{"id":106276,"date":"2023-12-08T15:11:10","date_gmt":"2023-12-08T15:11:10","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/ballate-ballate-altrimenti-siamo-perduti\/"},"modified":"2023-12-08T15:11:10","modified_gmt":"2023-12-08T15:11:10","slug":"ballate-ballate-altrimenti-siamo-perduti","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/ballate-ballate-altrimenti-siamo-perduti\/","title":{"rendered":"Ballate, ballate, altrimenti siamo perduti"},"content":{"rendered":"<p>Ogni forma d&#8217;arte \u00e8 espressione di questa ricerca di significato e di scopo, compresa la danza, se non \u00e8 usata principalmente per lo sballo. Quando la danza esprime ci\u00f2 che \u00e8 in modo approfondito o intensificato, pu\u00f2 essere un&#8217;esperienza sconvolgente per lo spettatore. Perch\u00e9 questo &#8220;\u00e8&#8221; nasconde sempre un profondo desiderio di ci\u00f2 che pu\u00f2 o dovrebbe essere. E anche \u2013 o soprattutto \u2013 se la rappresentazione della condizione umana attraverso il movimento fisico non corrisponde alle nostre idee di bellezza e sublimit\u00e0, pu\u00f2 comunque parlare proprio di questo: del profondo, onnipervasivo desiderio di redenzione e di salvezza.<\/p>\n<p>L&#8217;Ankoku Butoh, la &#8220;danza delle tenebre&#8221;, ebbe inizio nel 1959 con una breve ma scandalosa performance di Tatsumi Hijikata [1], che l\u2019aveva ideata insieme a Yukio Mishima [2]. Si trattava di quello che nel mondo della cultura occidentale moderna sarebbe stato definito un &#8220;happening&#8221;, un rituale sanguinoso intriso di sessualit\u00e0. Ma la breve performance \u2013 e la feroce reazione del pubblico \u2013 scaten\u00f2 una vera e propria esplosione di attivit\u00e0 artistiche in Giappone. Si dice che queste fossero dirette contro le forze costituite, contro il conservatorismo e contro le influenze occidentali, ed \u00e8 certamente vero che il Butoh fu innescato da queste condizioni marginali, una reazione alla situazione del Giappone del dopoguerra. Ma non \u00e8 corretto considerare gli sforzi artistici del Butoh solo come &#8220;contro qualcosa&#8221;. Questa forma d&#8217;arte \u00e8 una forma di &#8220;per&#8221;, cio\u00e8 di trovare un&#8217;espressione autentica e veritiera della condizione dell&#8217;essere umano (qui nello specifico il giapponese), e infine perdersi nella lotta per questa espressione.<\/p>\n<p>Ora ci si chiede cosa possa dire la contemplazione di questa strana arte della danza a chi si sforza di essere veramente umano, a chi cerca in qualche modo di superare i limiti della natura polare e delle sue leggi. Lo vedremo.<\/p>\n<p>Nel mondo europeo, la danza, sotto forma di balletto, si \u00e8 sviluppata in un linguaggio artistico del corpo altamente formalizzato, in cui ogni movimento, ogni forma esprime una spinta verso l&#8217;alto. I salti e la danza sulle punte danno l&#8217;impressione di assenza di peso, facendo sembrare il corpo fluttuante, mentre la postura eretta, spesso con le braccia sollevate e la testa premuta sul collo, fa apparire il ballerino alto e dritto, con lo sguardo rivolto in lontananza o verso il cielo. \u00c8 un mondo fisico espressivo &#8220;elevato&#8221; nel vero senso della parola, in cui prende forma l&#8217;idea di un &#8220;cielo&#8221;, di un &#8220;sopra&#8221; a cui l&#8217;uomo dovrebbe aspirare.