{"id":109493,"date":"2024-05-09T18:47:33","date_gmt":"2024-05-09T18:47:33","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/alcune-riflessioni-sulla-filosofia-rivoluzionaria-di-immanuel-kant\/"},"modified":"2024-05-09T18:47:33","modified_gmt":"2024-05-09T18:47:33","slug":"alcune-riflessioni-sulla-filosofia-rivoluzionaria-di-immanuel-kant","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/alcune-riflessioni-sulla-filosofia-rivoluzionaria-di-immanuel-kant\/","title":{"rendered":"Alcune riflessioni sulla filosofia rivoluzionaria di Immanuel Kant"},"content":{"rendered":"<p>Per Kant, il fine pi\u00f9 alto che le idee della ragion pura possono raggiungere \u00e8 la ragion pratica, cio\u00e8 l&#8217;idea del rispetto della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo. Che cosa guida la cognizione e l&#8217;azione umana?<\/p>\n<p>Nella sua opera epistemologica, Immanuel Kant, il pi\u00f9 grande filosofo dei tempi moderni, intraprende un percorso che \u00e8 ancora molto attuale. Egli esplora la questione di come la cognizione umana generi le nostre esperienze. Oggi, come i contemporanei di Kant, non siamo forse portati a lasciare che siano le autorit\u00e0 esterne \u2013 soprattutto la scienza \u2013 a spiegare il mondo nelle sue connessioni e processi?<\/p>\n<p>In questo modo, per\u00f2, la verit\u00e0 rimane sempre fuori di noi, dice Kant, e propone una strada diversa.<\/p>\n<p><strong>Una rivoluzione nel modo di pensare umano<\/strong><\/p>\n<p>Kant chiede un&#8217;inversione della coscienza umana o una rivoluzione del nostro modo di pensare, simile a quella di Copernico&#8230;<\/p>\n<blockquote><p>&#8230; Il quale, non riuscendo a spiegare il movimento dei cieli quando ipotizzava che l&#8217;intera schiera di stelle ruotasse intorno all&#8217;osservatore, cerc\u00f2 di capire se non avrebbe funzionato meglio se avesse fatto ruotare l&#8217;osservatore e lasciato in pace le stelle.<\/p><\/blockquote>\n<p>Kant fece un&#8217;esperienza simile quando scopr\u00ec che gli esseri umani hanno facolt\u00e0 cognitive in cui la possibilit\u00e0 della conoscenza umana \u00e8 insita \u201ca priori\u201d, cio\u00e8 in linea di principio ancor prima di qualsiasi esperienza, in termini di forma. Diventa una cognizione viva dell&#8217;esperienza solo attraverso il lavoro di collegamento della nostra coscienza con i contenuti della nostra percezione o comprensione sensoriale.<\/p>\n<p>Il mondo dei fenomeni ruota quindi intorno alla facolt\u00e0 conoscitiva intrinseca dell&#8217;uomo e alle sue leggi, che sta al centro come un sole. Le forme pure di percezione dello spazio e del tempo e le categorie di quantit\u00e0, qualit\u00e0, relazione e modalit\u00e0 non si trovano quindi nelle cose e nei loro fenomeni al di fuori di noi, ma sono gi\u00e0 insite in noi.<\/p>\n<p>Quando pensiamo alle leggi universali e al loro creatore, dobbiamo quindi considerare anche la persona che pu\u00f2 pensare o riconoscere queste leggi. L&#8217;uomo stesso \u00e8 un creatore nel suo microcosmo e le facolt\u00e0 cognitive superiori della sua anima ospitano forme pure di leggi universali del suo mondo fenomenico. Kant spiega il processo attraverso il quale queste cognizioni sorgono nell&#8217;uomo, e noi seguiremo le sue spiegazioni qui di seguito.<\/p>\n<p><strong>Le tre facolt\u00e0 umane superiori della cognizione<\/strong><\/p>\n<p>Kant afferma che l&#8217;uomo deve la sua speciale capacit\u00e0 di pensare e riconoscere alle tre facolt\u00e0 superiori dell&#8217;anima. Egli possiede:<\/p>\n<p>la facolt\u00e0 di cognizione attraverso l&#8217;intelletto,<br \/>\nla facolt\u00e0 di giudizio (detta anche facolt\u00e0 di discernimento) e<br \/>\nla facolt\u00e0 della ragione.