{"id":128138,"date":"2026-06-09T13:56:51","date_gmt":"2026-06-09T13:56:51","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/?post_type=logon_article&#038;p=128138"},"modified":"2026-06-09T13:56:51","modified_gmt":"2026-06-09T13:56:51","slug":"il-segreto-di-pulcinella","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-segreto-di-pulcinella\/","title":{"rendered":"Il segreto di Pulcinella"},"content":{"rendered":"<p><i>Riusciamo a vedere le cose e il mondo cos\u00ec come sono realmente \u2013 e non come ce le immaginiamo? Riusciamo a rimuovere i nostri veli?<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<blockquote><p><i>Non esistono segreti in quanto tali, ma solo persone non iniziate a vari livelli.<\/i><\/p><\/blockquote>\n<p>Non si potrebbe esprimere il senso della vita in modo pi\u00f9 semplice di quanto faccia questa frase di Christian Morgenstern: non \u00e8 la verit\u00e0 ad essere complicata, ma siamo noi ad essere incapaci di coglierne la semplicit\u00e0. Siamo noi a perderci nella molteplicit\u00e0. Non riusciamo a decifrare la verit\u00e0 perch\u00e9 non siamo in grado di abbandonare i nostri punti di vista e le nostre proiezioni. Ci manca la consapevolezza. Cos\u00ec, da tutte le nostre riflessioni emerge sempre e solo una moltiplicazione di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 noto, di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato pensato.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 davvero possibile scostare cos\u00ec facilmente il sipario che nasconde la semplice verit\u00e0? Se amiamo quel sipario ci aggrappiamo ad esso, lo abbelliamo, lo appesantiamo e forse ne facciamo noi stessi parte. Senza dubbio non \u00e8 cos\u00ec semplice, ci vorrebbe un metodo, un trucco con cui superare i propri limiti. Sembra una delle storie del barone di M\u00fcnchhausen, che riusc\u00ec a tirarsi fuori dalla palude tenendosi per i capelli.<\/p>\n<p>Ma anche se ci troviamo disorientati davanti al sipario, vale la pena cercare un modo per aprirlo. Non si tratta della \u00abvita facile\u00bb, non \u00e8 una limitazione del nostro modo di pensare o di sentire, e non \u00e8 nemmeno il lasciarsi trasportare dalla meditazione su qualcosa di sconosciuto o l\u2019abbandonare ci\u00f2 che ci \u00e8 caro e prezioso. Tutto ci\u00f2 non ci aiuterebbe affatto.<\/p>\n<p>Forse dobbiamo prima abituarci alla contraddizione secondo cui tutti i fenomeni sono apparenti, ma la verit\u00e0 \u00e8 comunque accessibile. Ci\u00f2 che generalmente intendiamo per oggettivazione o consideriamo \u00aboggettivo\u00bb non significa in fondo altro che trasformare tutte le cose in oggetti, in oggetti della nostra percezione, in vagoni nella stazione di smistamento del nostro io, che costruisce esattamente ci\u00f2 che noi stessi vogliamo vedere, che ci fa credere che questa variet\u00e0 oscillante sia gi\u00e0 l\u2019origine. Dall\u2019esterno ci si presenta il nostro io riflesso in molteplici modi. Per quanto sconcertante possa essere questa osservazione, \u00e8 anche benefica, perch\u00e9 la ricerca vale la pena.<\/p>\n<p>Lao-Tzu chiamava \u00abTao\u00bb la semplice verit\u00e0 e ripeteva continuamente che questo Tao era l\u2019origine di ogni cosa, ma era inconcepibile. Inconcepibile per chi? Per tutti gli uomini? Per i \u00abnon iniziati\u00bb di Morgenstern? Molte persone hanno ascoltato i testi di Lao Tzu centinaia di volte, e ne hanno anche tratto gioia. Non c\u2019\u00e8 nulla di male in questo. Ma evidentemente non basta per sollevare il velo che copre la semplice verit\u00e0.<\/p>\n<p>Diamo un\u2019occhiata pi\u00f9 da vicino alla versione cinese del \u00abvelo delle parole\u00bb:<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un famoso passo nel Tao Te Ching che ricorre pi\u00f9 volte. Il riferimento pi\u00f9 frequente \u00e8 al capitolo 25, dove l&#8217;ultima riga recita: <i>Dao Fa Zi Ran<\/i>. Una volta un cinese mi ha tradotto queste parole in modo molto semplice con \u00ab<i>Il Tao \u00e8 la legge della natura<\/i>\u00bb. A quanto pare aveva buone intenzioni nei miei confronti e non voleva confondermi. E ha aggiunto: \u00ab\u00c8 cos\u00ec semplice\u00bb.<\/p>\n<p>Fa significa \u00abmetodo\u00bb, \u00abmodo di fare qualcosa\u00bb o semplicemente \u00ablegge\u00bb.<\/p>\n<p>Ma non semplifichiamo troppo le cose traducendo <i>Zi Ran<\/i> semplicemente con \u00abnatura\u00bb? Infatti, come molti altri termini della lingua cinese, questo concetto ha una molteplicit\u00e0 di significati su diversi livelli. Ed \u00e8 qui che hanno inizio le \u00abdiecimila manifestazioni\u00bb che scaturiscono dall\u2019Uno \u2013 e si fermano davanti al nostro sipario.