<\/p>\n<p>Naturalmente, all&#8217;inizio del XX secolo \u00e8 seguita una controreazione. Nacque una &#8220;danza d&#8217;espressione&#8221; [3] e da questa nacque quella che oggi conosciamo come danza moderna. Nel film di Wim Wenders &#8220;<em>Pina. Ballate, ballate, altrimenti siamo perduti<\/em>&#8220;, vediamo una delle versioni pi\u00f9 mature di questa forma &#8220;libera&#8221; di danza moderna. Naturalmente durante la liberazione dai formalismi del balletto si \u00e8 perso qualcos&#8217;altro: gli aspetti trascendentali del balletto classico. La danza moderna esprime le realt\u00e0 della vita: relazioni interpersonali, per lo pi\u00f9 giochi di desiderio, rifiuto, legame e separazione, debolezza e forza, crescita e distruzione. Degli effetti eterei e astrali conosce solo l&#8217;elementare e nulla di una &#8220;esperienza&#8221; di trascendenza (se una cosa del genere non \u00e8 comunque una contraddizione in termini).<\/p>\n<p>Anche il Butoh \u00e8 nato sotto l&#8217;influenza della &#8220;danza d&#8217;espressione&#8221; degli anni Venti, ma non la imita. Il Butoh proviene infatti da una cultura che vive con gli spiriti. Il culto degli antenati ha mantenuto l'&#8221;anima giapponese&#8221; aperta a quelle che noi chiamiamo forze dell&#8217;aldil\u00e0, collegate non solo ai morti, ma a tutto e presenti in tutto. Si pu\u00f2 rivivere tutto questo leggendo Mishima \u2013 ma anche Murakimi \u2013 o vedendolo nei film dello Studio Ghibli [4], per citare solo alcuni esempi noti.<\/p>\n<p>Se si assiste a un evento Butoh (il termine &#8220;performance&#8221; non gli rende giustizia), si ha la forte impressione che il danzatore sia posseduto da forze che lo mettono in movimento. Qualcosa di etereo si esprime direttamente nella fisicit\u00e0 grossolana. Kazuo Ohno [5], l&#8217;altro fondatore del movimento Butoh, ha parlato esplicitamente della sorella defunta che vive in lui e si esprime nella sua danza. All&#8217;et\u00e0 di 75 anni, ha &#8220;canalizzato&#8221; nei suoi spettacoli di danza un&#8217;altra donna, la danzatrice &#8220;La Argentina&#8221;, che da giovane lo aveva ispirato con la sua danza. Guardando l&#8217;opera, si ha la sensazione che &#8220;La Argentina&#8221; sia presente e che la persona Ohno sia solo usata come mezzo espressivo \u2013 allo stesso tempo, per\u00f2, egli rimane pienamente visibile e attivo.<\/p>\n<p>Come cercatori occidentali, che perseguono l&#8217;idea dell&#8217;igiene astrale ed emotiva e desiderano \u2013 anche spiritualmente \u2013 relazioni logiche chiare, purezza, percepiamo tutto questo come vago e in qualche modo sporco, impuro. Vediamo i legami in cui l&#8217;artista Butoh si muove e che, a nostro avviso, lo trascinano sempre pi\u00f9 in basso, pi\u00f9 in profondit\u00e0 in questa natura. Ci chiediamo cosa ci sia di &#8220;liberatorio&#8221; in tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Hijikata descrive una scena chiave della sua prima infanzia: i suoi genitori lavoravano nei campi dall&#8217;alba al tramonto, ed era consuetudine mettere i bambini piccoli in una cesta e lasciarli l\u00ec, vicino al campo, tutto il giorno, in modo che non potessero scappare. Che fossero affamati, sporchi o sofferenti non aveva alcuna importanza. Piangevano, ma non arrivava nessuno e si fermavano di nuovo. Hijikata disse:<\/p>\n<p>\u201cQuando si \u00e8 nella merda in quel modo, si fanno esperienze particolari. La testa e i piedi vengono improvvisamente scambiati e sulle piante dei piedi si apre una bocca che aspira il fango. (&#8230;) Vi assicuro che la mia danza \u00e8 nata dal fango&#8221;.<\/p>\n<p>Tenendo conto della sensibilit\u00e0 e della ricettivit\u00e0 dell&#8217;anima di un bambino, si pu\u00f2 certamente riconoscere in questo l&#8217;esperienza di un nadir dell&#8217;esistenza umana.