avanzate, i medici non sanno pi\u00f9 precisamente quando stabilire il momento della morte. Alcuni sono inclini a pensare che il momento della morte sopraggiunga quando la personalit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 presente e non pu\u00f2 pi\u00f9 esserci alcun pensiero consapevole. Per questo esaminano&nbsp;attentamente l&#8217;attivit\u00e0 del cervello sin dal momento della perdita di coscienza.&nbsp;<\/p>\n<p>Ma cosa pensare quando il cuore \u00e8 ancora capace di battere autonomamente&nbsp;mentre non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun respiro e il cervello non emette alcun segnale di attivit\u00e0?&nbsp;Questa situazione va oltre il coma e il sistema pu\u00f2 continuare a funzionare per una settimana o pi\u00f9.&nbsp;La difficolt\u00e0 diviene anche maggiore se guardiamo la situazione dalla prospettiva dei geni,&nbsp;visto che la maggioranza dei geni continuano a vivere anche nel post-mortem e\/o possono essere riportati in vita.&nbsp;<\/p>\n<p>In breve: da un punto di vista biologico \u00e8 impossibile definire il momento di morte&nbsp;e cos\u00ec il mondo medico ora parla di una serie di momenti di micro-morte. In altre&nbsp;parole: si muore gradualmente, step by step. A rendere il quadro pi\u00f9 complesso, il momento della morte&nbsp;\u00e8 governato anche dalle idee o credenze filosofiche o religiose.&nbsp;A questo punto, possiamo constatare come la morte non sia un singolo avvenimento ma piuttosto un processo, ed ecco perch\u00e9 si pone la domanda incalzante su quale sia il momento adatto per l\u2019espianto di un organo in caso di trapianto.&nbsp;Inoltre, non dovremmo forse somministrare anestetici o praticare una terapia del dolore anche ai deceduti?&nbsp;<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<h3>Una sequenza di momenti morti&nbsp;<\/h3>\n<p>Per chi \u00e8 pi\u00f9 versato sul lato esoterico-spirituale delle cose, non c\u2019\u00e8 nulla di nuovo nel fatto che ci sia una sequenza di momenti di morte, poich\u00e9 il nostro corpi fisico, eterico, astrale e mentale hanno ognuno una composizione e tempi di dissoluzione diversi.&nbsp;<\/p>\n<p>J. van Rijckenborgh guarda allo stesso processo del morire da un prospettiva ancora pi\u00f9 alta quando scrive nel suo commento al <em>Corpus Hermeticum<\/em>: \u201cL&#8217;essere umano di cui parla l&#8217;Insegnamento universale&nbsp;o la lingua sacra, \u00e8 un essere totalmente diverso dall\u2019essere corporale, considerato erroneamente come il prodotto finale dell\u2019evoluzione. Noi umani siamo, in effetti, esseri duplici. Nella nostra interiorit\u00e0, l\u2019autentica creatura umana aspira alla liberazione, \u00e8 l&#8217;essere dell\u2019Origine che si trova prigioniero nel corpo umano naturale e mortale. Tenere questa considerazione in cima ai nostri pensieri nella propria vita quotidiana, pu\u00f2 significare rendere a se stessi e all\u2019umanit\u00e0 un servizio molto grande. Il vero Essere Umano &#8211; imprigionato nel corpo dell&#8217;essere mortale &#8211; \u00e8 Vita e Luce: \u00e8 Dio.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Questa prospettiva si trova espressa anche nella Katha Upanishad, canto IV:&nbsp;\u201cIl Dio che esiste oltre l\u2019esistenza di tutte le cose,&nbsp; cre\u00f2 gli organi di senso (inclusa la mente) col difetto di una disposizione volta all\u2019esteriore; perci\u00f2 con i sensi percepiamo esteriormente ma non interiormente. Alcuni saggi, aspiranti all&#8217;immortalit\u00e0, hanno convertito i loro sensi (inclusa la mente) verso l\u2019interno ed hanno realizzato il S\u00e9 interiore.