{"id":130603,"date":"2026-10-27T18:40:31","date_gmt":"2026-10-27T18:40:31","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/?post_type=logon_article&#038;p=130603"},"modified":"2026-10-27T18:40:31","modified_gmt":"2026-10-27T18:40:31","slug":"ce-una-crepa-in-ogni-cosa-il-coraggio-come-punto-di-svolta-nella-consapevolezza","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/ce-una-crepa-in-ogni-cosa-il-coraggio-come-punto-di-svolta-nella-consapevolezza\/","title":{"rendered":"\u201cC\u2019\u00e8 una crepa in ogni cosa\u201d \u2013 Il coraggio come punto di svolta nella consapevolezza"},"content":{"rendered":"<p><em>Prima o poi, tutti avvertono quella crepa nel proprio essere. \u00c8 proprio attraverso di essa che riescono a udire il richiamo che proviene dalla loro completa e vera individualit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 una crepa in ogni cosa, ed \u00e8 da l\u00ec che entra la luce.<br \/>\n<\/em>Leonard Cohen.<\/p>\n<p>Chiunque si occupi dell\u2019argomento del \u201ccoraggio\u201d potrebbe imbattersi nello psicologo e autore americano, il dottor David R. Hawkins. Nel 1995, egli ha descritto il concetto di una scala di coscienza che assegna diversi stati di coscienza ed emozioni a una sequenza di livelli compresi tra 0 e 1000. Egli attribuisce al \u201ccoraggio\u201d uno status molto speciale: quello di punto di svolta nello sviluppo della coscienza. Hawkins considera questa \u201ccalibrazione\u201d universalmente valida. Come spiega Hawkins, queste gradazioni sono state confermate da innumerevoli test muscolari kinesiologici e possono essere verificate in qualsiasi momento. Si pu\u00f2 parlare di stati di vibrazione mentale che possono essere letti sulla scala dei comportamenti e degli stati umani.<\/p>\n<p>Le seguenti osservazioni si basano innanzitutto sul punto di vista di Hawkins. Lo 0 rappresenta la morte, mentre 1000 rappresenta il livello pi\u00f9 alto, l\u2019illuminazione. Per lui, l\u2019emozione pi\u00f9 bassa \u00e8 la vergogna\/il rifiuto di s\u00e9 (20), seguita dal senso di colpa (30), dall\u2019apatia\/disperazione (50), dalla tristezza (75), dalla paura (100), dal desiderio\/avidit\u00e0 (125), dalla rabbia (150) e dall\u2019orgoglio (175). Secondo Hawkins, tutti gli stati al di sotto del valore di 200 sono debilitanti, limitanti e malsani. Ci appesantiscono come sacchi di sabbia su una mongolfiera. Le persone che provano queste emozioni si trovano in uno stato di carenza e tendono ad attingere energia dagli altri.<\/p>\n<p>Solo al valore di 200 la carenza cessa e la persona entra in un equilibrio energetico positivo. Questo \u00e8 il valore del coraggio. Per Hawkins, \u00e8 il punto di svolta, il momento in cui il \u201cpalloncino\u201d inizia a salire. Da questo punto in poi, le reazioni emotive si riducono progressivamente. Seguono sulla scala la neutralit\u00e0 (250), la disponibilit\u00e0 (310), l\u2019accettazione (350), la ragione (400), l\u2019amore (500), l\u2019amore incondizionato\/gioia dell\u2019esistenza (540), la pace\/silenzio interiore (600) e l\u2019illuminazione\/coscienza divina (700-1000). Si pu\u00f2 affermare che, a partire da un certo livello di coscienza, lo stato spirituale di vibrazione possa essere spiegato solo da un campo energetico superiore, dalla partecipazione a un \u201cmondo di amore incondizionato e pace\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre interessante notare che, secondo Hawkins, ogni livello di coscienza porta con s\u00e9, in modo riflessivo, una certa immagine di s\u00e9 e un\u2019immagine di Dio o di un\u2019idea divina.<\/p>\n<p>Coraggio (200) = Posso superare me stesso = Dio \u00e8 al mio fianco.<\/p>\n<p>Orgoglio (175) = Sono migliore degli altri = Non ho bisogno di Dio.