{"id":105701,"date":"2023-11-07T17:06:35","date_gmt":"2023-11-07T17:06:35","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/ardere-e-crescere\/"},"modified":"2023-11-07T17:10:38","modified_gmt":"2023-11-07T17:10:38","slug":"ardere-e-crescere","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/ardere-e-crescere\/","title":{"rendered":"Ardere e Crescere"},"content":{"rendered":"<p>Per Jung, questi discorsi formano un mito gnostico che rivela, in un processo settemplice, la pienezza divina dell&#8217;essere nelle anime umane che si sentono come se fossero morte. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Attraverso l&#8217;oscurit\u00e0 inconscia, esso conduce alla realizzazione cosciente della propria luce interiore. Durante questo processo, l&#8217;intero essere umano legato alla natura si trasforma: diventa consapevole del suo pi\u00f9 intimo s\u00e9 divino come la sua vera natura originale.<\/p>\n<p>Le numerose immagini e i simboli di questo discorso si basano su un&#8217;incommensurabile ricchezza di sviluppi umani passati. Sono archetipi inconsci di esperienze mentali ed espressioni di realt\u00e0 spirituali che contengono la struttura dei misteri (segreti dell&#8217;anima da rivelare).<\/p>\n<p>&#8220;La verit\u00e0 non \u00e8 venuta nel mondo nuda, ma in simboli e immagini&#8221; <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, dice il Vangelo di Filippo.<\/p>\n<p><strong>Eros e l&#8217;albero della vita<\/strong><\/p>\n<p>In questo discorso, Jung contrappone le potenti immagini archetipiche dell&#8217;anima, &#8220;l&#8217;ardere e il crescere&#8221;. Si tratta di due impulsi spirituali che rivelano una dualit\u00e0 di abissi inconciliabili nella nostra anima umana. I loro simboli sono il fuoco e l&#8217;acqua.<\/p>\n<p>&#8220;Il fuoco \u00e8 Eros sotto forma di fiamma. Brilla consumandosi [&#8230;], divampa e si spegne&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La cosa che cresce \u00e8 l&#8217;albero della vita, fiorisce nutrendosi di materia vivente (&#8230;), l&#8217;albero della vita cresce&#8221;. <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>Il fuoco e l&#8217;acqua sono due elementi polari fondamentali della natura. Formano le energie primarie maschili-positive e femminili-negative. Non si tratta di un giudizio morale, ma di interazioni interdipendenti.<\/p>\n<p>Il fuoco simboleggia l&#8217;energia maschile: irradia luce e calore, ha un effetto dinamizzante, ma anche essiccante e indurente; si muove in verticale. L&#8217;acqua rappresenta la &#8220;madre della vita&#8221; nell&#8217;immagine del mare primordiale, sostanza che si muove orizzontalmente, ha un effetto ricevente, \u00e8 mutevole (si dissolve, evapora, cristallizza) ed \u00e8 un vettore di informazioni.<\/p>\n<p>La combustione corrisponde all&#8217;impulso energetico del fuoco in un&#8217;anima e al suo amore (Eros) e sollecita un cambiamento libero, dinamico e creativo dell&#8217;essere. La crescita, invece, indica un impulso dell&#8217;anima per lo svolgimento e la conservazione della vita e corrisponde all&#8217;energia dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>Come microcosmo, l\u2019essere umano sviluppa una consapevolezza differenziata di s\u00e9 e delle forme di vita che lo circondano, e allo stesso tempo si trova in una grande natura e nelle sue condizioni che lo circondano come macrocosmo. Queste due condizioni determinano le due direzioni delle sue energie vitali.<\/p>\n<p>Da un lato, si sforza di raggiungere la libera conoscenza di s\u00e9 e lo sviluppo creativo delle proprie facolt\u00e0, dall&#8217;altro cerca il senso della vita in un&#8217;unit\u00e0 spirituale superiore, &#8220;verticale&#8221;. &#8220;L&#8217;anima ha un senso (logos) che si arricchisce sempre pi\u00f9 di se stessa&#8221;, diceva Eraclito, e l&#8217;anima ardente-spirituale &#8220;\u00e8 la pi\u00f9 saggia e la pi\u00f9 perfetta&#8221;. Riguardo alla maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0, aggiungeva: &#8220;Si lasciano ingannare, gli uomini, nel riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 davanti ai loro occhi&#8230;&#8221;. <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, gli esseri umani formano una comunit\u00e0 collettiva a livello orizzontale:<\/p>\n<p>&#8220;Gli esseri umani sono deboli e non sopportano la loro diversit\u00e0, vivono vicini e hanno bisogno della comunit\u00e0 per poter sopportare la loro particolarit\u00e0&#8221;, si legge nel mito di Jung.