{"id":113121,"date":"2024-10-25T10:49:54","date_gmt":"2024-10-25T10:49:54","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/alla-fine-della-notte\/"},"modified":"2024-10-25T10:53:30","modified_gmt":"2024-10-25T10:53:30","slug":"alla-fine-della-notte","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/alla-fine-della-notte\/","title":{"rendered":"Alla fine della notte"},"content":{"rendered":"<p><em>Ogni essere umano si risveglia almeno una volta al giorno. Ci\u00f2 che accade durante questo processo \u00e8 simile al risveglio del vero s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Siamo svegli quando possiamo pensare e sentire, localizzarci consapevolmente nel mondo e agire in esso. Tutto questo confluisce in un campo di coscienza individuale, che pu\u00f2 anche essere visualizzato come quattro corpi che insieme creano la coscienza dell&#8217;ego. Fin dai tempi delle Upanishad questo concetto \u00e8 stato tramandato con visioni leggermente diverse: Secondo questa concezione, l&#8217;essere umano possiede un corpo materiale e, in aggiunta, altri tre corpi sottili: il corpo eterico, quello astrale e quello mentale. Il corpo eterico \u00e8 il centro energetico e il centro della volont\u00e0, il corpo astrale ospita le emozioni e il corpo mentale \u00e8 la sede della coscienza pensante. A partire dal corpo materiale, i corpi successivi sono pi\u00f9 fini ed espansivi, in modo da penetrare ed estendersi oltre quelli pi\u00f9 grossolani.<\/p>\n<p>In una persona che dorme, i veicoli della personalit\u00e0 sono separati gli uni dagli altri, perch\u00e9 i corpi astrale e mentale non sono pi\u00f9 concentrati nel corpo fisico e nel suo doppio eterico. I corpi pi\u00f9 sottili possono persino allontanarsi dal corpo materiale durante il sonno. Questa separazione \u00e8 la ragione per cui la nostra coscienza di veglia svanisce durante il sonno, cosicch\u00e9 nessuna delle parti della personalit\u00e0 cos\u00ec separate ha una coscienza costante durante la notte <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Il risveglio avviene solo quando tutte e quattro le parti della personalit\u00e0 si riallineano.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un risveglio microcosmico in cui avviene l&#8217;unificazione con i tre veicoli superiori ed eterni dell&#8217;essere umano, analogo al risveglio che sperimentiamo ogni mattina. Qui si tratta di Manas, Buddhi e Atman \u2013 il vero s\u00e9 eterno dell&#8217;uomo \u2013 che scendono nei quattro corpi inferiori, fino a quando le membra eterne si trovano concentrati in quelli inferiori e transitori. Partendo dai suoi aspetti superiori, il risveglio permea l&#8217;intero essere umano. Manas, Buddhi e Atman si rivelano allora una solida base per stabilire una coscienza imperitura e universale. Finch\u00e9 questo processo non \u00e8 iniziato, l&#8217;uomo rimane, per cos\u00ec dire, un sognatore.<\/p>\n<p>Nell&#8217;essere umano risvegliato, Manas concettualizza il piano concreto del divenire, il processo di creazione divina in continuo divenire nel proprio essere; \u00e8 quindi l&#8217;interfaccia tra il vero s\u00e9 e la sua rivelazione concreta. Buddhi \u00e8 l&#8217;anima spirituale risvegliata <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2] <\/a>ed \u00e8 una cosa sola con tutti e tutto. L&#8217;Atman \u00e8 il terreno primordiale del proprio essere, che si estende al di l\u00e0 di tutto ci\u00f2 che esiste ed \u00e8 allo stesso tempo la fonte senza forma di tutto. L&#8217;essere umano risvegliato \u00e8 descritto da questi sette elementi essenziali. Ognuno pu\u00f2 verificare da s\u00e9 in che misura possiede tale coscienza.<\/p>\n<p>Quando noi esseri umani percorriamo il cammino verso il risveglio, il vero s\u00e9 inizialmente nascosto dentro di noi assume gradualmente il ruolo di s\u00e9 provvisorio, l&#8217;ego. L&#8217;ego permette che ci\u00f2 avvenga, anche se non senza lottare. \u00c8 una lotta per la realizzazione (e anche per permettere la realizzazione), per la liberazione (dal punto di vista dell&#8217;ego si tratta pi\u00f9 che altro di lasciarsi andare) e per la vera vita (che per l&#8217;ego sembra sempre un morire).