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Tutti i sistemi di liberazione suggeriscono ai candidati di morire al piano illusorio e transitorio dell\u2019esistenza mentre si trovano ancora in questo piano, ovvero senza aspettare la morte fisica. Per questo motivo gli Insegnamenti di liberazione dirigono l\u2019attenzione al nostro essere profondo per farci comprendere che, nella nostra esistenza relativa, <em>non siamo noi il motore di ci\u00f2 che accade<\/em>. L&#8217;energia per dirigere la nostra attenzione verso le profondit\u00e0 del nostro essere emana&nbsp;proprio da questo Centro!&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nachiketa<\/h3>\n<p>Nella Katha Upanishad si trova la storia di Nachiketa che, per quanto di giovane et\u00e0, \u00e8&nbsp;affascinato dal mistero della vita e della morte. \u201cChi sono? Dove mi conduce questa vita?&nbsp;\u00c8 tutto transitorio oppure c&#8217;\u00e8 qualcosa in me che vive per sempre? &#8216;\u201dIl padre di Nachiketa, cos\u00ec narra la storia, compie sacrifici agli dei, \u201cchiede al cielo generosit\u00e0 e abbondanza.\u201d Ma gli animali che sacrifica sono soprattutto animali vecchi e malati che non riescono pi\u00f9 a mangiare, a bere, a figliare o a dare latte. Nachiketa \u00e8 triste a causa della mancanza di generosit\u00e0 in quei doni. Perci\u00f2 un giorno chiede a suo padre: Qual\u2019\u00e8 il valore di tutto questo?\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Suo padre, infastidito dalla domanda del figlio risponde: \u201cCome osi sfidarmi con questa domanda?\u201d, ma Nachiketa, intrepido continua a domandare: \u201cPadre, a&nbsp;chi mi consegnerai?\u201d E continua a chiedere. Dopo la terza volta che ha ripetuto la domanda suo padre risponde furioso: \u201cTi dar\u00f2 a Yama, il Dio della&nbsp;morte.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Se comprendiamo che questa storia ci riguarda direttamente e personalmente, possiamo considerare il padre come un aspetto dell&#8217;essere umano ordinario, quello che rispetta le forme esteriori ma che ha perso il contatto con la Fonte di ispirazione spirituale. L\u2019essere esteriore pu\u00f2 solamente&nbsp;offrire in sacrificio \u201canimali vecchi\u201d da quando ha perso la relazione con la Vita vera. Nel suo stato di vita limitato e condizionato, dominato dai sensi e disorientato dalle variazioni quantitative e qualitative dell\u2019esistenza nello spazio-tempo, l\u2019essere umano \u00e8 incapace di osservare il mondo spirituale interiore.&nbsp;In questo senso \u00e8 interessante che il nome Nachiketa si traduca anche come: \u201cci\u00f2 che non viene percepito\u201d.<\/p>\n<h3>&nbsp;<\/h3>\n<h3>Nachiketa&nbsp;simboleggia l&#8217;essere spirituale in noi &nbsp;<\/h3>\n<p>Quando un essere umano percepisce la chiamata del suo S\u00e9 spirituale, dell\u2019essere interiore che ridesta un&nbsp; triplice impulso, \u00e8 come avvenisse la nascita di un Figlio interiore, che trasmette la conoscenza della vita e della morte.&nbsp;La storia narrata nelle Upanishad continua&nbsp; con l\u2019arrivo del giovane Nachiketa alla dimora di Yama, il dio della Morte, che non \u00e8 presente al suo arrivo. Cos\u00ec il giovane \u00e8 costretto ad attenderlo per tre giorni e tre notti,&nbsp;senza cibo n\u00e9 acqua.&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Yama finalmente rientra alla sua dimora, rendendosi conto dell\u2019attesa esclama: \u201cO tu ospite sacro,&nbsp;poich\u00e9&nbsp;come un ospite riverito hai aspettato nella mia casa tre notti senza&nbsp;cibo, ti \u00e8 concesso esprimere tre desideri, uno per ciascuna notte.\u201d&nbsp;Simbolicamente: Nachiketa si \u00e8 astenuto dai suoi impulsi condizionati per tre giorni&nbsp;come ha fatto Ges\u00f9 durante la tentazione nel deserto. I tre impulsi ora&nbsp;si manifestano in lui dal mondo spirituale interiore come: ideazione\u2013meditazione &#8211; realizzazione.