{"id":114268,"date":"2024-12-07T10:37:53","date_gmt":"2024-12-07T10:37:53","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/imparare-a-morire-imparare-a-vivere-lintensita-del-momento\/"},"modified":"2025-01-11T12:44:05","modified_gmt":"2025-01-11T12:44:05","slug":"imparare-a-morire-imparare-a-vivere-lintensita-del-momento","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/imparare-a-morire-imparare-a-vivere-lintensita-del-momento\/","title":{"rendered":"Imparare a morire, imparare a vivere \u2013 L&#8217;intensit\u00e0 del momento"},"content":{"rendered":"<p><em>La vita e la morte sono come due facce della stessa medaglia. L&#8217;incarnazione e il tempo che intercorre tra la morte e la nascita formano insieme il corso delle incarnazioni.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><em>Per la coscienza legata alla materia, invece, questi pensieri sono pura teoria; essa pu\u00f2 vedere solo l&#8217;essere e il non essere e quindi reprime la morte. Ma questa visione non sminuisce anche la pienezza della vita? Come il buddismo Zen ha plasmato i samurai.<\/em><\/p>\n<p>Chi non conosce o non percepisce la propria finitezza vive come se fosse eterno. Ma \u00e8 un&#8217;eternit\u00e0 che si trasforma in mera durata, accucciata sotto il regime plumbeo del tempo.<\/p>\n<p>I bambini hanno la sensazione di essere illimitati, nella percezione di s\u00e9 e in relazione al tempo. S\u00e9 e il mondo fluiscono insieme e si separano solo per i momenti in cui non riescono a realizzare qualcosa di desiderato. I bambini vivono nel momento. Ci\u00f2 che \u00e8 appena stato viene dimenticato. Gioia e dolore scompaiono nell&#8217;attenzione data a ogni momento. Ci\u00f2 che \u00e8 ora \u00e8 nuovo. Il tempo \u00e8 pieno, ogni giorno sembra un&#8217;eternit\u00e0. Ma non rimane cos\u00ec. Il bambino impara a conoscere le cose e i processi, sviluppa delle routine. La sua coscienza si allontana sempre pi\u00f9 dal momento immediato. Il bambino cresce e prende decisioni, sceglie il suo percorso di vita: la domanda se qualcosa \u2013 o qualcuno \u2013 pu\u00f2 aiutarlo a raggiungere un obiettivo influenza alcune percezioni e chiude la coscienza ad altre. Gli spazi vuoti che ne derivano si riempiono di progetti, sogni e paure. Cos\u00ec l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza svanisce lentamente e inizia l&#8217;oggettivazione del mondo. A un certo punto, si estende \u2013 di solito senza intenzioni malevole \u2013 alle persone che dovrebbero servire a determinati obiettivi nelle relazioni. Allora la pienezza dell&#8217;attimo senza desiderio si perde e il tempo \u00e8 diventato un ritardo, una strada verso la fine.<\/p>\n<p>A un certo punto di questo sviluppo, tutti cominciano a sentire la mancanza della gran quantit\u00e0 di esperienze dell&#8217;infanzia e della giovinezza. Ci si rende conto che l&#8217;abbondanza pu\u00f2 essere raggiunta solo con una grande apertura, che possiamo davvero abbracciare il nuovo momento solo se lasciamo andare il passato e le nostre aspettative per il futuro. Il nostro modo radicato di raccogliere cose ed esperienze e di riempire la nostra coscienza (e spesso anche il nostro ambiente privato) si oppone a questo. Vi si oppone anche il nostro ego, che \u00e8 il risultato di tutto questo accumulo. \u201cIo sono ci\u00f2 che ho fatto, ci\u00f2 che amo, ci\u00f2 che intendo ancora realizzare&#8230;\u201d. I momenti belli della nostra vita servono ad arricchire questo conto di credito interiore, decorano la narrazione di noi stessi. \u00c8 cos\u00ec che viviamo di solito, anche se abbiamo sperimentato la bellezza e la realizzazione che si possono ottenere solo lasciando andare e seguendo la corrente. Praticare questo lasciarsi andare su piccola scala \u00e8 un buon modo per sperimentare nuovamente se stessi in relativa libert\u00e0 dal flusso della nostra narrazione e senza aggrapparsi alle cose (compresa la nostra storia).