{"id":105768,"date":"2023-11-14T21:19:19","date_gmt":"2023-11-14T21:19:19","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/siamo-esseri-intersoggettivi-limportanza-della-connessione\/"},"modified":"2023-11-14T21:19:19","modified_gmt":"2023-11-14T21:19:19","slug":"siamo-esseri-intersoggettivi-limportanza-della-connessione","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/siamo-esseri-intersoggettivi-limportanza-della-connessione\/","title":{"rendered":"Siamo esseri intersoggettivi \u2013 L&#8217;importanza della connessione"},"content":{"rendered":"<p>Quasi sempre pensiamo alla connessione tra due persone come a una sorta di effetto meccanico. Di conseguenza, ci sono un mittente e un destinatario, nonch\u00e9 un mezzo di trasmissione, generalmente il linguaggio o i segni in qualsiasi forma. La teoria linguistica moderna presuppone che comunichiamo attraverso sistemi di segni. Allo stesso modo, secondo l&#8217;ontologia occidentale, ad esempio quella di Heidegger, immaginiamo entit\u00e0 indipendenti che cercano di trasmettere i loro messaggi agli altri a partire dalla loro natura autonoma.<\/p>\n<p>Con questi concetti, tuttavia, non sorprende che le filosofie corrispondenti giungano spesso alla conclusione che la comunicazione pone dei problemi. Con i moderni sistemi filosofici del post-strutturalismo e del costruttivismo, ad esempio, ci troviamo spesso in un mondo di casualit\u00e0 e alienazione, un mondo in cui l&#8217;individuo \u00e8 isolato e i riferimenti al significato si dissolvono. Esiste un&#8217;altra possibilit\u00e0?<\/p>\n<h4>Indizi dal mondo quantistico<\/h4>\n<p>Il fenomeno dell&#8217;entanglement quantistico indica un altro principio d&#8217;azione in cui tra due attori non agisce alcuna forza, ma si verifica una &#8220;correlazione di fase&#8221;, una &#8220;coerenza&#8221;. Il fisico quantistico italiano Giuseppe Vitiello, che si occupa anche di questioni di coscienza, parla qui di una sorta di sintonia, come due musicisti che suonano all&#8217;unisono in un&#8217;orchestra. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Questo fenomeno descrive il cosiddetto paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen. Supponiamo che una particella elementare decada in due fotoni. Questi &#8220;fotoni gemelli&#8221; presentano il fenomeno dell&#8217;entanglement, cio\u00e8 rimangono collegati anche a distanze molto grandi e se lo stato di un fotone viene modificato dall\u2019azione di un osservatore, questo ha un effetto immediato sullo stato dell&#8217;altro fotone. Se il cambiamento fosse trasmesso da un messaggero, questo viaggerebbe pi\u00f9 veloce della luce.<\/p>\n<p>Tuttavia, una velocit\u00e0 superiore a quella della luce \u00e8 impossibile secondo le leggi della fisica classica. Einstein ha quindi chiamato questo fenomeno di entanglement &#8220;azione spettrale a distanza&#8221;. Questo tipo di connessione non pu\u00f2 essere descritto con la teoria speciale della relativit\u00e0. Per questo motivo la fisica quantistica utilizza termini come &#8220;non locale&#8221; e &#8220;non causale&#8221; per descrivere questi effetti. Ci\u00f2 significa che non c&#8217;\u00e8 una forza che agisce tra due particelle, ma che esse entrano in risonanza. Non c&#8217;\u00e8 alcuna influenza materiale, spazio-temporale, eppure si verifica un effetto.<\/p>\n<p>Vitiello sottolinea inoltre che nel mondo quantistico non esistono entit\u00e0 isolate, perch\u00e9 queste suggeriscono un isolamento ontologico che non pu\u00f2 essere osservato a questo livello di realt\u00e0. Nella fisica quantistica esistono solo sistemi aperti. \u00c8 pi\u00f9 sensato ipotizzare campi che includano le entit\u00e0, il loro ambiente e lo scambio reciproco di energia nelle sue varie forme. Quindi, nella fisica quantistica ci sono sistemi aperti che sono collegati in modo non locale e non causale senza una forza mediatrice.