<\/p>\n<p>Rabbia (150) = Devo lottare contro qualcosa o qualcuno = Dio \u00e8 ingiusto.<\/p>\n<p>Desiderio (125) = Non ho abbastanza = Dio mi nega il bene, non vuole che io lo abbia.<\/p>\n<p>Paura (100) = Sono in pericolo = Dio mi sta punendo.<\/p>\n<p>Tristezza (75) = Sto perdendo qualcosa di importante per me = Dio mi sta abbandonando.<\/p>\n<p>Apatia (50) = Non c\u2019\u00e8 via d\u2019uscita per me. \u00c8 una situazione senza speranza = Dio mi condanna.<\/p>\n<p>Senso di colpa (30) = Merito una punizione = Dio non perdona.<\/p>\n<p>Vergogna (20) = Non sono degno di amore = Dio mi disprezza.<\/p>\n<p>Questo per quanto riguarda il concetto di coscienza sviluppato dal dottor Hawkins.<\/p>\n<p>Cosa pu\u00f2 significare tutto questo per una persona alla ricerca della realizzazione interiore, di una trasformazione profonda?<\/p>\n<p>La forza motrice, il perno dello sviluppo interiore, \u00e8 il coraggio. Il coraggio non \u00e8 un\u2019emozione nel vero senso della parola. \u00c8 piuttosto una qualit\u00e0 legata al concetto greco classico di virt\u00f9: il valore.<\/p>\n<p>Se osserviamo pi\u00f9 da vicino il coraggio, ci rendiamo conto che spesso manca proprio quando ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno. Ecco perch\u00e9 il Vangelo apocrifo di Maria dice: \u00ab<em>Abbi coraggio! E se ora ti senti scoraggiato, abbi coraggio comunque!<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Il coraggio \u00e8 qualcosa che spesso \u00e8 latente e pu\u00f2 essere consapevolmente \u201crisvegliato\u201d. S\u00ec, implica sempre il superamento di qualcosa da cui ci allontaniamo con gran parte del nostro essere.<\/p>\n<p>Ma da cosa stiamo fuggendo e dove vogliamo andare? Perch\u00e9 avere coraggio?<\/p>\n<p>Se a questo punto pensiamo in grande e tralasciamo le nostre lotte quotidiane \u2013 che naturalmente hanno anch\u2019esse il loro giusto significato \u2013 qual \u00e8 la cosa che temiamo di pi\u00f9 e cosa richiede il massimo coraggio?<\/p>\n<p>La paura pi\u00f9 grande che proviamo (anche se raramente ne siamo consapevoli) \u00e8 probabilmente la paura della morte. Ci accompagna per gran parte della nostra vita. Abbiamo paura di non essere pi\u00f9, di non esistere pi\u00f9? Oppure, se ipotizziamo una trasformazione, abbiamo paura di ci\u00f2 che ci attende?<\/p>\n<p>Il desiderio pi\u00f9 grande e profondo che vive dentro di noi (anche se di solito rimane inconscio) \u00e8 il desiderio di ricongiungerci con il divino, con l\u2019unit\u00e0 divina. Ma, come per la morte, non possiamo comprendere cosa accadr\u00e0 realmente quando questo desiderio sar\u00e0 appagato. Sarebbe anch\u2019esso uno stato di non esistere pi\u00f9? Oppure ci attende una trasformazione di vasta portata, in cui la nostra precedente esistenza si dissolve? Il divino non pu\u00f2 essere conosciuto. Non possiamo integrarlo nel nostro vecchio sistema di percezione ed elaborazione, proprio come un fiume non pu\u00f2 contenere il mare.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere solo il contrario: la nostra coscienza dell\u2019ego deve essere integrata, conosciuta ed elaborata dallo spirito divino. Il mare pu\u00f2 facilmente assorbire il fiume.<\/p>\n<p>Krishnamurti disse: <em>Non hai mai paura dell\u2019ignoto; hai paura della fine del conosciuto<\/em>.<\/p>\n<p>Quindi, nel profondo, proviamo anche paura di ci\u00f2 che desideriamo ardentemente come appagamento. \u00abNoi\u00bb esisteremo ancora allora?<\/p>\n<p>Solo il coraggio pu\u00f2 portarci avanti.<\/p>\n<p>Il coraggio di lasciar andare ci\u00f2 che ci \u00e8 familiare, di far entrare l\u2019ignoto nelle nostre vite. Dobbiamo lasciar andare noi stessi per consentire una nuova fase del nostro divenire.