{"id":103137,"date":"2023-06-14T18:36:44","date_gmt":"2023-06-14T18:36:44","guid":{"rendered":"https:\/\/logon.media\/logon_article\/dio-come-numero\/"},"modified":"2023-06-14T18:36:44","modified_gmt":"2023-06-14T18:36:44","slug":"dio-come-numero","status":"publish","type":"logon_article","link":"https:\/\/logon.media\/it\/logon_article\/dio-come-numero\/","title":{"rendered":"Dio come Numero"},"content":{"rendered":"<p><em>E se vogliamo fare questo confronto, sorge subito la domanda: con quale numero si pu\u00f2 indicare Dio?<\/em><\/p>\n<p>Queste domande non sono ovviamente nuove. Fin dall&#8217;inizio l&#8217;uomo ha affrontato i problemi del divino e ha cercato risposte a tali domande. La gnosi, che ci d\u00e0 la saggezza divina e universale, \u00e8 riuscita a dare una sola e unica risposta a questi problemi in tutte le epoche. Nonostante le differenze culturali e temporali, molti testi, originariamente ispirati da questa saggezza divina, testimoniano questa conoscenza universale e cercano di dare forma a queste domande filosofiche con parole proprie.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 un esempio tratto dalla gnosi cinese. Il concetto di Dio \u00e8 chiamato &#8220;Tao&#8221; negli scritti del <em>Tao Te Ching<\/em> di Lao Tzu. Lao Tzu afferma che, sebbene il Tao sia il fondamento primordiale di tutte le cose, non pu\u00f2 essere pienamente descritto da nessun mortale, perch\u00e9 cos\u00ec afferma:<\/p>\n<blockquote><p><em>Se Tao potesse essere espresso, non sarebbe l\u2019eterno Tao. Se il nome potesse essere pronunciato, non sarebbe l\u2019eterno nome. Come non-essere, pu\u00f2 essere definito come il fondamento di tutta la manifestazione. In quanto essere, \u00e8 la Madre di tutte le cose.<\/em> <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Queste parole paradossali sono del tutto in linea con i mistici medievali che testimoniavano ci\u00f2 che sperimentavano del divino attraverso semplici negazioni. Questa scienza \u00e8 chiamata anche &#8220;teologia negativa&#8221; e corrisponde a ci\u00f2 che Lao Tzu ha da dirci. Il principale esponente di questa &#8220;teologia negativa&#8221; \u00e8 Dionigi l&#8217;Areopagita, che in uno dei suoi trattati descrive il divino con molti nomi diversi, per poi negarli tutti. Dionigi presume anche che Dio non possa essere catturato in un concetto e quindi afferma che:<\/p>\n<blockquote><p><em>Dio non \u00e8 n\u00e9 tenebra n\u00e9 luce. Egli \u00e8 la tenebra abbagliante che adombra ogni splendore con l&#8217;intensit\u00e0 della sua oscurit\u00e0<\/em>. <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Queste parole enigmatiche del mistico medievale indicano che il divino non pu\u00f2 essere catturato in alcun modo dalle parole. Il mondo divino sembra essere completamente separato dal mondo delle forme in cui viviamo. Eppure l&#8217;uomo, consciamente o inconsciamente, \u00e8 attratto da quel soprannaturale in cui evidentemente non ha parte, e ha bisogno di conoscere quella natura. Con questa esigenza si confronta con la domanda: come possiamo descrivere o sperimentare il divino?<\/p>\n<p>Il Tao non pu\u00f2 essere espresso, perch\u00e9:<\/p>\n<blockquote><p><em>Tao \u00e8 vuoto; le sue radiazioni e le sue attivit\u00e0 sono inesauribili. <\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Per conoscere e sperimentare veramente il divino, dobbiamo &#8220;svuotarci&#8221;, dobbiamo fonderci in uno stato di coscienza completamente diverso. Lao Tzu esprime questo concetto nel modo seguente:<\/p>\n<blockquote><p><em>Quando perci\u00f2 il cuore persiste nel non-essere, cio\u00e8 se \u00e8 esente da ogni orientamento e da ogni desiderio terreno, pu\u00f2 contemplare il mistero dell\u2019essenza spirituale di Tao.<\/em><\/p>\n<p><em>Se il cuore persiste nell\u2019essere, cio\u00e8 se \u00e8 costantemente pieno di desideri e aspirazioni terrene, pu\u00f2 solo vedere forme limitate e finite. <\/em><a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p><em>Per questo il saggio si attiene al non-fare; esercita l\u2019insegnamento senza parole. <\/em> <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Al cercatore di Dio, del Tao, viene consigliato di distaccarsi completamente da tutte le cose materiali, di svuotarsi completamente, in modo che il Tao possa poi rivelarsi a lui. Tuttavia, non appena si cerca di afferrare o comprendere il divino con la mente, il Tao si allontana nuovamente dal cercatore.