{"id":128726,"date":"2026-07-24T18:41:26","date_gmt":"2026-07-24T18:41:26","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/?post_type=logon_article&#038;p=128726"},"modified":"2026-07-24T18:41:26","modified_gmt":"2026-07-24T18:41:26","slug":"la-caverna-portatile","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/la-caverna-portatile\/","title":{"rendered":"La caverna portatile"},"content":{"rendered":"<p><i>Il nostro mondo \u00e8 una simulazione, come sostengono alcuni scienziati? L\u2019idea che il mondo non sia ci\u00f2 che sembra \u00e8 molto antica.<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><i>La ritroviamo nell\u2019induismo, nel buddismo e \u2013 all\u2019inizio della nostra era \u2013 tra gli gnostici. Platone la descrive in modo vivido nella sua \u201cAllegoria della caverna\u201d. Oggi abbiamo creato una caverna che portiamo con noi nei nostri telefoni cellulari.<\/i><\/p>\n<p>Negli ultimi tempi \u00e8 diventata, se non un\u2019idea comunemente accettata, almeno un argomento di notevole dibattito, l\u2019idea che il mondo in cui viviamo, dall\u2019accogliente familiarit\u00e0 delle nostre case alla galassia pi\u00f9 lontana, a anni luce di distanza, sia una sorta di finzione, o almeno una copia, una simulazione. Ci\u00f2 che un tempo poteva sembrare materia da fantascienza \u2013 si pensi, ovviamente, al film <i>Matrix<\/i> \u2013 \u00e8 ora considerato da alcuni scienziati, se non ancora un fatto, almeno una probabilit\u00e0 al 99% destinata a diventarlo. Giganti della tecnologia di alto profilo come Elon Musk e Peter Thiel sembrano accettarla e, in modo strano, il fatto che la teoria della simulazione debba ancora essere dimostrata o addirittura accettata come dimostrabile sembra, nel loro caso, essere un ottimo motivo per accettarla come atto di fede; entrambi si sono definiti cristiani, sebbene non in senso ortodosso. In un certo senso, questa fede mi sembra un esempio del carattere \u201cpromissorio\u201d di gran parte della scienza attuale, ovvero la tesi secondo cui, sebbene al momento non siamo in grado di dimostrare X \u2013 qualunque cosa X possa essere \u2013 molto probabilmente saremo in grado di dimostrarla abbastanza presto. Quindi, se non possiamo ancora dimostrare che viviamo in una simulazione, non preoccupatevi. Con qualche anno in pi\u00f9 e ulteriori progressi tecnologici, ci arriveremo, vedrete.<\/p>\n<h3>Siamo forse oggetto di una simulazione da parte di una civilt\u00e0 futura?<\/h3>\n<p>L\u2019idea principale alla base di questa teoria proviene dal filosofo di Oxford Nick Bostrom. In sostanza, egli sostiene che, proprio come noi oggi eseguiamo simulazioni al computer su una miriade di cose \u2013 dal meteo al traffico, fino ai combattimenti militari, per non parlare dei videogiochi e della realt\u00e0 virtuale \u2013 cos\u00ec anche civilt\u00e0 avanzate \u2013 sia extraterrestri che future \u2013 ne eseguiranno, ma su una scala molto pi\u00f9 ampia e complessa. Queste civilt\u00e0 avanzate eseguirebbero molte simulazioni di questo tipo e una di esse sarebbe la vita qui sul pianeta Terra. La fisica quantistica lo rende possibile, poich\u00e9 i quanti di \u00abrealt\u00e0\u00bb vengono manipolati allo stesso modo dei pixel sugli schermi dei nostri computer. Le numerose \u201ccoincidenze\u201d che sembrano aver contribuito alla comparsa della vita qui, e che per altri scienziati suggeriscono quello che \u00e8 noto come \u201cprincipio cosmologico antropico\u201d \u2013 secondo cui, piuttosto che un caso fortuito in un universo ostile e privo di significato, il nostro universo \u00e8 uno in cui la vita intelligente deve necessariamente emergere \u2013 sono, per i simulazionisti, la prova, appunto, della simulazione. Qualcuno, dicono, sta tirando le fila.