<\/p>\n<p>Queste facolt\u00e0 sono radicate nella mente umana. In questo articolo ci concentreremo sulle facolt\u00e0 della cognizione e della ragione.<\/p>\n<blockquote><p>La mia ricerca ha dimostrato che dietro a tutto il mondo con cui abbiamo a che fare, deve esserci un grande direttore d&#8217;orchestra che dirige tutto e che vuole il nostro bene.<br \/>\nAlbert Einstein<\/p><\/blockquote>\n<p>Se prendiamo l&#8217;immagine di Einstein come punto di partenza, immaginiamo un creatore divino in un macrocosmo che dirige lo spartito della sua creazione, mentre a livello inferiore, terreno, l&#8217;uomo dirige l&#8217;orchestra nel suo microcosmo. Come leader della sezione dei violini, il primo violino \u00e8 una sorta di mediatore tra il direttore d&#8217;orchestra e l&#8217;orchestra, \u00e8 in collaborazione con l&#8217;orchestra che il suo strumento pu\u00f2 funzionare.<\/p>\n<p>La funzione che la mente umana svolge nel processo cognitivo corrisponde simbolicamente alla funzione del primo violino nell&#8217;orchestra. Per Kant, la mente \u00e8 un aspetto senziente, cio\u00e8 sensoriale, dell&#8217;essere superiore che chiamiamo il nostro vero s\u00e9. \u00c8 in grado di concentrare le molteplici forme degli oggetti \u2013 che a priori si trovano nella sua anima \u2013 in un&#8217;unit\u00e0. \u201cColpito\u201d (cio\u00e8 stimolato) dalla sua immaginazione, pu\u00f2 ora visualizzare un oggetto dentro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come il primo violino influenza l&#8217;orchestra con il suono del suo violino, la mente stimola la facolt\u00e0 cognitiva umana a evocare l&#8217;oggetto percepito interiormente.<\/p>\n<blockquote><p>In qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo la conoscenza possa rapportarsi agli oggetti, il modo in cui si rapporta ad essi, e a cui tutto il pensiero mira come mezzo, \u00e8 la contemplazione. Tuttavia, questa ha luogo solo nella misura in cui l&#8217;oggetto ci viene dato; ma questo a sua volta \u00e8 possibile, almeno per noi umani, solo se influisce sulla mente in un certo modo. La capacit\u00e0 (ricettivit\u00e0) di ottenere idee attraverso il modo in cui siamo influenzati dagli oggetti \u00e8 chiamata sensibilit\u00e0. Attraverso la sensibilit\u00e0 ci vengono forniti gli oggetti che ci danno delle visioni, ma attraverso la mente essi vengono pensati e si formano i concetti.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>La facolt\u00e0 di conoscere attraverso la mente<\/strong><\/p>\n<p>La facolt\u00e0 speciale di cognizione effettiva \u00e8 la mente umana. Come tutte e tre le facolt\u00e0 cognitive della mente, essa contiene in s\u00e9 le forme dei suoi oggetti di cognizione. Contiene quindi \u201ca priori\u201d la capacit\u00e0 di pensare in termini di concetti (categorie). Ha anche un&#8217;altra radice nella sensibilit\u00e0 umana: quando collega la sua capacit\u00e0 di pensare in termini di concetti con le impressioni sensoriali date nella contemplazione, sorge la cognizione, che rende possibile l&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>La mente ha la capacit\u00e0 di pensare per concetti, che Kant chiama categorie.<\/p>\n<p>Le categorie sono forme del nostro pensiero in cui il molteplice, dato nella percezione, \u00e8 unificato attraverso l&#8217;attivit\u00e0 della nostra coscienza. La conoscenza consiste quindi in una sintesi tra intelletto e oggetti percepiti sensorialmente.<\/p>\n<blockquote><p>I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche.<\/p><\/blockquote>\n<p>In questo modo, sviluppiamo innanzitutto una realizzazione dell&#8217;esperienza. Vogliamo illustrare questo processo con degli esempi.