{"id":125609,"date":"2026-02-16T19:26:34","date_gmt":"2026-02-16T19:26:34","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/?post_type=logon_article&#038;p=125609"},"modified":"2026-02-16T19:26:34","modified_gmt":"2026-02-16T19:26:34","slug":"dal-conflitto-al-centro","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/dal-conflitto-al-centro\/","title":{"rendered":"Dal Conflitto al Centro"},"content":{"rendered":"<p><i>L&#8217;assenza di conflitto \u00e8 impossibile per la coscienza egocentrica.<\/i><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vivendo con gli altri, ci troviamo regolarmente di fronte a scontri di volont\u00e0, a volte perch\u00e9 i nostri interessi divergono, a volte perch\u00e9 competiamo per la stessa cosa, e una certa tensione \u00e8 sempre presente.<\/p>\n<p>La coscienza egocentrica cerca ci\u00f2 che \u00e8 meglio per s\u00e9 stessa e, di conseguenza, spesso si trova in conflitto con gli altri. Questo comportamento \u00e8 inconscio, automatico.<\/p>\n<p>Il concetto buddista di <i>vacuit\u00e0<\/i> pu\u00f2 aiutare a fare chiarezza su questo punto. Vacuit\u00e0 significa che le cose sono prive di esistenza intrinseca, ovvero non esistono come entit\u00e0 autonome, separate da tutto il resto. Ma ci\u00f2 non significa che la vacuit\u00e0 sia il nulla. Quando parliamo di vacuit\u00e0, intendiamo dire che qualcosa \u00e8 privo di qualcosa.<\/p>\n<p>Prendiamo l&#8217;esempio di un albero. Possiamo dire che un albero \u00e8 privo di luce se \u00e8 immerso nella luce del sole? Possiamo dire che \u00e8 privo dell&#8217;aria che lo circonda? \u00c8 privo del suolo, dei minerali e dell&#8217;acqua piovana che lo sostengono? Un albero potrebbe essere privo di tutto ci\u00f2 che lo circonda se esiste come espressione intimamente interdipendente del cosmo stesso?<\/p>\n<h3><b>Di cosa, allora, \u00e8 vuoto l&#8217;albero?<\/b><\/h3>\n<p>\u00c8 vuoto di un&#8217;esistenza separata da tutto il resto.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, una persona e il suo mondo interiore &#8211; i suoi pensieri, sentimenti, desideri e azioni &#8211; non esistono in modo indipendente. Eppure gli esseri umani credono di possedere un&#8217;esistenza autosufficiente ed erigono una barriera mentale tra se stessi, gli altri e tutto ci\u00f2 che li circonda.<\/p>\n<p>La coscienza egocentrica \u00e8 la radice di questa separazione e quindi dei nostri pregiudizi, dei modelli condizionati e delle abitudini automatiche, che generano innumerevoli conflitti interiori ed esteriori.<\/p>\n<p>Ma il s\u00e9 non ha un&#8217;esistenza propria. Ecco perch\u00e9 Krishnamurti ci dice che <b>non c&#8217;\u00e8 osservatore al di fuori di ci\u00f2 che viene osservato<\/b>, n\u00e9 pensatore separato dal pensiero. Quando evitiamo, ad esempio, un sentimento che ci turba, creiamo una maschera su ci\u00f2 che siamo veramente e fuggiamo dalla conoscenza di noi stessi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che di solito chiamiamo quiete equivale a semplici momenti o ore di riposo. Siamo governati da una lotta quotidiana di forze opposte &#8211; ansia, preoccupazione e paura &#8211; guidate dalla separazione della coscienza egocentrica.<\/p>\n<h3><b>Ma \u00e8 possibile una pace permanente?<\/b><\/h3>\n<p>Come scrive Dzongsar Khyentse in <i>What Makes You Not a Buddhist<\/i>, quando comprendiamo e sperimentiamo il vuoto, continuiamo ad apprezzare tutto ci\u00f2 che sembra esistere, ma senza aggrapparci alle illusioni come se fossero reali. Il nostro sguardo penetra le apparenze e riconosciamo che <b>esse sono, prima di tutto, creazioni del s\u00e9<\/b>. La vita pu\u00f2 ancora commuoverci \u2013 possiamo provare tristezza, rabbia o passione \u2013 ma a poco a poco smettiamo di cercare una conferma esterna del nostro senso di s\u00e9 e abbandoniamo la ricerca incessante di una felicit\u00e0 che non arriva mai.<\/p>\n<p>Attraverso le esperienze della vita e la stanchezza causata da questa lotta senza fine, iniziamo a vedere che il nostro essere essenziale, come la <b>sorgente nel deserto<\/b> evocata da Exup\u00e9ry, ci offre un respiro di pace quando rinunciamo alla lotta esteriore.<\/p>\n<p>L&#8217;essere reale trascende i muri della separazione e le illusioni del s\u00e9.<\/p>\n<p>Per l&#8217;essere reale non ci sono limiti: tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 Uno.<\/p>\n<p>In questo modo, possiamo iniziare ad abbattere le barriere di separazione nei nostri cuori e fare scelte impersonali e prive di conflitti, anche di fronte alle difficolt\u00e0 e ai conflitti, abbracciando un nuovo atteggiamento nei confronti della vita. E cos\u00ec, ognuno di noi, lungo il proprio percorso, pu\u00f2 raggiungere una pace permanente, non nel tempo, ma nel presente vivente, in questo preciso istante in cui l&#8217;eternit\u00e0 tocca il cuore.<\/p>\n<h3><b>Quale strada prendere?<\/b><\/h3>\n<p>Immaginate la ruota del samsara: sul bordo esterno, i conflitti sono inevitabili a causa dell&#8217;impermanenza, ma man mano che ci avviciniamo al centro, lungo i raggi (come su un percorso interiore), queste tensioni diminuiscono, fino a quando, nel punto pi\u00f9 profondo, il conflitto cessa attraverso il riconoscimento della dualit\u00e0 auto-creata della coscienza egocentrica.<\/p>\n<p><b>Solo il centro della ruota cosmica \u00e8 immobile<\/b>: \u00e8 il vuoto che la fa girare.<\/p>\n<p>Il centro \u00e8 il <b>motore immobile<\/b>, l&#8217;asse del movimento: tutto dipende da esso, anche se non partecipa alla rotazione. \u00c8 il silenzio in mezzo al rumore, la presenza in mezzo al flusso.<\/p>\n<p>La ruota \u00e8 la vita stessa. Ma dove dovremmo andare?<\/p>\n<p>Rimanere sul bordo, girando con le tensioni del mondo, o prendere la strada che riporta al centro, dove dimora la pace, dove <b>l&#8217;Essere \u00e8 integro, libero e indivisibile<\/b>?<\/p>\n","protected":false},"author":933,"featured_media":122032,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-125609","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/125609","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125609"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125609"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=125609"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=125609"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}