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 disse: <em>Chi infatti vorr\u00e0 salvare la propria vita, la perder\u00e0; ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la trover\u00e0<\/em> (Matteo 16,25).<\/p>\n<p>Per quanto tempo della nostra vita siamo assorbiti da emozioni che ci limitano e ci opprimono? E dai corrispondenti schemi di pensiero, dalle sensazioni fisiche e dalle immagini negative di noi stessi e di Dio che ne derivano, per lo pi\u00f9 inconsce.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di darci una spinta interiore, di voltare le spalle al mondo chiuso in cui siamo bloccati e di affrontare il mondo aperto, il \u201ctutto\u201d che significa libert\u00e0 e trasformazione. Abbiamo quindi la possibilit\u00e0 di scegliere tra due stati d\u2019animo completamente diversi.<\/p>\n<p>Di norma, viviamo in uno spazio percettivo chiuso \u2013 un sistema chiuso che si autoalimenta. Le nostre convinzioni, esperienze e pensieri ruotano secondo schemi familiari, rafforzandosi a vicenda e creando un\u2019apparente certezza: il mondo \u00e8 cos\u00ec. Questo \u00e8 ci\u00f2 che sono.<\/p>\n<p>I livelli di coscienza di Hawkins, che prosciugano l\u2019energia e rendono schiavi, possono essere visti come unit\u00e0 pi\u00f9 piccole, come compartimenti percettivi intercambiabili all\u2019interno di uno spazio percettivo, ciascuno con la propria narrazione plausibile. Ma proprio a causa della loro natura dolorosa e limitante, possono anche essere utili. Possono stimolare il desiderio di apertura, in modo che cerchiamo una via d\u2019uscita \u2013 non solo da uno stato d\u2019animo negativo, ma dal nostro dilemma esistenziale fondamentale.<\/p>\n<p>Tutti questi spazi sono come una prigione per le nostre anime. Essi filtrano in gran parte ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, estraneo, sconosciuto. Ci proteggono, ma allo stesso tempo ci limitano e ci frenano. La chiusura preserva la stabilit\u00e0, ma impedisce il cambiamento.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 contrasta con l\u2019apertura: il rischio di rompere con le abitudini, di lasciar spazio a nuove prospettive, di sopportare l\u2019incertezza, di percepire gli attaccamenti come catene. \u00c8 il passo verso l\u2019ignoto che penetra le vecchie mura e si apre alla vita illimitata e completa, all\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Leonard Cohen ha espresso una profonda verit\u00e0 sull\u2019esistenza umana nel suo inno <em>Anthem<\/em>:<\/p>\n<p><em>C\u2019\u00e8 una crepa in ogni cosa, \u00e8 cos\u00ec che entra la luce.<\/em><\/p>\n<p>Prima o poi, ogni persona avverte questa crepa dentro di s\u00e9: una fragilit\u00e0 che turba. Pu\u00f2 trattarsi di una perdita, di un tumulto interiore, della sensazione improvvisa che la vita a cui sei abituato non ti sostenga pi\u00f9.<\/p>\n<p>La crepa fa emergere le incertezze e frantuma la plausibilit\u00e0 del sistema chiuso.<\/p>\n<p>Ma Cohen dimostra che \u00e8 proprio qui che risiede l\u2019opportunit\u00e0. Solo quando il vecchio crolla pu\u00f2 emergere qualcosa di nuovo. La crepa non \u00e8 la fine: pu\u00f2 essere l\u2019inizio di un grande sviluppo. Verso ci\u00f2 che desideriamo nel profondo del nostro cuore. Verso ci\u00f2 che ci promette vera realizzazione, pace e vitalit\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, molti dei nostri sforzi, sia individuali che collettivi, mirano a utilizzare ogni stratagemma e ogni artificio per rattoppare le crepe che si manifestano, per renderle invisibili o per nasconderle. Il costante trambusto, le distrazioni dei media, le dipendenze di ogni genere, i farmaci, la fede in una salvezza che viene dall\u2019esterno attraverso il progresso tecnologico, i politici o i grandi eroi sulla scena mondiale, e forse anche alcune terapie o pratiche esoteriche, assolvono a questo scopo in modo pi\u00f9 o meno inconscio. Da una prospettiva globale, l\u2019aumento del controllo e della sorveglianza gioca qui un ruolo significativo.