<\/p>\n<p><strong>Le categorie permettono la conoscenza esperienziale<\/strong><\/p>\n<p>Kant nomina quattro forme in cui pensiamo alla realt\u00e0 e arriviamo alla conoscenza: Quantit\u00e0, Qualit\u00e0, Relazione e Modalit\u00e0. Il legame tra le categorie \u00e8 costituito dalle forme pure di percezione dello spazio e del tempo. Lo spazio \u00e8 descritto come un senso esterno perch\u00e9 non possiamo immaginare nulla senza estensione spaziale. Il tempo agisce come un senso interno alla coscienza umana. Nell&#8217;esempio seguente, \u00e8 il legame tra le categorie e la percezione.<\/p>\n<p>Di solito esco di casa alle 9 del mattino e vedo davanti a me la stessa immagine di sempre: le case di fronte e gli alberi sono l\u00ec come sempre. Ma il bar all&#8217;angolo ha delle sedie nuove e bianche. Oggi devo aspettare venti minuti alla fermata dell&#8217;autobus, finch\u00e9 finalmente arriva \u2013 sovraffollato come sempre.<\/p>\n<p>Quando penso a come nascono queste esperienze, mi rendo conto che tutto avviene nella mia coscienza. Le mie percezioni mi sono trasmesse attraverso i sensi e tutto ci\u00f2 che ricevo attraverso di essi mi viene dato nelle forme visive dello spazio e del tempo.<\/p>\n<p>Forse domani verranno abbattuti alcuni alberi e messe delle panchine davanti al bar, ma alla fine tutto sar\u00e0 ancora disposto in una giustapposizione spaziale, e se l&#8217;autobus ha impiegato pi\u00f9 tempo per arrivare a destinazione questa mattina, non cambier\u00e0 il fatto che sia trascorsa una certa quantit\u00e0 di tempo tra l&#8217;imbarco e l&#8217;arrivo.<\/p>\n<p>Tuttavia, questo descrive solo una piccola parte della mia esperienza quotidiana. Fino a che punto la mia mente \u00e8 coinvolta nel farle accadere?<\/p>\n<p>Posso riconoscere l&#8217;immagine delle case e delle strade di oggi come la stessa immagine di ieri solo perch\u00e9 il concetto di sostanza persistente, cio\u00e8 di qualit\u00e0, \u00e8 alla base della mia percezione. Senza di esso, non sarei in grado di riconoscere oggi le case e le strade di ieri, perch\u00e9 il concetto di sostanza (materiale o materia) si basa sull&#8217;idea di una reale persistenza nel tempo.<\/p>\n<p>L&#8217;osservazione che oggi davanti al bar ci sono sedie nuove e bianche, cio\u00e8 che sia avvenuto un cambiamento nel tempo, \u00e8 per me riconoscibile solo sotto il presupposto di un concetto di relazione o di causalit\u00e0. Presuppone una relazione, o una connessione causale, tra il cambiamento osservato e una causa che lo ha determinato: ieri ho appreso che il proprietario del bar \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>Infine, verifico che oggi ho dovuto aspettare venti minuti l&#8217;autobus usando il concetto di quantit\u00e0, che si basa sul conteggio, cio\u00e8 su una sequenza temporale. Qui, invece, ho l&#8217;idea di dover aspettare molto di pi\u00f9 e questo si basa sul concetto di modalit\u00e0, cio\u00e8 sul modo in cui ho percepito il tempo.<\/p>\n<p>Attraverso questi esempi, ci \u00e8 chiaro come possiamo riconoscere con la mente la realt\u00e0 che ci viene data. Senza i concetti di ordine nello spazio e nel tempo e i corrispondenti concetti di comprensione, non avrei alcuna conoscenza dall&#8217;esperienza, ma solo una rapsodia di percezioni sensoriali.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;ordine e la regolarit\u00e0 dei fenomeni che chiamiamo natura, quindi, sono stati introdotti da noi stessi e non si troverebbero in essa se non fossimo stati noi, o la natura della nostra mente, a inserirli originariamente.<\/p><\/blockquote>\n<p>Se prima l&#8217;uomo credeva che fossero gli oggetti a generare la percezione nella mente, ora Kant afferma che, al contrario, la loro cognizione \u00e8 gi\u00e0 radicata nella mente.