<\/p>\n<h4>Risonanza immediata<\/h4>\n<p>Questa considerazione pu\u00f2 essere applicata alle questioni filosofiche: che cos&#8217;\u00e8 un essere vivente? Come avviene la comunicazione e la connessione tra gli esseri viventi? Secondo questo paradigma, due persone potrebbero relazionarsi tra loro senza scambiarsi messaggi, in modo non locale e non causale, come nel caso dei fotoni gemelli? E cosa significherebbe?<\/p>\n<p>Il filosofo Walter Benjamin ha sviluppato una teoria della comunicazione che si discosta dalla concezione abituale del linguaggio e funziona in modo simile alla teoria quantistica. Nel suo saggio sul linguaggio afferma:<\/p>\n<blockquote><p>Il mediale, cio\u00e8 l&#8217;immediatezza di ogni comunicazione mentale, \u00e8 il problema fondamentale della teoria del linguaggio, e se si vuole chiamare magica questa immediatezza, allora il problema primario del linguaggio \u00e8 la sua magia. <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Benjamin spiega nel suo saggio che l&#8217;idea del linguaggio come mezzo di connessione \u00e8 sbagliata. Non esistono due entit\u00e0 isolate che usano il linguaggio come mezzo per comunicare. Secondo Benjamin, la comunicazione e la connessione autentiche sono immediate, per cos\u00ec dire magiche. Questo pu\u00f2 essere inteso come un effetto non materiale e non locale che opera al di l\u00e0 dello spazio e del tempo, simile all&#8217;entanglement dei fotoni.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che non solo usiamo il linguaggio, ma che siamo linguaggio, se il linguaggio \u00e8 inteso in un senso pi\u00f9 ampio, in cui anche la forma, il contesto e il movimento sono considerati l\u2019essenza del linguaggio. Il linguaggio non \u00e8 un mezzo, ma un&#8217;immediatezza, una sorta di magia, un aspetto del nostro stesso essere spirituale. La conoscenza dell&#8217;Altro <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>e la connessione con lui o lei \u00e8 immediata, non locale, non causale e non pu\u00f2 essere descritta meccanicamente. Ci mostriamo direttamente nel linguaggio, e senza il linguaggio non esisteremmo.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;esistenza del linguaggio non solo si estende a tutte le aree dell&#8217;espressione mentale umana, che in un certo senso coinvolge sempre il linguaggio, ma si estende a tutto. Non c&#8217;\u00e8 evento o cosa, n\u00e9 nella natura animata n\u00e9 in quella inanimata, che non partecipi in qualche modo al linguaggio, poich\u00e9 \u00e8 un veicolo essenziale per comunicare contenuti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Si tratta di una comprensione ampia del linguaggio, ma che ci permette di cogliere l&#8217;essenza dell&#8217;essere umano in modo pi\u00f9 chiaro rispetto alla comprensione convenzionale. La conseguenza pi\u00f9 importante \u00e8 che gli esseri umani non sono esseri che possono esistere isolati. Il linguaggio tra le persone non \u00e8 solo un mezzo arbitrario per trasmettere informazioni. Piuttosto, noi siamo linguaggio e significato. Benjamin dice che &#8220;\u2026questo essere spirituale comunica se stesso nel linguaggio e non attraverso il linguaggio&#8221;. Diventiamo individui solo quando comunichiamo ed entriamo in risonanza con l&#8217;altro.<\/p>\n<h4>Siamo linguaggio<\/h4>\n<p>Non siamo sistemi isolati e diventiamo esseri completi solo quando ci mostriamo e siamo riconosciuti dagli altri. Ogni essere umano \u00e8 una coscienza che si riconosce. Siamo sia il soggetto che l&#8217;oggetto della conoscenza. Siamo &#8220;io-me&#8221;: Mi riconosco, mi percepisco. Questo \u00e8 doppiamente riflessivo. Tuttavia, questa conoscenza di s\u00e9 \u00e8 completa solo quando mi mostro con essa, cio\u00e8 quando il mio essere interiore corrisponde al mio essere esteriore: mostro il mio vero io. Non appena mostro all&#8217;esterno qualcosa di diverso da quello che sono all&#8217;interno, nego me stesso e non esisto veramente. La corrispondenza tra interno ed esterno \u00e8 quindi essenziale, e ci\u00f2 significa che anche l&#8217;esterno e l&#8217;altro sono costitutivi del s\u00e9. Idealmente, l&#8217;esterno ci connette con l&#8217;altro; \u00e8 la comunicazione e l&#8217;essere percepiti nell&#8217;altro, nel tu. L&#8217;antidoto alla disconnessione \u00e8 quindi l&#8217;onest\u00e0. Se ci mostriamo onestamente, si crea contatto e connessione.