<\/p>\n<p>Soprattutto alla luce degli attuali avvenimenti mondiali, \u00e8 sorprendente quanto possano diventare ampie tali crepe senza che la coscienza collettiva dell\u2019umanit\u00e0 sviluppi intuizioni pi\u00f9 profonde e metta in discussione le narrazioni e le visioni del mondo che ci sono state tramandate.<\/p>\n<p><em>E ora la domanda ricorre: perch\u00e9 in questo contesto \u00e8 necessario il coraggio?<\/em><\/p>\n<p>Sicuramente, prima di tutto, nell\u2019individuo deve essersi sviluppato un cuore risvegliato e desideroso. E poi \u00e8 diventata visibile una frattura nel proprio mondo familiare, impossibile da ignorare. Ora pu\u00f2 nascere la consapevolezza che non \u00e8 necessario solo un piccolo cambiamento o un aggiustamento nel proprio comportamento, ma un profondo capovolgimento della propria vita. Ci\u00f2 che \u00e8 stato viene visto sotto una luce completamente nuova e messo fondamentalmente in discussione. Il vecchio concetto di vita non regge pi\u00f9. Nasce la consapevolezza che deve entrare in gioco una nuova forza, che va oltre le nostre capacit\u00e0 e supera le nostre possibilit\u00e0. Ci\u00f2 richiede il coraggio di ammettere la nostra incapacit\u00e0 strutturale e di sviluppare la disponibilit\u00e0 a rivolgerci a una forza superiore. In definitiva, si tratta anche di essere fondamentalmente disposti a sottomettersi a un ordine superiore dell\u2019essere e a occupare il proprio posto al suo interno.<\/p>\n<p><em>\u00c8 umilt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 la consapevolezza: <em>Senza di me non potete fare nulla<\/em> (Giovanni 15,5).<\/p>\n<p>Questa consapevolezza ci apre alla fede. La fede qui non ha nulla a che vedere con il credere nei dogmi. La fede \u00e8 la capacit\u00e0 degli esseri umani di connettersi con regni superiori di sviluppo che non possono afferrare n\u00e9 comprendere, allineando i propri cuori. Richiede un atto di fede, l\u2019accettazione di QUALCOSA al di l\u00e0 della nostra mente cosciente, che \u00e8 molto pi\u00f9 di quanto potremmo mai essere con la nostra vecchia natura. QUALCOSA che ci accoglie e ci accetta in ogni momento, comunque e ovunque siamo. QUALCOSA da cui emanano aiuto e guida. Questo QUALCOSA \u00e8 il NULLA per noi. E ci vuole coraggio per affidarci completamente a questo NULLA e lasciar andare ci\u00f2 che possediamo. La fede accende il potenziale di Dio dentro di noi. Altrimenti, non c\u2019\u00e8 nient\u2019altro a cui possiamo rivolgere il nostro cuore. Cominciamo a percepire, e sempre pi\u00f9 ne siamo certi, che la fessura nel nostro mondo \u00e8 un sentiero verso la libert\u00e0, che dietro di essa si cela la \u201cvita vera\u201d e il nostro \u201cvero s\u00e9\u201d. Il legame con lo spazio aperto ci dona nuova forza e nuovo coraggio per compiere il passo successivo. Nasce un desiderio sempre pi\u00f9 forte per ci\u00f2 che vuole emergere da dietro la fessura.<\/p>\n<p><em>\u00c8 il coraggio di credere.<\/em><\/p>\n<p>La promessa risuona: <em>Chiedete e vi sar\u00e0 dato; cercate e troverete; bussate e vi sar\u00e0 aperto<\/em> (Matteo 7,7).<\/p>\n<p>All\u2019intuizione e alla fede segue l\u2019azione. L\u2019azione NON consiste nel seguire le vecchie strategie e gli schemi dell\u2019ego. \u00c8 un abbandono della coscienza dell\u2019ego alla realt\u00e0 frammentata cos\u00ec com\u2019\u00e8 in questo momento e un abbandono al flusso della vita, donando se stessi al numinoso, all\u2019ignoto senza nome.