<\/p>\n<p>Siamo inclini a pensare al risveglio spirituale come a un&#8217;espansione della coscienza. Non \u00e8 sbagliato, ma \u00e8 fuorviante, perch\u00e9 in questo modo \u00e8 pi\u00f9 probabile che pensiamo all&#8217;espansione della nostra coscienza attuale. Poich\u00e9 il Risvegliato \u00e8 un Altro, una presenza eterna dentro di noi, anche la coscienza risvegliata \u00e8 di tipo completamente diverso.<\/p>\n<h4>Due doni<\/h4>\n<p>All&#8217;inizio del risveglio possono verificarsi due processi di coscienza diametralmente opposti. Molte persone sperimentano esperienze esaltanti, tocchi travolgenti di uno stato dell&#8217;essere che \u00e8 tanto intangibile quanto reale. Ma dopo l&#8217;esperienza esaltante, che d\u00e0 una nuova prospettiva, le persone devono tornare a valle. E l\u00ec, soprattutto in relazione alla libert\u00e0 e alla perfezione che abbiamo assaporato, ci aspettano l&#8217;imperfezione, l\u2019incompletezza e i limiti dell\u2019ego \u2013 la nostra realt\u00e0 attuale.<\/p>\n<p>Il contrasto con l&#8217;esperienza interiore, che una volta ha illuminato la coscienza, costituisce la base per un approfondimento della conoscenza di s\u00e9, che a lungo andare permetter\u00e0 all&#8217;ego di farsi da parte. Ogni essere umano porta dentro di s\u00e9 immagini frammentate dell&#8217;Uno, di cui crede di poter sussistere. L&#8217;amore, la capacit\u00e0 di aiutare e di guarire, il potere e la perfezione vogliono esprimersi. Ma non possono, o solo con effetti collaterali indesiderati; la coscienza dell&#8217;ego, che ha visto un barlume di qualcos&#8217;altro, qualcosa di pi\u00f9 grande, a un certo punto deve ammetterlo a se stessa. Cos\u00ec, il cammino inizia, tra le altre cose, con l&#8217;esperienza dell&#8217;impotenza, un&#8217;esperienza che accompagner\u00e0 l&#8217;uomo sul cammino per molto tempo e che alla fine lo aiuter\u00e0 a comprendere l&#8217;imperativo di \u201clasciar andare\u201d, a favore del vero s\u00e9.<\/p>\n<h4>Inizia un percorso<\/h4>\n<p>La maggior parte delle persone ha un approccio intuitivo al lasciar andare. Nelle librerie sono disponibili scaffali pieni di volumi sulla guida alla vita, che pretendono di spiegare questo argomento. Inizialmente, \u00e8 relativamente facile afferrare l&#8217;idea che lasciare andare gli attaccamenti ci libera. Quando si \u00e8 liberi dalla possessivit\u00e0, la paura della perdita diminuisce. Liberarsi dagli attaccamenti malsani porta una nuova libert\u00e0 di scoprire se stessi e di vivere la propria vita. In definitiva, l&#8217;intero percorso \u00e8 racchiuso in questo argomento, perch\u00e9 ogni volta che siamo attaccati a qualcosa o a qualcuno, siamo attaccati all&#8217;impermanenza e ne siamo intrappolati. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 bello porta sempre con s\u00e9 il dolore della separazione. Le cose si consumano, le persone si ammalano e muoiono. Non siamo esenti da tutto questo. Nulla nel nostro mondo rimane cos\u00ec com&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Quindi, quando ci si propone di rompere i legami esistenti, ci\u00f2 dipende in ultima analisi dal modo in cui ci si posiziona fondamentalmente nel mondo, percependolo e impegnandosi con esso in ogni momento, localizzandosi in esso, creando il proprio spazio. La nostra coscienza lavora in questo rapporto con il mondo in ogni momento, si riafferma con esso, ne \u00e8 completamente riempita. Cercare di far riposare la coscienza in questo senso non porta al risveglio se non \u00e8 gi\u00e0 iniziata una connessione consapevole con il vero s\u00e9. Questo \u00e8 il punto.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio \u00e8 nel cuore e, a mano a mano che si procede, nel cervello si apre uno spazio \u2013 nel punto in cui si trova il chakra della fronte \u2013 non pi\u00f9 occupato dall&#8217;ego e libero di fluire verso il vero s\u00e9. Una volta realizzato questo inizio, tutte le relazioni con il mondo cambiano carattere, perch\u00e9 partono da un punto che non appartiene pi\u00f9 interamente all&#8217;ego e all&#8217;impermanenza. Allora la lotta per lasciar andare ha davvero senso, perch\u00e9 il vero s\u00e9 crea una base per s\u00e9 nella coscienza. Quando le cose e le relazioni di questo mondo non dominano e non limitano pi\u00f9 la coscienza, \u00e8 stata raggiunta un&#8217;ulteriore tappa di questa salita.