<\/p>\n<p>Per alcuni potrebbe trattarsi di Dio. Per altri, \u00e8 il grande programmatore informatico che sta lass\u00f9 nel cielo. Per alcuni simulazionisti siamo noi stessi nel futuro. Siamo quindi simulazioni create dai nostri io futuri. Tuttavia, se siamo noi a dare origine alla generazione futura che, secondo i simulazionisti, ci sta simulando, \u00e8 difficile sfuggire al problema logico di come una realt\u00e0 \u201cfalsa\u201d possa dare origine alla realt\u00e0 \u201creale\u201d che la crea.<\/p>\n<p>Un\u2019osservazione di uno degli scienziati che sostengono la teoria della simulazione mi ha colpito quando l\u2019ho letta. Rich Terrile, uno scienziato del Jet Propulsion Laboratory della NASA, ritiene che la teoria della simulazione sia talmente probabile che \u00abse non viviamo in una simulazione, si tratta di una circostanza straordinariamente improbabile\u00bb. Mi sfugge come possa determinare se sia probabile o improbabile, dato che, se vivessimo in una simulazione, qualsiasi nozione di \u00abprobabilit\u00e0\u00bb farebbe necessariamente parte della simulazione stessa e non potremmo quindi esprimere un giudizio su di essa nel suo complesso. E in ogni caso, quanto era \u00abprobabile\u00bb il Big Bang \u2013 ammesso che sia realmente avvenuto \u2013 o, meglio ancora, quanto \u00e8 probabile l\u2019esistenza stessa? Come potremmo mai rispondere a questa domanda, dato che le nostre nozioni di probabilit\u00e0 fanno parte proprio di ci\u00f2 su cui ci stiamo interrogando?<\/p>\n<p>La domanda \u00abPerch\u00e9 esiste qualcosa piuttosto che il nulla?\u00bb ha lasciato perplessi in passato alcuni grandi pensatori: Leibniz, William James, Heidegger, Wittgenstein, per non parlare di innumerevoli bambini, prima che la meraviglia venisse loro tolta. Che ci\u00f2 che vedo quando apro gli occhi sia una simulazione non \u00e8 pi\u00f9 probabile del fatto che io veda qualcosa in assoluto. Che l\u2019universo sia \u00absemplicemente successo\u00bb sembra incredibilmente improbabile, ma menti come quella di Stephen Hawking, che credeva di poter conoscere la mente di Dio, hanno pi\u00f9 o meno affermato che sia andata cos\u00ec, anche se la sua ipotesi secondo cui dietro a tutto ci sarebbe una \u00abfluttuazione quantistica in un vuoto preesistente\u00bb suona molto pi\u00f9 scientifica.<\/p>\n<p>Oltre ad essere \u201cnon falsificabile\u201d \u2013 secondo la definizione del filosofo Karl Popper per una teoria priva di status \u201cscientifico\u201d \u2013 la teoria della simulazione presenta anche altri punti a suo sfavore. Innanzitutto, presuppone che le \u201ccivilt\u00e0 avanzate\u201d farebbero le stesse cose che facciamo noi, come eseguire simulazioni, ma su scala pi\u00f9 ampia. Mi sembra un po\u2019 come dire che avrebbero degli autobus, proprio come noi, ma lunghi un miglio e che viaggiano a 1.000 miglia all\u2019ora. Se queste civilt\u00e0 sono cos\u00ec avanzate, perch\u00e9 dovrebbero preoccuparsi di fare le stesse cose che fanno gli scienziati qui e ora? Forse il fatto che siano \u201cavanzate\u201d sarebbe meglio dimostrato dal fatto che abbiano superato del tutto la tecnologia?<\/p>\n<p>L\u2019assunto secondo cui qualsiasi definizione di \u201cavanzato\u201d debba necessariamente riferirsi alla tecnologia \u00e8 di per s\u00e9 il risultato di un altro problema della teoria: essa presenta una metafora come un fatto. Quando Newton abbandon\u00f2 il vecchio modello tolemaico dell\u2019universo e lo sostitu\u00ec con uno ispirato a una macchina, proiett\u00f2 una metafora sulla realt\u00e0. La rivoluzione einsteiniana fece lo stesso quando sovvert\u00ec Newton; ora, attraverso la relativit\u00e0, l\u2019universo era come un palloncino in espansione. Oggi non sorprende che i computer e le \u201crealt\u00e0 virtuali\u201d che ne derivano forniscano la metafora per l\u2019ultimo modello dell\u2019universo: la simulazione.