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019accettazione radicale di ci\u00f2 che sta accadendo proprio in questo momento. \u00c8 al tempo stesso una fiducia e l\u2019esperienza concreta che questo NULLA sia sostenibile, che ci offra un punto d\u2019appoggio incrollabile. Secondo il mondo, questa non \u00e8 un\u2019azione degna di nota. In senso spirituale, \u00e8 la cosa pi\u00f9 grande che un essere umano possa fare. \u00c8 un\u2019accettazione completa e consapevole della crepa nella vita. E molto di pi\u00f9: diventa una connessione, un diventare un tutt\u2019uno con essa \u2013 e con la luce che vi traspare. La crepa pu\u00f2 allora cambiarci profondamente e strutturalmente. Attraverso di essa si mette in moto un\u2019efficacia che gradualmente ci ricollega alla nostra origine divina, alla nostra dimora spirituale ed emotiva. Alla crepa \u00e8 ora permesso di espandersi come parte di un processo e di portare nuova luce nel vecchio mondo. Come Giovanni di Patmos, vediamo aprirsi un nuovo cielo e una nuova terra. In questo processo, diventiamo diversi. S\u00ec, diventiamo la persona che giace nelle profondit\u00e0 del nostro cuore e che eravamo destinati a essere fin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p><em>\u00c8 il coraggio di agire.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019abbandono di s\u00e9: <em>Lui deve crescere, ma io devo diminuire<\/em> (Giovanni 3,30).<\/p>\n<p>Questo processo porta infine alla richiesta che sgorga dal cuore:<\/p>\n<p><em>Sia fatta la tua volont\u00e0!<\/em><\/p>\n<p>Il coraggio \u00e8 il punto di svolta della nostra coscienza. Non abbiamo collegato questa riflessione all\u2019obiettivo di scalare una serie di gradini sulla scala della coscienza. Abbiamo aperto un panorama pi\u00f9 ampio. Si tratta del punto di svolta da un orientamento orizzontale a uno verticale, dal chiuso all\u2019aperto. Si tratta di una profonda ribellione contro la vita, che possiamo mettere in atto ancora e ancora in qualsiasi momento, ovunque ci troviamo in termini di coscienza.<\/p>\n<p>Naturalmente, questo passaggio dal chiuso all\u2019aperto influisce anche sul nostro stato d\u2019animo. Grazie al solido appoggio che sperimentiamo sempre pi\u00f9 nella nuova realt\u00e0 della vita, che \u00e8 \u00abnon di questo mondo\u00bb, possiamo anche arrenderci interiormente a emozioni quali il senso di colpa, il dolore, la paura e la rabbia. Non opporremo pi\u00f9 resistenza. Gli aspetti inconsci dell\u2019ombra potranno cos\u00ec rivelarsi e, con l\u2019aiuto delle nuove forze di luce, essere integrati nella nostra coscienza. In questo modo, potranno perdere il loro potere terrificante e gradualmente \u201callontanarsi\u201d. Il concetto di individuazione dell\u2019essere umano di C.G. Jung potr\u00e0 cos\u00ec trovare la sua realizzazione spirituale dentro di noi.<\/p>\n<p>Ogni crepa che si apre nella nostra realt\u00e0 \u00e8 un richiamo rivolto a noi dalla nostra vera e completa individualit\u00e0. Come un uccellino che, quando \u00e8 pronto, rompe il guscio protettivo beccandolo dall\u2019interno, ogni essere umano, col tempo, trover\u00e0 il coraggio di seguire il proprio vero destino.<\/p>\n","protected":false},"author":933,"featured_media":117566,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-130603","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/130603","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=130603"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=130603"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=130603"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=130603"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}