{"id":121181,"date":"2025-09-23T15:48:31","date_gmt":"2025-09-23T15:48:31","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/?post_type=logon_article&#038;p=121181"},"modified":"2025-09-23T15:48:31","modified_gmt":"2025-09-23T15:48:31","slug":"il-piccolo-hawelmann-diventa-grande","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-piccolo-hawelmann-diventa-grande\/","title":{"rendered":"Il piccolo H\u00e4welmann diventa grande"},"content":{"rendered":"<p><em>L&#8217;ignoto pu\u00f2 esercitare un fascino magico. Qualcosa ci spinge verso spazi sconosciuti. \u00abAncora, ancora!\u00bb grida una voce dentro di noi. \u00abAvanti, avanti!\u00bb<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>La storia di Theodor Storm sul \u201cPiccolo H\u00e4welmann\u201d (*1), che con il suo letto a rotelle sale fino al cielo, riflette questo impulso interiore. Il viaggio del piccolo H\u00e4welmann inizia in modo sorprendente, ma deve terminare bruscamente. Viene espulso dal cielo. Tuttavia, nell&#8217;era illuminata in cui viviamo oggi, \u00e8 possibile scrivere un capitolo aggiuntivo di questa fiaba&#8230;<\/em><\/p>\n<h3>\u201cAncora, ancora!\u201d \u2026<\/h3>\n<p>Da bambino ero affascinato dalla fiaba di Theodor Storm \u201cIl piccolo H\u00e4welmann\u201d. Me l\u2019avevano raccontata i miei genitori. Parla di un ragazzino di nome H\u00e4welmann. Di notte dorme in un letto con le ruote e anche nel pomeriggio, quando \u00e8 stanco. Ma quando non \u00e8 stanco, sua madre deve spostarlo per il salotto nel suo letto a rotelle, e lui non ne ha mai abbastanza. Una notte, il piccolo H\u00e4welmann non riesce a dormire. Sua madre fa del suo meglio. \u201cAncora, ancora!\u201d urla incessantemente fino a quando sua madre, esausta, non cade in un sonno profondo. Ma il piccolo H\u00e4welmann non si arrende. Si toglie la camicia da notte, tiene la gamba sollevata come un albero maestro e vi appende la camicia come una vela. Comincia a soffiare con tutta la sua forza. E il lettino comincia a muoversi sul pavimento, poi \u2013 contro ogni legge di gravit\u00e0 \u2013 su per il muro, poi a testa in gi\u00f9 lungo il soffitto e poi di nuovo gi\u00f9 lungo l&#8217;altro muro. \u201cAncora, ancora!\u201d grida il bambino. Allora la buona vecchia luna guarda attraverso la finestra e gli chiede: \u00abNon ne hai avuto abbastanza?\u00bb \u00abNo\u00bb, grida H\u00e4welmann, \u00abancora, ancora! Aprimi la porta! Voglio attraversare la citt\u00e0; tutti devono vedermi\u00bb. \u00abNon posso\u00bb, dice la buona luna; ma fa cadere un lungo raggio di luce attraverso il buco della serratura; e cos\u00ec il ragazzino esce di casa, attraversa la citt\u00e0 e si addentra nel bosco. Ma l\u00ec regna il silenzio. Tutti dormono, le persone, gli animali e lui non vuole aspettare fino al giorno dopo. Con l&#8217;aiuto della luna riesce sd arrivare fino alla \u00abfine del mondo\u00bb e da l\u00ec, su un raggio di luce, fino al cielo.<\/p>\n<p>Questo desiderio di \u201cdi pi\u00f9\u201d, questa irrefrenabile voglia di scoprire mi ha profondamente colpito fin da bambino. Non siamo tutti pi\u00f9 o meno cos\u00ec, uomini e donne alla ricerca di avventure? Un&#8217;inquietudine interiore ci spinge ad andare alla scoperta del mondo, con lo zaino in spalla, in camper o in aereo. Nessun luogo \u00e8 mai abbastanza lontano n\u00e9 abbastanza sconosciuto. Scalare alte vette e scoprire coste lontane, partecipare a progetti avventurosi e intraprendere spedizioni pericolose, spinti da questo \u201cdi pi\u00f9, di pi\u00f9!\u201d.