{"id":108792,"date":"2024-04-03T09:16:10","date_gmt":"2024-04-03T09:16:10","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/il-fuoco-di-prometeo-e-la-sua-origine-solare\/"},"modified":"2024-04-03T09:16:10","modified_gmt":"2024-04-03T09:16:10","slug":"il-fuoco-di-prometeo-e-la-sua-origine-solare","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/il-fuoco-di-prometeo-e-la-sua-origine-solare\/","title":{"rendered":"Il fuoco di Prometeo e la sua origine solare"},"content":{"rendered":"<p>Ma in tutta la sua attivit\u00e0, perde di vista la &#8220;radura&#8221;, lo spazio aperto, lo spazio primordiale in cui si svolge tutta la vita e ogni attivit\u00e0. \u00c8 quindi importante fare una pausa, prendersi del tempo, darsi uno spazio, farsi da parte, in modo che il cuore si allarghi e si impegni con ci\u00f2 che \u00e8 aperto.<\/p>\n<p>Chiunque ricerchi le origini del fuoco nei miti, finisce inevitabilmente con il famoso Titano greco Prometeo, la cui audace azione permise di portare il fuoco celeste all&#8217;umanit\u00e0 sulla terra. Diverse storie raccontano da dove Prometeo ottenne il fuoco. In una, egli rub\u00f2 la fiamma dall&#8217;officina di Efesto, in un&#8217;altra la rub\u00f2 dal focolare del palazzo degli dei sul Monte Olimpo e in una terza accese la sua torcia direttamente sul sole.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0 Poich\u00e9 Prometeo non aveva rispettato il divieto di Zeus di rubare il fuoco, fu severamente punito per la sua azione. Efesto lo incaten\u00f2 alla cima di una montagna del Caucaso. L\u00ec, nell&#8217;ambiente pi\u00f9 ostile, fu costretto a rimanere immobile per lungo tempo, in una dura solitudine. Prometeo veniva anche attaccato ogni giorno da un&#8217;aquila, la quale divorava il fegato del Titano con il suo becco affilato. La parte di fegato che l&#8217;aquila aveva mangiato durante il giorno ricresceva di notte, cosicch\u00e9 il tormento si ripeteva ogni nuovo giorno. Il suo supplizio fu interrotto da Eracle, che uccise l&#8217;aquila e liber\u00f2 finalmente Prometeo dalla roccia. Da allora, egli port\u00f2 al dito un anello con incastonata una pietra della montagna su cui aveva sofferto a lungo.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<h4>Il Titanico Ribelle<\/h4>\n<p>Quasi nessuna figura mitologica dell&#8217;antichit\u00e0 \u00e8 stata venerata con pi\u00f9 fervore da poeti e pensatori. Che si tratti di Goethe, Herder, Schlegel o Nietzsche, Bloch e Marx, tutti si schierarono con Prometeo e lo considerarono come il pi\u00f9 grande martire e salvatore. In effetti, si ha l&#8217;impressione che sia &#8220;la rivolta contro gli dei a rendere umano l&#8217;uomo&#8221;. <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Se il titanico ribelle non si fosse elevato al di sopra del comandamento di Zeus con il suo sacrilegio, oggi saremmo ancora privi d\u2019ispirazione, senza doti artistiche, senza cultura, senza artigianato, senza scienza, senza poteri intellettuali della ragione. O almeno cos\u00ec sembrerebbe. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;ombra velata dell&#8217;azione di Prometeo che non \u00e8 ancora diventata importante per noi. Per quanto unanimi possano essere i pareri su Prometeo, dobbiamo stare attenti a non guardare il mito solo attraverso la lente delle interpretazioni conosciute, che ci mostrano solo una mezza verit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che Prometeo sia stato un vero filantropo e che meriti la nostra pi\u00f9 profonda simpatia. Tuttavia, le conseguenze dei suoi doni per la vita e la cognizione umana possono diventare chiare solo se interroghiamo le immagini del mito senza presupposti.<\/p>\n<p>Come racconta Esiodo nella sua Teogonia, un tempo si svolse un incontro tra gli d\u00e8i e i mortali a Mekone, una sorta di sacrificio primordiale, come modello autorevole per tutte le offerte future.