<\/p>\n<p>Entrambi i poteri, quello che arde e quello che cresce, creano insieme la civilt\u00e0 e la cultura della societ\u00e0, ma vivono in due mondi mentali e spirituali diversi. Emergono continuamente nuove forme e strutture, che diventano pi\u00f9 complesse nel corso del tempo e devono sempre essere rinegoziate. Il crescente vuole preservare i valori acquisiti e le proprie tradizioni, e la sua energia cristallizzante inizia a spegnere la fiamma libera dell\u2019ardente. A questo punto i due poteri combattono la loro &#8220;battaglia pi\u00f9 fatale&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano libero e individuale deve superare la propria natura, trasformarla e superare ci\u00f2 che sta crescendo. &#8220;Non sar\u00e0 la societ\u00e0 a guidare l&#8217;eroe creativo, ma il contrario&#8221;. <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>L&#8217;organismo psichico \u00e8 un&#8217;unit\u00e0, eppure al suo interno ci sono sempre potenti forze duali che lottano per la superiorit\u00e0. Sono le due anime nel nostro petto di cui parlava Goethe. Sono anche gli spiriti del mondo e gli dei che nella mitologia greca, intrecciati nell&#8217;anima cosmica del mondo, lottano tra loro in una battaglia mortale.<\/p>\n<p>Entrambi i poteri fanno parte dell&#8217;ordine naturale della natura. La lotta per preservare la vita, l&#8217;evoluzione, il decadimento e il rinnovamento sono tutte energie delle leggi dialettiche della natura. C&#8217;\u00e8 un&#8217;alba tranquilla e una violenta eruzione vulcanica. Il dolce usignolo \u00e8 naturale quanto la pericolosa aquila. L&#8217;uomo, che \u00e8 parte di questa natura, pu\u00f2 essere pacifico e anche pericoloso. Ma \u00e8 anche l&#8217;unico essere in natura che ha l&#8217;opportunit\u00e0 di penetrare in una nuova coscienza animica che gli permetta di superare la sua natura precedente.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, il desiderio di intervenire nella dinamica della natura e di unire i suoi opposti nasce dalla configurazione dell&#8217;inconscio umano con i suoi valori morali astratti, e non \u00e8 dato dalla natura con i suoi opposti. Per questo \u00e8 sempre stato un grande fallimento nella storia.<\/p>\n<p>L&#8217;idea di Rousseau della volont\u00e0 umana, che \u00e8 buona nello stato di natura e si subordina alla volont\u00e0 di tutti per il bene della societ\u00e0 in un contratto sociale, formula una legge naturale basata sull&#8217;idea astratta di una societ\u00e0 ideale di uguali. L&#8217;idea \u00e8 stata usata male e alla fine ha portato le persone che la pensano allo stesso modo \u2013 per proteggere la loro comunit\u00e0 \u2013 a dividersi e a emarginare coloro che hanno una &#8220;mentalit\u00e0 diversa&#8221;. Una visione che non solo ha portato al &#8220;Regno del Terrore&#8221; (1793\/94) durante la Rivoluzione francese, ma anche a molte grandi catastrofi nella storia dell&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Una coppia cosmica di opposti<\/strong><\/p>\n<p>I due poteri si basano sui principi cosmici primordiali del maschile (fuoco) e del femminile (acqua) e sono originariamente collegati in un&#8217;unit\u00e0 divina. Tuttavia, il cosmo e tutte le sue creature sono soggetti ai processi di dualit\u00e0 nel mondo dell&#8217;esperienza umana. La loro nascita e il loro tramonto avvengono sotto forma di polarit\u00e0, come l&#8217;allontanarsi e il riunirsi di una forza che si manifesta in due qualit\u00e0 diverse e opposte.<\/p>\n<p>Questo processo \u00e8 simboleggiato dallo yin e dallo yang: lo yang maschile, pieno di luce, spirituale e creativo e lo yin femminile, oscuro, ricettivo e mutevole. Entrambi contengono il polo opposto come punto nei loro simboli: lo yang nello yin e lo yin nello yang. Questo indica la relazione e la crescita simultanea dell&#8217;uno nell&#8217;altro, il giorno nella notte e la notte nel giorno.