<\/p>\n<p>Ora temiamo e neghiamo la morte perch\u00e9 vogliamo realizzare tutto ci\u00f2 che \u00e8 grande ed eterno nella transitoriet\u00e0, perch\u00e9 abbiamo rinchiuso noi stessi e i nostri obiettivi pi\u00f9 alti nella vita nel tempo. Cerchiamo la permanenza. La bellezza, la forza, la saggezza e l&#8217;amore dovrebbero sommarsi alla perfezione, come prova di successo. Anche coloro che nel corso della loro vita hanno detto addio alle grandi idee cercano di proteggere e di aggrapparsi alla relativa felicit\u00e0 che si trova nelle piccole cose.<\/p>\n<p>La chiave dell&#8217;abbondanza, tuttavia, sta nella morte dell&#8217;ego in ogni singolo momento. Se ci aggrappiamo al nostro ego, continueremo a raccontare la sua storia in variazioni legate al filo del tempo, finch\u00e9 non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nulla da raccontare. Se riusciamo a staccarci dal nostro ego, allora possiamo morire al tempo e scoprire un nuovo stato di vita.<\/p>\n<p>L&#8217;ego \u00e8 il confine che ci chiude alla vita pi\u00f9 profonda e rende la morte un mistero e un orrore per noi. Tanto pi\u00f9 che nella nostra societ\u00e0 la vecchiaia e la morte sono separate dalla vita normale e vorremmo vedere la nostra storia di vita come uno sviluppo infinito.<\/p>\n<p><strong>Samurai e Buddismo Zen<\/strong><\/p>\n<p>Nel Giappone del XVII secolo si trovano tracce di un approccio alla vita in cui il ripetuto confronto con la possibilit\u00e0 della propria morte e una filosofia spirituale del non-io entrano in una sintesi che porta alla trascendenza della vita e della morte e d\u00e0 un profondo impulso culturale. In quel periodo, nel Giappone feudale, il cammino dei samurai e il buddismo Zen si unirono in modo intenso. Il maestro Zen Takuan S\u00f4h\u00f4 (1573-1645) scrisse diverse lettere a un maestro di spada. Questi testi descrivono l&#8217;arte della spada a partire da una comprensione fondamentale del mestiere dello spadaccino e la mostrano come un percorso di conquista di se stessi.<\/p>\n<p>Takuan S\u00f4h\u00f4 presenta l&#8217;arte della spada come un cerchio: dall&#8217;inizio senza pregiudizi del novizio, attraverso la complessit\u00e0 dell&#8217;apprendimento, fino alla ritrovata semplicit\u00e0 del maestro. \u00c8 chiaro che il maestro non solo ha superato lo sforzo di fondere la sua posizione, la sua spada e la sua padronanza dello spazio in un&#8217;unit\u00e0, ma pu\u00f2 e deve anche diventare non intenzionale per fondersi con l&#8217;azione.<\/p>\n<p><em>Si diventa maestri solo quando si smette di pensare a se stessi, anche in una lotta per la vita e la morte.<\/em><\/p>\n<p>Takuan S\u00f4h\u00f4 scrive in questo contesto:<\/p>\n<p><em>Poich\u00e9 il principiante non sa nulla n\u00e9 della postura del corpo n\u00e9 del posizionamento della spada, la sua mente non si ferma da nessuna parte. Se qualcuno lo colpisce con la spada, egli risponde semplicemente all&#8217;attacco senza avere nulla in mente.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando poi studia varie cose e gli vengono insegnati i diversi modi di assumere una posizione, il modo di impugnare la spada e dove mettere la mente, la sua mente si ferma in molti punti. Ora, se vuole colpire un avversario, si sente straordinariamente a disagio. In seguito, con il passare dei giorni e l&#8217;accumularsi del tempo, in accordo con la sua pratica, n\u00e9 le posture del corpo n\u00e9 i modi di impugnare la spada vengono soppesati nella sua mente. La sua mente diventa semplicemente come all&#8217;inizio, quando non sapeva nulla e non gli era stato ancora insegnato nulla.<\/em><a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><em><strong>[1]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<blockquote><p><em>Se uno mette la sua mente nell&#8217;azione del corpo dell&#8217;avversario, la sua mente sar\u00e0 presa dall&#8217;azione del corpo dell&#8217;avversario.<br \/>\nSe si pone la mente nella spada dell&#8217;avversario, la sua mente sar\u00e0 presa da quella spada.