<\/p>\n<p>S\u00ec, se siamo onesti, possiamo anche dire che la nostra storia culturale occidentale collettiva si riflette in questa semplice fiaba del piccolo H\u00e4welmann. Spinti da un irrefrenabile desiderio di espansione, ci siamo appropriati del mondo. Abbiamo preso ci\u00f2 che ci capitava a tiro, spesso senza alcun riguardo per i costumi e le usanze altrui, senza alcun riguardo per la natura e il clima. \u201cDi pi\u00f9, di pi\u00f9!\u201d<\/p>\n<p>Come continua la storia del piccolo H\u00e4welmann?<\/p>\n<h3>Il conquistatore del cielo&#8230;<\/h3>\n<p>Nel cielo, il piccolo H\u00e4welmann diventa sempre pi\u00f9 esuberante. Si precipita verso il luminoso ammasso di stelle, facendole cadere dal cielo a destra e a sinistra. Alla fine passa sopra il naso della sua fedele compagna, la luna, che \u00e8 costretta a starnutire e. spegne la sua lanterna. Il piccolo H\u00e4welmann si ritrova improvvisamente nell&#8217;oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale e completamente disorientato. \u00c8 completamente solo. La luce rossa del sole nascente appare all&#8217;orizzonte. Il sole lo guarda con i suoi occhi ardenti e dice: \u201cRagazzo, cosa ci fai qui nel mio cielo?\u201d E &#8211; uno, due, tre &#8211; prende il ragazzino e lo getta in un grande specchio d&#8217;acqua. L\u00ec potr\u00e0 imparare a nuotare (*1).<\/p>\n<p>Da bambino, a questo punto dovevo sempre deglutire. Trovavo la spietata durezza del sole fredda, disumana e crudele. Ero sbalordito. \u201cL\u00ec potr\u00e0 imparare a nuotare!\u201d, dice il sole. Ora dovr\u00e0 cavarsela da solo! Ma quando oggi rileggo la fiaba di Theodor Storm, scopro un finale pieno di speranza che da bambino non avevo notato. Alla fine della fiaba si legge:<\/p>\n<blockquote><p>E poi? S\u00ec, e poi? Non te lo ricordi pi\u00f9? Se io e te non fossimo arrivati e non avessimo preso il piccolo H\u00e4welmann sulla nostra barca, avrebbe potuto facilmente annegare! (*1)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il piccolo H\u00e4welmann non viene quindi lasciato completamente solo. Un gruppo di persone lo salva dal mare e lo tira sulla barca. Il piccolo H\u00e4welmann viene accolto in una \u201crete di relazioni\u201d, in un intreccio di forze che lo aiutano.<\/p>\n<p>Come osservatori, ci troviamo immediatamente di fronte alla domanda: il ragazzino ha fatto qualcosa di sbagliato? Deve subire una sorta di punizione? Dopotutto, ha solo seguito l&#8217;impulso spirituale in compagnia della luna. Ha seguito il profondo desiderio del suo cuore. E riesce persino a penetrare nelle sfere celesti. Ma il piccolo H\u00e4welmann \u00e8 ancora infantile e immaturo nella capacit\u00e0 della sua coscienza.<\/p>\n<p>\u00c8 un conquistatore del cielo ancora immaturo. Completamente concentrato su se stesso e sul suo bisogno di \u201csempre di pi\u00f9\u201d, vuole essere qualcuno, vuole essere visto. Il suo desiderio di espansione si rivolge a tutto, anche alla sfera spirituale e celeste. Qui vuole penetrare \u2013 completamente impreparato \u2013 e appropriarsene. Ci\u00f2 non pu\u00f2 e non deve riuscire per la sua stessa protezione. Dal sole come principio spirituale deve essere respinto nella sfera terrena. Per il piccolo H\u00e4welmann \u00e8 importante innanzitutto sperimentare le leggi cosmiche fondamentali del proprio mondo, il mondo fisico. Il suo primo grande compito \u00e8 quello di conoscere i segreti della natura e della materia attraverso un contatto reale e una partecipazione autentica. Solo su questa base potr\u00e0 trovare il posto che gli spetta nel cosmo e adempiere alla sua missione spirituale.