<\/p>\n<p>Quindi, a quanto pare, non dovremmo nemmeno desiderare questa esperienza divina, perch\u00e9 proprio perch\u00e9 le persone non vi si attaccano, il Tao non le abbandona. Questo si riferisce al fatto che la natura del Tao eterno non pu\u00f2 essere mescolata con la natura temporale del nostro mondo, perch\u00e9 si allontana da noi quando cerchiamo di afferrarlo.<\/p>\n<p>La Teosofia ebraica ci mostra anche, come caratteristica generale della Gnosi, che il divino \u00e8 separato dal mondo sensoriale. La gnosi ebraica, come il mondo delle idee di Lao Tzu e di Dionigi l&#8217;Areopagita, mostra quindi anch&#8217;essa una dualit\u00e0: anche qui il divino \u00e8 in contrasto con il mondo materiale e non pu\u00f2 essere sperimentato in alcun modo nel mondo fisico. Per questo, nella mistica ebraica, il divino \u00e8 descritto come l&#8217;inconoscibile <em>Ain Sof<\/em>, che letteralmente significa &#8220;senza fine&#8221;. Questa non-esistenza spirituale dell&#8217;Ain Sof \u00e8 la fonte da cui \u00e8 scaturita tutta la vita. Nella mistica ebraica, questa vita \u00e8 rappresentata schematicamente dalle dieci Sephiroth dell&#8217;Albero della Vita, che formano un modello della creazione. In altre parole, possiamo intendere il divino Ain Sof come il numero 0, il nulla da cui tutto ha avuto origine. Anche Goethe ne parla nel suo libro <em>Faust<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Nel tuo Nulla confido di trovare tutto.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Tenendo presente quanto sopra, possiamo concludere che qualsiasi concetto per descrivere il divino \u00e8 insufficiente. Per poter immaginare il &#8220;nulla divino&#8221;, il Tao o l&#8217;Ain Sof, dobbiamo ricorrere al linguaggio delle immagini. Questo linguaggio visivo dovrebbe poi avere lo stesso significato per tutti. I numeri occupano un posto unico nel mondo del simbolismo, ed \u00e8 per questo che optiamo per questo linguaggio visivo.<\/p>\n<p>Quando partiamo da un certo numero, dobbiamo renderci conto che i numeri non sono stati sperimentati allo stesso modo in tutti i tempi. Questo pu\u00f2 sembrare strano, perch\u00e9 si potrebbe pensare che la somma di 1 pi\u00f9 1 dia un risultato uguale per tutti e in ogni tempo. Naturalmente, questo \u00e8 vero. In questo modo, per\u00f2, stiamo usando solo il concetto quantitativo di numero, ma oltre al valore quantitativo possiamo anche sperimentare il numero come qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella nostra epoca, il concetto qualitativo di numero \u00e8 passato in secondo piano. Non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Nelle culture precedenti, gli antichi veggenti sperimentavano attraverso le rivelazioni ci\u00f2 che gli scienziati moderni confermano con le formule. Laddove l&#8217;uomo moderno vede solo cose, l&#8217;antico filosofo matematico vedeva processi che poteva convertire in numeri, rivelandogli cos\u00ec i misteri della vita. Il saggio del lontano passato vedeva nelle strutture numeriche la mano di Dio.<\/p>\n<p>Per Pitagora, il matematico greco del VI secolo a.C., la matematica era il fondamento spirituale del Tutto. Per lui, tutto ci\u00f2 che esiste nello spazio poteva essere ricondotto a proporzioni numeriche. Pitagora ipotizzava anche due mondi: la natura spirituale e quella materiale, in cui lo spirito domina sulla materia. Per lui, la materia era solo spirito congelato e cristallizzato che doveva essere lentamente dissolto, liberato da un cambiamento nella coscienza umana.