<br \/>\nSe mette la mente nel pensiero dell&#8217;intenzione dell&#8217;avversario di colpirlo, la sua mente sar\u00e0 presa dal pensiero dell&#8217;intenzione dell&#8217;avversario di colpirlo.<br \/>\nSe mette la mente nella sua stessa spada, la sua mente sar\u00e0 presa dalla sua stessa spada.<br \/>\nSe mette la mente nella sua intenzione di non essere colpito, la sua mente sar\u00e0 presa dalla sua intenzione di non essere colpito. [&#8230;]<br \/>\nCi\u00f2 significa che non c&#8217;\u00e8 un luogo in cui la mente debba risiedere.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Queste righe sono il fulcro dell&#8217;opera, motivo per cui l&#8217;edizione inglese \u00e8 stata intitolata <em>The Unfettered Mind<\/em> (La Mente senza Catene). Tuttavia, diventare liberi nella lotta per la vita e la morte richiede pi\u00f9 di un esercizio mentale. Questo sforzo ha successo solo se una persona supera effettivamente il suo ego, il suo ancoraggio nel tempo e nello spazio, e quindi le paure pi\u00f9 profonde dell&#8217;esistenza, se ha il coraggio di morire prima di morire <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Morire da vivi era un tema centrale non solo per i mistici cristiani, ma anche nello Zen. Di conseguenza, il passo verso l&#8217;illuminazione veniva anche definito come un salto (mentale) dalla rupe. \u201c<em>Muori da vivo, [&#8230;] e tutto andr\u00e0 bene<\/em><em>\u201c<\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0Questa era una frase di incoraggiamento molto diffusa nei monasteri Zen dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse frivolo ipotizzare la spiritualit\u00e0 nella sanguinosa attivit\u00e0 dei guerrieri? L&#8217;arte della guerra pu\u00f2 essere usata come strumento per superare l&#8217;ego? O per dirla in un altro modo: chi ha superato il proprio ego pu\u00f2 ancora alzare una spada? Nella societ\u00e0 feudale dell&#8217;epoca, tutti avevano un posto fisso fin dalla nascita. Il contadino rimaneva un contadino, il samurai un samurai. Ognuno poteva solo occupare il proprio posto in modo pi\u00f9 o meno corretto e onorevole. Nel suo romanzo <em>La morte del maestro del t\u00e8<\/em>, il pluripremiato scrittore Yasushi Inoue (1907-1991) esplora la questione del perch\u00e9 Sen n\u00f4 Riky\u00fb (1522-1591), il maestro del t\u00e8, ricevette dall&#8217;allora sh\u00f4gun <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Hideyoshi l&#8217;ordine di uccidersi ritualmente e se Riky\u00fb fosse intenzionato a obbedire a questo ordine. L&#8217;autore mostra un gruppo di samurai che studiano l&#8217;arte Zen della Via del t\u00e8 con il famoso maestro di t\u00e8 e, di tanto in tanto, interrompono i loro incontri per andare in battaglia. L&#8217;immagine che emerge \u00e8 quella di un gruppo di persone che mantengono il loro stato mentale meditativo qualunque cosa facciano. Nella casa da t\u00e8 acquisiscono la volont\u00e0 di morire. L&#8217;ambivalenza che si cela nell&#8217;incontro tra la via meditativa e l&#8217;arte della guerra viene messa in evidenza nel romanzo: <em>Riky\u00fb era presente alla morte di molti samurai. Quanti sono andati in battaglia dopo aver bevuto il t\u00e8 con il maestro Riky\u00fb? E hanno trovato la morte. Se hai preparato tante morti violente, non puoi morire sul tuo letto<\/em>.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><em><strong>[6]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p>Tuttavia, nel buddismo Zen, la situazione del guerriero prima della battaglia decisiva veniva applicata anche a coloro che cercavano l&#8217;illuminazione. Era vista come un riferimento all&#8217;adesso, in cui solo pu\u00f2 avvenire il salto nell&#8217;ignoto dell&#8217;illuminazione: \u201cUn valoroso praticante che si comporta come un guerriero assediato da nemici da tutte le parti, pu\u00f2 raggiungere l&#8217;illuminazione in un istante, ma coloro che indugiano impiegheranno tre eoni per svegliarsi.