<\/p>\n<h3>Noi siamo questo mondo \u2013 siamo materia dall&#8217;interno&#8230;<\/h3>\n<p>La storia del piccolo H\u00e4welmann ha quindi bisogno di un seguito. Il processo di maturazione che il piccolo H\u00e4welmann deve attraversare \u00e8 uno sviluppo della coscienza che oggi gran parte dell&#8217;umanit\u00e0 deve affrontare. Si tratta di entrare in contatto con il nucleo pi\u00f9 intimo della creazione, con il nucleo pi\u00f9 intimo dell&#8217;uomo, con il nucleo pi\u00f9 intimo della Terra, con il nucleo pi\u00f9 intimo del Sole.<\/p>\n<p>In un canto dei Rosacroce si dice: \u201cIl cuore deve prima essere aperto!\u201d Qui, nel nostro cuore, \u00e8 nascosto il segreto di tutta la creazione. Il paradosso \u00e8 che tutto ci\u00f2 che \u00e8 terreno, cio\u00e8 ogni tipo di materia, \u00e8 energizzato e tenuto insieme al suo interno da un vuoto, da una sfera di non-essere. La materia non \u00e8 qualcosa di separato dall&#8217;essere umano o dallo spirito, la materia non \u00e8 qualcosa di \u201cmorto\u201d, \u00e8 profondamente viva nel suo nucleo.<\/p>\n<blockquote><p>Noi siamo questo mondo, siamo la sua materia. Questa identit\u00e0 con il mondo \u00e8 l&#8217;oggetto dei nostri sentimenti. \u00c8 ci\u00f2 che conta davvero quando si tratta di provare sentimenti profondi. (*2)<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;esperienza di essere vivi \u00e8 il fondamento di ogni esperienza ecologica e spirituale.<\/p>\n<blockquote><p>Coglierla significa essere profondamente intrecciati con l&#8217;intero mondo materiale. L&#8217;esperienza di essere vivi, di essere un soggetto biologico, \u00e8 l&#8217;esperienza di essere materia dall&#8217;interno. E quindi \u00e8 l&#8217;esperienza di essere il mondo. (*2)<\/p><\/blockquote>\n<p>La biologia e la fisica moderna (in particolare la teoria quantistica) giungono alla conclusione che un essere vivente, grazie alla sua corporeit\u00e0, non \u00e8 materialmente separato dal resto dell&#8217;ambiente. Tra tutti gli esseri viventi esiste un continuo \u201cintreccio\u201d: un cambiamento e un\u2019influenza reciproci attraverso la partecipazione. Esiste inoltre la consapevolezza fondamentale della fisica moderna che un corpo, quindi anche quello umano, nella sua profondit\u00e0 non \u00e8 materia solida. La maggior parte di ci\u00f2 che ci costituisce \u00e8 vuoto.<\/p>\n<p>Max Planck ha scritto:<\/p>\n<blockquote><p>Non esiste materia, ma solo un intreccio di energia a cui \u00e8 stata data forma da uno spirito intelligente, chiunque esso sia. Questo spirito \u00e8 l&#8217;origine di tutta la materia. (*3)<\/p><\/blockquote>\n<p>Il fisico quantistico e filosofo Hans-Peter D\u00fcrr ha ripetutamente affermato che, nel profondo, la solidit\u00e0 della materia si manifesta come relazione. E Andreas Weber, biologo e mistico, fa un ulteriore passo avanti quando scrive:<\/p>\n<blockquote><p>Ma la relazione non \u00e8 tutto: nel profondo, ogni relazione si nutre del desiderio di connessione tra i singoli elementi. Questo desiderio sarebbe quindi la vera essenza dei corpi e quindi anche di tutti gli esseri. Nel profondo, il mondo non \u00e8 relazione, ma desiderio di vitalit\u00e0. Questo desiderio non \u00e8 esteriore, non \u00e8 strutturale, non \u00e8 astratto, ma \u00e8 pura interiorit\u00e0: desiderio che ci sia vita. Questo desiderio \u00e8 il centro, l&#8217;inizio e la fine del cosmo. Forma i calici delle rose selvatiche in giugno e parla attraverso la sequenza tonale delle melodie. (*4)<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;identit\u00e0 feconda \u00e8 la gioia della materia in se stessa.