{"id":104432,"date":"2023-08-26T18:44:28","date_gmt":"2023-08-26T18:44:28","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/la-natura-invisibile-parla-in-forme-visibili\/"},"modified":"2023-08-26T18:44:28","modified_gmt":"2023-08-26T18:44:28","slug":"la-natura-invisibile-parla-in-forme-visibili","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/la-natura-invisibile-parla-in-forme-visibili\/","title":{"rendered":"La Natura invisibile parla in forme visibili"},"content":{"rendered":"<p>\u2013 con i propri occhi \u2013 &#8230; e fare rapidamente un disegno. Forse il cosmo \u00e8 una carota selvatica. Che la carota selvatica sia un cosmo \u00e8 ovvio.<\/p>\n<p>\u00c8 affascinante poter guardare sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 nell&#8217;immensit\u00e0 dello spazio. Perch\u00e9 \u00e8 qui che sorge la domanda: Da dove veniamo? Le distanze sono calcolate in anni luce. I fotoni, ad esempio, viaggiano a una velocit\u00e0 di 300.000 km al secondo. Inimmaginabile. La velocit\u00e0 della luce definisce i limiti del tempo. L\u00e0 fuori \u2013 o &#8220;dentro&#8221; \u2013 esistono miliardi di galassie, distanti miliardi di anni luce. La pi\u00f9 antica, rilevata dai telescopi, \u00e8 stimata a 13,5 miliardi di anni luce da noi. Quindi poco meno di 500 milioni di anni luce dall&#8217;impulso primordiale della creazione.<\/p>\n<p>A parte questo, qualcosa nella mia coscienza resiste a ridurre il mistero dell&#8217;inizio primordiale a un insensato crash-boom-big bang. Inoltre, potrebbe mai esserci un &#8220;bang&#8221;? In quel momento non c&#8217;erano n\u00e9 uno spazio per contenere l&#8217;eco, n\u00e9 orecchie per sentirlo. C&#8217;era piuttosto un silenzio profondo, creativamente maturo e ricco, che ha dato vita alla luce e quindi al tempo. &#8220;Sia la luce&#8221; \u2013 per l&#8217;occhio \u2013 e &#8220;In principio era il Verbo&#8221; \u2013 per l&#8217;orecchio \u2013 che dopo miliardi di anni aveva finalmente sviluppato la capacit\u00e0 di vedere e sentire. Perch\u00e9 nella Luce e nel Verbo sono contenuti il suono, lo spirito e la coscienza.<\/p>\n<p>J.W. von Goethe lo riassume con questa frase:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se l&#8217;occhio non fosse simile al sole, non potrebbe mai vedere il sole; se la potenza stessa di Dio non fosse in noi, come potremmo essere incantati dal divino?<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>La &#8220;potenza stessa di Dio&#8221; potrebbe essere intesa come un riferimento alla coscienza che si manifesta come luce e spazio nel tempo e si risveglia nell&#8217;uomo. Fissare lo sguardo con il telescopio verso l&#8217;origine \u00e8 un orientamento consapevole.<\/p>\n<p>L&#8217;antico mito indiano della creazione, secondo il quale Vishnu addormentato inspira ed espira l&#8217;universo a ogni respiro, \u00e8 pi\u00f9 rappresentativo dell&#8217;immagine del &#8220;big bang&#8221; e, secondo il pensiero scientifico attuale che considera possibile un&#8217;espansione e una contrazione dell&#8217;universo, anche pi\u00f9 realistico.<\/p>\n<p>Ogni respiro che porta la vita \u00e8 quindi una vera e propria nuova creazione all&#8217;interno dell&#8217;universo. Quando ho ammirato un tempio in India con il suo imponente tetto di tegole, un sacerdote mi ha rivelato che il tetto era fatto di tante tegole quanti sono i respiri di una persona in un giorno. A circa 18 al minuto, 1080 all&#8217;ora, sono 25.920 respiri al giorno. Ecco quante tegole ha il tetto, disse. Non le ho contate, mi sono fidato della sua parola. \u00c8 interessante notare che il sole impiega lo stesso numero di anni per percorrere l&#8217;intero zodiaco, chiamato anche anno platonico.<\/p>\n<p>Come potrebbe essere altrimenti: nel pi\u00f9 piccolo evento si riflette il grande insieme. Non \u00e8 forse un cosmo quello in cui il telescopio guarda e in cui alla fine vede se stesso, proprio come gli specialisti che lo hanno creato. Come gi\u00e0 detto, il nostro sguardo \u00e8 inevitabilmente rivolto al passato. Quanto pi\u00f9 in profondit\u00e0 il nostro sguardo penetra nell&#8217;universo, significa che guardiamo nel passato e quindi non riconosciamo la realt\u00e0 cosmica come \u00e8 attualmente, ma ci\u00f2 che \u00e8 accaduto miliardi di anni prima.<\/p>\n<p>Se le galassie si contraessero di nuovo alla velocit\u00e0 della luce e tornassero al punto di partenza, non potremmo vederlo. Ma tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e che diventa visibile, \u00e8 memorizzato nella luce.