<\/p>\n<h3>La natura illusoria delle nostre esperienze<\/h3>\n<p>Eppure, ben oltre a ci\u00f2, pur essendo presentata come il punto pi\u00f9 all\u2019avanguardia della teoria scientifica, l\u2019idea che il mondo in cui viviamo sia in qualche modo falso \u2013 o almeno non sia proprio come sembra \u2013 \u00e8 antica quanto il mondo, simulato o meno. L\u2019induismo parla di Maya, il carattere illusorio della nostra esperienza di separazione dal mondo. Lo stesso vale per il buddismo, che parla della nostra \u201cnescienza\u201d, la nostra ignoranza della realt\u00e0. Ma non c\u2019\u00e8 bisogno di recarsi in strani luoghi di culto per scoprire idee che precedono il nostro attuale fascino per le simulazioni. Anche l\u2019Occidente ne ha prodotte.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire che una delle fonti autoctone di una delle prime teorie della simulazione siano gli gnostici. Gli gnostici costituivano un gruppo eterogeneo di movimenti religiosi primitivi, alcuni dei quali cristiani, che prosperarono principalmente nel II e III secolo d.C. Molti gnostici distinguevano tra il Dio trascendente e supremo e il Dio creatore dell\u2019Antico Testamento, che identificavano come un essere divino di rango inferiore (il Demiurgo). Essi tendevano a interpretare la vita, la morte e la resurrezione di Cristo in modo simbolico e spirituale, ponendo l\u2019accento sulla conoscenza interiore (gnosi) piuttosto che su una lettura letterale o storica. Sono chiamati gnostici perch\u00e9, anzich\u00e9 accettare gli insegnamenti di Cristo attraverso la fede e il dogma, come facevano i cristiani letterali, cercavano la gnosi, una parola greca che significa \u00abconoscenza\u00bb. Non si trattava del tipo di conoscenza che si acquisisce attraverso l\u2019apprendimento o lo studio \u2013 ci\u00f2 che i Greci chiamavano episteme \u2013 ma di una sorta di conoscenza esperienziale immediata, una conoscenza che era un\u2019\u201cesperienza\u201d. Questa conoscenza riguardava la vera natura del mondo, che essi credevano fosse stato creato da un falso dio \u2013 il Demiurgo \u2013 il quale era giunto a credere di essere il vero Dio. Siamo intrappolati nel mondo del falso dio, ma conserviamo nelle nostre anime delle scintille di luce che provengono dal vero Dio al di l\u00e0 della creazione. Gli gnostici vedevano Cristo come un liberatore venuto sulla Terra, non per morire per i nostri peccati, ma per insegnare la verit\u00e0 e mostrare la via per liberare le scintille e tornare alla nostra vera fonte.<\/p>\n<p>Fino a tempi relativamente recenti, gran parte di ci\u00f2 che sapevamo sugli gnostici proveniva dai resoconti ostili dei primi Padri della Chiesa. Nel 1945 la situazione cambi\u00f2 quando fu scoperta una raccolta di scritti gnostici a Nag Hammadi, in Egitto. Grazie a opere come <i>I Vangeli gnostici<\/i> di Elaine Pagels, \u00e8 emersa una comprensione pi\u00f9 positiva di ci\u00f2 che rappresentavano gli gnostici. Ormai il termine \u201cgnostico\u201d \u00e8 entrato nel nostro linguaggio comune e viene utilizzato per caratterizzare una serie di opere della cultura popolare, tutte accomunate in qualche modo dalla nozione di un \u201cmondo falso\u201d. Ho gi\u00e0 citato <i>Matrix<\/i>. Altri film, come <i>The Truman Show<\/i>, <i>Dark City <\/i>e<i> The Cube<\/i>, presentano scenari simili, in cui gli esseri umani vivono in un mondo di cui non si rendono conto che sia irreale. I romanzi dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick, molti dei quali sono stati trasposti sul grande schermo, si basano spesso sulla stessa idea.<\/p>\n<p>Serie Netflix come <i>Dark<\/i> e altre affrontano lo stesso tema: la realt\u00e0 quotidiana \u00e8 ben diversa da come crediamo che sia. Direi addirittura che quel tipo di \u201cermeneutica del sospetto\u201d che il filosofo Paul Ric\u0153ur ha sviluppato nel contesto dei testi \u2013 alla ricerca del loro significato \u201cnascosto\u201d sotto la superficie \u2013 si sia tradotta nella nostra incertezza epistemologica contemporanea, esemplificata dall\u2019ascesa di quello che siamo arrivati a considerare un mondo \u201cpost-verit\u00e0\u201d fatto di \u201cfatti alternativi\u201d all\u2019interno di una realt\u00e0 malleabile. Sembra che viviamo in un\u2019epoca in cui tutto \u00e8 plausibile ma nulla \u00e8 certo, con una pletora di teorie del complotto pervasive che dissolvono