<\/p>\n<p>Per Eraclito, tutto contiene gli opposti e tuttavia tende a un&#8217;armonia invisibile. &#8220;Riconciliare il contraddittorio e trasformare il discordante nella pi\u00f9 bella delle unit\u00e0&#8221; <a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0per lottare di nuovo e per sempre gli uni con gli altri.<\/p>\n<p>Egli vede in ogni cosa il movimento dinamico del fuoco spirituale originario all&#8217;interno di se stesso e solo in questo senso, diceva, l&#8217;Uno \u00e8 contemporaneamente il Molteplice. Costruisce e distrugge e tuttavia modella l&#8217;incessante sviluppo evolutivo della creazione e delle sue creature secondo un ordine interiore invisibile e legittimo. &#8220;Questo ordine del mondo [&#8230;], \u00e8 sempre stato, \u00e8 e sar\u00e0 il suo fuoco eterno, che arde in misura e si spegne in misura.&#8221; <a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> &#8220;L&#8217;eterno e unico divenire, la completa impermanenza di tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale, che continuamente solo opera e diviene e non \u00e8, come insegna Eraclito, \u00e8 un&#8217;idea terribile e paralizzante e nella sua influenza pi\u00f9 strettamente legata al sentimento con cui qualcuno perde la fiducia nella terra solidamente fondata durante un terremoto&#8221;, diceva Nietzsche. <a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p><strong>Due Dei-Diavoli<\/strong><\/p>\n<p>Nel Quarto discorso di Jung, le due potenze \u2013 quella che arde e quella che cresce \u2013 sono descritte come due dei-diavoli, perch\u00e9 &#8220;il bene e il male sono uniti nella fiamma e nella crescita dell&#8217;albero. La vita e l&#8217;amore sono opposti l&#8217;uno all&#8217;altro nella loro divinit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Entrambe le potenze non solo sono soggette alla dinamica polare della luce e delle tenebre, ma in ognuna di esse c&#8217;\u00e8 l&#8217;ulteriore ancora pi\u00f9 grande rapporto di opposizione e allo stesso tempo di cooperazione del bene e del male.<\/p>\n<p>Il Quarto Discorso continua: &#8220;Il numero degli dei e dei diavoli \u00e8 incommensurabile come la schiera delle stelle. Innumerevoli dei attendono l&#8217;incarnazione [&#8230;]. L&#8217;uomo partecipa alla natura degli dei, viene dagli dei e va verso il dio&#8221;.<\/p>\n<p>Jung sottolinea qui che al numero &#8220;incommensurabile&#8221; di tutti gli dei e i diavoli corrisponde un&#8217;abbondanza altrettanto grande nel mondo non spaziale della natura psichica &#8220;che milioni di anni di sviluppo vivente hanno accumulato e organicamente condensato [&#8230;]. E queste immagini non sono pallide ombre, ma condizioni mentali potentemente efficaci [&#8230;]&#8221;, che dovremmo portare nella nostra coscienza e quindi liberare.<\/p>\n<p>Nel suo mito, Jung ricorda il ricco mondo di immagini degli antichi miti gnostici e sottolinea l&#8217;impoverimento e l&#8217;indebolimento della nostra anima quando la semplifichiamo e la razionalizziamo in termini vuoti. &#8220;In questo modo si crea [&#8230;] la mutilazione della creatura la cui essenza e aspirazione \u00e8 distinzione&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Non posso che rimanere immobile nella pi\u00f9 profonda ammirazione e soggezione di fronte agli abissi e alle altezze della natura spirituale (&#8230;).&#8221; <a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a><\/p>\n<p>&#8220;Ogni stella \u00e8 un dio e ogni spazio che una stella riempie \u00e8 un diavolo. Ma il vuoto del tutto \u00e8 il pleroma&#8221;, continua il testo. Secondo il principio fondamentale della polarit\u00e0, la luce di una stella (o di un&#8217;altra forza) viene trasportata dal suo stesso spazio buio e vuoto e poi inghiottita di nuovo. Questo &#8220;tutto vuoto&#8221; \u00e8 il pleroma, la pienezza vuota che trasporta, unisce e dissolve tutti gli opposti.<\/p>\n<p>In tutte le creature terrestri, il pleroma \u00e8 diviso in opposti. La forza attiva degli opposti \u00e8 il dio Abraxas, che rivela le forze dialettiche e le esorta a riunirsi. &#8220;La forza attiva le unisce. Per questo l&#8217;agente attivo sta al di sopra di entrambi (&#8230;), perch\u00e9 unisce nel suo effetto il pieno e il vuoto.