<\/p>\n<p>Un altro fenomeno diventa chiaro qui: la natura speciale del nostro pianeta Terra per quanto riguarda le sue dimensioni, rispetto a queste dimensioni gigantesche. Alla luce di queste proporzioni, alcuni paragonano erroneamente la Terra a un granello di polvere. La mia coscienza non \u00e8 d&#8217;accordo con questo paragone della nostra Terra. Non \u00e8 corretto dire che la Terra \u00e8 un semplice granello di polvere!<\/p>\n<p>Se \u00e8 piccolo, allora non usiamo l&#8217;immagine di un granello di polvere, ma piuttosto quella di un seme. Un seme minuscolo, s\u00ec, come quello di una sequoia o di un verbasco, da cui nasceranno grandi mondi viventi, perch\u00e9 i fotoni \u2013 la luce \u2013 si trasformano in energia condensata, in materia. Crea e sostiene la forma esterna e l&#8217;essere interiore che si compenetrano, si completano, lottano e cooperano con ogni processo in modi molteplici. Cos\u00ec, in tutti questi eventi, che chiamiamo crescita, la dimensione illimitata della luce e dello spazio si esprime nella limitazione e nel confinamento della materia, nella meravigliosa ricchezza delle specie sulla terra, compresi naturalmente noi esseri umani. \u00c8 nel piccolo che si rivela il grande, o pi\u00f9 precisamente: il tutto.<\/p>\n<blockquote><p><em>Se vuoi godere del tutto, devi prima vedere il tutto nei minimi dettagli,<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>diceva J.W. von Goethe.<\/p>\n<p>In noi esseri umani, questo evento cosmico si realizza consapevolmente. Nella crescita, qualcosa si risveglia: la coscienza creativa come organo di percezione che osserva, sperimenta, interpreta e modella contemporaneamente i processi interni ed esterni. La coscienza \u00e8 incomparabilmente pi\u00f9 complessa dell&#8217;affascinante telescopio di James Webb, ma \u00e8 anche molto pi\u00f9 evidente perch\u00e9 non \u00e8 stata progettata, costruita o realizzata, ma \u00e8 data e donata dalla natura.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che ci \u00e8 dato naturalmente e che diventa evidente \u2013 come la vista, l&#8217;udito e anche la nostra coscienza \u2013 prima o poi si divide in una conoscenza intellettuale, puramente razionale-mentale, concettuale. La parte pi\u00f9 completa della nostra coscienza, in cui si trova anche la capacit\u00e0 di meravigliarsi, penetra nel subconscio attraverso un processo di ripetizione e assuefazione. L&#8217;inconscio costituisce comunque la maggior parte della nostra esistenza.<\/p>\n<p>Non solo due terzi dell&#8217;universo sono costituiti dalla cosiddetta materia oscura e dall&#8217;energia oscura \u2013 dimensioni che non sono accessibili n\u00e9 al telescopio n\u00e9 al microscopio \u2013 ma anche i nostri corpi. Questi enormi risultati \u2013 come quelli del nostro cuore, che ogni giorno spinge circa 10.000 litri di sangue attraverso il flusso sanguigno e poi lo aspira indietro, o il cervello con le sue innumerevoli attivit\u00e0 simultanee in spazi piccolissimi, che coordinano anche le attivit\u00e0 nervose e muscolari \u2013 sovraccaricherebbero oltremisura qualsiasi mente egoica razionale se dovesse organizzare ed eseguire le necessit\u00e0 del corpo.<\/p>\n<p>Rispetto ai processi di respirazione, di mantenimento della temperatura interna, di equalizzazione della pressione e di digestione, tutti costantemente regolati per consentire uno stato di equilibrio ragionevole, che viviamo come base della nostra esistenza, la gestione del traffico da parte delle Ferrovie Federali \u00e8 dilettantesca. E stiamo sperimentando quanto sia difficile. I processi naturali inconsci che organizzano la nostra vita funzionano senza il nostro intervento cosciente. Sono il risultato di milioni di anni di esperienza e intelligenza; processi di formazione orientati all&#8217;obiettivo che rendono possibili organismi ed esseri sempre pi\u00f9 complessi a partire da pochi elementi di base. E ancora una volta Goethe ha riassunto bene il concetto:<\/p>\n<blockquote><p><em>Pi\u00f9 la creatura diventa perfetta, pi\u00f9 le sue parti diventano dissimili.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec come la velocit\u00e0 della luce \u00e8 il limite del tempo, la misura \u00e8 il limite della crescita. Oltre una certa quantit\u00e0, il pi\u00f9 diventa meno. Se si \u00e8 sazi, non si pu\u00f2 mangiare di pi\u00f9 senza fare del male. Ci\u00f2 che non rispetta il potere dei limiti, prolifera fino all&#8217;eccesso e dissolve la qualit\u00e0 legata allo spirito in una massa illimitata, che alla fine distrugge le proprie basi.