<\/p>\n<p>Si tratta di una visione del mondo in cui tutti e tutto sono in relazione e intrecciati tra loro. Ogni impronta che lasciamo nella natura viene riconosciuta e percepita da tutta la natura. L&#8217;esperienza di un s\u00e9 personale non avviene solo come identit\u00e0 propria e separata, ma la propria identit\u00e0 pu\u00f2 svilupparsi in modo fruttuoso solo attraverso l&#8217;interconnessione con innumerevoli altre identit\u00e0. Sviluppare la propria identit\u00e0 non significa escludere gli altri. Si tratta piuttosto di entrare in relazione con loro, di diventare essi stessi, per continuare attraverso di loro la formazione della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Una competenza chiave nella formazione dell&#8217;identit\u00e0 \u00e8 il sentire. Attraverso il sentire possiamo sperimentare il nostro essere come essere l&#8217;uno nell&#8217;altro. Siamo tutti la stessa materia e ci trasformiamo l&#8217;uno nell&#8217;altro. La roccia che tocco con le mie mani, l&#8217;acqua che mi solleva come un&#8217;onda del mare&#8230; tutto si trasforma attraverso l&#8217;attrito reciproco. Il sentire non \u00e8 qualcosa di egocentrico che riguarda solo la propria identit\u00e0. Il sentire \u00e8 il segno di quanto un individuo riesca a essere nel mondo e allo stesso tempo a realizzare la propria unicit\u00e0. Poich\u00e9 questa unicit\u00e0 pu\u00f2 nascere solo dalla materia, cio\u00e8 dal mondo, il sentire di un&#8217;identit\u00e0 feconda pu\u00f2 essere caratterizzato in profondit\u00e0 come la gioia della materia in se stessa.<\/p>\n<p>I rappresentanti della moderna ecologia e della fisica quantistica partono dal presupposto che un organismo che si realizza attraverso il suo metabolismo crea contemporaneamente spazio all&#8217;altro. Il s\u00e9 cos\u00ec realizzato \u00e8 quindi, nel profondo, il proprio contrario, il non-s\u00e9.<\/p>\n<p>L&#8217;universo \u00e8 animato dal desiderio di donare vita e vitalit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p>In un contesto pi\u00f9 ampio, la storia naturale del cosmo non \u00e8 neutrale, come finora la scienza ha sempre supposto.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;universo ha uno scopo. Ha il desiderio di portare pi\u00f9 vitalit\u00e0 nel mondo. La realt\u00e0 \u00e8 un potenziale che desidera realizzarsi. All&#8217;inizio c&#8217;\u00e8 il desiderio dell&#8217;Uno di donarsi, di donare la vita. \u00c8 possibile che non serva altro che questo desiderio cosmico di generare fertilit\u00e0. [\u2026] Il desiderio che la fertilit\u00e0 interiore si manifesti continuamente nella vita porta a una divisione del tutto. La divisione genera un desiderio individuale di connessione e un desiderio, altrettanto efficace negli individui, di continuare a generare vita. Questi due desideri nascono fondamentalmente da uno solo, ovvero quello che la vita sia. Essi hanno come conseguenza l&#8217;esplorazione dell&#8217;infinita variet\u00e0 di connessioni e trasformazioni attraverso le quali le singole parti cos\u00ec collegate si trasformano continuamente l&#8217;una nell&#8217;altra, tornando all&#8217;Uno e trasformandosi in nuove individualit\u00e0. (*5)<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo crea una prospettiva completamente nuova sul \u201csignificato cosmico\u201d dell&#8217;essere estranei. C&#8217;\u00e8 un motivo primordiale, un