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>Si trattava di un giudizio solenne che doveva testimoniare il rapporto che gli uomini avevano con gli d\u00e8i e che avrebbero continuato ad avere in futuro. In questo banchetto sacrificale, Prometeo fungeva da rappresentante dell&#8217;umanit\u00e0 e sacrific\u00f2 un toro, cercando astutamente di dare la parte migliore agli uomini e agli d\u00e8i gli avanzi immangiabili, che a prima vista sembravano pi\u00f9 grandi e splendidi, ma in realt\u00e0 consistevano solo di pelle e ossa. Prometeo non era interessato a una divisione equa, n\u00e9 tanto meno a una generosa offerta di ringraziamento. Al contrario, si schier\u00f2 inequivocabilmente con gli umani e pretese la parte migliore per i suoi protetti. Zeus, tuttavia, si accorse della frode sacrificale e pens\u00f2 a come vendicarsi del sacrilegio. Infuriato, decise di trattenere il fuoco in modo che gli umani non potessero mai averlo. Non viene detto da nessuna parte che Zeus abbia sempre avuto l&#8217;intenzione di negare il fuoco agli uomini e di avvolgerli per sempre in un&#8217;oscurit\u00e0 inconsapevole. Prende la sua decisione solo a causa del sacrificio che Prometeo ha rifiutato di fare. Le azioni di Prometeo innescano un gioco ambiguo. In risposta alle sue azioni, il fuoco viene negato all&#8217;umanit\u00e0, per poi essere portato agli abitanti della terra da Prometeo stesso. Siamo di fronte a uno strano paradosso il cui doppio volto ci fornisce la chiave di lettura. Tutto nel mito di Prometeo si scompone in una dualit\u00e0 contraddittoria: luce e tenebra, presente e assente, nascosto e rivelato, dato e negato.<\/p>\n<h4>L&#8217;origine<strong> celeste del fuoco<\/strong><\/h4>\n<p>Prometeo svela il fuoco all&#8217;umanit\u00e0, ma allo stesso tempo il fuoco nasconde qualcosa: la propria fonte, il luogo celeste di origine, il sole. Quando l&#8217;origine solare del fuoco viene dimenticata, anche la memoria degli d\u00e8i svanisce. E senza memoria, svanisce anche il ringraziamento. E nella misura in cui la gratitudine diminuisce, aumenta anche la pretesa di potere. Di conseguenza, non ci sono pi\u00f9 offerte. Le persone si spartiscono tutto tra di loro in modo egocentrico senza riconoscere, e tanto meno apprezzare, l&#8217;origine solare dei loro doni. In questo senso &#8220;offerta&#8221; non significa sacrificio cruento, ma &#8220;sacrificio&#8221;, (dal latino sacrificium), secondo l&#8217;etimologia della parola: un rendere sacro <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo il fattore decisivo: l&#8217;uomo, dotato del potere del fuoco, non abusa delle opere che crea con esso e dei frutti della conoscenza che ottiene attraverso di esso per i propri scopi, ma considera in tutte le sue azioni come le sue realizzazioni possano servire l&#8217;intera creazione. Ma Prometeo senza catene rifiuta il sacrificio. Allo stesso modo, l&#8217;uomo, inebriato dalle proprie capacit\u00e0, inizia a sfruttare la natura e con essa le sue sorelle e i suoi fratelli. Le persone desiderano ardentemente il fuoco dell&#8217;auto-potenziamento sfrenato, ma rifiutano la sana misura e il suo uso attento.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il pericolo che si presenta se consideriamo correttamente il mito e allo stesso tempo il compito che si presenta sotto il segno del fuoco. E questo \u00e8 in definitiva anche il motivo per cui Prometeo deve essere forgiato sulla roccia per ordine di Zeus. Il supplizio che Prometeo deve subire sembra ingiusto e oltraggioso. Tuttavia, se lo intendessimo come un simbolo profondo piuttosto che condannarlo moralmente come una punizione imperiosa, potrebbe essere un urgente campanello d&#8217;allarme. L&#8217;incatenamento al Caucaso \u00e8 una misura necessaria per lo spirito prometeico che, senza confini, si espanderebbe nell&#8217;infinito e farebbe precipitare tutto in un disastroso oblio. L&#8217;oblio \u00e8 certamente necessario e inevitabile all&#8217;inizio. Anche nella tragedia di Eschilo, Prometeo si vanta di aver chiuso gli occhi degli uomini &#8220;sul loro destino&#8221; e di aver installato in loro una &#8220;cieca speranza.<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p>\n<p>Il fatto che gli uomini non conoscano in anticipo il loro destino, che l&#8217;ora della loro morte sia sconosciuta, pu\u00f2 essere una consolazione che fa sembrare la cecit\u00e0 un dono. Tuttavia, non si pu\u00f2 negare come il sollievo che le persone provano attraverso lo sguardo chiuso del destino getti un&#8217;ombra potente che attende di essere illuminata in segreto. Lo sguardo sincero della verit\u00e0 nei contesti del destino, nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima, negli abissi dell&#8217;ombra, nelle origini, tutto questo non deve rimanere chiuso per sempre. Per questo Zeus vuole preparare un ricordo attraverso la schiavit\u00f9, un ricordo che si traduca in una domanda coraggiosa, in una pausa di ascolto, in una percezione purificata, in una forza di pensiero lucida, in una devota disponibilit\u00e0 al sacrificio.