<\/p>\n<p>Ecco cosa significa dire: noi siamo linguaggio. Il linguaggio non \u00e8 un mezzo con cui entit\u00e0 isolate si scambiano informazioni, ma piuttosto una risonanza, un fenomeno vibrazionale.<\/p>\n<p>Quando le corde sono accordate, allora sono intonate. Per noi umani, questo avviene essenzialmente attraverso la voce, cio\u00e8 attraverso il linguaggio, ma anche attraverso i gesti, le espressioni facciali, il colore e la forma. In questa accezione, il linguaggio diventa una componente essenziale e significativa della nostra connessione.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 vero, come afferma Benjamin, \u00e8 il pi\u00f9 esplicito. Qui vediamo una forma speciale di misticismo. C&#8217;\u00e8 qualcosa di non detto nel nucleo pi\u00f9 intimo del nostro essere. Vuole essere espresso e trova il suo compimento in questa espressione dell&#8217;interiorit\u00e0. La verit\u00e0 pi\u00f9 intima non \u00e8 qualcosa per cui non ci sono parole. &#8220;Quanto pi\u00f9 profonda, cio\u00e8 quanto pi\u00f9 esistente e reale \u00e8 lo spirito, tanto pi\u00f9 \u00e8 esprimibile e pronunciata&#8221;, cos\u00ec che &#8220;il pi\u00f9 espresso \u00e8 allo stesso tempo il pi\u00f9 puro spirituale&#8221;. Questo porta al concetto di rivelazione, cos\u00ec centrale nelle religioni e nel quale Benjamin vede una &#8220;condizione e caratterizzazione sufficiente della divinit\u00e0 dell&#8217;essere spirituale che si esprime in essa, perch\u00e9 tale Parola \u00e8 inviolabile.<\/p>\n<h4>Il vero s\u00e9<\/h4>\n<p>\u00c8 solo da questo processo di mostrarsi, in connessione con l&#8217;altro, che emerge l&#8217;individualit\u00e0 come conoscenza di s\u00e9 e autentico essere. Questa individualit\u00e0 \u00e8 dinamica e non statica. Cambia a seconda dell&#8217;altro e del contesto culturale in cui ci muoviamo. Siamo quindi sempre diversi nelle diverse relazioni. Sono diverso nel rapporto con i miei genitori rispetto a quello con il mio partner, i miei amici, i miei figli, i colleghi, gli estranei, ecc.<\/p>\n<p>Se siamo sempre diversi in queste connessioni relative, sorge la domanda su chi siamo veramente. Qual \u00e8 il nucleo vero e fisso di ci\u00f2 che siamo? Siamo una media di tutte queste relazioni? O forse c&#8217;\u00e8 un nucleo essenziale che esiste indipendentemente dagli altri? Ma se siamo sistemi aperti e diventiamo integri solo quando l&#8217;esterno e l&#8217;interno coincidono e questo esterno \u00e8 la nostra comunicazione con gli altri, allora abbiamo bisogno di questa comunicazione e connessione. Quale relazione, quale intreccio, sarebbe allora quello che rivelerebbe la nostra vera identit\u00e0? Questo ci porta all&#8217;idea di Dio. Oltre a queste identit\u00e0 relative, esiste un\u2019identit\u00e0 vera e assoluta di ogni individuo. Questa si rivela nel suo rapporto con Dio, inteso qui come l\u2019Assoluto. Il legame con Dio \u00e8 quindi il fine ultimo di ogni essere, nel quale si riconosce.<\/p>\n<h4>Unit\u00e0 e diversit\u00e0<\/h4>\n<p>Ma ci sono altre importanti implicazioni filosofiche che emergono da queste connessioni. Se siamo esseri con un dentro e un fuori che si riconoscono nella connessione, ci\u00f2 significa che gli individui devono essere diversi per avere un&#8217;espressione e un&#8217;interiorit\u00e0. Se non fossimo diversi, non ci sarebbe connessione e non avremmo bisogno di linguaggio e forma. L&#8217;intero fenomeno della vita risulta quindi dalla diversit\u00e0 dei singoli esseri e delle cose. Questa diversit\u00e0 \u00e8 irriducibile. La verit\u00e0 ultima non \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 indiscriminata, ma l&#8217;unit\u00e0 nella diversit\u00e0. Rimaniamo esseri individuali nella nostra interconnessione con Dio e con gli altri esseri.