desiderio iniziale che nasce dal vuoto, di aprirsi, di rivelarsi in forme, di differenziarsi e di conoscere se stessi in questa differenziazione. La differenziazione del motivo primordiale continua costantemente e segue il desiderio di dare vita, di chiamare l&#8217;essere alla vita. L&#8217;essere estranei fa nascere il desiderio. Le creature si scontrano tra loro. L&#8217;universo ha l&#8217;impulso di moltiplicare la vitalit\u00e0. Possiamo partecipare a questo processo se conosciamo le leggi cosmiche e seguiamo le \u201cistruzioni dei saggi\u201d che ci sono state date fin dall&#8217;antichit\u00e0. Allora saremo veramente creativi.<\/p>\n<p>La consapevolezza vuole risvegliarsi ovunque, fino alla consapevolezza dell&#8217;essenza interiore di ogni cosa. Nel profondo del nostro cuore esiste l&#8217;amore, la forza materna della materia, la Mater-Materia. In essa agisce la volont\u00e0 che la vita sia. In questa Mater-Materia \u00e8 contenuto il non essere, lo spazio interiore della maternit\u00e0 stessa.<\/p>\n<p>Possiamo percepire e sentire questo amore nel profondo, nel nostro cuore, dove siamo un tutt&#8217;uno con la parte pi\u00f9 intima del mondo e del sole. Da questa intima connessione del cuore possiamo stare al centro del mondo, con il desiderio di donarci completamente, di essere completamente al servizio, di essere \u201ccommestibili\u201d (*2). Possiamo essere fecondi se riposiamo nel nostro non essere, nel nostro vuoto interiore.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, il Cristo, dice:<\/p>\n<blockquote><p>Prendete e mangiatene tutti; questo \u00e8 il mio corpo offerto per voi; fate questo in memoria di me!<\/p><\/blockquote>\n<p>Il piccolo H\u00e4welmann \u00e8 diventato adulto quando ha voluto essere creativo e fecondo nell&#8217;universo, quando \u00e8 stato in grado di dedicarsi completamente alle cose terrene e questo, come ha scritto Rilke nei Sonetti a Orfeo, \u201cper la condizione del non essere\u201d. Chi ha compreso con il cuore che nel proprio vuoto interiore esiste il mistero dell&#8217;eterno fluire, \u00e8 in grado di amare veramente e di servire con dedizione.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;amore \u00e8 il potere pi\u00f9 grande che esista, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;unico potere in questo mondo che non \u00e8 di questo mondo. (*6)<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<p>*1 Theodor Storm, <em>Il piccolo H\u00e4welmann<\/em>, Editore C\u2019era una volta\u2026, 1995<\/p>\n<p>*2 Andreas Weber, Essbar sein (Essere commestibile), Klein Jasedow 2023, p. 127<\/p>\n<p>*3 Max Planck, citato da: https:\/\/manifestation-boost.de\/max-plancks-gr%C3%B6%C3%9Fte-erkenntnis-es-gibt-keine-materie\/<\/p>\n<p>*4 Andreas Weber, Essbar sein, Klein Jasedow 2023, p. 129<\/p>\n<p>*5 Andreas Weber, Essbar sein, Klein Jasedow 2023, p. 133<\/p>\n<p>*6 Llewellyn Vaughan-Lee, For Love of the Real. A Story of Life`s Mystical Secret, Golden Sufi Centre 2012<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":933,"featured_media":111604,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-121181","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/121181","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/933"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111604"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121181"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=121181"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=121181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}