<\/p>\n<p>Il numero 10 era importante per i pitagorici. Essi lo calcolarono nel modo seguente: 1+2+3+4=10 e, per visualizzare il tutto, collocarono questi numeri come punti in un triangolo. Un punto al vertice del triangolo, due punti al di sotto, tre punti al di sotto e infine, alla base del triangolo, gli ultimi quattro punti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-102560\" src=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tretaktys.png\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tretaktys.png 157w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tretaktys-24x20.png 24w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tretaktys-36x30.png 36w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Tretaktys-48x40.png 48w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/p>\n<p>Con i numeri da 1 a 4 potevano penetrare il Tutto nella sua interezza. L&#8217;intero sviluppo della creazione, secondo questa visione, procede dall&#8217;1, sul 2 e sul 3 fino al 4, che nella loro insieme formano la pienezza del dieci. Abbiamo gi\u00e0 accennato a questa pienezza creativa con le dieci Sephiroth dell&#8217;Albero della Vita, che rappresentano la creazione del Tutto. Le dieci Sephiroth si riferiscono alle dieci parole della creazione nella Genesi, che iniziano con:<\/p>\n<blockquote><p><em>E Dio disse&#8230; <\/em><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Il mondo come lo conosciamo \u00e8 un mondo di divisioni, un mondo di contraddizioni. Questo \u00e8 di per s\u00e9 un fatto molto importante. Non possiamo immaginare nulla nel mondo fisico che non abbia il suo contrario. Questo contrasto, che in realt\u00e0 nasconde il numero due, \u00e8 splendidamente rappresentato nel Pentateuco ebraico, che comprende i primi cinque libri dell&#8217;Antico Testamento. La prima lettera della Genesi nel testo ebraico inizia con beth, la seconda lettera dell&#8217;alfabeto con un valore numerico di due. Quindi la creazione non inizia con l&#8217;uno, ma subito con il valore numerico qualitativo del due! In realt\u00e0, tenendo presente questa immagine, possiamo concludere che il valore qualitativo del numero uno non \u00e8 disponibile nel nostro mondo fisico. Noi viviamo nel sublunare, in un mondo in cui regna il due o un multiplo del due! Per questo, per i pitagorici, il numero quattro era sufficiente a designare il mondo della natura fisica: perch\u00e9 il 4 \u00e8 il 2 al quadrato, il limite assoluto di questa natura! A differenza del 2 o del 4, sta l&#8217;1, e questa unit\u00e0 non \u00e8 di questa natura, ma appartiene evidentemente a un altro ordine. Inoltre, ad esempio, l&#8217;ultima lettera dell&#8217;alfabeto ebraico ha un valore numerico di 400 (gli zeri sono secondari), e tutto ci\u00f2 che supera il 400 non appartiene alla natura fisica! Non ci sono lettere o segni per il 500; allora siamo di nuovo nel mondo del silenzio. Il viaggio dell&#8217;uomo nella materia \u00e8 allora terminato.<\/p>\n<p>Ora possiamo meglio immaginare la monade come unit\u00e0, la forma sferica che, a differenza di altre forme, consiste in una sola faccia. Gli gnostici sperimentano questo unico piano, questa monade, come la forza silenziosa sullo sfondo, che \u00e8 immobile e da cui tutto \u00e8 scaturito. Per questo gli antichi veggenti vedevano la monade, l&#8217;unit\u00e0, l&#8217;uno, non come un numero, ma come il generatore di numeri, da cui, come un seme, tutto \u00e8 scaturito.<\/p>\n<p>La prima manifestazione del mondo divino, che ora possiamo associare al numero 1, \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0, una radiazione, un&#8217;emanazione dell&#8217;Ain Sof. \u00c8 come un raggio di luce, un richiamo divino da un altro mondo silenzioso che ci invita a trovarlo. Questa emanazione del Nulla inconoscibile \u00e8 la prima lettera dell&#8217;alfabeto ebraico, l&#8217;Aleph, ed \u00e8 come una goccia, un seme che vuole trovare un partner sulla terra. Questa goccia divina vuole essere conosciuta e riflessa puramente nella sua forma monadica, senza ambiguit\u00e0. In fondo, l&#8217;Amore \u00e8 creazione e la creazione \u00e8 Amore. Dio, nel suo amore, si sforza di essere riconosciuto e conosciuto qui. Ci chiama dal Nulla divino e in quel momento l&#8217;Amore genera la sua controparte terrena: i due si fronteggiano.<\/p>\n<p>La goccia celeste pu\u00f2 rispecchiarsi sulla terra solo grazie all&#8217;intervento dell&#8217;uomo: egli deve rendere lo specchio riflettente della sua anima cos\u00ec limpido che il divino nella sua forma pi\u00f9 pura si rifletta sulla terra attraverso di lui come un&#8217;unit\u00e0 divina.