<\/p>\n<p>Date queste premesse, \u00e8 chiaro che la coerenza culturale tra persone o gruppi non si crea attraverso l&#8217;influenza degli altri \u2013 che \u00e8 un approccio imperialistico e patriarcale \u2013 ma attraverso lo sviluppo della risonanza. La cultura si crea attraverso la condivisione di un pensiero comune che lega una comunit\u00e0 di persone. L&#8217;importanza di sviluppare un ambiente culturale comune sta nel fatto che ogni attore ha la sua vibrazione, la sua frequenza di fase, ma in questi sistemi aperti c&#8217;\u00e8 sempre una via di mezzo e una differenza tra gli attori. Spiritualmente parlando, siamo tutti persone eterne e Dio \u00e8 la persona eterna suprema.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che, in termini di teoria quantistica, la completa uguaglianza di fase o la completa coerenza \u2013 come stato di energia inferiore \u2013 \u00e8 il grado pi\u00f9 basso di ordine e non comporta alcun cambiamento o movimento. Ecco perch\u00e9 non solo l&#8217;ordine \u00e8 una componente importante della vitalit\u00e0, ma lo \u00e8 anche il caos. La vita \u00e8, in senso stretto, un fenomeno di asimmetria. La connessione \u00e8 quindi un&#8217;interazione tra connessione e separazione, tra unit\u00e0 e diversit\u00e0. Solo allora emerge il gioco che crea movimento, gioia e attrazione.<\/p>\n<h4>Attrazione<\/h4>\n<p>Nella fisica quantistica, la coerenza nasce dall&#8217;attrazione. In realt\u00e0, la categoria dell&#8217;attrazione \u00e8 anche una categoria molto feconda per la filosofia, che molto spesso \u00e8 stata dimenticata nel nostro scientismo tecnologico, incentrato soprattutto sul profitto e sul dominio. Normalmente, la scienza e la tecnologia si concentrano esclusivamente sull&#8217;applicazione del principio della pressione, che rende possibili gli effetti meccanici. Questa idea meccanicistica \u00e8 stata adottata anche in filosofia.<\/p>\n<p>L&#8217;effetto dell&#8217;attrazione che genera coerenza, invece, potrebbe contribuire a una nuova comprensione della realt\u00e0, molto pi\u00f9 vicina alla vita e in grado di descrivere con maggiore precisione i bisogni degli esseri viventi. L&#8217;attrazione \u00e8 un effetto immediato, poich\u00e9 risiede nell&#8217;essere stesso. Si produce da sola se la si lascia fare.<\/p>\n<p>Questa visione potrebbe consentire di stabilire un paradigma completamente nuovo, sia nelle scienze umane che in quelle naturali. Secondo questa visione, noi esseri umani siamo sistemi aperti che hanno bisogno degli altri per diventare se stessi. Non usiamo forze materiali per influenzare gli altri, ma vibriamo all\u2019unisono per creare coerenza. La spinta principale \u00e8 l&#8217;attrazione, non la pressione. Si tratta di un paradigma privo di dominazione che onora gli individui nella loro sovranit\u00e0 e rispetta il processo intersoggettivo come indispensabile per la costituzione della realt\u00e0. La comunicazione e la connessione si basano su un&#8217;uguaglianza diretta, quasi magica, di fase. Il processo di attrazione \u00e8 un approccio attento e tenero verso gli altri, in uno stato d&#8217;animo affettuoso e amorevole, finch\u00e9 non risuonano insieme.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riferimenti:<\/h3>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Giuseppe Vitiello: <em>My Double Unveiled \u2013 The dissipative quantum model of brain.<\/em> John Benjamins Publ. Co., Amsterdam 2001<br \/>\n<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Walter Benjamin: <em>Conoscenza e Linguaggio<\/em>, Editore Mimesis, 2013<br \/>\n<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> L'&#8221;altro&#8221; \u00e8 qui volutamente maiuscolo, contrariamente alla regola grammaticale, per sottolineare lo status di soggetto dell&#8217;altro soggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":97473,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-105768","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/105768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105768"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=105768"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=105768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}