&nbsp;Yama non ha difficolt\u00e0 a concedere a Nachiketa il primo desiderio: che suo padre,&nbsp;una volta placatosi, gli avrebbe dato il benvenuto al suo ritorno.&nbsp;Cos\u00ec l\u2019essere terrestre \u00e8 toccato e si apre agli impulsi provenienti dal mondo interiore.&nbsp;Questo processo ha luogo senza il coinvolgimento della coscienza ego.<\/p>\n<p>Ed ecco il secondo desiderio: conoscere il percorso verso un altro livello di esistenza ovvero come accendere il fuoco sacro; Yama pu\u00f2 accordarlo senza alcuna esitazione. Si tratta di un percorso di devozione e auto-resa, un cammino che supera la vecchiaia e la morte. \u00c8 il collegamento consapevole con la Luce al centro dell\u2019essere. \u201cEcco chi sono realmente\u201d comprende Nachiketa. Questa comprensione illuminata non \u00e8 per\u00f2 sufficiente per attraversare il confine di uno stato di esistenza limitato e mortale.&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo, Nachiketa pone la sua terza domanda: \u201cC\u2019\u00e8 un grande dubbio che interroga tutti gli umani:&nbsp;cosa accade quando si muore. Alcuni dicono che si continui a esistere altrove. Altri dicono che la vita cessa di esistere. Mio signore, dimmi, cosa accade dopo la morte? Questo desidero sapere pi\u00f9 di ogni cosa. \u00c8 il mio terzo desiderio!\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Qui Nachiketa pone la domanda chiave di tutte le altre domande: esiste qualcosa di permanente, di eterno legato all\u2019esistenza umana oppure quest\u2019ultima \u00e8 solamente un fenomeno provvisorio del quale nulla rimane?&nbsp;Il giovane desidera conoscere il suo Essere profondo, la sua Essenza, oltre la vita e la morte e quindi anche oltre l&#8217;influenza di Yama.&nbsp;E cos\u00ec il dio lo implora:&nbsp; \u201cDa tempo immemorabile, anche gli dei sono rimasti dubbiosi a questo riguardo, questo tema non \u00e8 facilmente&nbsp;comprensibile e molta oscurit\u00e0 circonda questa domanda.&nbsp;Scegli un altro desiderio, Nachiketa, io ti imploro di non insistere nel chiedermi una risposta.&nbsp;Liberami da quest\u2019ultima domanda!\u201d&nbsp;Lo stato umano transitorio sta per essere abbandonato e il copione della vita e della morte \u00e8&nbsp;adesso chiaro.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ogni sorta di gioie<\/h3>\n<p>Yama gli offre allora tutti i generi di gioie mondane e i piaceri pi\u00f9 ambiti, ogni ricchezza e una lunga vita sulla terra, se soltanto il giovane lo libera da quest\u2019ultima domanda. Cos\u00ec si esprime il dio: \u201cScegli di avere figli e nipoti che vivranno cent\u2019anni. E poi elefanti, cavalli, greggi e oro. Scegli un vasto regno sulla terra dove potrai vivere quanti anni vorrai. Scegli la ricchezza insieme a una lunga vita. Diventa il sovrano della terra, o Nachiketa. Io far\u00f2 di te colui che gode di tutti i desideri, i desider\u00ee pi\u00f9 difficili da soddisfare nel mondo dei mortali, scegli pure ogni cosa che desideri: fanciulle celestiali a profusione, con i loro carri e strumenti musicali, gli uomini terrestri non possono ottenerle. Io te le concedo e loro si prenderanno cura di te.&nbsp;Ma non chiedermi nulla sulla morte.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Queste offerte del dio, non riescono, per\u00f2, a distogliere Nachiketa dalla sua domanda pi\u00f9 profonda e il giovane risponde: \u201cRivelami, mio signore, il mistero dell&#8217;immortalit\u00e0!&nbsp; Tutto quello che vuoi offrirmi, o grande Yama, \u00e8 un mondo di piaceri destinato a scomparire. Piaceri che esauriscono il vigore di tutti gli organi sensoriali.