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 acquisita fa s\u00ec che il punto di vista dell&#8217;io e della persona fisica non appaia pi\u00f9 assoluto, delimitato e assolutamente da difendere nella coscienza. Al contrario, altri punti di vista e le altre relazioni possono essere percepiti pi\u00f9 chiaramente; si avvicinano a noi e diventano gradualmente il nostro \u201cproprio\u201d interesse, perch\u00e9 il vero s\u00e9 risplende anche in altri luoghi, per cos\u00ec dire, proprio come inizia a risplendere nel nostro stesso essere. Il giudizio diventa sempre meno importante. L&#8217;attrazione e la repulsione perdono significato come modalit\u00e0 di funzionamento del corpo astrale, perch\u00e9 l&#8217;interno e l&#8217;esterno non sono pi\u00f9 vissuti come realt\u00e0 separate. Il corpo astrale sviluppa la capacit\u00e0 di una radiosit\u00e0 silenziosa. Il senso di s\u00e9 nella propria coscienza pu\u00f2 dissolversi a fasi alterne fino a far sorgere un vasto vuoto. Pu\u00f2 essere vissuto positivamente perch\u00e9 \u00e8 il puro inizio di uno sviluppo completamente nuovo. Pu\u00f2 essere vissuto negativamente perch\u00e9 l&#8217;ego non si trova pi\u00f9 in questo vuoto e vuole riconquistare la sua supremazia, il suo vecchio stato d&#8217;essere.<\/p>\n<h4>La lotta per il s\u00e9<\/h4>\n<p>Di fronte a questo vuoto, si lotta per definire chi vogliamo essere e chi possiamo essere. Se cerchiamo davvero l&#8217;illimitatezza, allora dobbiamo rinunciare a tutti i confini. Siamo principalmente l&#8217;essere concreto e transitorio con tutte le sue gioie, i suoi dolori e le sue paure, o possiamo liberarci per il vero s\u00e9 che non si identifica con una forma concreta, anche se creer\u00e0 sempre nuove forme? Non si tratta di ci\u00f2 che desideriamo in un momento di elevazione spirituale, ma di ci\u00f2 a cui tutto l&#8217;essere \u00e8 gi\u00e0 pronto \u2013 o forse no! Non si tratta di un esercizio di scelta nel supermercato delle identit\u00e0, ma di una maturazione in uno stato in cui il vecchio \u201cs\u00e9\u201d viene gettato via, per cos\u00ec dire, come un guscio. Catharose de Petri ne parla in <em>Trasfigurazione<\/em>: \u201cQuando l&#8217;essere umano ha seguito fino in fondo il cammino di ritorno alla nuova vita, \u00e8 perfetto, e in quella fase finale non c&#8217;\u00e8 una sola parte di lui che non sia totalmente al di l\u00e0 della forma e del cambiamento [&#8230;] il nuovo essere umano nel suo stato assoluto \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 al di l\u00e0 della forma. Essendo senza limiti, esiste nell&#8217;illimitato&#8221; <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Questo vero S\u00e9, \u201cl&#8217;entit\u00e0 super-forma\u201d dentro di noi, deve entrare in azione durante questo processo.\u00a0 Questo percorso ci porta a lottare, perch\u00e9 per l&#8217;ego \u00e8 un percorso verso il nulla. Non pi\u00f9: \u201cquesto sono io, questo \u00e8 il luogo da cui provengo, quello \u00e8 il luogo in cui voglio andare, questo \u00e8 ci\u00f2 che devo impedire, questo \u00e8 mio\u201d, su cui continuiamo a basarci. La storia che ci raccontiamo senza sosta nella nostra testa, per rafforzare il nostro ego e proiettarlo nel futuro, gradualmente svanisce. Quando questa narrazione interiore compulsiva finisce, l&#8217;essere umano non \u00e8 pi\u00f9 debole, ma pi\u00f9 libero di prima. Nel corso di queste esperienze, diventa anche chiaro che l&#8217;ego, nel suo ruolo di s\u00e9, \u00e8 un&#8217;illusione, anche se un&#8217;illusione che ha ancora molto potere e persistenza.<\/p>\n<h4>La bellezza del cammino<\/h4>\n<p><em>Il vuoto ha una sua bellezza, perch\u00e9 diventa un&#8217;oasi di pace nel proprio essere, un Weltinnenraum <\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>, dove possiamo incontrare tutte le cose dall&#8217;interno. Non si tratta di una semplice sensazione poetica n\u00e9 di un&#8217;illusione, ma dell&#8217;inizio di una vera esperienza di unit\u00e0. Qui il risveglio individuale si fonde con il risveglio dell&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 chi percorre questo cammino inizia a risvegliarsi in tutto e in tutti.