<\/p>\n<p><strong>Le facolt\u00e0 della ragione<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia, la conoscenza prodotta esclusivamente dall&#8217;uomo stesso non soddisfa la nostra ragione a lungo termine: essa cerca esperienze anche in un mondo soprasensibile. Il nostro potere conoscitivo ha l&#8217;impulso di elevarsi ben oltre le esperienze dei fenomeni (in greco <em>phainomena<\/em>) fino alle idee sublimi, che Kant chiama \u201ccose in s\u00e9\u201d (in greco <em>noumena<\/em>).<\/p>\n<p>Per Kant, la strada che ci porta al di l\u00e0 del mondo dei fenomeni pu\u00f2 risiedere solo nella facolt\u00e0 della ragione stessa, cio\u00e8 nelle sue idee e nei suoi principi. Per Kant, le idee sono forze vive della ragione. Secondo lui, ci sono tre idee che vogliono essere scandagliate dalla ragione: quelle del mondo, dell&#8217;anima e di Dio.<\/p>\n<p>La caratteristica peculiare della ragione \u00e8 di ricercare l&#8217;interezza o la natura incondizionata di queste idee oltre le semplici esperienze condizionate. Secondo Kant, nessuno dovrebbe dubitare che l&#8217;anima sia immortale, che il mondo sia intero ed eterno e che esista un Dio creatore! Tuttavia, in questo caso la ragione deduce qualcosa di cui non ha esperienza, n\u00e9 attraverso le opinioni n\u00e9 attraverso i concetti; se ne serve e si lascia trasportare in giudizi che vanno ben oltre la sua esperienza.<\/p>\n<p>Si rif\u00e0 ai concetti di comprensione e li utilizza nei conflitti sulle tre idee sopra menzionate. Questo porta a contraddizioni irrisolvibili (antinomie), che ora si confrontano sotto forma di tesi e antitesi. Il problema, tuttavia, \u00e8 che le conclusioni sono tratte dai concetti di comprensione della mente alle sfere dell&#8217;essere quando si tratta di domande:<\/p>\n<p>il mondo \u00e8 finito o infinito nello spazio e nel tempo?<br \/>\nL&#8217;anima come sostanza \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 divisibile o indivisibile?<br \/>\nI fenomeni naturali seguono solo la legge della causalit\u00e0 o esiste una causalit\u00e0 della libert\u00e0?<br \/>\nUn essere necessario o nessun essere necessario appartiene al mondo o alla sua causa?<\/p>\n<p>Kant si allontana dall&#8217;uso speculativo della ragione con delusione:<\/p>\n<blockquote><p>Cos\u00ec, ho dovuto abolire la conoscenza per fare spazio alla fede.<\/p><\/blockquote>\n<p>Alla fine delle sue osservazioni, riassume dove lo ha condotto l&#8217;indagine sulla conoscenza della ragione. La ragione l\u2019ha condotto a idee speculative, che a loro volta l\u2019hanno ricondotto all&#8217;esperienza. Ora gli resta da esaminare se la ragione pura nell&#8217;uso pratico conduca alle idee che raggiungono i fini pi\u00f9 alti della ragione pura.<\/p>\n<p><strong>Ragione pratica e legge morale universale<\/strong><\/p>\n<p>Ogni essere umano \u00e8 in grado di distinguere il giusto dall&#8217;ingiusto e il bene dal male, presupponendo inconsciamente l&#8217;esistenza di una legge morale dentro di s\u00e9. Kant ha trovato la formula di ci\u00f2 che l&#8217;uomo, o tutti, intendono per comportamento morale. \u00c8 il requisito dell&#8217;imperativo categorico, unico nella storia dell&#8217;etica:<\/p>\n<blockquote><p>Agisci in modo che la massima della tua volont\u00e0 possa valere in ogni momento come principio di una legislazione generale.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si tratta quindi di un uomo che agisce secondo massime o principi adatti a una legge generale.