&nbsp;<\/p>\n<p>Anche la vita pi\u00f9 lunga si rivela corta. Tieni pure per altri i tuoi cavalli, i balli e i divertimenti, i figli e i nipoti. La ricchezza non pu\u00f2 mai rendere pienamente felice un essere umano. Quando ognuno di noi giunge al tuo cospetto, o signore della Morte, non possiede pi\u00f9 niente. Noi terrestri viviamo solo finch\u00e9 tu lo permetti.&nbsp;Il desiderio che ho espresso nella mia ultima domanda resta lo stesso&#8230; Questo unico desiderio e nessun\u2019altro, questo anelito profondamente nascosto in me, sar\u00e0 la mia scelta.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Nachiketa esprime per tre volte il suo ultimo desiderio, il Signore della morte deve cedere.<\/p>\n<p>Yama resta ammirato dalla profonda dedizione alla verit\u00e0 da parte di questo giovane aspirante. Ma vuole ancora accertarsi del tutto che il desiderio sia onesto e sincero e che la sua domanda non sgorghi dalla sete di mostrare coraggio o che non sia il risultato di una conoscenza senza fondamento, appresa dai libri.&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, accertatosi che Nachiketa fosse pronto a ricevere questa conoscenza, si rivolge al giovane cos\u00ec: \u201cO Nachiketa, dopo avere contemplato bene la mia offerta, tu rinunci in verit\u00e0 a tutti questi oggetti preziosi e alle forme attraenti del desiderio che metto a tua disposizione.<\/p>\n<p>Non segui i sentieri vani che abbondano in ricchezza e piaceri, sentieri sui quali molti si perdono. Oh, possano sempre esistere aspiranti come te.\u201d&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il non manifestato&nbsp;<\/h3>\n<p>E \u2026 finalmente, Yama risponde a Nachiketa: \u201cChi \u00e8 saggio, attraverso l\u2019auto-contemplazione, conosce Dio come l\u2019Uno, difficile a vedersi e a sperimentarsi, il Non-manifestato, il Nascosto, che dimora nello Spirito e riposa nel corpo; cos\u00ec gioia e dolore sono superati.&nbsp;Pi\u00f9 Piccola del piccolo, pi\u00f9 Grande del grande \u00e8 l&#8217;Essenza divina nascosta nel cuore di tutte le creature viventi.<\/p>\n<p>Chi resta libero dai desideri contempla la maest\u00e0 del S\u00e8 attraverso la tranquillit\u00e0 dei sensi e della mente ed \u00e8 libero dal dolore.\u201d&nbsp;S\u00ec, Yama non pu\u00f2 pi\u00f9 evitare di svelare a Nachiketa la Conoscenza pi\u00f9 alta:&nbsp;\u201cQuesto S\u00e9 immortale non si raggiunge con lo studio o con la pi\u00f9 profonda meditazione,&nbsp;n\u00e9 parlando, n\u00e9 ascoltando n\u00e9 udendo.&nbsp;<\/p>\n<p>A chi non conosce nient\u2019altro che il desiderio di conoscere il vero S\u00e8,&nbsp;il Divino Se Stesso si riveler\u00e0 nel Suo stato pi\u00f9 elevato.&nbsp;Trovare questo Se Stesso richiede una devozione assoluta per la Verit\u00e0 e una totale&nbsp;Dedizione all\u2019Unica Meta.&nbsp;Chi vive questa dedizione verso la Meta Unica, chi si offre completamente, sa con assoluta&nbsp;certezza che il S\u00e9 Immortale rivive nel pi\u00f9 profondo della sua interiorit\u00e0.&nbsp;Chi svela il S\u00e9 Divino nel suo cuore, trova in s\u00e9 la pace e la quiete che cercava: contempla il S\u00e9 pi\u00f9 Alto in tutto ci\u00f2 che vive e si muove. \u00c8 Servitore del vero S\u00e9 e diviene uno con il Tutto.\u201d&nbsp;La meta \u00e8 il S\u00e9 Autentico, l&#8217;Essere Interiore che non pu\u00f2 essere conosciuto e trattenuto dalla personalit\u00e0 transitoria.&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Quando il cuore terrestre cessa di battere sul piano materiale&nbsp;<\/h3>\n<p>Questo Essere Interiore si ritrova liberato da una personalit\u00e0 transitoria. Non pu\u00f2 essere altrimenti, poich\u00e9 tra una freccia e&nbsp;il suo obiettivo non vi \u00e8 separazione. E cos\u00ec, dopo un sviluppo profondo della coscienza, il Dio della Morte diventa un grande saggio, una pietra di paragone, e, allo stesso tempo, un amico sul percorso del risveglio.