&#8221; <a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Noi uomini terreni sperimentiamo i poteri di bruciare e crescere come due opposti separati, il bene o il male, la luce o le tenebre.<\/p>\n<p>Il mistico Giovanni della Croce descrisse come si sent\u00ec improvvisamente in una notte buia e solo in seguito cap\u00ec che si trattava di luce divina.<\/p>\n<p><strong>Una porta si apre alla libert\u00e0 dell&#8217;anima<\/strong><\/p>\n<p>Durante un lungo viaggio di esperienze, l&#8217;anima umana pu\u00f2 sperimentare quel breve momento in cui gli opposti al suo interno si fermano improvvisamente. \u00c8 il momento in cui avviene il cambiamento ritmico dalla luce che brucia all&#8217;oscurit\u00e0 che cresce e viceversa. Questo stretto punto di transizione \u00e8 il centro tra il movimento verticale e orizzontale dei due opposti che si intersecano. Il punto di intersezione si trova nel cuore dell\u2019essere umano, che \u00e8 il centro del fuoco spirituale nel suo microcosmo e anche nel macrocosmo. Esso costituisce il terzo, il centro di equilibrio delle due forze polari.<\/p>\n<p>Nell'&#8221;adesso&#8221; vissuto, il cuore dell&#8217;essere umano si apre e libera l&#8217;anima dalla morsa dell&#8217;inconscio, che suscita in essa l&#8217;effetto ingannevole e doloroso degli opposti.<\/p>\n<p>In questo &#8220;ora&#8221; anche l&#8217;ardore, l&#8217;amore (Eros), pu\u00f2 decidere a favore della vita e rinnovarla attraverso la sua devozione. L&#8217;anima inizia a sentire l&#8217;infinita totalit\u00e0 di questo evento e dice &#8220;s\u00ec&#8221; alla grande potenza che si rivela in esso.<\/p>\n<p>Nel suo diario, Dag Hammarskj\u00f6ld testimonia uno di questi momenti:<\/p>\n<p>&#8220;Non so chi \u2013 o cosa \u2013 abbia posto la domanda, non so quando sia stata posta. Non ricordo nemmeno come ho risposto. Ma a un certo punto risposi &#8216;s\u00ec&#8217; a qualcuno o a qualcosa e da quell&#8217;ora fui sicuro che la vita aveva un senso e che quindi lo scopo della mia vita era il dono di s\u00e9.&#8221; <a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/p>\n<p>Il &#8220;s\u00ec&#8221; che l&#8217;anima pronuncia le conferisce la grandezza che Jung intende quando dice: &#8220;Ma il grande interiormente sa che l&#8217;amico tanto atteso dell&#8217;anima, l&#8217;immortale, \u00e8 ora venuto in realt\u00e0 per &#8220;portare con s\u00e9 prigionieri&#8221; (Ef 4,8). <a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a><\/p>\n<p><strong>Il S\u00e9<\/strong><\/p>\n<p>Chi \u00e8 questo amico tanto atteso?<\/p>\n<p>Per Jung, in questo scritto gnostico, si tratta dell&#8217;io interiore dell&#8217;uomo, che \u00e8 presente in lui fin dall&#8217;inizio della vita, una forza divina come &#8220;&#8230;una singola stella allo zenit [\u2026] questo \u00e8 il suo mondo, il suo pleroma, la sua divinit\u00e0&#8221;. Il vero s\u00e9 \u00e8 la scintilla spirituale del fuoco divino nel cuore umano. Si trova al centro del microcosmo umano e unisce in lui il conscio e l&#8217;inconscio per formare un tutto. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 nulla tra l&#8217;uomo e il suo Dio finch\u00e9 l&#8217;uomo pu\u00f2 distogliere lo sguardo dallo spettacolo fiammeggiante di Abraxas &#8220;.<\/p>\n<p>Per Jung, Cristo \u00e8 il simbolo archetipico del s\u00e9. Si dice che Cristo sia una &#8220;potenza primordiale cosmica&#8221; del fuoco spirituale del sole, che si pone &#8220;al di sopra di tutti i principati, poteri, forze e dominazioni [&#8230;] non solo in questo mondo, ma anche in quello a venire&#8221;. (Ef. 1, 21 ss.). In lui, dunque, si riassumono e si compiono tutti gli archetipi attivi, perch\u00e9 in lui &#8220;si compie tutto in tutti, con pi\u00f9 vita, pi\u00f9 pienezza, pi\u00f9 potenza&#8221;. <a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Attraverso Cristo, il Pleroma diventa un simbolo di pienezza. Per Jung, il S\u00e9 \u00e8 questo principio insito nell&#8217;uomo che tende alla pienezza e all&#8217;interezza.