<em>\u201c<\/em><a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0Solo quando l&#8217;impegno spirituale acquisisce questa qualit\u00e0 esistenziale pu\u00f2 diventare il fondamento della vita (e della morte).<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 tempo: la morte sta arrivando ora. Il cammino non pu\u00f2 essere percorso domani, ma solo ora.<\/p>\n<p>Il samurai acquisisce l&#8217;intensit\u00e0 del momento nella consapevolezza che sta vivendo tutto (potenzialmente) per l&#8217;ultima volta, e grazie al suo consenso. Quando si pone consapevolmente nel flusso del tempo senza volerlo fermare, guadagna anche la freschezza dell&#8217;inizio, del nuovo. \u00c8 come un risveglio che pu\u00f2 significare in realt\u00e0 emergere dal flusso del tempo. Lo stile di vita del samurai \u00e8 stato spesso romanzato e adattato di conseguenza alla cultura popolare. Tuttavia, la vera ragione per affrontare la morte e trarne una nuova vita \u2013 e l&#8217;aiuto per farlo \u2013 esisteva.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>Questa situazione pu\u00f2 essere applicata anche alla nostra vita attuale. Tutte le sfide, tutte le crisi possono diventare punti di svolta nella vita in cui si accetta la fine del vecchio, e quindi anche della vecchia esistenza. Un percorso di vita in cui si instaura un&#8217;insoddisfazione di fondo per l&#8217;esistenza borghese, piccola e ragionevolmente sicura, pu\u00f2 anche annunciare la fine della temporalit\u00e0. Quando qualcosa all&#8217;interno di una persona vuole far scoppiare il guscio diventato troppo stretto e accetta, anche coraggiosamente, il nuovo sconosciuto, pu\u00f2 accadere. Tale fine \u00e8 un risveglio in cui comincia a emergere la coscienza dell&#8217;<em>Altro<\/em>, che vive nel profondo del proprio essere (un topos anche nello Zen, ad esempio in D.T. Suzuki): unisce vita e morte e quindi le trascende entrambe.<\/p>\n<p>Nella buona tradizione Zen, Takuan S\u00f4h\u00f4 scrisse il carattere del sogno, <em>yume<\/em>, come una poesia di morte \u2013 e mor\u00ec.<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a>\u00a0 Takuan S\u00f4h\u00f4: <em>La Mente senza Catene. Scritti di un Maestro Zen a un Maestro di Spada<\/em>. Edizioni Mediterranee, 2010<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0 Idem<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0 \u00a0 Come disse Angelus Silesius (1624-1677): \u201cChi non muore prima di morire, perisce quando muore\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In: John Stevens: Three Zen Masters. T\u00f4ky\u00f4, New York, London 1993, p. 66<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0 \u00a0 Samurai di alto rango che si occupava degli affari di governo al posto dell&#8217;imperatore.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0 Yasushi Inoue: <em>Morte di un Maestro del T\u00e8<\/em>. Editore Skira, 2016<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0 \u00a0 Uno degli insegnamenti di Hakuins, in: John Stevens: Three Zen Masters. T\u00f4ky\u00f4, New York, Londra 1993, p. 77<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0 \u00a0Questo background spirituale non pu\u00f2 essere paragonato alle motivazioni degli attentatori suicidi. Non si tratta della presenza inebriante prima dell&#8217;atto, n\u00e9 di promesse su ci\u00f2 che attende dopo la morte. Si tratta piuttosto di sopportare le infinite possibilit\u00e0 del presente e di venire a patti con esse, qualunque cosa possano portare.<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":107370,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110079],"tags_english_":[],"class_list":["post-114268","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-livingpast-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/114268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=114268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=114268"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=114268"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=114268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}