la distinzione tra finzione e realt\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure, gi\u00e0 prima degli gnostici, il padre della filosofia occidentale, Platone, aveva presentato ci\u00f2 che ancora oggi rappresenta un simbolo della differenza tra conoscere la realt\u00e0 ed essere intrappolati nell\u2019illusione. Nella <i>Repubblica<\/i>, Platone espone quello che conosciamo come il <i>Mito della Caverna<\/i>. Ci chiede di immaginare delle persone incatenate in una caverna, costrette a guardare dritto davanti a s\u00e9 verso una parete, sulla quale si muovono avanti e indietro delle ombre. Dietro di loro c\u2019\u00e8 un fuoco, che non possono vedere, e davanti al fuoco ci sono delle persone, che non possono vedere nemmeno loro, che trasportano oggetti che proiettano le ombre che vedono. Mentre coloro che sono incatenati guardano le ombre, delle voci spiegano cosa siano. Bloccati sul posto, incapaci di muoversi, la realt\u00e0 per loro \u00e8 ci\u00f2 che vedono sulla parete della caverna.<\/p>\n<p>Il filosofo, tuttavia, riesce in qualche modo ad allentare le sue catene e a voltarsi \u2013 possiamo dire che volga lo sguardo verso l\u2019interno, allontanandosi dalle immagini irreali dell\u2019\u201cesterno\u201d? Si rende conto che ci\u00f2 che aveva scambiato per realt\u00e0 non erano altro che ombre. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: riesce a uscire dalla caverna. All\u2019inizio \u00e8 accecato dalla luce del sole \u2013 la Verit\u00e0 \u00e8 uno shock \u2013 ma quando la sua vista si abitua, torna nella caverna per raccontare ai suoi compagni ci\u00f2 che ha scoperto. Ahim\u00e8, coloro che non riescono a vedere la Verit\u00e0 non ci crederanno e, come lo stesso Socrate ebbe modo di constatare, odieranno coloro che cercano di renderla visibile ai loro occhi.<\/p>\n<p>Per molti versi, la caverna di Platone mi sembra una metafora pi\u00f9 calzante per i nostri giorni rispetto alla teoria della simulazione. O meglio, vedo la nostra attuale ossessione per la tecnologia personale e per il mondo digitale ed elettronico in cui entriamo attraverso di essa come una fusione tra la caverna di Platone e la teoria della simulazione. Ma in questo caso, la simulazione non \u00e8 il mondo \u00abl\u00e0 fuori\u00bb, il mondo delle stelle, delle nuvole, della luce del sole, delle montagne, degli animali, degli alberi e delle altre persone, bens\u00ec il mondo in cui entriamo quando restringiamo la nostra coscienza a ci\u00f2 che vediamo su un iPhone o su un altro dispositivo. Mi colpisce sempre di pi\u00f9 il fatto che stiamo perdendo interesse per il mondo esterno \u2013 che, secondo i simulazionisti, \u00e8 una simulazione \u2013 e stiamo diventando sempre pi\u00f9 dipendenti dal mondo simulato che troviamo sui nostri telefoni. Sembra che stiamo tornando nelle nostre caverne personali, portatili, che portiamo con noi e sulle quali osserviamo le ombre della realt\u00e0 fornite dai social media. La simulazione, quindi, non \u00e8 il mondo che vediamo intorno a noi, ma quello in cui trascorriamo il nostro tempo, quando escludiamo il mondo esterno ed entriamo nel flusso della pseudo-realt\u00e0 elettronica che portiamo in tasca. Coloro che scelgono di non entrare nella caverna devono fare i conti con la \u00abcircostanza straordinariamente improbabile\u00bb di un mondo non simulato che continua a metterci di fronte al mistero della sua esistenza.<\/p>\n","protected":false},"author":933,"featured_media":124612,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110117],"tags_english_":[],"class_list":["post-128726","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-zeitgeist-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/128726","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=128726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=128726"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=128726"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=128726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}