<\/p>\n<p>Il suo ego \u00e8 l&#8217;aspetto cosciente di questo potere, che diventa gradualmente consapevole dell&#8217;unit\u00e0 e della molteplicit\u00e0 di questo s\u00e9 quando, dopo un lungo percorso di maturazione, si arrende al processo conoscitivo dell&#8217;anima e ne diventa il servitore. In questo processo, l&#8217;anima integra gradualmente i valori collettivi con quelli individuali, e i valori e i comandamenti imposti dalle autorit\u00e0 esterne vengono consumati dal fuoco dell&#8217;ardente e sostituiti dalle proprie leggi interiori.<\/p>\n<p>&#8220;Si possono paragonare le dottrine con l&#8217;elemento acqua e l&#8217;adempimento di queste dottrine con l&#8217;elemento fuoco&#8221; e allora la persona diventa &#8220;&#8230;un capomastro&#8221; che realizza &#8220;l&#8217;unit\u00e0 tra l\u2019acqua e il fuoco&#8221;.<\/p>\n<p>D&#8217;ora in poi, il S\u00e9 pu\u00f2 operare nella coscienza purificata con l&#8217;aiuto di un atteggiamento di vita adeguato da parte dell\u2019essere umano, senza che quest\u2019ultimo sia in grado di cogliere pienamente il S\u00e9. Il S\u00e9 \u00e8 percepito come &#8220;l&#8217;altro&#8221;, ci\u00f2 \u00e8 reso possibile dall&#8217;essere diverso dalla totalit\u00e0 del potere che si rivela in esso. In questo modo, una persona porta dentro di s\u00e9 la meta a cui aspira, proprio come il bruco porta in s\u00e9 il suo potenziale di realizzazione come farfalla.<\/p>\n<p>Per Jung, il percorso di crescita animico-spirituale dell&#8217;essere umano \u00e8 un processo di autovalutazione, perch\u00e9 il S\u00e9 inizia a compiere il processo interiore di trasformazione nell&#8217;essere umano. Jung lo chiama processo di individuazione perch\u00e9 la parola individuum sottolinea l&#8217;interiore indivisibilit\u00e0 (dal latino individuum = indivisibile) dell&#8217;essere umano.<\/p>\n<p>Jung diceva: &#8220;Non sono io che creo me stesso, ma sono io che mi succede&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0C.G. Jung (1875-1961), il fondatore della psicologia analitica, scrisse il trattato Septem Sermones ad Mortuos (Sette discorsi ai morti) dopo aver attraversato una profonda crisi all&#8217;et\u00e0 di circa 40 anni in seguito alla separazione dal suo maestro Sigmund Freud.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Stephan A. Hoeller, Der gnostische Jung, (&#8220;Jung gnostico&#8221;). 1a edizione, Calw, 1987, p. 152.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ibidem, Il quarto discorso: il roveto ardente e l&#8217;albero della vita, pp. 125-153.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Eraclito: <em>Frammenti<\/em>, Rizzoli, 2013<br \/>\n<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Joseph Campbell: <em>L&#8217;eroe dai mille volti<\/em>, Edizioni Lindau, 2016)<br \/>\n<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Eraclito, ibidem, p. 9<br \/>\n<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ibidem., p. 15<br \/>\n<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Friedrich Nietzsche, &#8220;Eraclito&#8221;, in Testi di Filosofia, Monaco di Baviera, 1973, pp. 8-9<br \/>\n<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Stephan A. Hoeller: ibidem, citazione di C.G. Jung, p. 153<br \/>\n<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Si vedano i primi tre discorsi del mito<br \/>\n<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Stephan A.Hoeller, ibidem., p. 137-138<br \/>\n<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Ibidem.<br \/>\n<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Alfred Dedo M\u00fcller, <em>Prometheus oder Christus<\/em>, Leipzig 1944<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":100478,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[111016],"tags_english_":[],"class_list":["post-105701","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-spiritsoul-it-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/105701","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105701"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=105701"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=105701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}