<\/p>\n<p><i>Zi Ran<\/i> non significa solo \u201cnatura\u201d, ma anche \u201cnaturale\u201d, \u201csemplice\u201d, \u201coriginario\u201d, \u201cleggerezza\u201d, \u201cprivo di affetto\u201d o anche \u201cche scaturisce da s\u00e9 stesso\u201d, e cos\u00ec via\u2026<\/p>\n<p>Potremmo riflettere su quale natura si intenda con il termine <i>Zi Ran<\/i>. Forse non solo la natura \u201cesterna\u201d, che l\u2019uomo condivide con gli altri esseri viventi. Ma quale allora? La variegata molteplicit\u00e0 delle traduzioni non semplifica le cose.<\/p>\n<p>Torniamo quindi per un momento a Morgenstern: possiamo supporre che l\u2019\u00abiniziato\u00bb di Morgenstern veda le cose (e il mondo) semplicemente per quello che sono (davvero) \u2013 e non come se le immagina. L\u2019iniziazione significa allora rimuovere i propri veli. La non-iniziazione \u00e8 l\u2019ornamento dei veli.<\/p>\n<p>A parte il fatto che le parole di Lao Tzu sono spesso criptiche e di difficile comprensione, ne intuiamo comunque la profondit\u00e0. Se prese sul serio, diventano uno shock che sconvolge il nostro essere e confonde la nostra mente. Rimuovere i veli non significherebbe forse anche rimuovere il proprio essere, ci\u00f2 che costituisce la nostra identit\u00e0? Ci rivolgeremmo al nulla o all\u2019\u00abessere da s\u00e9\u00bb (come a volte viene tradotto <i>Zi Ran<\/i>) \u2013 e per di pi\u00f9 \u00abliberi dall\u2019affetto\u00bb, come dice Lao-tzu! Una richiesta folle, irrealizzabile, vero?<\/p>\n<p>Ovviamente non si tratta solo di prendersi meno sul serio, n\u00e9 solo di mangiare e bere meno, di parlare meno, n\u00e9 solo di rinunciare alle comodit\u00e0. Si tratta di una vita diversa, non solo di un\u2019ottava superiore nella vita che conosciamo, ma in definitiva di una coscienza diversa, che non ha pi\u00f9 il proprio centro in se stessa.<\/p>\n<p>Chiunque lavori \u2013 indipendentemente da cosa \u2013 e si dedichi completamente a questa attivit\u00e0, dimentica ci\u00f2 che lo circonda, si esclude da s\u00e9 stesso. In un certo senso non \u00e8 pi\u00f9 presente. Molti di noi lo sanno bene. \u00c8 un&#8217;immagine approssimativa di ci\u00f2 che Lao Tzu e Morgenstern suggeriscono. Ma almeno dimostra che questa capacit\u00e0 \u00e8 insita nell&#8217;uomo. Chi \u00e8 immerso in essa \u00e8 iniziato proprio perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 solo con se stesso.<\/p>\n<p>Questa esperienza ci porta a supporre che dietro (o all\u2019interno) della diversit\u00e0 che siamo e che ci circonda esista una sorta di natura di ordine diverso, l\u2019\u00abEssere-in-s\u00e9\u00bb.<\/p>\n<p>Riconoscere questo potrebbe essere il primo passo; ci costa un po\u2019 di fatica, ma con esso usciamo dalla platea e solleviamo leggermente il sipario della diversit\u00e0 sconcertante.<\/p>\n<p>Lasciarsi trasportare \u00e8 il secondo passo; richiede pi\u00f9 coraggio e pi\u00f9 forza di volont\u00e0; con esso apriamo una piccola fessura nel sipario; vediamo i primi contorni e sentiamo la musica che c&#8217;\u00e8 dietro, e cominciamo a cambiare.<\/p>\n<p>E con il terzo passo tiriamo completamente da parte il sipario. Questo \u00e8 sicuramente il passo decisivo e pi\u00f9 difficile. Ci richiede tutto.<\/p>\n<p>Ma per compiere tutti e tre questi passi dobbiamo salire fisicamente sul palcoscenico, il palcoscenico della nostra vita. Non possiamo evitare questo sforzo, perch\u00e9 se restiamo incollati al nostro posto in platea, nulla cambier\u00e0 mai.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che attraversiamo tutti i \u00ablivelli dei non iniziati\u00bb di Morgenstern.<\/p>\n<p>Quando poi apriamo il sipario, ci rendiamo conto che dietro c\u2019\u00e8 \u2013 NULLA.<\/p>\n<p>Nulla, eppure TUTTO. Nulla di ci\u00f2 che conosciamo o possiamo immaginare. Eppure permea ogni cosa.<\/p>\n","protected":false},"author":933,"featured_media":113173,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-128138","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/128138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=128138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=128138"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=128138"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=128138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}