<\/p>\n<h4>Archetipo dell&#8217;essere umano inquieto<\/h4>\n<p>Il nome Prometeo si traduce con &#8220;colui che pensa al futuro&#8221;. Questo rivela il punto cieco del Titano, il quale non si sofferma mai a riflettere sugli effetti delle sue azioni, perch\u00e9 pensa sempre al futuro. Prometeo diventa cos\u00ec l&#8217;archetipo dell&#8217;essere umano impulsivo e irrequieto, che dimentica il giorno del sole, il settimo giorno della creazione, in cui Dio si ripos\u00f2. Prometeo (prima di diventare il perspicace Titano) non riposa mai di sua spontanea volont\u00e0, rimane instancabilmente in balia della sua pulsione creativa. Senza limiti, si precipiterebbe di azione in azione, di idea in idea, di pensiero in pensiero. Ecco perch\u00e9 pu\u00f2 essere liberato dalla roccia solo grazie all&#8217;azione eroica di Eracle, quando ha interiorizzato la misura apollinea e il suo fuoco non oscura pi\u00f9 il sole. Questo \u00e8 il significato dell&#8217;aquila che ogni giorno, dolorosamente, rode il fegato di Prometeo. \u00c8 l&#8217;aggressione non riconosciuta, erodente, della sua sfrenata fuga di pensiero che affligge l&#8217;organo di disintossicazione. Poich\u00e9 nell&#8217;antichit\u00e0 il fegato era considerato la sede della vitalit\u00e0, l&#8217;aquila ci ricorda anche come l&#8217;eccesso di fuoco possa distruggere le preziose forze vitali.<\/p>\n<p>Prometeo vuole illuminare e dominare tutto per mezzo del fuoco e non si rende nemmeno conto di ci\u00f2 che l&#8217;ombra distruttiva sta facendo. Per questo il suo intercessore, Okeanos, gli chiede: &#8220;Riconosci te stesso, rimodellati in una nuova specie&#8221; <a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p>Prometeo si riconosce veramente solo quando considera l&#8217;ombra del fuoco (che vola verso di lui sotto forma di aquila) e trasforma cos\u00ec la propria natura. Il &#8220;conosci te stesso&#8221; diventa umanamente possibile solo attraverso la moderazione del fuoco. E moderazione, in questo caso, non significa altro che fare un passo indietro. Solo quando il fuoco libera lo spazio e non abbaglia pi\u00f9 gli occhi umani con la sua luce impertinente, la percezione purificata si apre e permette al mistero del sole di emergere dall&#8217;occultamento allo scoperto. Solo allora l&#8217;appello di Okeanos alla trasformazione diventa veramente udibile, un appello al cambiamento rivolto a tutti noi.<\/p>\n<h4>Trovare la &#8220;radura&#8221;, l&#8217;aperto<\/h4>\n<p>Per riassumere, esaminiamo nuovamente l\u2019inafferrabile paradosso.\u00a0Attraverso il fuoco la luce si accende e allo stesso tempo si spegne.\u00a0Pi\u00f9 questa dicotomia si svela, pi\u00f9 ci avviciniamo alla parola d&#8217;ordine di Apollo: &#8220;Conosci te stesso&#8221;.O per dirla con le parole di Martin Heidegger<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>:<\/p>\n<blockquote><p>Attraverso il fuoco, l&#8217;esistente entra nell&#8217;invisibile. Tutto ci\u00f2 che esiste diventa visibile come qualcosa di presente, ma l&#8217;esistenza stessa cade nell\u2019oblio, rimane non considerata e quindi nascosta. Eppure l&#8217;esistenza \u00e8 gi\u00e0 chiara prima dell&#8217;atto di Prometeo. Tuttavia, rimane nascosta \u2013 anche se \u00e8 stata illuminata \u2013 proprio a causa del fuoco. La luce pu\u00f2 entrare nella radura, nella sua apertura, e pu\u00f2 giocare con il buio. Ma la luce non crea mai la radura. La radura \u00e8 lo spazio aperto per tutto ci\u00f2 che \u00e8 presente e assente. <a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>La radura esiste prima che la luce del fuoco la illumini. Il fuoco rende visibile ci\u00f2 che \u00e8 presente nella radura (ci\u00f2 che esiste), ma non crea di per s\u00e9 l&#8217;apertura. L&#8217;apertura si ritira \u2013 perch\u00e9 illuminata troppo intensamente \u2013 dietro l&#8217;essere e rimane quindi non considerata. L&#8217;esistenza si rivela nel suo essere solo quando la radura diventa nuovamente percepibile come apertura. Lo sottolinea anche H\u00f6lderlin quando scrive: &#8220;Vieni all&#8217;aperto, amico!\u201d <a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Affinch\u00e9 questo sospirato movimento verso l&#8217;aperto abbia luogo, \u00e8 necessario \u2013 per usare le immagini del mito \u2013 distinguere tra il fuoco prometeico e la sua origine solare. Il sole mitico non \u00e8 semplicemente una fonte di luce che fa apparire ci\u00f2 che esiste, ma indica lo spazio primordiale chiaro e aperto, schiarisce la radura, la rende libera e leggera.