<\/p>\n<p>Cosa fa il Butoh con queste esperienze? Le accetta e le esprime, finch\u00e9 non si staccano dalla persona che le ha vissute e assumono un\u2019esistenza materiale come eventi autonomi. Il danzatore entra cos\u00ec in uno stato di assenza di scopo: ha semplicemente accolto ci\u00f2 che era presente nel suo microcosmo, ha tirato fuori questa oscurit\u00e0 e l&#8217;ha plasmata in una forma.<\/p>\n<p>Per prima cosa ci viene detto di imparare che &#8220;l&#8217;ombra deve essere integrata&#8221; \u2013 l&#8217;artista Butoh giapponese vive con l&#8217;ombra e la esprime \u2013 anzi, si potrebbe dire: si sacrifica ad essa, vive per l&#8217;ombra. Questo \u00e8 inizialmente uno stato di massimo impegno. Tuttavia, questo non &#8220;accade&#8221; inconsciamente, ma viene deliberatamente cercato, approfondito e vissuto. Cos\u00ec facendo, la persona diventa completamente dipendente, sacrifica il suo impegno per qualcosa di pi\u00f9 alto, per cos\u00ec dire. Questo diventa visibile: la postura \u00e8 piegata, le gambe sono piegate verso l&#8217;esterno, le piante dei piedi sono rivolte verso l&#8217;interno, la direzione della danza \u00e8 spesso verso il basso, verso la terra \u2013 un&#8217;immagine opposta alla forma di danza del balletto come la conosciamo. E mentre la &#8220;tensione verso l&#8217;alto&#8221; del balletto occidentale minaccia di diventare sempre pi\u00f9 superficiale e vana, questa tensione verso il basso ha il potenziale per diventare sempre pi\u00f9 profondamente introspettiva. A volte punta verso un regno di trascendenza. Il danzatore Butoh non \u00e8 una persona che danza occasionalmente, ma vive la danza, si perde in essa.<\/p>\n<p>Il butoh ha quindi anche una vicinanza allo Zen che non \u00e8 ricercata, ma nasce da sola. Accetta le esperienze del danzatore, per lo pi\u00f9 infantili, come un grande koan della vita e spera di crescere oltre la lotta per una risposta. Qui, come l\u00e0, si tratta di perdere se stessi e di superare l&#8217;intenzione.<\/p>\n<p>Le nostre idee di purezza, libert\u00e0 e auto-realizzazione sono modellate culturalmente. Ma il cammino verso l&#8217;auto-trascendenza pu\u00f2 iniziare da molti luoghi, e non tutti sono luminosi.<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 successo sul Golgota? Non dobbiamo tutti passare attraverso questa profondit\u00e0, questa sofferenza vissuta consapevolmente, per risorgere come persona nuova? Non \u00e8 forse proprio l&#8217;esperienza del dolore che ci fa uscire dal nostro stato di prigionia? Non si supera la natura ordinandola o negandola, ma attraversandola completamente, nella misura in cui \u00e8 necessario. La condizione umana non \u00e8 negoziabile. Pu\u00f2 essere superata solo attraverso la vita stessa. Il Butoh \u2013 tra gli altri \u2013 pu\u00f2 mostrarci questo.<\/p>\n<p>Da questa prospettiva, l&#8217;alienazione che possiamo aver provato inizialmente nei confronti di ci\u00f2 che il Butoh ci pone davanti lascia il posto a una sorta di amore che proviamo nei confronti di questa natura maltrattata \u2013 un amore che possiamo applicare anche a ci\u00f2 che noi stessi, purtroppo, siamo ancora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 &#8211; Tatsumi Hijikata (9 marzo 1928 &#8211; 21 gennaio 1986), decimo di undici figli di una famiglia di contadini di Akita, studia tip tap, jazz, danza classica, flamenco e danza espressiva a Tokyo dopo essersi presumibilmente guadagnato da vivere con rapine e furti. Il suo lavoro si ispira al surrealismo e ad autori come Mishima, Lautreamont, Genet e de Sade. Nel 1962 fonda lo studio di danza Asbestos Hall con la sua compagna Akiko Motofuji. Alla fine degli anni Settanta, smette di esibirsi in pubblico e si concentra sulla scrittura e sull&#8217;edizione di libri. Muore poco prima della prima esibizione prevista dopo questa pausa.