<\/p>\n<p>Dove l&#8217;energia illimitata si esprime nella materia limitata e limitante, emergono le molteplici forme della natura in cui \u2013 in proporzioni armoniose \u2013 l&#8217;unit\u00e0 si rivela nella bellezza. La bellezza \u00e8 l&#8217;apparizione dell&#8217;infinito in forma finita. \u00c8 anche qui che l&#8217;arte ha il suo laboratorio.<\/p>\n<blockquote><p><em>Se vuoi riconoscere l&#8217;invisibile, devi penetrare il pi\u00f9 profondamente possibile nel visibile<\/em><\/p>\n<p>(Kabbalah)<\/p><\/blockquote>\n<p>Questo era il motto di un seminario di disegno che ho tenuto alla Conferenza Rosacrociana di Bad M\u00fcnder, in Germania, in concomitanza con un Convegno sull&#8217;Arte di Vivere. Gli strumenti per questa penetrazione ed esplorazione del visibile erano inizialmente un semplice foglio bianco e una matita.<\/p>\n<p>Nel disegnare la natura, le cose che sembrano cos\u00ec evidenti e facili da afferrare concettualmente devono essere tradotte visivamente. Il disegno non pu\u00f2 essere un automatismo insensato, ma deve diventare la traduzione del visibile in un processo di cognizione. Nel processo, le cose cambiano. Dal modello diventano un simbolo attraverso l&#8217;immagine, il simbolo di un enigma che si nasconde dietro una parete a specchio d\u2019interpretazione e di assuefazione e che pu\u00f2 entrare in contatto con noi. Perch\u00e9 la natura \u00e8 alla ricerca di occhi che la vedano. Attraverso il disegno, le forme della natura sono riconosciute come una partitura visiva, scritta da un creatore ingegnoso. La mano utilizza strumenti semplici, come la matita, per riprodurre e interpretare il pi\u00f9 fedelmente possibile ci\u00f2 che il senso della vista incontra nella luce: l&#8217;inaudito.<\/p>\n<p>Allora dimentico la vecchia discussione sulla mimesi drammatica tra apparenza e realt\u00e0.<\/p>\n<blockquote><p>Dimentica che tutto sia solo illusione, inganno, vanit\u00e0 e agitazione<br \/>\nDimentica che tutto sia solo una coincidenza senza senso che pu\u00f2 essere ridotta a una dozzina di particelle, e che tutto il resto \u00e8 una nostra interpretazione, perch\u00e9 non possiamo sopportare di esistere in un&#8217;esistenza casuale, senza Dio e senza scopo.<br \/>\nDimentica che in alcune religioni ci sarebbero inferni supplementari per gli artisti che osano ereticamente creare.<br \/>\nDimentica che l&#8217;arte moderna ha da tempo superato con successo il naturalismo.<br \/>\nDimentica che la bellezza e la natura sono abusate e distrutte per l&#8217;insaziabile avidit\u00e0 di interessi egocentrici.<br \/>\nDimentica che la bellezza e la natura sono banalizzate come sfondo per creare bisogni di prodotti di cui nessuno ha bisogno&#8230; dimentica, dimentica, dimentica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Vedo la manifestazione divina, l&#8217;invisibile nel visibile e disegno ci\u00f2 che vedo. Solo quello. E sperimento, da solo, una gioia beata, nutriente e significativa. Preghiera. Lode. Gratitudine. E poi c&#8217;\u00e8 una caduta&#8230; un volo, verso l\u2019interiore.<\/p>\n<p>Entrando nella profondit\u00e0 dell&#8217;apparenza come un telescopio ed esplorando la forma, il colore, i ritmi e le strutture della forma con precisione microscopica, il senso indagatore penetra oltre il visibile fino all&#8217;origine. Si apre una nuova percezione creativa, dall&#8217;interno. Riconosce la pura vitalit\u00e0 nel tutto, in tutto ci\u00f2 che \u00e8 un insieme multiforme, e rivela il cosmo in una carota selvatica ai bordi della strada.<\/p>\n<p>Quando la coscienza umana si connette con la coscienza divina, avviene una fusione tra il tempo e l&#8217;eterno presente. Tuttavia, non solo in modo tale che la goccia individuale temporale \u2013 finalmente liberata dal sentimento karmico \u2013 si dissolva beatamente nell&#8217;infinito oceano del Nirvana, ma anche in modo tale che l&#8217;intero oceano si riveli consapevolmente in ogni singola goccia.<\/p>\n","protected":false},"author":925,"featured_media":103098,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110066],"tags_english_":[],"class_list":["post-104432","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-art-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/104432","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/103098"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104432"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104432"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=104432"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=104432"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}