<\/p>\n<p>Quando la sua anima non \u00e8 vincolata dai movimenti terreni, lo specchio della sua anima \u00e8 libero da ogni difetto e la luce divina si riflette nel suo splendore. Questo \u00e8 stupendamente rappresentato dalla prima lettera ebraica Aleph, con un valore numerico pari a 1:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-102574\" src=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-1.png\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-1.png 144w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-1-24x24.png 24w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-1-36x36.png 36w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-1-48x48.png 48w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-102588\" src=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2.jpg 214w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2-24x24.jpg 24w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2-36x36.jpg 36w, https:\/\/logon.media\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Aleph-2-48x48.jpg 48w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/p>\n<p>Purtroppo, nella maggior parte dei casi questa goccia divina proveniente dall&#8217;inconoscibile Ain Sof trova sulla terra un partecipante che pu\u00f2 formare solo una debole ombra della sublime unit\u00e0 divina. Lo specchio dell&#8217;anima \u00e8 ancora troppo opaco a causa della focalizzazione terrena e la luce non pu\u00f2 penetrare fino alle profondit\u00e0 dell&#8217;anima. Allora la luce dell&#8217;unit\u00e0 soprannaturale nel mondo fisico diventa una molteplicit\u00e0 di forme, un mondo dualistico in cui regnano gli opposti. La goccia monadica trova allora il suo riflesso solo in uno stato di rottura (vedi goccia inferiore). La cessazione di questo stato di rottura pu\u00f2 avvenire solo quando l&#8217;intero sistema umano viene messo a riposo.<\/p>\n<p>Lao Tzu dice a questo proposito:<\/p>\n<blockquote><p><em>Chi pu\u00f2 trasformare le impurit\u00e0 del suo cuore in silenzio? Chi pu\u00f2 nascere gradualmente in Tao mediante una calma allenata per lungo tempo? <\/em> <a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>La frammentazione dell&#8217;unit\u00e0 divina, attraverso il tumulto dell&#8217;anima umana, \u00e8 espressa in molti miti. Il mito egizio di Osiride e Iside ne \u00e8 un chiaro esempio. Racconta che Osiride, in quanto rappresentante del vero s\u00e9 dell&#8217;uomo che deriva dal mondo divino, si concentra esclusivamente sullo spirituale. Tuttavia, ha un fratello, Seth, la controparte oscura che non si concentra sullo spirito ma sulla materia. Seth, chiamato anche Tifone, rappresenta la tendenza dell&#8217;uomo a cercare la realizzazione dei propri desideri. I due fratelli avrebbero potuto costituire una coppia equilibrata, se Osiride si fosse occupato del fratello Seth. Lo spirituale avrebbe cos\u00ec governato sul mondo dei sensi, che gli avrebbe obbedito. Ma la storia va diversamente. Il mito egizio racconta che Seth uccide il fratello, ne divide il corpo in pezzi e li disperde per il mondo. Questa immagine fa da parallelo alla potente goccia divina, la monade proiettata nel mondo materiale in forma spezzata, che si disintegra, per cos\u00ec dire, in innumerevoli particelle.<\/p>\n<p>Il globo, o monade, che oggi conosciamo come l&#8217;onnicomprensivit\u00e0 divina, si eleva al di sopra della frammentazione della natura dualistica. Non \u00e8 un caso che nella lingua ebraica i termini &#8220;Dio&#8221;, &#8220;Amore&#8221; e &#8220;Unit\u00e0&#8221; abbiano lo stesso valore numerico. Questi concetti sono inconfutabilmente uniti, perch\u00e9 Dio \u00e8 Amore, \u00e8 Uno. In realt\u00e0, possiamo aggiungere un quarto concetto: la verit\u00e0. Nel nostro mondo, il significato di &#8220;verit\u00e0&#8221; \u00e8 diverso per tutti. Tuttavia, partendo da un&#8217;ipotesi di lavoro e assumendo la monade come simbolo del Tao, possiamo concludere con un semplice esempio che l&#8217;unicit\u00e0 divina \u00e8 ugualmente sperimentata da tutti. Per dimostrarlo, dobbiamo fare appello alla vostra immaginazione. Immaginate: siamo tutti insieme in una sfera immensa, la monade. Ognuno, ovunque si trovi, avr\u00e0 la stessa percezione di quel globo! Anche se ci poniamo al di fuori di quella immensa, grande sfera, tutti avranno la stessa osservazione! Perci\u00f2 la monade, il piano unico della forma sferica, il numero 1, \u00e8 il simbolo per eccellenza della Divinit\u00e0 che si esprime nel nostro mondo come prima emanazione.