&nbsp;\u00c8 il Creatore e il Distruttore, l&#8217;uomo saggio e colui che \u00e8 conosciuto.&nbsp;<\/p>\n<p>I principi della creazione e della distruzione ci riportano al fatto, descritto anche dalla saggezza Ermetica, &nbsp;che nel mondo tutto \u00e8 nuovo, che non \u00e8 certamente il caso della nostra esistenza nella materia.&nbsp;<\/p>\n<p>Qui viviamo come episodi di cristallizzazione nella eterna solubilit\u00e0, che \u00e8 il motivo per cui il nostro&nbsp; \u201csistema microcosmico\u201d, distruggendo di vita in vita la forma mortale, rinnova le Forze capaci di offrire all\u2019Essere Spirituale Interiore una nuova opportunit\u00e0 per il grande processo di trasfigurazione.&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cLa morte\u201d, dice Hermes, \u201c\u00e8 un cammino di distruzione e scomposizione, ma niente di ci\u00f2 che esiste veramente&nbsp;nell&#8217;universo sar\u00e0 distrutto!\u201d&nbsp;Solo ci\u00f2 che \u00e8 composto, verr\u00e0 dissolto in parti intere e complete in se stesse. Il nostro essere autentico e profondo non \u00e8 composto da parti diverse tra loro ma esiste oltre la vita e la morte ed \u00e8 sempre nuovo.&nbsp;<\/p>\n<p>Per concludere, ripensando agli eventi che accompagnano la morte fisica potrebbe sorgere una domanda:&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIn un percorso di autentica ricerca spirituale non \u00e8 pi\u00f9 concesso provare dolore quando qualcuno che&nbsp;amiamo caramente ci lascia e muore?\u201d. Naturalmente e certamente si prover\u00e0 dolore e profonda sofferenza se abbiamo vissuto amore, affetto e dedizione per chi ci \u00e8 stato caro. Il legame energetico tra noi ed il defunto&nbsp;viene spezzato e ci vuole tempo per sanare questa rottura. Si tratta di una vera e propria ferita che, come ogni ferita, necessita di tempo per guarire. Amare qualcuno o qualcosa e provare dolore per la perdita di qualcuno o qualcosa sono processi che hanno a che vedere con il tempo e che trovano il loro spazio, all&#8217;interno di questo mondo transitorio. Il nostro Essere Interiore \u00e8 al di l\u00e0 del tempo, al di l\u00e0 dello spazio e dello stato relativo e di mescolanza degli elementi. Questo Essere contempla con amore tutto quanto appare e poi scompare. L\u2019Essere Immortale sa profondamente che \u201cla grande mancanza non pu\u00f2 essere riempita da un altro ma dall&#8217;Altro\u201d, il Nucleo dell\u2019Essere, il non-relativo. Questa scoperta \u00e8 la totale guarigione, \u00e8 una nuova nascita.<\/p>\n<p>La storia di Yama e di Nachiketa nella Katha Upanishad termina cos\u00ec:&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cL&#8217;Altro in noi \u00e8 come un fuoco che non produce fumo.<br \/>\nVive nascosto in ogni essere, nel profondo del cuore.&nbsp;<br \/>\n\u00c8 il dominatore del tempo. Regna sul presente, sul futuro e sul passato.&nbsp;<br \/>\n\u00c8 immutabile, sempre lo stesso, \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8, Quello. \u201c<\/em><\/p>\n","protected":false},"author":936,"featured_media":2091,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-88453","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/88453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/936"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88453"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=88453"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=88453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}