<\/p>\n<p>Una volta che l&#8217;ego non racconta pi\u00f9 la sua storia a se stesso, l&#8217;identificazione della coscienza quotidiana con l&#8217;ieri e il domani si indebolisce e cos\u00ec, in modo molto naturale, nasce una consapevolezza nel presente potenzialmente libera dalla paura. Dietro questo sviluppo c&#8217;\u00e8 anche il graduale cambiamento del s\u00e9, perch\u00e9 il vero s\u00e9 eterno \u00e8 libero da ansie, preoccupazioni e paure. Questa presenza, in cui il s\u00e9 \u00e8 diventato completamente immobile, apre la porta all&#8217;eterno nel proprio essere. Ecco perch\u00e9 molte direzioni spirituali pongono una grande enfasi sulla quiete del pensiero e sulla presenza consapevole.<\/p>\n<p>Nel percorso che porta dalla \u201ccentralit\u00e0 dell&#8217;io\u201d al vero s\u00e9 divino, ogni essere umano \u00e8 sottoposto a numerose esperienze. Alcune, di solito giudicate negative, si rivelano essere delle tappe del percorso, perch\u00e9 aiutano a staccarsi dall&#8217;ego, a riconoscere sempre pi\u00f9 chiaramente il vero s\u00e9 sottostante e ad aprirsi ad esso. Tuttavia, lasciare che il vero s\u00e9 diventi finalmente il S\u00e9, rimane una lotta per la maggior parte delle persone. In questo, ognuno combatte una battaglia personale a modo suo.<\/p>\n<p>Per me la domanda \u00e8 sempre quella: chi voglio essere? Nella mia mente si scontrano due forze opposte. Da un lato, c&#8217;\u00e8 l&#8217;enorme persistenza del subconscio, il potere di identificazione con la transitoriet\u00e0 e i secoli di riaffermazione al suo interno. Dall&#8217;altro lato, c&#8217;\u00e8 la convergenza della conoscenza di s\u00e9 dell&#8217;ego con una forza profonda, avvolgente, di sostegno, che \u00e8 in me e intorno a me, e sulla quale imparo a fare affidamento. Il coronamento della strada che l&#8217;ego deve percorrere pu\u00f2 essere visto nelle parole di Rumi:<\/p>\n<p>\u201cCon Dio non c&#8217;\u00e8 spazio per due ego. Voi dite \u201cio\u201d e Lui dice \u201cio\u201d. Affinch\u00e9 questa dualit\u00e0 scompaia, o voi dovete morire per Lui o Lui deve morire per voi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile, tuttavia, che Lui muoia, n\u00e9 fenomenicamente n\u00e9 concettualmente, perch\u00e9 \u201cEgli \u00e8 l&#8217;Eterno che non muore\u201d. Tuttavia, Egli \u00e8 cos\u00ec benevolo che, se fosse possibile, morirebbe per voi, affinch\u00e9 la dualit\u00e0 scompaia. Poich\u00e9 non \u00e8 possibile che Egli muoia, voi dovete morire affinch\u00e9 Egli si manifesti a voi, eliminando cos\u00ec la dualit\u00e0.<\/p>\n<p>Lungo il sentiero del risveglio, il paradosso della nostra dualit\u00e0 come essere eterno e transitorio si trasforma in chiarezza cristallina quando la vecchia coscienza rinuncia ai suoi sforzi per essere il centro, permettendo al vero S\u00e9 di risplendere come un raggio dell&#8217;Uno. In questo caso, il simbolo del diamante levigato si adatta bene. Come essere concreto, rappresentiamo una sfaccettatura di una gemma di cristallo. Nel suo centro brilla la luce bianca onnipervadente del Terreno Primordiale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Questo testo non tratta il superamento dell&#8217;incoscienza durante il sonno e i viaggi astrali. Entrambi non hanno alcun ruolo nel processo di risveglio qui descritto.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> In sanscrito, infatti, la parola <em>budh<\/em> significa risveglio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3] <\/a>Catharose de Petri: <em>Trasfigurazione<\/em>, Edizioni Lectorium Rosicrucianum, 1984<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4] <\/a>Weltinnenraum: come scrive Rilke in una delle sue poesie, la coscienza interiore dell&#8217;uomo contiene il mondo intero. L&#8217;uomo \u00e8 in grado di entrare in questo spazio interiore durante il processo di risveglio<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":104138,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-113121","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/113121","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113121"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113121"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=113121"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=113121"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}