<\/p>\n<p>Questo unico piano, il numero 1, \u00e8 diametralmente opposto al numero 4 della natura fisica. Anche per i pitagorici l&#8217;1 costituiva il confine con il mondo trascendentale che non pu\u00f2 essere sperimentato nel mondo materiale del 4. Sebbene queste due diverse nature non possano essere mescolate, spesso si commette l&#8217;errore di pensare che il divino debba essere molto lontano da noi umani. Ma non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 sbagliato! \u00c8 pi\u00f9 vicino delle mani e dei piedi, solo che \u00e8 ancora latente in noi! Deve ancora essere attivato.<\/p>\n<p>L&#8217;enigma di questo apparente paradosso pu\u00f2 essere risolto solo rendendo lo specchio della nostra anima cos\u00ec limpido da essere in grado di ricevere e riflettere il divino nella sua vera essenza. Come rendere la nostra anima ricettiva a questa ispirazione divina che proviene dall&#8217;altra natura? Per raggiungere questo obiettivo, Lao Tzu fa riferimento al principio Wu-Wei, che significa &#8220;non fare&#8221;, distacco da questo mondo. Questa \u00e8 la chiave in possesso di tutti i maghi gnostici, chiave che ci porta fuori dal mondo del &#8220;fare&#8221;, dell&#8217;essere, nel mondo del non fare, del non essere. Quando un essere umano \u00e8 in grado di usare questa chiave, allora attraverso tale atto tutta la natura umana viene rielaborata e sollevata in un&#8217;altra dimensione. Allora si confermano le parole gnostico-magiche di Lao Tzu, che ci parla in modo ispirato da un lontano passato:<\/p>\n<blockquote><p><em>Cielo e terra si unificherebbero e cadrebbe una dolce rugiada, e il popolo giungerebbe da solo all\u2019armonia senza bisogno di essere istruito.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando Tao fu ripartito, a ogni cosa venne dato un nome.<\/em><\/p>\n<p><em>Dal momento che a Tao fu assegnato un nome, bisogna imparare a venerarlo.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi sa venerarlo non incorre in alcun pericolo.<\/em><\/p>\n<p><em>Tao si estender\u00e0 attraverso il Tutto.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto ritorna a Tao, come il ruscello di montagna torna al fiume e poi al mare. <\/em><a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Riferimenti:<\/h3>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Catharose de Petri e Jan van Rijckenborgh, <em>La Gnosi Cinese<\/em> \u2013 <em>Un commento al Tao Te Ching<\/em>, capitolo 1, Edizioni Lectorium Rosicrucianum, 2017<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <em>La Teologia Mistica di PSEUDO-DIONIGI L&#8217;AREOPAGITA<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Ibidem, capitolo 4<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Ibidem, capitolo 1<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Ibidem, capitolo 2<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Genesi 1:3<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Ibidem, capitolo 15<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Ibidem, capitolo 32<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":923,"featured_media":102395,"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"tags":[],"category_":[110092],"tags_english_":[],"class_list":["post-103137","logon_article","type-logon_article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category_-science-it"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article\/103137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/logon_article"}],"about":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/logon_article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=103137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=103137"},{"taxonomy":"category_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/category_?post=103137"},{"taxonomy":"tags_english_","embeddable":true,"href":"https:\/\/logon.media\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags_english_?post=103137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}