<\/p>\n<p>Visualizziamo di nuovo quest\u2019aspetto con un esempio:<\/p>\n<p>L&#8217;altro giorno un&#8217;amica mi ha raccontato che un uomo anziano \u00e8 stato investito da un&#8217;auto davanti a casa sua. Il conducente probabilmente non aveva visto l&#8217;uomo e ha proseguito senza fermarsi. Poich\u00e9 in quel momento era impegnata con la sua bicicletta, ha visto l&#8217;uomo disteso a terra con gli occhi chiusi solo poco dopo l&#8217;incidente. Ha ritenuto di doverlo soccorrere immediatamente, soprattutto perch\u00e9 aveva una certa conoscenza delle misure di primo soccorso. Nel frattempo, un passante aveva chiamato la polizia.<\/p>\n<p>\u00c8 stato naturale per la mia amica aiutare immediatamente, perch\u00e9 credeva che senza dubbio tutti l&#8217;avrebbero fatto. Quando arriv\u00f2 la polizia, un poliziotto critic\u00f2 il suo atteggiamento e disse che avrebbe dovuto aspettarli.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto rilevante di questo esempio \u00e8 che Kant vuole consultare la ragione come intuizione finale e non l&#8217;emozione, perch\u00e9 la ragione ci chiede di considerare ci\u00f2 che vorremmo che tutti facessero in questo caso. Ma questo non pone forse l&#8217;azione morale (razionale) in opposizione all&#8217;agire basato sui sentimenti? \u00c8 opinione comune che le azioni basate sulla ragione abbiano moralmente pi\u00f9 valore di quelle basate sui sentimenti?<\/p>\n<p>Questa contrapposizione tra ragione ed emozione non ha significato per Kant. Anche la deliberazione morale prima di un&#8217;azione non \u00e8 priva di sentimenti. Se, ad esempio, l&#8217;imperativo categorico mi proibisce di mentire quando prendo una decisione, questo mi d\u00e0 immediatamente la sensazione che dovrei astenermi dal mentire, anche se ci\u00f2 mi avrebbe risparmiato un grande fastidio. Si tratta di rispettare me stesso come essere umano.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi chiaro che il sentimento, ma solo il sentimento di rispetto suscitato dalla ragione, gioca un ruolo importante nel comportamento morale. Il rispetto per la persona, compresa la propria, richiede un sentimento di rispetto per la persona del prossimo. Anche nell&#8217;amore, il rispetto per la persona amata \u00e8 un sentimento importante.<\/p>\n<p>E la volont\u00e0 umana? La volont\u00e0 morale \u00e8 spesso in contrasto con il nostro amor proprio. Che cosa mi spinge ad attenermi alla legge morale? \u00c8 la voce incondizionata della mia ragione. Ascolto solo la legge che mi sono dato con autorit\u00e0. La volont\u00e0 che ascolta la voce della ragione \u00e8 la buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>Come essere sensibile, sono soggetto alla legge di natura. Tuttavia, nel mio volere e agire cosciente, in cui comanda la voce della ragione, sono anche il mio autore e appartengo a un mondo di esseri razionali in cui comanda la ragione.<\/p>\n<p>Per Kant, quindi, il fine pi\u00f9 alto che le idee della ragion pura possono raggiungere \u00e8 la ragion pratica, cio\u00e8 l&#8217;idea del rispetto della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Le meravigliose parole di Kant alla fine della <em>Critica della Ragion Pratica<\/em> rivelano il vero significato della sua dottrina, alla quale si sente legato con tutto se stesso:<\/p>\n<blockquote><p>Due cose riempiono la mente di ammirazione e venerazione sempre nuove e crescenti, quanto pi\u00f9 spesso e con costanza si riflette su di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":107012,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110079],"tags_english_":[],"class_list":["post-109493","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-livingpast-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/109493","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107012"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109493"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=109493"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=109493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}