<\/p>\n<p>2 &#8211; Yukio Mishima (14.1.1925 &#8211; 25.11.1970), figlio di un funzionario del governo di Tokyo, uno dei pi\u00f9 influenti autori giapponesi del XX secolo. Ha pubblicato 34 romanzi, circa 50 opere teatrali, circa 25 libri di racconti, almeno 35 saggi, un libretto e un film. La sua opera \u00e8 caratterizzata dall&#8217;idea di ripristinare i valori e gli stili di vita del vecchio Giappone ed \u00e8 permeata dal culto dell&#8217;eroe omoerotico, da un linguaggio classico estremamente raffinato e da una certa mitomania. Nel 1968 form\u00f2 un esercito privato di studenti politicamente di destra con cui attacc\u00f2 un comando delle Forze di autodifesa giapponesi (che collaboravano con gli Alleati) nel 1970. Fece un discorso al suo popolo e poi commise un suicidio rituale nella forma tramandata dai samurai.<\/p>\n<p>3 &#8211; La danza di espressione \u00e8 una forma di danza emersa negli anni &#8217;20 e &#8217;30. Ispirata al movimento di ritorno alla natura del Monte Verit\u00e0, ha cercato di contrastare il balletto con un&#8217;espressione nel movimento naturale del corpo. Tra i protagonisti importanti del Butoh figurano Mary Wigmann (1886 &#8211; 1973) e Harald Kreutzberg (1902 &#8211; 1968). Anche Pina Bausch (1940 &#8211; 2003) ha attinto a queste origini con il suo &#8220;Tanztheater Wuppertal&#8221;.<\/p>\n<p>4 &#8211; Lo Studio Ghibli \u00e8 uno studio cinematografico di animazione giapponese. Tra le produzioni pi\u00f9 note dello studio figurano Princess Mononoke, Chihiro&#8217;s Journey to Magic Land e The Changing Castle. Nei film, la maggior parte dei quali sono stati creati dal fondatore Hayao Miyazaki (*1941), una giovane eroina si imbarca solitamente in avventure nel corso delle quali viene ripristinata l&#8217;armonia disturbata tra la realt\u00e0 moderna e un &#8220;altro mondo&#8221; popolato da fantasmi e creature mitiche.<\/p>\n<p>5 &#8211; Kazuo Ohno (17.10.1906 &#8211; 1.6.2010), figlio di una colta famiglia di pescatori di Hokkaido, inizialmente atleta in un istituto sportivo, inizia spontaneamente a studiare danza nel 1933 dopo aver assistito a uno spettacolo di Antonia Merc\u00e9 (La Argentina). Dopo la guerra e la prigionia, si esibisce per la prima volta in pubblico all&#8217;et\u00e0 di 43 anni. Tra il pubblico c&#8217;era Tatsumi Hijikata, con cui ha lavorato dal 1959 al 1966. Si \u00e8 esibito con lui, con altri protagonisti della danza moderna e da solo; ha iniziato a fare tourn\u00e9e internazionali nel 1980. Ha tenuto la sua ultima esibizione nel 2007, all&#8217;et\u00e0 di cento anni: Da una sedia a rotelle e sdraiato a pancia in gi\u00f9, formava i suoi movimenti con le mani e le gambe, nel pi\u00f9 puro Butoh.<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":104858,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066],"tags_english_":[],"class_list":["post-106276","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/106276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106276"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=106276"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=106276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}