<\/p><\/blockquote>\n<p>Chi esce consapevolmente allo scoperto fa esperienza di s\u00e9 con le cose in uno spazio-mondo condiviso. Il fuoco prometeico da solo non basta a rendere possibile questa esperienza. Il cuore \u00e8 la sede del sole nell&#8217;uomo. Cosa significa quindi essere lucidi? Significa prendersi il tempo necessario, darsi spazio, fermarsi, farsi da parte, arrendersi, in modo che il cuore si allarghi e, nella sua espansione, senta l&#8217;apertura in modo illuminante. Solo chi utilizza l&#8217;organo solare in questo modo per il pensiero sensibile liberer\u00e0 Prometeo dalla roccia e lo sollever\u00e0 dal suo sacrificio. Tutte le cose sono in pericolo, ma possono essere salvate e trasformate guardandole con prudenza, cio\u00e8 quando con lo sguardo del cuore non percepiamo pi\u00f9 le cose come isolate le une dalle altre, ma come cose che sono e possono essere solo perch\u00e9 \u2013 come tutto e tutti noi \u2013 sono radicate nell&#8217;apertura illuminata dell&#8217;esistenza. Qui sta il segreto dello spirito del fuoco solare che chiama in causa tutto e tutti noi. Solo quando questo pensiero sorge nei nostri cuori in una tenera luce mattutina, cominciamo a percepire gli immensi, ma allo stesso tempo meravigliosi, poteri che giacciono sopiti nel fuoco.<\/p>\n<blockquote><p>Questa \u00e8 la mia speranza quando inizieremo effettivamente ci\u00f2 che<br \/>\ndesideriamo, e le nostre lingue saranno finalmente sciolte,<br \/>\nE la parola verr\u00e0 trovata, e i nostri cuori saranno sollevati e lontani,<br \/>\nE le riflessioni sfuggiranno da una fronte pi\u00f9 ubriaca,<br \/>\nCome il fiore del cielo, con la nostra stessa ora,<br \/>\napre al chiaro sguardo il luminoso divenire.<br \/>\n(da H\u00f6lderlin, Passeggiata nella campagna)<\/p><\/blockquote>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>1 Karl Kerenyi: <em>Gli d\u00e8i e gli eroi della Grecia. Il racconto del mito, la nascita della civilt\u00e0<\/em> , Mondadori, 1989<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Il ruolo svolto in questo contesto da Epimeteo, fratello di Prometeo, Pandora, Achille, Chirone, Dioniso e Persefone non pu\u00f2 essere trattato in questo articolo. N\u00e9 va esaminato il ruolo di Prometeo come creatore di esseri umani. Vale solo la pena di ricordare che fu la dea Atena ad animare i corpi di terra e a infondere in essi anima e spirito. Cfr. Martin Spura: Das verweigerte Opfer des Prometheus (Il sacrificio rifiutato di Prometeo), capitolo 2.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> NZZ 2.12.2020, Thomas Ribi: Am Anfang der menschlichen Kultur steht ein Frevel (All&#8217;inizio della cultura umana c&#8217;\u00e8 un&#8217;indignazione).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Esiodo, Teogonia, verso 535<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Sull'&#8221;essenza del sacrificio&#8221;, si veda Martin Spura: Das verweigerte Opfer des Prometheus (Il sacrificio rifiutato di Prometeo), cap. IV. 4.2.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Eschilo: Prometeo in catene, verso 248.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Eschilo, ibidem, versi 309 e seguenti<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Martin Spura, ibidem, in particolare i capitoli 2, 4 e 7<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Martin Heidegger: Zur Sache des Denkens, Das Ende der Philosophie und die Aufgabe des Denkens, Max Niemeyer, (Sulla questione del pensare, il fine della filosofia e il compito del pensare). T\u00fcbingen 1969, p. 72.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> H\u00f6lderlin: Der Gang aufs Land (La passeggiata in campagna).<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":100391,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110079],"tags_english_":[],"class_list":["post-108792","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-livingpast-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/108792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100391"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108792"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=108792"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=108792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}